lunedì 27 gennaio 2014

Leggere per ricordare. 27 gennaio.

Portico d'Ottavia 13. Anna Foa, Laterza.
L'isola in via degli uccelli. Uri Orlev. Salani.
Le mie copie.
In Italia esiste una legge di due articoli, la n. 211 del 20 luglio 2000, che prevede la specialità della data del 27 gennaio, istituendola "Giornata della memoria". E' stato così che la "giornata di abbattimento dei cancelli di Auschtwitz" (lg. 211/00) è stata eletta a momento di ricordo e riflessione sulla Shoah, le leggi razziali (nostre!), la persecuzione italiana contro gli ebrei, gli italiani deportati, imprigionati e uccisi e tutti coloro che si sono impegnati, che hanno rischiato e, in molti casi, che rischiando sono morti, nel tentativo di dare dignità e salvezza ad altri da loro (e forse anche a un Paese). L'articolo 2 della medesima legge dà specificazione di come il ricordo debba essere costruito e cementato di modo "Da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo, e affinché simili eventi non possano mai più accadere" (lg 211/00).
La questione è delicata e non c'è bisogno che lo dica io, ma affrontando, se pure solo con sé stessi,  questa realtà, credo sia inevitabile porsi la domanda di come dover ricordare lo sterminio, se documentando la morte o magari celebrando la vita e, da piccola e profana, credo che celebrare la vita sia un passo fondamentale del ricordare e del farlo con affetto, perché dietro tutte quelle colonne di persone, uomini, donne e bambini, ci sono non solo quegli uomini quelle donne e quei bambini, ma dei rapporti, dei mestieri, degli oggetti, dei talenti, dei desideri, dei caratteri completi accompagnati da un vissuto, non sono file di persone e basta, sono file di tante vite come le nostre, vite come quelle di chi è al sicuro. Il cervello compie una strana operazione spesso verso la violenza e verso la morte, quasi si abitua a considerarne l'esistenza seppure negli aspetti più turpi, ma verso la vita credo che lo stupore rimanga e lì arriva il dolore, almeno a me, non nel pensare alla morte, ma nel pesare alla vita che andrebbe rispettata più e più della morte. L'articolo 2 della lg 211/00 prevede che nella giornata di oggi siano organizzate "cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione" e di più, la legge (che nasce in Parlamento, che a sua volta altro non è se non l'espressione del Popolo, che ancora a sua volta come disse Peppone "il Popolo siamo noi") individua nelle "scuole di ogni ordine e grado" il particolare centro di realizzazione ed espressione di questa coscienza che si vuole non solo mantenere, ma anche creare. Le scuole. Di ogni ordine e grado. Le scuole. Quelle lì che non c' hanno una lira, servono però a creare il futuro della memoria e della riflessione. Sarebbe sufficiente questo per capire come la scuola dovrebbe essere il più ricco, di ogni sostanza benefica, presidio di uno Stato per il suo futuro. Che la riflessione si impara e imparare è attività più semplice e costruttiva se iniziata presto...per esempio a scuola! E chi ci insegna se non, lo dice la parola, gli insegnati? E gli insegnanti come dovrebbero essere per insegnare serenamente? Lo dice ancora la parola, sereni! E dove la trovano la serenità delle persone sottopagate e frustrate? Boh!
Resta comunque alla faccia di ogni difficoltà politica e sociale, e così dovrebbe essere, che il 27 gennaio è una giornata speciale, in cui specialmente dovremmo vergognarci e specialmente dovremmo decidere di impegnarci e specialmente dovremmo farlo, perché se parlare di Shoah, deportazione e lotta di uomini che si sono fatti ammazzare, se i film e i documentari ci fanno star male, cerchiamo di tributare questo "sforzo" a chi l'ha vissuta quella realtà che dal divano di casa nostra ci fa tanto orrore da girare la testa, chiudere gli occhi, fare ciò che è semplice: cambiare canale. Due giorni fa ho comprato "Portico d' Ottavia 13" di Anna Foa per Laterza, un libro sulla vita di uno stabile, "la Casa" del ghetto di Roma e delle tantissime persone che lo abitavano e lo hanno abitato dal rastrellamento del 1943, e per i mesi dell'occupazione nazista, nove mesi per la precisione, un parto di dolore. Per esempio leggere storie di donne che danno alla luce bimbi che non vivranno perché il momento che hanno scelto per nascere era il peggiore e dunque donne torturate nel corpo, nel cuore e nella loro natura, e leggere che a una di queste è dedicata una pietra d'inciampo e il mio modo di onorare la sua memoria oggi, sarà di andare a vedere il portone e la pietra che parlano di lei. Ho letto il libro in un giorno e mezzo, dentro ci sono nomi, nomi, nomi e nomi con vincoli di parentela, proprio perché quelle file di persone erano file di nomi con le loro famiglie e tutto quello che le persone si portano appresso, e luoghi, vie e civici, che sono case con dentro le vite di quelle persone. Non solo. Ci sono delatori e collaborazionisti e le sorti dei loro procedimenti giudiziari, con quelle sentenze dalle parole così facilmente interpretabili da lasciare di sasso. C'è la storia di un edificio in chi lo han abitato ed è un esempio, un caso, una parte minima di un tutto disgustoso. Ora inizierò un altro libro e sarà un libro pensato per ragazzi, perché se nelle scuole bisogna parlare bisognerà anche leggere e ho scelto un romanzo edito da Salani "L'isola in via degli Uccelli" (dal quale diversi anni fa è stato tratto un film che non conosco) in cui si narra di un bambino che vive nascosto nell'attesa del ritorno del papà rastrellato. ("Papà rastrellato" tipo foglia, un legnetto in giardino che col rastrello togliamo perché ci disturba). E nelle librerie ci sono stand e tavoli organizzati per suggerirci questo genere di letture e c'è Anne Frank col suo Diario che dopo la Bibbia pare essere il libro più letto nel mondo e c'è di tutto per documentarsi e sapere e ricordare una verità.
Queste le mie letture per il giorno della memoria e il mio modo di contribuire a non perderla, arricchito dal contributo di Cityteller e la sua mappatura dei luoghi qui, qui e qui.

venerdì 24 gennaio 2014

Osservando @TwoReaders.

L'esperienza del gruppo di lettura su Twitter prosegue e matura, sono rimasta impressionata di come la raccolta di Alice Munro "Il percorso dell'amore" stia coinvolgendo tanto da far nascere un vero dibattito appassionato tra i partecipanti al gruppo di @TwoReaders.
Stiamo leggendo il quarto racconto Miles City, Montana. Oggi si inizia citando le parti che più colpiscono e si arriva poi a parlarne insieme. In questa terza esperienza avremo una nuova storify, suddivisa tra parole dell'autore e parole del lettore, per poter leggere, ancora e diversamente, dove Alice Munro ci ha portati.
Grazie a tutti i lettori.

martedì 21 gennaio 2014

L'archivio dei dove con Cityteller.


I desideri vanno espressi, i sogni pensati e le speranze coltivate, perché da cosa nasce cosa.
E' così.
Esistono delle possibilità, delle sinergie, degli intervalli magici che si creano in un attimo, con uno sguardo, toccando lo stesso oggetto, avendo lo stesso tipo di attenzione. Anche da lontano. Lo spazio e il tempo diventano dimensioni di un'altra realtà, quando nell'etere si scopre che qualcuno sta iniziando a creare ciò che tu vorresti trovare. Qualcuno sta per rispondere alla domanda che non hai mai posto, ma l'hai pensata.
Una mappa! Chi non vorrebbe una mappa, sentieri e rotte per andare altrove. Da che mondo e mondo la mappa è uno degli oggetti più romantici e misteriosi.
Racconti con una forte presenza di luoghi, con una geografia protagonista, con indirizzi, palazzi e paesaggi, una cartina tracciata da un libro che non è una guida turistica, ma da' chiare indicazioni, eppure poi è così difficile cercare i dove dei libri, averne quasi uno stradario, consultare i dove della letteratura nella propria città. Nella propria regione. Là dove presto si andrà in vacanza, o in quel lago dove magari si vorrebbero passare tre giorni di letture e panorama. Ho sempre voluto un archivio del genere e poi miracolo della tecnologia avanzata, cui sono tanto restia, l'archivio che sogno trova me. Su Twitter.
Così nasce l'incontro con Cityteller, l'app che raccoglie i luoghi della letteratura e li rende accessibili ai visitatori, l'app che mappa l'Italia (e poi il mondo) attraverso i libri.
Felice oggi racconto quanto sia bello leggere e rintracciare tra i mattoni, nella terra e vicino al mare i set della propria immaginazione, così Il tè tostato intervista gli ideatori di Cityteller ringraziandoli subito di aver dato risposta a una mia richiesta intima e mai formulata: l'archivio dei dove.
A rispondere alle mie curiosità per capire chi gentilmente mi ha proposta la soluzione senza conoscere il problema è Fabrizio Parodi, cofondatore con Lorena Petriccione di studioand, un gruppo di lavoro che opera nella comunicazione digitale, nonché ideatore e sviluppatore del progetto Cityteller.







Sull’homepage di www.cityteller.it si legge  “L’App di Cityteller è una mappa geo-localizzata che racconta le città attraverso i luoghi dei libri condivisi dagli utenti”. Come nasce l’idea? 

Prima di partire per un viaggio a New York, io e mia moglie Francesca Perani (che è tra i partner del progetto insieme allo studio Spectacularch) ci siamo messi alla ricerca di guide turistiche alternative, da visualizzare sui nostri smartphone.
Da qui è nata l'idea di una guida che si auto-costruisse grazie alla partecipazione degli utenti, e che raccontasse qualcosa d'altro rispetto alle classiche descrizioni di monumenti, musei, piazze, strade. La nostra passione per i libri e la curiosità per i loro luoghi ci ha fatto maturare il progetto finale; un’app che racconta le città attraverso i luoghi dei libri.
L'idea iniziale è stata sostenuta da alcuni partner, tra cui l'Università degli Studi di Bergamo nel corso del LABORATORIO DIGITAL STORYTELLING E SOCIAL NETWORKS  (responsabili didattici Francesca Pasquali e Carlo Simone)  e l’iniziativa Iconemi 2013 curata da Maria Claudia Peretti (www.iconemi .it), grazie ai quali siamo riusciti a sviluppare una prima versione e a caricare i primi contenuti.
Fin dall'inizio, quello che avevamo in mente era la personalizzazione del racconto e dell'esperienza, e in parallelo la condivisione: chiunque può partecipare, inviare il proprio contributo, e condividere quindi la propria "esperienza" di conoscenza.

Chi è il gruppo di Cityteller e come lavorate? 
L’ app è stata pensata e sviluppata dal nostro studio: studioand, con sede a Torino e Bergamo. Ci occupiamo ormai da 15 anni dello sviluppo di progetti grafici e multimediali.
Creiamo quindi app di mestiere in risposta alle esigenze dei clienti,  anche se  spesso negli anni abbiamo investito le nostre conoscenze e il nostro tempo in progetti di studio sperimentali, che ci vedono tutti coinvolti ognuno per le proprie competenze.
Alla domanda sul come lavoriamo e come affrontiamo i progetti, mi piace rispondere andando a spiegare il significato del nostro nome: studioand, un nome che nasce dalla congiunzione “and” e che sintetizza la filosofia operativa di un gruppo di professionisti che amano definirsi “studio”.
and. Un nome che identifica un gruppo di lavoro eterogeneo, operante in settori diversi: web, grafica, architettura, multimedialità; studioand raccoglie competenze diverse intorno ad un’unica filosofia operativa.
and. Uno studio di progettazione creato da professionisti diversi, ma dal background formativo comune. Laureati in architettura, dopo percorsi professionali autonomi hanno creato un’unica entità, per mettersi a confronto, creare sinergie ed approfondire le esperienze individuali.
and. Una realtà alla continua ricerca della qualità  progettuale. Un team dalle competenze eterogenee ma in continua comunicazione. Uno studio costantemente in contatto con dimensioni professionali diverse, attraverso le quali arricchire i propri progetti.


Lo sviluppo dell’app è stato interamente curato dal vostro gruppo? 
Si, l’app è stata sviluppata dal nostro studio, su una piattaforma proprietaria. L'app è ad oggi disponibile per sistema operativo iOS, ma presto rilasceremo anche una prima versione per Android. 
Mi preme sottolineare che senza il contributo di alcuni partner l’app avrebbe fatto fatica a decollare. Ricordiamo in particolare lo studio Spectacularch per la consulenza grafica, Alessio Giachin Ricca per il continuo confronto progettuale, Livio Milanesio e il suo team per i contenuti e Barbara Barbagallo per il lavoro sui social.

Qual è lo scopo di Cityteller? 
Comunità, condivisione e sperimentazione.
Creare una comunità di appassionati di libri, di territorio e di città, di viaggi e anche un po' di tecnologia. Dare la possibilità ai “citytellers” di condividere la propria passione: per i libri in generale, per un libro in particolare, per una città.
E infine sperimentare, attraverso un progetto che amiamo particolarmente e che ci rappresenta molto.



Può dirsi che la mappa che Cityteller vuole creare è un gesto d’amore per il nostro Paese oltre che per la lettura?
Non posso che rispondere con un si! 
In realtà però il gesto d'amore non è solo per il nostro Paese, ma per tutti i luoghi descritti nei libri. Ad oggi abbiamo inserito quasi esclusivamente luoghi e  libri italiani, ma ovviamente l’app è predisposta ad accogliere qualsiasi segnalazione.

Come avviene in concreto l’accesso all’app e l’utilizzo da parte dell’utente?
L'utilizzo è semplice e molto simile a tutte le applicazioni che utilizzano la geo-localizzazione dei contenuti. L'utente scarica la app da Apple Store qui e la installa sul suo smartphone. All’avvio della app, il sistema chiede all’utente l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione visualizzando su una mappa, attraverso dei marker, i contributi geo-localizzati.
Il contributo viene visualizzato attraverso una scheda di presentazione del libro con le informazioni relative (Citazione, Titolo del libro, Autore, Casa Editrice).
Attraverso la registrazione, l’utente può loggarsi e votare, lasciare un commento e aggiungere il contributo alla propria lista dei preferiti, con la possibilità di creare così propri itinerari personalizzati. Cityteller è un’applicazione che vive del contributo degli utenti, che sono invitati non solo ad usufruire dei contenuti ma a partecipare con l’invio delle loro segnalazioni.
Ribadisco per gli androidiani... presto disponibile anche la versione per Android!

Chi è il vostro utente tipo? 
Chiunque abbia voglia di far parte di questa comunità di appassionati di libri, di territorio e di città, di viaggi e anche un po' di tecnologia...

Come state procedendo per la diffusione del progetto?
Attualmente stiamo muovendoci esattamente come abbiamo fatto con voi (de iltetostato.blogspot.it), cioè individuando  progetti e persone interessate al tema  a cui sottoporre l'idea e chiedendo di parteciparvi con segnalazioni e collaborazioni. Tra questi; scrittori, blogger, editori, librerie, librai e sopratutto lettori appassionati! Per la promozione, ci muoviamo sui social (facebook e twitter) e navighiamo in rete in cerca di contatti. Stiamo inoltre valutando la collaborazione con altri progetti e con altre realtà. Lavorando nel settore da anni abbiamo ormai una buona rete e attualmente stiamo valutando ogni strada possibile.

Ne deduco che siate dei forti lettori, ci sono libri che hanno ispirato la vostra idea? 
Più che ispirata, l'idea è stata alimentata dai libri. Una volta avuta l'idea è stato automatico per noi ripescare dalla libreria i libri già letti alla ricerca di un luogo che era rimasto impresso, cosi come è diventato automatico, leggendo, soffermarci sui luoghi descritti, e segnalarli nell'app. È un vortice ormai, siamo totalmente assorbiti da questa ricerca e dalla curiosità di visualizzare le strade, le piazze, le stazioni, i palazzi. C'è sicuramente una categoria di libri che ci ispira di continuo, ed è quella dei gialli, perché in essi i luoghi, le loro descrizioni, sono parti strumentali della narrazione.

Un’ultima domanda imprescindibile, cosa supporta la determinazione e la creatività in un Paese in così grande difficoltà?
Cito Einstein per risponderti: “…Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, per ché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato...” Forse può sembrare esagerato, ma è questo che ci ha spinto, la voglia di uscire da un periodo complesso, oltre alla passione per i libri e  per il nostro lavoro.

E fu così che Il tè tostato rimase affascinato dalla comunione dei desideri e la realizzazione altrove dei propri pensieri. Ogni lettura che avrà luoghi e nomi e piazze e vie, magari un fiume o una spiaggia o un monumento da inserire nella mappa di Cityteller contribuirà alla creazione di un tracciato che, sono sicura, sarà la base di molti viaggi.

Grazie!

lunedì 20 gennaio 2014

Giro del mondo a colazione.





Tè oolong con scorzette d'arancio, limone e bergamotto. Veri pezzetti essiccati, non essenza di arancio, non aroma di limone, non polverina al bergamotto. Tè e buccia di agrumi.
Devo dire che non è tipico da colazione, più un dopo pasto digestivo, ma non ho resistito al suo profumo, in più mi sembra tonificante e stamattina ho sonno.
Juan Carlos Onetti, "Gli addii", SUR, perché ieri sono crollata, ma dovevo continuare subito!

Tè turco.
Libro uruguayano.
Mug svedese.
Buongiorno!

domenica 19 gennaio 2014

Essere felici è una cosa seria.

"Sono la creatura più felice dell'universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione."

Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen


giovedì 16 gennaio 2014

@TwoReaders legge Alice Munro. Il percorso dell'amore.

Il percorso dell'amore. Alice Munro.
Einaudi.
La mia copia
Dopo una pausa di alcuni giorni, Il tè tostato torna a leggere con @TwoReaders.
Il gruppo di lettura su Twitter, ideato da questo blog e nato col contributo speciale di tanti lettori e l'imprescindibile apporto dell'altra anima del progetto @ArchAtlas, parte oggi con un nuovo libro. Saranno racconti da premio Nobel, ancora un'edizione Einaudi e ancora una donna, a guidarci ne "Il percorso dell'amore" di Alice Munro.
Per @TwoReaders la terza prova.

Per partecipare:

  • leggere il libro indicato;
  • saranno dedicati due giorni alla lettura di ciascun racconto e un terzo giorno alla discussione;
  • i twittlettori possono inserirsi anche in corsa, ma al racconto attuale;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di commento o citazioni;
  • i commenti dovranno contenere l'indicazione del racconto cui si riferiscono;
  • nel terzo giorno @TwoReaders proporrà un tema, un personaggio o un aspetto del racconto appena letto su cui il gruppo potrà confrontarsi e riflettere;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • l'hastag per questa lettura è #percorsoamore
  • ciascun lettore è ovviamente è l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo.
Buona lettura!

lunedì 13 gennaio 2014

13 gennaio 1941. James Joyce.

"Sta nello spazio ciò a cui nel tempo devo arrivare, ineluttabilmente."
 
Ulisse, James Joyce

venerdì 10 gennaio 2014

Rileggere per "Furore".

La mia copia
Da qualche giorno ho la nuova edizione di Bompiani di "Furore" di John Steinbeck. Si tratta della versione integrale con nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni.
L'ho scritto in più di un'occasione che avrei voluto questo libro e adesso che ce l'ho sono impressionata ed eccitata al pensiero di iniziarlo. In realtà l'ho già letto, ma ormai più di quindici anni fa, ero ancora al liceo e ne ho un ricordo incerto, vago in alcune parti della trama, nitido quanto a sentimenti eppure, sempre per amore di verità, sono sicura di averci capito poco. Lo dico perché (oggi proprio mi va di essere sincera), devo ammettere che "Cuori ribelli",  un film di Ron Howard del 1992 con Tom Cruise e Nicole Kidman, che tra l'altro all'epoca credo fossero marito e moglie, un racconto epico e romantico che colpisce le adolescenti, la corsa alla terra sul finire dell' ottocento e l'amore che vince, allora mi ricordò tanto Steinbeck e sono sicura che non c'entri molto. Al contrario e sbagliando, non ho mai visto la pellicola tratta dal libro, il film vero, di John Ford, del 1940, adattato dallo stesso Steinbeck e oggi conservato alla National Film Registry del Congresso degli Stati Uniti. (Comunque come sono capaci di enfasi gli americani nessuno mai). Come mai Steinbeck, letto da adolescente, mi fa pensare a un irlandese Tom Cruise e alla corsa alla terra con Nicole Kidman e non a una pellicola tanto significativa da finire nei cataloghi dell'epopea americana? Ecco, di sicuro c'è qualcosa che non va, viene da sé rileggere.
"The grapes of wrath", questo il titolo originale, è un romanzo del 1939, diventò subito un bestseller, rese ricco il suo autore e gli valse un premio Pulitzer e molti altri riconoscimenti fino al Nobel del 1962. E' un classico della letteratura americana di cui racconta una parte fondamentale, entrando nei fili d'erba della California e nello spirito di chi ha lasciato la sua casa in cerca del futuro. Una storia di migrazione nei confini di una nazione, di difficoltà, di volontà e di lavoro che è uno dei cardini della libertà.  Leggo un po' ovunque che lo spessore di "Furore" non è solo nella storia che racconta, nel modo in cui sia stata documentata, nella velocità di stesura e nella mano che l'ha scritta, bensì dentro c'è un mondo di braccia, fatica e pena che anima quel libro e lo rende un fenomeno sociale e finanche politico. Ché le crisi non sono novità, lo stato di difficoltà quello vero, intricato, strutturale, violento, è sempre venuto fuori e credere che fosse stato debellato e difendersi con soffi di brillantini è stato molto ingenuo oggi, che anche il vaiolo ritorna da noi. 

giovedì 9 gennaio 2014

Così inizia "Furore"...


"Sulle terre rosse e su una parte delle terre grigie dell' Oklahoma le ultime piogge furono leggere, e non lasciarono traccia sui terreni arati".
 
John Steinbeck, Furore.

giovedì 2 gennaio 2014

Quest'anno prometto che...

2014 da due giorni, sono in ritardo su tutto, non ho ancora fatto gli auguri da qui, non ho pensato a cosa voglio fare quest'anno, non ho finito un libro che invece volevo lasciare nel 2013, non ho chiamato la mia migliore amica a Londra, non ho acceso una nuova candela, non ho nemmeno dormito con un pigiama mai indossato. Zero, quest'anno inizia senza riti e, dato che l'anno scorso ho rispettato tutte le manie ed è stata la guerra quasi sempre, confido che la mia distrazione porti qualcosa di buono.
E' chiaro che a questo punto vanno formulati i buoni propositi, le intenzioni migliori, i desideri, le aspettative e i progetti che devono avviare il motore e portarmi fino al brindisi che saluterà il 2015. Scrivere di buoni propositi il 2 gennaio è come iniziare una dieta il martedì, non è l'ideale, ma rispetta la tradizione della mia intempestività.
A noi.
Solennemente oggi prometto che per Il tè tostato nel 2014:
  • rileggerò con cura ogni post prima di pubblicarlo. Anche se la trovo attività noiosa e inibente ora che non parlo più solo con me stessa lo devo a chi ha la carineria di leggermi e a due persone che più di tutti me lo chiedono, mi fido e a questo punto obbedisco;
  • il primo libro che inizierò nel 2014 sarà  "Gli Addii" Juan Carlos Onetti, un Sur che mi porto dietro dall'inizio delle vacanze, ma che non sono riuscita a leggere. Sarà la prima lettura e la prima recensione del 2014;
  • comprerò il dominio e trasferirò Il tè tostato, facendolo passare da un esperimento alla realtà. Merita un restyling completo, ci penso da molto e sarebbe più corretto dire che merita uno stile, sempre bianco, ma nuove pagine, nuove etichette, nuovi link. Nuovo, ma non troppo lontano, direi evoluto;
  • continuerò il lavoro su twitter con @TwoReaders e se le cose andranno bene su Il tè tostato ci sarà una pagina dedicata;
  • finirò "I Melrose" di Edward St. Aubyn e anche il quinto libro che ancora non ho, sarò concentrata e punterò all'obiettivo senza infilarci dentro altre letture che poi mi distraggo;
  • leggerò "Jonathan Strange e il signor Norrell" di Susanna Clarke, è una promessa al mio libraio;
  • scriverò su Romain Gary, mettendo da parte tutte le inibizioni del cuore e della mente che mi fanno piangere appena lo penso;
  • pubblicherò la mappa di "On the road", non so se in un post solo, ma lavorandoci piano piano;
  • posterò la recensione de "Il tempo è un bastardo" di Jennifer Egan, anche in questo caso mettendo da parte l'insicurezza con cui quel libro mi atterrisce;
  • scriverò le e accentate maiuscole come si deve, se pure mi sembra un'operazione simile alla tortura;
  • accetterò senza discutere i consigli di lettura delle persone fidate, ma li ricambierò sempre, sperando di trovare in loro la stessa promessa di combattere i propri pregiudizi;
  • inutile promettere che frequenterò la mia libreria, ma prometto che sarò a disposizione dei miei librai se ne avessero bisogno, perché mi sono divertita tantissimo a Natale con loro;
  • twitterò i miei rossetti di lettura, non sono ancora pronta per inserirli qui;
  • fotograferò i miei tè e li aggiornerò ogni settimana;
  • rinnoverò i miei buoni propositi perché spero che la voglia di migliorare non si esaurisca il 2 gennaio.
Da Il te tostato e da parte mia i migliori auguri di Buon Anno a tutti i lettori e ai non lettori l'augurio di diventarlo nel 2014, anche partendo dal 2 gennaio o da un martedì qualsiasi.

Laura