sabato 29 giugno 2013

29 giugno 2013. In viaggio per casa.

"Tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle, 
tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono stai fatti nelle reazioni nucleari 
che avvengono nelle supernove, 
cioè queste stelle molto più grosse del Sole 
che alla fine della loro vita esplodono 
e sparpagliano nello spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. 
Per cui noi siamo veramente figli delle stelle".
Margherita Hack.

venerdì 28 giugno 2013

Blocco. Non notes.





Lasciare i libri a metà non è bello.

Proprio non lo è.
A volte è necessario.
Credo di aver comprato troppo, di aver voluto troppo, di aver letto troppi titoli, troppe recensioni e troppi commenti, sentito troppe opinioni, sfogliato troppi volumi e studiato troppe copertine. Tutto troppo. Il risultato è che non risco a leggere. Forse è vero che bisogna amare con moderazione, chi lo sa. Sono stata ingorda e ora mi fa male la pancia.
E' il blocco del lettore e l'ho preso.
Ho il mal di gola, sono stanca, non c'è il sole e ho molta, moltissima voglia di lamentarmi.
Mi sento inconcludente e ridondante.
Non sto bene e non riesco a leggere.
Ho iniziato tre o quattro libri, avrò letto due pagine per ognuno e ho sempre sentito che non era il momento, non era l'ora e non era il libro. Non c'ero io.
Mi piacerebbe leggere qualcosa su come gli scrittori superano il blocco dello scrittore e, poi però al blocco del lettore chi ci pensa?
Sono un lettore fustrato. Di sera ho sonno, di giorno lavoro e in generale non riesco a trovare pace.
So benissimo che non dipende dai libri, ma da me. Forse non ho trovato il libro del momento.
Ci sono periodi in cui leggo di tutto senza sosta, senza stanchezza e senza distrami. Adesso sono un'orfana della lettura.
Non mi immergo.
Non ho tempo e non ho mente. Cosa moooooolto strana perchè ho sempre tempo e mente per leggere.
Sarà un baratro pre-ferie, sarà che ho una pila di volumi troppo alta e una lista troppo lunga di libri che vorrei leggere, sarà che la libreria è stra-super-mega-fanta piena.
Sarà quel che sarà, ma sta di fatto che sto arrancando.
Succede vero? Passa? E quando?
E come direbbe uno piccolo che conosco bene "E come mai mamma?"









Foto Pinterest, ripinnate su Il tè tostato 

martedì 25 giugno 2013

Il viaggio della regina. Noel Coward.

Il viaggio della regina. Noel Coward
elliot. La mia copia.
Elliot ha le copertine più belle della stagione.
Sarà infantile, ma per me la copertina è importante, credo di averlo già detto. La carta delle edizioni elliot è perfetta, liscia e vellutata, abbastanza spessa ma non difficile da sfogliare, di un bianco luminoso ma non sparato. 
Una cura e uno stile che incontrano i miei gusti.
"Il viaggio della regina" è un'uscita di primavera, carino per l'estate, abbastanza divertente e soprattutto con un' ambientazione molto piacevole.
L'isola di Samolo, dove alta borghesia e aristocrazia inglesi vivono la colonia del Commonwealth con grande attaccamento alle proprie tradizioni, alimentando i costumi della buona società e caratterizzandosi per il grande fermento della notizia dell'imminente arrivo della Regina Elisabetta II e del Principe Filippo. Sono gli anni '60. Tutti sono giovani. Ma ancora non giovanissimi, se mi spiego. L'isola è in fermento, ognuno elabora le proprie interpretazioni delle ripercussioni del viaggio della Regina e ognuno, o meglio ogni inglese, si sente nel pienissimo diritto di accoglierla e d esserle presentato in quando strenuo sostenitore della Union Jack, del tè delle cinque e membro della buona società. Grizel, migliore amica della moglie del Governatore di Samolo, racconta in prima persona la vita e i giorni che precedono la visita reale, dipingendo una vita curiosa e direi invidiabile, tra mare, martini in veranda, bambinaie, amori clandestini e apparenze da salvare. Tutto è così ben descritto che uno scenografo non avrebbe granché da fare, i dialoghi sono talmente serrati che nemmeno uno sceneggiatore avrebbe gran lavoro, le scene così ben descritte che il regista forse potrebbe andare al mare, i personaggi  super divertenti e vivi. Tutto molto, forse troppo. Infiniti particolari e soprattutto infiniti dettagli di conversazione, forse un po' di maniera, un po' teatrale, in alcuni punti ho riso, in altri ho faticato un po' dietro alle citazioni e alla descrizione di ogni abitudine dei signori coloni.
Carino per una commedia, molto estivo, nessuna rivelazione, ma chi l'ha detto che vogliamo sempre l'oracolo.

lunedì 24 giugno 2013

24 giugno. San Giovanni o la notte delle streghe?


Pinterest, ripinnata su Il tè tostato

24 giugno. Stanotte Sole e Luna si sono sposati. Acqua e fuoco. Feste pagane e feste religiose in quel connubio che si mescola con i tempi della natura. Si accendono fuochi e si raccolgono erbe. Rugiada e acqua in infusione per cacciare sfortuna, malattie, aumentare la bellezza e propiziare l'anno. Riti per scoprire il proprio futuro amoroso, foglie, uova e cardi esposti alla rugiada della notte del solstizio.
Lumache, noci, fave, unguenti, purificazione del fuoco e feste. Riti e usanze in ogni regione, perché per abbondanza e fortuna si lavora, si crede, si spera e si fanno magie. Ovunque.
Divinazioni durante la notte delle streghe.
L'iperico, il fuoco e l'acqua, la terra, il sole e la luna.
Le stagioni e il tempo della vita.
Il ritmo.
Sempre uguale.
Da sempre uguale.
Per sempre uguale. Se tutto va bene.
Perché l'ineluttabilità ha un senso.
Rotazione e rivoluzione sono ineluttabili.
La necessità di credere è ineluttabile.
E così solstizi ed equinozi sono una cosa seria, per la Terra, per le persone, per gli animali.


"Già il sole era entrato nel segno del Cancro. Era la vigilia di San Giovanni. Fin da l'ora terza, il caldo si era levato sul mare, il vento era caduto, e nel pomeriggio c'era un tale caldo nell'aria che i marinai, i cavalieri, uomini e donne giacevano addormentati, tanto si sentivano stanchi ed esausti. Tristano giocava a scacchi con Isotta sotto la tenda".
Tommaso d'Inghilterra, Tristano e Isotta
"Nuto, che non se n'era mai andato veramente, voleva ancora capire il mondo, cambiare le cose, rompere le stagioni. O forse no, credeva sempre nella luna. Ma io, che non credevo nella luna, sapevo che tutto sommato soltanto le stagioni contano, e le stagioni sono quelle che ti hanno fatto le ossa, che hai mangiato quand'eri ragazzo."
        Cesare Pavese, La luna e i falò

sabato 22 giugno 2013

Alicia Martin. Sculture di libri.




fonte: Pinterest, ripinnata su Il tè tostato.


So che è una scultrice di Madrid che crea valanghe coi libri e di libri. 
Non so altro, ma mi documenterò. Buon fine settimana e buona lettura.



venerdì 21 giugno 2013

Se ti abbraccio non avere paura. Fulvio Ervas.

21 giugno. Entra l'estate.
foto tratta da www.marcosymarcos.com
E' ufficialmente il caso di iniziare a pensare alle valigie.
Letture da spiaggia.
Letture da casa.
Letture da pioggia improvvisa d'estate.
Letture leggere.
Letture pesanti.
Letture rivelatrici per un nuovo inizio.
L'estate scorsa ho letto un libro che è tutto questo  "Se ti abbraccio non avere paura" di Fulvio Ervas. La mia copia credo sia ancora Dresda, posto qui la foto dal sito della casa editrice .
E' stato un libro formativo per me come lo sono stati tutti quei grandi capolavori che segnano le coscienze dei lettori. Ci sono un padre e un figlio diciottenne che passano insieme un'estate speciale, da soli attraverso gli Stati Uniti, in moto. Un 'esperienza meravigliosa e indimenticabile per chiunque, incredibile per loro. Perché Andrea ha una malattia insidiosa, l'autismo. E suo padre ha il cuore di un leone. E ne vien fuori una vita che mi ha fatto sentire potente, perché anche io, mamma, voglio il cuore di una leonessa e, anche io voglio saper insegnare libertà e possibilità a mio figlio. E amore. E voglia. E la paura diventa un motore, o almeno così mi sembra, e la delicatezza diventa ossigeno e l'imprevedibilità non deve paralizzare. Andrea vede il mondo e abbraccia le persone che incontra, il padre sposta in avanti i limiti del figlio e anche i suoi, forse soprattutto i suoi, perché Andrea ha limiti in questo mondo, forse non limiti in assoluto. Non lo so poi, sento soltanto, non so nulla. Comunque ogni giorno è un po' più bello e quel ragazzo ha tutto davanti a sé, e un papà che lo conduce attraverso le strade di città, deserti e cieli e foreste. E quel papà ha una guida speciale che è suo figlio. E si mette in piedi una rete di pensieri condivisi, per far in modo che Andrea possa sempre vivere serenamente ciò che avviene e possa scegliere e così arriva fino in centro America. In barba a tutti e a tutto c'è un papà che sfida la sua paura per dare di più a suo figlio e da lui impara e di lui si bea e con lui la gioia ha mille colori. La preoccupazione, l'attenzione e la prevenzione delle situazioni che posso essere critiche, degli umori e delle difficoltà sono sempre presenti e consentono quel viaggio, ma con amore, non con le istruzioni. Una vita che m'ha toccata perché guardavo mio figlio che aveva due anni e giocava tranquillo, felice e sano e pensavo che quel coraggio e quell'amore li voglio saper vivere anche io. Un papà che m'ha mostrato quanto si può fare per i propri figli e quanto si deve a chi ci regala tanta gioia, quanto un sorriso apre ogni porta e scioglie ogni ghiaccio, se viene dalla felicità del proprio figlio. E poi ci sono paesaggi, città, umanità di ogni tipo e l'approdo a un modo di vivere diverso, ma in cui c'è equilibrio, allegria e scoperta. Non so se il cielo sia abbastanza in alto per poter disperdere il dolore di genitori che scoprono la malattia del proprio figlio, ma questa storia lo è. Non so nulla dell'autismo e non ne so parlare, ho soltanto letto questo libro e mi ha fatto venire voglia di essere una madre più felice per suo figlio. Ho l'impressione di usare solo parole sbagliate per descrivere il libro, perché non è un libro e basta, è un mondo e chiedo scusa ad autore e protagonisti, ma è con tutta l'ammirazione e, credo di poter dire, l'affetto, che ne parlo. Un'estate meravigliosa perché...se ti abbraccio non avere paura.

lunedì 17 giugno 2013

Modalità lunedì.

Pinterest, ripinnata su Il tè tostato
Lunedì, il giorno in cui svegliarsi è un incubo, il giorno in cui c'è traffico la mattina, i negozi sono chiusi e la sonnolenza raggiunge il suo culmine, il giardino è vuoto e la settimana può ancora essere la migliore mai vissuta.
Ogni lunedì è un inizio e ogni inizio fa venire voglia di buoni propositi. Anche a me. Anche oggi.
Sto pensando a una piccola reimpostazione de Il tè tostato.
Una settimana al mese sarà tematica e potrà essere dedicata a un autore, a un libro, a una corrente letteraria, a un filone di scrittura a un tema, a un periodo storico, a qualcosa che armonizzi i post e commenti. Inizierò a luglio e, credo proprio con la prima settimana, di modo che ogni mese possa esordire con un tema. L'idea mi piace e non è del tutto mia, ho ricevuto un'osservazione che m'ha fatto pensare e ho accolto il suggerimento, spero sarà una novità gradita e spero di riuscire a portarla avanti, perché si sa il rischio di ogni buon proposito è quello di rimanere imprigionato in se stesso.
E' lunedì e sto impostando i post della settimana, le letture estive, citazioni sul mare, la valigia del lettore e come girare pagina con l'olio solare sulle dita, il libro sul quale punto tutto e i suggerimenti da lettore a lettore, le ultime foto delle biblioteche e altre di letture in spiaggia, perché non si sa se tenere il viso all'ombra, gli occhiali da sole o leggere a pancia in giù. Non so bene ancora, il lunedì è riflessione organizzativa.
Un lunedì di consigli sarebbe carino, chi ne ha per Il tè tostato è invitato a inserirli nei commenti.
E' lunedì e si prepara un super tè freddo gigante, oggi userò qualcuno degli assaggi che ho ricevuto la scorsa settimana in libreria...e già perché in libreria c'è un po' di tutto per essere felici.

domenica 16 giugno 2013

Si vive come si sogna

"No, è impossibile, 
impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; 
la sua sottile e penetrante essenza. 
È impossibile. 
Si vive come si sogna: perfettamente soli".
Joseph Conrad, Cuore di tenebra

mercoledì 12 giugno 2013

Conrad, Marlon Brando e Feltrinelli.

www.lafeltrinelli.it
laFeltrinelli sta lanciando una promozione molto interessante, i Classici della Universale Economica sono scontati del 25%. Ho scorso il catalogo, ho scelto qualche titolo. Oggi uno.
"Cuore di tenebra" di Joseph Conrad. E' il primo che m'è saltato agli occhi, ecco il link per vedere la scheda sul sito Feltrinelli, da cui per altro è tratta la foto accanto.
E' un romanzo breve, ma talmente intenso, meditato e da meditare che diventa lunghissimo.
Sicuramente uno dei libri più impegnativi della mia adolescenza, insieme a "La linea d'Ombra", sempre di Conrad, perché c'è un momento nella vita di chi ama leggere, che è il momento Conrad, più o meno tutti gli abbiamo dedicato il suo spazio. Ai miei occhi era un passaggio obbligato, poi ho scoperto quanto fosse stretto e arduo. Ancora oggi mi sembra così.
Un viaggio attanagliante nel cuore dell'Africa di fine ottocento, lungo un fiume, alla ricerca di qualcuno, nel tempo in cui l'avorio non era protetto e i guadagni nascevano dallo sfruttamento di popoli, territori e animali, molto più di oggi. (Forse). C'è un destino di morte per gli inferiori dettato dalle idee nobili dell'Europa ricca, c'è il buio del continente e delle menti che si credono più accese. Il delirio di un uomo che gestisce la Compagnia, la fatica e i pensieri del ragazzo che lo cerca. E certo alla fine una donna e, pare, poco prima, la rivelazione del proprio agire, del proprio orrore.
Ispirò Coppola e Apocalypse now, cosa che ho scoperto molto tempo dopo aver letto il libro, perché il film l'ho visto che ero già all'università. In una guerra diversa e nel secolo successivo, ho ritrovato lo stesso fiume, lo stesso giovane, lo stesso vecchio e, lo stesso orrore, quello che alla fine colpisce Marlon Brando.
Difficili entrambi, il film poi è lentissimo e fa salire una sensazione di precarietà e violenza in agguato, vigile e nascosta anche nel sudore dei viaggiatori, un'inquietudine costante. Mi è rimasta in testa la relazione contorta tra chi cerca e chi sfugge, tra il giovane che forse non sa imparare, da chi, con tanta esperienza, in realtà s'è talmente riempito d'odio da vomitarlo, di sete da distruggere per possedere, di bulimia da impazzire. Perché ci sono uomini per i quali non è impossibile pensare che "tutta la collina odorava di vittoria". In ogni secolo.

martedì 11 giugno 2013

Lanciatori e lanci.

"Si cominciava a scorgere, in distanza, il luccichio tremolante della canicola. 
Risalii il sentiero fino alla Ford. 
Presi la copia del mio libro, del mio primo libro, la aprii e scrissi a matita sul risguardo: 
"A Camilla, con amore, Arturo". 
Percorsi un centinaio di metri verso sud-est e, 
con tutta la forza che possedevo, gettai il libro nella direzione che lei aveva preso. 
Poi montai in macchina, avviai il motore e partii per Los Angeles".
John Fante, Chiedi alla polvere

Poesie vecchie e nuove. Lawrence Ferlinghetti.

Lawrence Ferlinghetti
City Lights Books
(Pinterest, ripinnata su Il tè tostato)
Lawrence Ferlinghetti innanzi tutto è vivo, ha l'età di mia nonna e ha fondato la City Lights libreria, la prima di soli tascabili e la City Lights casa editrice che ha pubblicato Howl di Allen Ginsberg per la prima volta. Ebbe l'intuizione dei tascabili, della diffusione della poesia e dell'importanza di essere letti. Non solo, partecipò allo sbarco in Normandia, studiò alla Sorbonne, si sposò e si circondò dei poeti e dei pittori contemporanei che popolavano San Francisco. Ferlinghetti è un poeta, un uomo beat e un esponente di una vita che non c'è più e di una poetica del '900 che sembra la casa della modernità, è stato fautore e protagonista dei reading, studioso e esponente dell'arte contemporanea, un soldato della seconda guerra mondiale, un editore e un libraio. Ferlinghetti ha mille vite ma tutte allacciate tra loro. Ferlinghetti è ed è stato un divulgatore senza pari.

La mia copia
Nel 1967 partecipò al funerale degli Hippie con Ginsberg cadavere e si trasferì con un gruppo di beatnik e hippie fuori dalla città. Da quegli anni passati a Bolinas  trarrà una raccolta di scritti. Ma a un certo momento, come sempre avviene dopo l'intensità infinita, è diventato tardi, alcuni che avevano vissuto e incarnato lo spirito beat erano morti di quello stesso spirito. Il tempo sembrava scaduto, la festa danzante tra le coste era finita, ma non direi che lui sia oggi un superstite, forse più un reduce e combattente. Un sogno per me.
L'edizione di minimun fax qui accanto è una meraviglia. La copertina è un quadro del poeta, le opere inserite le ha scelte lui e si muovono lungo tutta la sua attività poetica, la prefazione è di Fernanda Pivano (chi se no?) e molto racconta e descrive, leggerla è utile a tutti, soprattutto a chi non conosce il beat e, anzi, soprattutto perché l'ha scritta lei.  Un volume che, chi come me, ha una vera passione per la beat generation, non lascia in libreria e se non c'è lo ordina, perché è pieno di cura, attenzione e amore per quella poetica. La prima parte è intitolata "Scene italiane" e ci sono Roma, Milano, Firenze, Bologna, il mare Adriatico, il Tirreno e le isole, un viaggio a casa nostra e anche un po' sua evidentemente. Ci sono poi arte e strada, sogno e realtà.

lunedì 10 giugno 2013

Tè alla pesca.

(Pinterest, ripinnato su Il tè tostato)
La mia domenica, d'estate e senza sole, è passata con "Fiore di Pesco" di Cose di tè, anche se non è stato accompagnato dall'afa che merita e anche se a me la pesca nel tè piace a pezzi...ma prima di assaggiare questo. Il suo merito è evidentemente quello di non contenere, al pare dei suoi fratelli, alcun aroma sintetico e dunque nessun sapore stucchevole, nessuna sensazione di plastica e fialette profuma ambiente. E' molto buono e ieri mattina ha vissuto una love story con un toast molto salato, il tutto in terrazzo se pur sotto le nuvole. Comunque piacevole.
Se non avete il mio negozio del cuore a portata di mano, ma vi va il sapore di tè alla pesca e trovate solo bustine confezionate "al profumo di", consiglio una ricetta, più volte sperimentata:
si prepara un grande tè, un litro di Darjeeling in foglie, intanto in una teiera tiepida, o una caraffa, ma l'importante è che ci sia un tappo per poi proteggere il tè dagli odori del frigorifero, spezziamo due o tre grandi pesche sbucciate e saporite (con la frutta che si trova ora che non ha preso una goccia di sole è difficile trovare pesche buone, tra qualche giorno andrà meglio) quando il tè è ben infuso lo si versa nella teiera con le pesche e lo si lascia raffreddare fuori dal frigo. Appena la teiera è fredda si mette il coperchio e via in frigorifero. Non aggiungo zucchero e non aggiungo limone ché non mi piacciono nel tè, al limite qualche fogliolina di menta fresca.

venerdì 7 giugno 2013

Ex libris.


L'anno scorso ho comprato, in un negozio di libri vecchi e antichi, una copia di "Furore" di Steinbeck (che poi ci scriverò un post perché è un libro speciale) in cui, incollato in prima pagina c'è un ex libris, che riporta il nome del proprietario del volume e un arabesco floreale. Da lì m'è venuta una gran voglia di ex libris, ho navigato un po' e ne ho trovati moltissimi e ho capito di volere il mio personale, con raffigurato quello che dico io. Come si fa? Nel fine settimana vorrei girare qualche stamperia e capire cosa trovo. Nei negozi di timbri o nelle cartolerie, tipo fiorentine, di certo avranno qualcosa, ma non vorrei un ex libris che esiste già, vorrei il mio. L'immagine più o meno ce l'ho in testa, i colori anche, forse, ma non ho idea della fattibilità. Inoltre non vorrei un timbro, ma degli adesivi...anzi vorrei sia gli adesivi che il timbro. Uguali. Ci vorrei su il mio nome, uno spazio in cui inserire la data di fine lettura e un'immagine doppia. Ci sto ancora ragionando.

(Le immagini sono di Pinterest e presenti su Il tè tostato in leggendo leggendo).




Harry Potter e la Pietra Filosofale. J.K. Rowling

"Nooo, non ho mai letto Harry Potter, non mi piace il fantacy e poi no, ma ti pare questi fenomeni
editoriali, il best sellers nemmeno li guardo!!". Stupida!  Ho letto il libro in pochi giorni, come da previsione di una giovane amica di libreria, che l'ha letto 11 volte.
La storia forse la sanno tutti, lui è un bimbo mago in una scuola di maghi, non sapevo fosse una sorta di eletto e che fosse stato allevato dai Babbani in un modo che mi fa vergognare di essere una Babbana. Harry va in questa scuola, che è un incanto, a parte la presenza un po' troppo decisa di topi, e lì scopre se stesso, scopre la sua realtà e, per la prima volta conosce affetto e amicizia. Lui è un bimbo cui sono morti i genitori quando era in fasce, allevato da zii inauditi non sa cosa sia l'amore verso di lui, eppure non cova odio. Harry non ha imparato l'indifferenza, il fastidio, il rancore, la vergogna e la difficoltà, pur essendo gli unici sentimenti che gli sono stati rivolti per 11 anni e, questo renderebbe speciale chiunque, anche un non mago qualsiasi. Appena arrivato a Hogwarts, Harry ha modo di vivere per la prima volta, di mostrare se stesso, il suo entusiasmo, la forza e la voglia di fare e di conoscere. Chiaro è, che se prima aveva un infanzia in un sottoscala in cui non succedeva nulla, adesso ha un'infanzia con la bacchetta magica, una scopa volante e in lotta contro il male, se prima era solo solissimo, adesso ha amici leali e pieni d'affetto, se prima c'erano adulti meschini e miserrimi, ora conosce la grandezza degli esempi...ma non solo! In Harry potter il cattivo è verde e il buono è d'oro, il che se ci si pensa è proprio vero.
Il passo in cui con Hagrid si infila in una Londra magica (che poi Londra è magica da Peter Pan almeno e, se c'è una città magica è Londra) per comprare il necessario per la scuola è il mio preferito, insieme alla scena della stazione, quando deve prendere il treno, non trova il binario 9 e 3/4 e incontra i Weasly che lo aiutano per la prima volta. Le descrizioni sono una meraviglia, mai noiose, l'attenzione è tenuta viva in modo costante e i nomi di ogni personaggio e di ogni oggetto sono assolutamente perfetti e non sembrano inventati. O lei è un genio, o è tutto vero.
E io, Babbana, ma perché?

mercoledì 5 giugno 2013

La ragazza che toccava il cielo. Luca Di Fulvio.

La mia copia..sfocata
Romanzo storico.
Romanzo  di formazione.
Romanzo lunghissimo. E la formazione di certo non è cosa che si risolve in poco tempo.
Mercurio è un ragazzo romano, orfano, truffatore, con una vita ai margini della società del 1516 e allora i margini erano profondi baratri di desolazione. A seguito di un furto in cui uccide un mercante e dunque per evitare la prigione, Mercurio, insieme agli amici Benedetta e Zolfo, è costretto a scappare da Roma per rifugiarsi a Venezia.
Lungo la strada il rimorso e il suono di quella morte lo tormebtano, fino l'incontro con Giuditta da Negroponte, anche lei in fuga con suo padre Isacco, anche loro per Venezia. Accodati alla carovana dei soldati del Capitano Lanzafame, di ritorno dalla guerra e verso la Serenissima, Mercurio e Giuditta si innamorano, senza parlare, senza far nulla, si riconoscono e si legano. In silenzio. Perfettamente. I pensieri di Mercurio iniziano a mutare e Benedetta, gelosa e femmina, nel modo più viscerale e fino all'esasperazione di esso, comprende quel nuovo legame e farà di tutto per spezzarlo. Intorno un mondo descritto così perfettamente che alcune immagini danno fastidio, fanno soffrire, rendono la bellezza di Venezia una volgarità sul dolore. Mercurio incontra l'umanità più disparata e spesso non la migliore, ma è un ragazzo speciale, ha anima, cuore e cervello e riesce a mantenere le proprie qualità il proprio sguardo, aggrappato al bisogno di libertà da cui è sempre stato pervaso. O meglio, Mercurio é uno di quegli uomini pronti a morire per la libertà, di quelli che non si fermano, liberi dentro e forse liberi contro. Con l'aiuto di Anna del mercato, donna del futuro con idee chiare e valori rivoluzionari, Mercurio scopre l'amore materno e la bellezza della progettualità, del vivere per il domani e non per l'oggi e con forza e paura compie l'impresa più difficile. Dietro l'angolo però quel mercante, in realtà sopravvisuto e travolto dalla rabbia, bracca Mercurio in un vortice di sangue fino a Venezia. Un romanzo pieno di anime, sentimenti e istinto, denso della violenza di un tempo in cui vita, morte, rispetto e solidarietà erano opinioni, spesso non condivise, e tutto mentre il mondo inventa i ghetti e grida alle streghe.
Scarabello, Andrea Lanzafame, Marianna, Repubblica, Cardinale, Isacco, Donnola, Scavamorto, Shimon, Anna del Mercato, Zolfo, frate Amadeo, Benedetta, Giuditta e Mercurio. Veri e vivi, ovunque.

Biblioteche









(Tutte le foto sono tratte da Pinterest e ripinnate nella pagina di Il tè tostato)

martedì 4 giugno 2013

Harry Potter ti porta in brughiera.

Venerdì scorso ho avuto una conversazione, ovviamente in libreria essendo venerdì, a proposito di letture intense e probabilmente femminili.
Il tutto è iniziato col mio acquisto di una copia di "Harry Potter e la pietra filosofale" che m'era sfuggito sabato scorso (oltre che negli ultimi 10 e passa anni), oggi invece l'ho finalmente trovato, ma in un'edizione ritradotta e qui nasce il problema. Si è animato un dibattito, tra donne lettrici della Rowling, in merito a quale sia la miglior traduzione e, sulla strana abitudine di alcuni traduttori o editor di modificare o italianizzare i nomi dei personaggi dei libri. Accertata la bontà dell'edizione disponibile, ho proceduto all'acquisto, ma il dibattito è continuato fino al momento in cui è uscito, condiviso tra la più giovane dei miei librai del cuore e me, il dramma della traduzione in "Giuseppe" del vecchio domestico di Wuthering Heights (ecco perché il post sul libro) . Sicuramente c'è stato un periodo storico in cui si tendeva a fare questi adattamenti "totali", ma ci siamo trovate d'accordo sull'inopportunità di vedere un Giuseppe domestico nella brughiera, anche perché poi Heathcliff come si traduce?
Ecco qui che da "Cime Tempestose" libro assolutamente perfetto, meraviglioso, intenso, anche gotico, come è stato giustamente osservato oggi, si è passati a Jane Eyre e da lì a lei, Elizabeth Bennet, che se la comanda nell'Inghilterra di tutti i tempi quale donna delle donne.
Posto che "Orgoglio e pregiudizio" non si discute, se pure non mi fa piangere, a me Lizzie m'ha un po' stancato (a me mi ci vuole ogni tanto!), poi da quando è diventata cinematograficamente anche una bruttina bellissima è davvero troppo.  Ma dopo Catherine e Elizabeth chi viene? Si attraversa il tempo e c'è lei Cecilia Tallis, e ne ho già parlato qui e qui, ed è una meraviglia di personaggio in un libro che non ho più aggettivi perché un libro senza aggettivi.  E indovina un po' chi ha prestato il volto a Cecilia Tallis? Niente meno che....rullo di tamburi...Elizabeth Bennet!
Wikipediare per credere.

Cime tempestose. Emily Bronte

google
Emily Bronte, la sorella di Charlotte di "Jane Eyre" ha scritto un solo romanzo ed è "Cime tempestose". Non c'è seguito. Tutto finisce lì. E travolge. Cime tempestose è un libro sull'odio e sul possesso, vestito da storia d'amore, di quando l'amore è confuso con altro e diventa cattiveria e solo alla fine (forse) torna il sentimento che era. L'innamorato è ferito e respinto, si sente inferiore e si vendica di chiunque l'abbia fatto soffrire e credere inadeguato e rozzo. Offeso se ne va, ma i cattivi tornano e lui torna, pieno di soldi e di odio, a vendicare la propria disillusione e distrugge la famiglia della sua amata fino a farla quasi morire di dolore e, non pago, ne usa la figlia indirizzandola a una vita di infelicità. L'innamorato sofferente fa di peggio, si serve anche di suo figlio e poi ne rimarrà indifferente alla perdita. L'innamorato separato dal suo amore (o dal suo appagamento) è Heathcliff ed è un uomo cattivo. Non c'è altro. Lui è cattivo, cattivo e romantico, spietato e orribile. A 17 anni mi sembrava uno che lottava per amore, oggi dico è che è un prepotente miserabile. Senza mezze misure. Pieno di rancore, verde dall' invidia e incontenibile nei suoi desideri di possedere i luoghi, le persone e il loro futuro. Heathcliff e Catherine però all'inizio in qualche modo si amano, sono sempre più uniti, ma quando si ritrovano dopo essere stati separati per un po', non saranno più gli stessi, lei non lo sarà più e, così, inizierà la trasformazione. Heathcliff, respinto, vive di vendetta, lei reagisce con assurdità, lui persevera in un sentimento accecante, che diventa odio infinito nello spazio e nel tempo. E dell'amore non vedo più niente. Arriva la pace soltanto in morte, perché Cime tempestose è una tenuta nella brughiera e, lì, nemmeno il vento e il verde spiritato dell'erba sembrano trovare mai pace, nella brughiera si urla e si vaga, tutti ci troviamo a urlare e vagare, perché l'amore e l'odio hanno un confine sottile. E' il racconto di una storia già finita, narrata da chi ne è stato solo spettatore, il racconto ci intrappola tra le pagine, perché il dolore che fu, ha molto più fascino del dolore esistente. Un libro perfetto e cattivo, romantico, gotico e pieno di spiriti e fantasmi, con paesaggi aperti ma avvolgenti, con case e castelli, notti tormentate e lontananze incolmabili.  
Ne ho letta la versione qui sopra, se pure la foto è di Google, la mia copia credo sia a casa di mia nonna e stasera non avrei potuto fotografarla, ma volevo parlarne.

domenica 2 giugno 2013

So Big. Edna Ferber.

Il mio So Big
"Quant'è grande il mio bambino?" "So-o-o Big!"
L'ho scelto senza sapere, soltanto leggendo le poche note sull'edizione Bur. Edna Ferber è stata
membro fisso della "Tavola rotonda dell'Algonquin". Donne poche, ma buone, insieme a lei c'era Dorothy Parker. New York, anni '20. Più affascinante di così non si può.
Ho comprato il libro in edizione Bur (che qualche chicca ce l'ha!), ma con una copertina che non avrei mai, mai, mai scelto. Una roba tipo libro pedagogico, terribile, ma che riporta una piccolissima citazione del New York Times "La più grande scrittrice americana dei ruggenti anni venti". Premio Pulitzer 1925. Venduto.
Protagonista è una donna che ha dentro il gusto delle donne che saprebbero governare il mondo e anche qualche altro pianeta. Selina Peake vive col padre che le insegna che la vita è comunque una grande avventura e vive dopo la sua morte e vive dopo aver iniziato a lavorare, nella campagna di Chicago della fine dell'ottocento. Ricca, poi povera, maestra poi contadina, mamma, poi molto altro, Selina ha e mantiene uno sguardo mobile e profondo su tutto ciò che la circonda, ha le parole di suo padre sempre in testa e nel cuore e, trova bellezza in tutto, ha l'abitudine e la voglia di cercarla e trattenerla e la bellezza non è altro che la realizzazione di sé, non estetica, ma totale, la bellezza è la luccicanza, è arricchirsi di ciò che capita di vivere, è la mescolanza del mondo, è lo spirito vivo che anima le persone, è il nemico dell'aridità, una diga contro l'impoverimento dell'animo. E lei ha un animo tanto speciale che trasforma ogni cosa, la migliora, la rende più Bella. Selina è coraggiosa e forte in modo totale, lo è nelle parole e nei gesti, lo è davvero. Ed è moderna, o forse di più, è avanguardista, è avanti, è almeno un secolo avanti, nei suoi pensieri e nel suo modo di affrontare la vita e renderla un'avventura meravigliosa. Selina è una donna capace di essere felice,  perché sa riconoscere la felicità. Selina ha obiettivi e gioia perché è piena di vita. Costruisce un mondo speciale per suo figlio, un luogo in cui si può migliorare sé stessi e ciò che si ha intorno, in cui lo sguardo rivolto a cercare la parte lucida e brillante di ogni cosa, spinge a traguardi incredibili, alla soddisfazione piena di sé, alla realizzazione dei propri obiettivi, senza dimenticare chi si è e da dove si viene. In pochi capiscono il suo sentire, forse una sola persona e non la dimenticherà mai, la sua Selina. E Dirk, quel figlio per cui lei ha lottato e per cui lei non ha ceduto mai un passo di se stessa, perché sapeva che attraverso le parole di suo padre lo avrebbe condotto alla felicità, avrà l'animo abbastanza aperto da capire dov'è questa felicità?
L'ho letto in pochi giorni, ho riso e pianto, sono rimasta stupita e ho pensato "anch'io!" e poi ho sentito una nostalgia fortissima per Selina e i suoi occhi e il suo vestito vinaccia e il coraggio di non venderlo mai. (E' un libro da averne dieci copie).