martedì 24 dicembre 2013

Leggere stanotte.

"Era la notte prima di Natale e tutta la casa era in silenzio,
nulla si muoveva, neppure un topino.
Le calze, appese in bell’ordine al camino,
aspettavano che Babbo Natale arrivasse."
 
La notte prima di Natale, C.C. Moore.

lunedì 23 dicembre 2013

23 dicembre...l'antivigilia!

"Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era alcun dubbio. Il registro della sua sepoltura era stato firmato dal pastore, dal chierico, dall'impresario delle pompe funebri e dal responsabile della cerimonia funebre. L'aveva firmato anche Scrooge. E il nome di Scrooge alla Borsa era valido per qualsiasi cosa su cui lui decidesse di mettere mano. Il vecchio Marley era morto come il chiodo di una porta."
 
Canto di Natale, Charles Dickens

giovedì 19 dicembre 2013

Gruppo di #Tweetlettura "Sofia veste sempre di nero" Paolo Cognetti.

La mia copia.
Al via domani il secondo gruppo di #tweetlettura con l'account @Tworeaders, per il quale ringrazio ancora e fin da adesso  @ArchAtlas.
Il libro che il gruppo leggerà è "Sofia veste sempre di nero" di Paolo Cognetti, edito da minimum fax, scelto a maggioranza dei voti del gruppo di lettori.

Le regole per partecipare sono semplici e qui di seguito: 

  • leggere il libro indicato;
  • il ritmo di lettura è di venti pagine al giorno;
  • i twittlettori possono inserirsi anche in corsa, ma al capitolo attuale;
  • ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet al giorno, commenti o citazioni;
  • le citazioni dovranno contenere il numero di pagina;
  • i commenti dovranno contenere l'indicazione del racconto cui si riferiscono;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • ciascun lettore è ovviamente è l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo.
Buona lettura a tutti e a presto!

giovedì 12 dicembre 2013

Il gruppo, lo spazio e un libro.

La prima lettura di gruppo su Twitter s'è conclusa da pochi giorni. Cercando di mettere in ordine le suggestioni di questo esperimento non posso non pensare a quanto siano colmabili certe distanze e a quante persone e vite si perdono con le scelte di ogni giorno. Nell' etere c'è uno spazio infinito pieno di caratteri, di occhi, di mani, di pensieri e di parole cui in realtà è impossibile attingere se non restringendo il campo, e così a stato con @TwoReaders e il gruppo che ha letto "La bellezza delle cose fragili" di Taiye Selasi edito Einaudi. Persone che non si conoscono, con ogni probabilità non si incontreranno mai, hanno partecipato delle reciproche sensazioni su uno stesso libro, una lettura condivisa senza spazio e senza supporti, una trasmissione limitata a centoquaranta caratteri e a un fenomeno in divenire continuo come sono le manifestazioni comuni.
Senza volto le persone possono apparire altro da loro stesse, ne sono convita, si può essere chiunque  scrivendo a un interlocutore senza lineamenti, come finalmente si può essere quanto di più vicino a sé stessi. Non c'è compromissione, non c'è tatto, non c'è olfatto, non c'è gusto, non c'è udito,  non c'è vista, rapporti in cui i sensi non hanno ruolo. C'è solo un libro, parole e storie di altri che vengono lette al ritmo comune del gruppo. Una discoteca buia, con spazi enormi, ci si muove, si balla tutti la stessa musica, ma senza vedersi, lontano non condividendo altro che pensieri in pillole e un luogo aperto, ma pieno di nascondigli. Distanza totale. Un palcoscenico senza le regole della prossemica, attori a casa e spettacolo nell' etere. Se ci penso troppo perdo le coordinate.
Insomma piano piano intorno a un libro e a un account Twitter s'è radunata la voglia di leggere e sempre più lettori, ognuno ha cinguettato il suo pensiero, la citazione che l'ha colpito, l'immagine che l'ha suggestionato, leggendo insieme, senza toccarsi mai. E la distanza diventa soltanto relativa.
Nascono legami di affezione e interesse per le parole e per i pensieri dell'altro e nasce la compagnia del ventunesimo secolo, quella dell'individualità condivisa.
La velocità del mezzo, la facilità con cui si può partecipare, un libro coinvolgente e la curiosità hanno portato il gruppo, nato come trio, a ingrandirsi arricchendosi di punti di vista e sensazioni, rendendo così "La bellezza delle cose fragili", un vincolo intellettivo tra sconosciuti. Il libro è stato citato, sentito e commentato con tanti stili quanti sono stati i partecipanti alla lettura e la traccia della Storify, consente di ripercorrere l'evoluzione del gruppo e la vita del libro. "La bellezza delle cose fragili", ricco di sentimenti e di legami, è riuscito a unire, intorno a una famiglia che snoda la sua vita nel tempo e nello spazio senza limiti alle vicende del corpo e dell'anima, un gruppo di senza volto che insieme di quei legami hanno condiviso l'amore e il dolore. Perché il sentire è comune e ce lo dimentichiamo sempre, io me lo dimentico sempre certa dell'unicità dei miei sentimenti, nella presunzione di credermi la sola. Niente di più falso. Tutti diversi, tutti molto uguali.
E il gruppo continua.

martedì 10 dicembre 2013

Dieci dicembre. George Saunders.

La mia copia.
E' scritto ovunque, e vorrei vedere dato che è uscito sul New York Times Magazine, "Il più bel libro che leggerete quest'anno".
Sarà vero, non lo so, direi che mi fido, ma secondo me più che altro è un libro che si tatua sul lettore, "il libro che lascia più tracce di sé di quest'anno", ma non sono il New York Times Magazine, questo è Il tè tostato, opinione non tecnica, non critica, non blasonata, non pubblicitaria, senza alcuna capacità di indirizzare alcuna tendenza, non potente, che non conta, non certo newyorkese.
Per me il dire che sia un bel libro, è come dire "ah Roma, che bella città", si sarà pure bella, ma non è il punto. Non secondo me, che comunque non conto.
Una raccolta di racconti, si dice così quando un libro è fatto di storie ognuna col suo titolo, i suoi personaggi spesso diversi, così come lo sono le ambientazioni, gli scenari, lo stile e la lunghezza. E' proprio la frammentazione che alcune volte rende difficile la lettura di un libro di racconti, cambiare passo, entrare nella storia e doverla subito lasciare, incontrare l'approdo dopo un viaggio forse non completo. In molti preferiscono il romanzo, probabilmente solo Calvino ha unito le due cose con la capacità di volerci far leggere tanti romanzi quanti sono gli incipit di Se una notte d'inverno un viaggiatore. (In quel caso si tratta di uno dei libri più incredibili di tutti i tempi e non sarò tecnica, ma so leggere). Saunders m'ha ricondotta a tanti scrittori, a tanti libri, a un mondo interiore che latita se non viene pungolato e qui il pungolo picca, con bel dolore confuso che si avvicina al piacere e "Dieci dicembre" non si lascia mollare.
Dieci storie che culminano nel racconto che da' titolo al libro e sfogo alle lacrime. Attori di diverse età e condizioni, ma in difficoltà, nella traccia comune della scelta tra essere migliore e o fare il meglio per sé stessi e la presenza di madri che, fisicamente presenti, immaginate o lontane, intonano il controcanto alla voce dei protagonisti.
"Dieci dicembre" è immediato e fragile, con dentro persone nel guado, calate nella realtà più nota come nella fantascienza, tutti con grandi occhi che si muovono tra la possibilità di compiere un gesto degno, un gesto per qualcun altro, che sia qualificante, che sia lodevole, che sia quasi un riscatto e il voltare lo sguardo, se si è in grado anche i pensieri, dove non c'è l'angoscia del mettersi in discussione. Emozionante è la contesa tra l'istinto e la ragione, dove la ragione conduce stranamente a sogni e desideri. Lo stile è immediato senza essere superficiale, prende per mano e porta via, un invito a cena dal quale si torna a casa a pranzo del giorno dopo, evasione e coinvolgimento, in abbandono all'essere asciutti, chiari, definitivi, certi e sicuri "so cosa sto dicendo e non cambierà e, tu vieni con me fino alla fine". Ecco "Dieci dicembre" m'ha fatto più o meno questo discorso.
Se interessa "Fuga dall' Aracnotesta" è il mio racconto preferito, mi ha fatto pensare a Fahrenheit 451, e a quando, vada come vada, a un certo punto ci si alza e si dice "così non gioco più".
Leggere Dieci Dicembre è un consiglio. Oggi, dieci dicembre.

lunedì 9 dicembre 2013

Caro Babbo Natale.

(video estratto da Youtube, caricato da christmas123100)



Caro Babbo Natale,

finalmente è dicembre e finalmente i desideri iniziano a sembrare più veri e più vicini. Col freddo, sotto le coperte, col tè in mano e le lucine sui balconi, sperare è molto più facile. E anche avere. Pensavo a cosa chiedere, ché sono stata abbastanza buona, credo, da poter immaginare di essere nella lista giusta, nel rotolone coi nomi scritti con inchiostro d'oro e le destinazioni illuminate.  Non ho mai capito se questa è l'occasione per tirare fuori tutto ciò che si vorrebbe avere ed essere o, se è il caso di fermarsi a ciò che si può chiudere con un bel fiocco. Inizierei dicendoti che l'anno scorso sotto l'albero c'era tutto il desiderabile, ma che durante nel 2013 le circostanze non sono state le più facili, questo mi porta a temere i desideri, ad aver paura che un sogno di troppo porti via tutto il resto, a pensare che un bell'albero vuoto magari porterà un anno facile.
Per questo oggi desidero solo leggere con calma e tra le tante cose belle che circolano nel mondo delle parole ti lascio una mappa, se ritieni chiudi gli occhi e punta il dito.
Sono un po' in imbarazzo, ma vado, ci sono libri da leggere, libri da guardare e libri da avere.
Innanzi tutto vorrei "Il barone rampante" e "Il visconte dimezzato" di Calvino, sono Oscar Mondadori e non lileggo da troppo tempo e non li trovo più, sarebbe carino poi ricevere "La vita sognata di Ernesto G." di Jean-Miguel Guenassia edizioni Salani, perché pare racconti una vita grandiosa e magari è d'ispirazione, "La promessa dell'alba" di Romain Gary, Neri Pozza, che spero in quelle lacrime grandi e pesanti che Gary sa come fare uscire, "Bloodsong" di Allen Ginsberg, il Saggiatore, che amare è una cosa seria e io amo la beat generation, "Diario di un anno difficile" di J.M. Coetzee, Einaudi, che ci giro intorno da un po', vorrei "Furore" quello bello grande, in edizione integrale di Bompiani e quei bei Fitzgerarld di minimum fax, tutti. Non basta, sono quasi bulimica, "Ho sposato un comunista" di Roth, Einaudi, e "Il grande imbroglio" elliot, nonché l'autobiografia di Edna O' Brian, che ieri era a Roma, dietro l'angolo, ma a casa c'erano delle priorità. Philippe Daverio e un bel volume sull'antiquariato del '700, anzi magari l'abbonamento ad "Antiquariato" la rivista perché poi finisce che non la compro mai.  Caro Babbo Natale, pensavo inoltre che per me, che inizio a guardare la versione Disney di Dickens circa il venti di ottobre, sarebbe una gioia il Canto di Natale di BUR.  Di sicuro ho perso molto di quello che mi piace in giro per la mia mente, non ho nominato Gli Istrici di Salani e lì davvero potresti pescare a caso, e nemmeno tutta la poesia di Majakovskij che forse è poco natalizia, né i libri usati, vecchi antichi e le prime edizioni, che se proprio ti capita (dubito molto per rarità e importi) un Huckleberry Finn 1884 sono qui.
Questo è ciò che puoi trovare su uno scaffale, ma tu sei Babbo Natale e il giro del mondo a cento anni e in una notte non è un problema, per questo forse dalla slitta puoi lanciare di sotto tutti questi libri che non merito e mandarmi il coraggio di essere serena, la capacità di rispettare la natura e le cose, di amare le persone, di vivere la pace e la comprensione, di superare i miei infiniti limiti meschini e di rendere mio figlio migliore di me. Vorrei saper sostenere la mia famiglia, ricordarmi che il mondo è un luogo meraviglioso e che non inizia con me, né tantomeno finisce in modo così misero. Vorrei che le luci di dicembre, potessero non smettere di brillare e la musica di suonare e che in quel sacco profondo ci fosse un gioco per ogni bimbo, un libro per ogni adulto e la voglia di migliorare per tutti quanti.
Caro Babbo Natale, mercoledì compio 34 anni, ma in te ci credo e non smetto, perché alla magia non rinuncerò mai e questo ti chiedo in fondo quest'anno, una slitta piena di magia.
Buona Natale.

Laura

venerdì 6 dicembre 2013

Più libri più liberi. Prima romantica e inconsapevole puntata.

I libri confondono chi li ama, perché ognuno ha un suo fascino e un modo personale di condurti per mano e sono lì che dicono  "vieni facciamo un po' di strada insieme" e tu li guardi e sono tanti e ci saranno anche delusioni e noia, ma ogni volta che tra il lettore e il libro scatta la scintilla il mondo scompare e inizia la loro storia d'amore e un'amate non lo dimentichi più, soprattutto se l'hai amato. Una fiera travolge e ci sta che si vaghi un po' senza meta, che l'atmosfera ha il suo momento surreale, lettori ovunque, libri ovunque, editori ovunque e fuori dicembre. A Roma. Romanticissimo.

Roma è cambiata tanto da quando vivo qui e con ogni probabilità direi non in meglio, ma il Palazzo dei Congressi a dicembre è sempre una perfezione.
Ieri a s'è aperta Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria. Tutti i lettori lo sanno.
Ci sono passata nel pomeriggio, un paio d'ore non di più, se riesco ci torno oggi, comunque di certo domenica, ché gli stand sono infiniti e ho lasciato là molti pensieri, tantissimi libri e praticamente tutti i regali di Natale.
Lo spazio, come sempre, è enorme, i corridoi identificati da lettere e gli stand da un numero, qui l'elenco degli editori presenti con riferimenti, breve presentazione, localizzazione alla fiera e link al sito. Un passaggio nel portale della fiera è fondamentale per capire e cercare di passare dove interessa, soprattutto se si immagina un solo giro e non almeno un paio come farò io.
Ad ogni modo il sito è strutturato e ricco, da' tutte le informazioni e consente una panoramica su eventi e case editrici così ci si può ben organizzare a venire a Roma con le idee chiare.
Veniamo a noi, in due ore si combina poco in posto come quello, ma nonostante tutto il mio bottino, se pur incompleto, mi da' molta soddisfazione.
Eccolo:

et voilà le mie copie fresche di fiera


Il primo acquisto è un libro illustrato per bambini, edito Mandragora, Dante è un bimbo che scappa e vive la sua avventura infernale, Il viaggio di Dante, l'ho preso perché la Divina Commedia ridotta a un terzo non ha senso e se l' Inferno non va magari Purgatorio e Paradiso non verranno mai pubblicati e inoltre che ci devo fare a Dante non si resiste. Impossibile.
Cinque passi confusi più in là La Lepre Edizioni e non ho resistito (di nuovo) a un libro che corteggio da un po' L'estate di sgt. Pepper, non mi sono nemmeno guardata troppo intorno, fatto mio in dieci secondi, anche perché il prezzo con lo sconto fiera era ottimo. A questo punto dopo due acquisti nei primi cinque minuti, ho detto fermi tutti, guardare e non toccare. Ho fatto un bel giro e sfogliato pubblicazioni di tutti i tipi, amoreggiato con Iperborea e Intermezzi, letto un po' di Calamandrei che il giurista che è in me s'è palesato allo stand di Storia e letteratura e sono andata a caccia di libri per bambini. Insomma desiderando e in semi-confusione sono arrivata da minimum fax, non si comanda al cuore, e lì strage come al solito, oltre al calendario, me ne sono andata con A Coney Island of the mind (sarà la terza copia che compro) perché la passione è passione e Ferlinghetti è una delle mie, Undici solitudini ché il mal di pancia da libro è uno stato dell'anima, io ce l'ho, Yates lo suscita e non ci rinuncio, Un segno invisibile e mio, Bender consigliata da lettrice di fiducia e io sono obbediente. A questo punto le buste iniziavano a pesare, ma in giro c'era ancora di tutto. Così sono approdata da Del Vecchio che ultimamente mi sta piacendo molto, ed ero molto indecisa, finché determinante è stata la presenza dell'autore Angelo O. Meloni e ho preso Cosa vuoi fare da grande e anche il tè e, per me che di tè ci vivo, è stata un'accoglienza perfetta.
Questi gli acquisti del mio primo giro, non ci sono regali di Natale e mancano almeno cinque o sei titoli  e case editrici che continuano a tornarmi in mente e soprattutto devo passare da elliot che ieri sono uscita senza Edna O'Brian e il suo Country girl, lo vorrei prendere domenica alla presentazione.
Serve un po' di consapevolezza per vivere la fiera, altrimenti con la mia tecnica dell' innamoramento estemporaneo, si rischia. Come sempre.
Romani di Roma, romani non di Roma (come me), dunque non romani, ma inquilini, non romani né inquilini di Roma, venite perché tutto insieme così è un' esperienza sensoriale.
Per elaborare eventi e presentazioni ci vuole un altro post...

lunedì 2 dicembre 2013

La famiglia March e l'arrivo del Natale.

E' dicembre e ci vorrei proprio scriverlo con la lettera maiuscola!
Fino a Natale saranno giorni molto intensi per Il tè tostato, con i post sui libri da regalare, quello sui tè natalizi più buoni, le foto degli alberi e della neve e i libri che diventano film e parlano delle feste, i ragazzi e le loro letture e i bambini e la festa più bella dell'anno.

Così si parte, con un classico americano meraviglioso uscito in due volumi nel 1868  e nel 1869, poi riunito  nel 1880, Piccole Donne di Louisa May Alcott, dove la felicità ha quattro volti e nessuno sa resistere a quella gioia contagiosa, dove dare è più bello che ricevere e pregi e difetti sono in armonia. A casa March lo spirito natalizio è perenne e i sogni vivono al fianco dei personaggi fino poi a unirsi e quando arriva il dolore lo si trasforma in amore.
Nessuno che sia stata una ragazzina non ha letto e visto Piccole donne, et voilà (in versione anni '90):


(Video estratto da Youtube, caricato da RushTheSilver)