venerdì 30 maggio 2014

@TwoReaders e le regole di lettura alla Grande invasione

Come per ogni lettura eccoci alla presentazione delle regole di partecipazione ai prossimi appuntamenti di @TwoReaders. Saremo alla grande invasione integrando la presenza su twitter con tre incontri fisici, in cui spero di poter conoscere alcuni degli storici partecipanti al gruppo e i nuovi lettori che vorranno unirsi a noi. Per tutti gli incontri Letizia, @ArchAtlas, si occuperà del live tweet, quindi riportando i commenti dei lettori lontani e dando aggiornamento dall'account @TwoReaders di ciò che avviene a Ivrea.
Venerdì 31 e sabato 1 giugno le regole saranno le stesse, chiaramente riferite rispettivamente a "Il falso" di Romain Gary e "Un paio di occhiali" a Anna Maria Ortese, per il 2 e l'inizio della lettura di "Un certo Lucas" è tutto indicato qui. Per luoghi dei nostri appuntamenti al festival consultare il programma o leggere il post di presentazione.

Per partecipare alle letture del 31 maggio e del 1 giugno via twitter sarà necessario:




  • leggere il racconto indicato;
  • ogni lettore avrà a disposizione due tweet di citazione dalla mattina del giorno di lettura;
  • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
  • ogni lettore potrà inviare tweet di commento dalle 15.30 del giorno di lettura di modo da potersi integrare nella discussione che avverrà coi partecipanti della lettura live;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per queste due letture sono #ilfalso, #gary; #unapaiodiocchiali, #ortese;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 

    Di tutta l'esperienza di Ivrea sarà organizzata la storify suddivisa in base alle giornate e alle letture.
    Tutti invitati!!!

    mercoledì 28 maggio 2014

    Festeggiare i cento anni di Julio Cortázar con "Un certo Lucas" e @TwoReaders

    Un certo Lucas. Julio Cortazar.
    Sur.
    La mia copia.
    Il 2 giugno alle 15.30 ci sarà il terzo incontro del tè tostato e di @TwoReaders alla grande invasione, in quell'occasione partiremo con la lettura di  "Un certo Lucas" di Julio Cortázar. 
    Per la prima volta in gruppo conoscerà uno scrittore argentino e lo farà leggendo un'opera particolare che pare non sia riconducibile a una struttura narrativa definita, né romanzo, né racconti,  né saggio, né, mi sembra di capire, altro che abbia un nome. Sulla quarta di copertina dell'edizione Sur si legge "una collezione di bozzetti, di micronarrazioni" e detta così mi ricorda gli album di figurine e mi incuriosisce.
    Al salone del libro di Torino ho sentito la lettura di Fabrizio Gifuni ed è stato lì che ho deciso di proporlo al gruppo e di integrare così la festa per i cento anni dell'autore e la sensibilità di @TwoReaders, perché in quell'occasione ho pianto e riso nel giro di pochi minuti. 
    Alla fine della lettura il gruppo @TwoReaders cercherà la propria definizione della struttura narrativa di "Un certo Lucas" e ci confronteremo su quale dei "bozzetti" (per dirla alla Sur) ci avrà maggiormente colpito. Come sempre dal confronto nascerà la storify e sul tè tostato la mia recensione.
    Per farsi un'idea sul libro se ne parla quiqui, e qui dove si spendono alcune righe anche sull'editore.

    Con un avvio straordinario in #twitt&live avremo un adattamento della solita procedura, ecco come sempre le regole per partecipare: 
    • leggere il libro indicato;
    • di seguito è riportato il ritmo di lettura con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
    • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di commento o citazione;
    • eccezionalmente lettura e citazioni/commenti partiranno insieme il 2 giugno: dalla mattina citazioni, dalle 15.30 commenti;
    • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
    • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
    • gli hashtag per questa lettura sono #cortazar #lucas;
    • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
    • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
    • evitare lo spoiler;
    • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
    • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 

    Ritmo di lettura:

    lunedì 2 giugno:
    lettura fino a pagina 29 "Mister Jyde..."
    citazioni dalla mattina del 2 giugno stesso
    commenti dalle 15.30 del 2 giugno, in contemporanea alla lettura dal vivo alla grande invasione;

    martedì 3 giugno:
    citazioni e commenti sospesi;
    lettura fino a pagina 49 "anche la discarica"

    mercoledì 4 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 71 "lo mollarono";

    giovedì 5 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 95 "della fame";

    venerdì 6 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 115 "sulla busta, Jim";

    sabato 7 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 134 "scrupolosamente detestato";

    domenica 8 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 159 "proprio del mezzogiorno";

    lunedì 9 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 181 "poi mi racconti";

    martedì 10 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 196 "di nero oblio".

    Fine lettura.


    martedì 27 maggio 2014

    Anna Maria Ortese e Il mare non bagna Napoli alla Grande Invasione con @TwoReaders

    Il mare non bagna Napoli
    Anna Maria Ortese. Adelphi.
    La mia copia
    Tra i festeggiamenti per gli scrittori centenari alla Grande Invasione ci sarà la lettura condivisa di
    @Tworeaders del racconto di apertura di "Il mare non bagna Napoli" di Anna Maria Ortese. Era Nata il 13 giugno del 1914 a Roma, ma fu Napoli la città che le suscitò i sentimenti più forti, quella in cui visse in diversi momenti della sua vita, alcuni anni dell'infanzia e della sua giovinezza, in particolare dal 1928 al 1938, per poi tornare nel 1945 e trovarsi immersa nella disperazione e nel degrado lasciati dalla seconda guerra mondiale.  "Il mare non bagna Napoli" è apparso nel 1953 e descrive le condizioni di rovina e di pochezza in cui versa la città, una pochezza dei luoghi, degli ambienti, dello stato cui è ridotta la vita e delle persone che abitano Napoli, e si chiude con "Il silenzio della ragione" rivolto all'ambiente intellettuale napoletano. Il libro suscitò grandi polemiche, fu vissuto come offensivo e  e successivamente Anna Maria Ortese lasciò quella, città così intimamente sua da saperne parlar male anche per amore, per non tornarci.
    All'incontro del 1 giugno leggeremo insieme "Un paio di occhiali" il racconto di una ragazzina miope e della sua famiglia, della visita oculistica e della scoperta della nitidezza, dell'acquisto degli occhiali e di quanto siano costati alla zia "ottomila lire vive vive" e a Nunzia che ne aveva bisogno.

    Nelle due pagine, dell'edizione Adelphi 1994, che aprono la raccolta, Anna Maria Ortese scrive:

    "Erano molto veri i dolore e il male di Napoli, uscita in pezzi dalla guerra. Ma Napoli era una città sterminata, godeva anche d'infinite risorse nella sua grazia naturale, nel suo vivere pieno di radici".

    Napoli più che un luogo è un mondo, almeno così mi appare,  in cui vivere o semplicemente passare è un'esperienza fortemente caratterizzata, il napoletano è una lingua e, forse, più di tutto uno stile, un modo di pensare e non banalmente furbo, ma elaborato, Napoli è la città del pensiero architettonico. E dello spirito di possibilità. A Napoli, mi sembra, esista "il possibile".
    Di certo dopo l'incontro andrò avanti personalmente col libro, ma lì, ad alta voce, sarebbe bello se a leggere quelle parole così "geografiche"  fosse un persona che vive o ha vissuto a Napoli, un napoletano che sa mettere gli accenti giusti e dare al racconto il colore che gli spetta.

    ..è un appello...

    lunedì 26 maggio 2014

    Romain Gary e la festa per i suoi 100 anni.

    Romain Kacew era uno scrittore russo, ma francese, dolce, ma triste, molto nitido nei sentimenti e molto combattuto nel rapporto con la realtà.
    Una pagina di storia e altri racconti.
    Romain Gary, Neri Pozza.
    La mia copia
    Era figlio di una grande vedette russa del cinema muto, un uomo col quale non crebbe, e di un'attrice ebrea russa che lo condusse attraverso l'Europa per arrivare in Francia e che visse sognando per suo figlio gli onori e le glorie che poi, forse per caso, o meglio forse no, ebbe. Gary ha scritto un libro che si intitola "La promessa dell'alba" in cui racconta chi era sua madre, cosa fece per lui e come lui stesso crebbe all'ombra dei sogni altrui, educato alla ricerca di uno pseudonimo che lo avrebbe reso grande. Iniziò così presto a vivere un'identità non del tutto sua o ad averne molte, in una non univocità che raggiunse l'apice quando, dopo aver vinto il premio Goncourt nel 1956 con lo pseudonimo che ormai era un nome, Gary appunto, nel 1975 riceve ancora lo stesso premio per "La vita davanti a sé" sotto il nome di Emile Ajar. 
    L'autentico, il vero, il non vero o forse il falso, sono fili che conducono le sue opere e magari anche la sua vita, perché è difficile immaginare, in tanta intensità di scrittura, un profondo distacco con la dimensione personale dell'autore. Gary è commovente e delicato pur riuscendo ad essere violento con l'anima. Il gruppo di lettura @TwoReaders ha già vissuto la bellezza de "La vita davanti a sé" e ora festeggerà i cento anni di Gary con la lettura di un brano tratto dalla nuova raccolta edita Neri Pozza. "Una pagina di storia" ospita racconti brevi, in cui lo scrittore è riconoscibile seppure nei suoi romanzi, con un respiro più ampio, la potenza della sua mano arriva nitida e meno amara, bilanciando le difficoltà di cui sempre racconta con la delicatezza che lo caratterizza.
    Il 31 maggio, al festival della lettura di Ivrea La grande invasione, @TwoReaders affronterà il racconto "Il falso" in cui un quadro di Van Gogh diventa il pretesto per riflettere sul bisogno di autenticità e stanare la falsità che spesso è nascosta giù, sotto strati di bellezza e verosimiglianza. 
    L'importanza dell'autenticità di un'opera d'arte, la sua certa attribuzione e la manipolazione della vita che prima o poi tutti hanno sostenuto per un bene maggiore, per divertimento, per edonismo, per paura.
    Le lacrime che nascono dalla falsità e le conseguenze della stessa sembrano per Gary più importanti di tutto il resto. Qualunque fosse. Gary è un'uomo illuminato dall'arte, i racconti sono un modo di conoscere la sua scrittura e a Ivrea la lettura di @TwoReaders sarà il modo di festeggiare il compleanno di un uomo tanto delicato quanto triste, perché immagino che senza il peso dell'anima nessuno rivolgerebbe una pistola verso sé stesso.


    giovedì 22 maggio 2014

    Amiche mie. Silvia Ballestra.

    Amiche mie. Silvia Ballestra.
    Mondadori.
    Un romanzo femminile con la caratteristica di riuscire a parlare anche di persone senza descrizione cromosomica. Questa è la mia impressione ridotta all'osso.
    "Amiche mie" è un libro vestito da libro da donne, con la tazza in copertina, la quarta di un fuxia intenso e il titolo che evoca una goliardia che con le donne non ha nulla a che fare, è come lupo Ezechiele mascherato da nonna, perché fuori c'è la dimensione leziosa cui facilmente si riduce una sensibilità e, dentro ci sono la rabbia e la reazione che dovrebbero essere diffuse, capillari, intersessuali e intergenerazionali.
    Quattro donne che vivono la vita che capita a tutti, fatta di una scuola che non si prende cura dei nostri figli come vorremmo, e questa volta non per una, spesso presunta, incompetenza degli insegnanti, ma per la cattiva qualità del cibo somministrato alla mensa.  Una vita di matrimoni in bilico come lo sono le persone, tutte, anche quelle più solide, perché il vento è forte fuori dove si vive e basta poco, davvero poco, per non sentirsi più molto sicuri. Un filo teso tra paure per il futuro, inadeguatezza non solo a ciò che deriva dai genitori, ma anche verso i figli, e uno spaesamento, il più frustrante credo, nato dai sensi colpa, o dalla paura di averne. "Amiche mie" è un libro di attualità, che descrive un sentire comune con l'espediente di caratterizzare le quattro protagoniste ciascuna con un aspetto di contemporanea irrequietezza e difficoltà. C'è la società di oggi, un ambiente sgranato nelle sue libertà e negli estremi cui è arrivato. Non è un libro da donne. E' un libro di donne, ma da persone ed è quasi senza finale, c'è solo la vita che andrà avanti e forse alla stessa maniera, come spesso succede quando in fondo a un periodo chiuso in un tempo limitato, in questo caso un anno scolastico, ci si chiede cosa sia davvero successo.
    Le ambientazioni sono molto caratterizzate e sembra di vedere quella scuola, la riunione con i capi dell'azienda che fornisce il cibo alla mensa, la casa delle vacanze che se ne va alla deriva sotto il peso degli anni, della stanchezza e delle risorse limitate, il bar dove si intrecciano e si osservano le vite proprie e degli altri e la cena a portar via che resta lì, perché ad andare via è la vita.
    Stile rapido, ma non superficiale, con la capacità da una parte di far ridere, nei passi di descrizione dei politici locali, perché sono proprio così, avvolti nei colori pastello e in sciarpe rubate a un'altra cultura, intenti a dire che va tutto alla grande e, dall'altra capace di far montare un sentimento d'ansia per l'incontro diretto con le paure degli adulti.
    La domanda che ci si pone alla fine è quale sia la protagonista che sia più vicina al sentire del lettore, della lettrice forse se non si vuole superare questa categoria del genere, e devo dire che non ho capito chi mi sia vicina, chi mi sia simpatica, ma ho trovato una scena che per me vale tutto il libro. Sofia che ricorda quando la sera attraversa la strada sotto casa, con una busta di pane e latte, per la cena prima e il risveglio poi, attenta al passaggio delle macchine e assorta in un momento quotidiano e banale, ma che lascia alcuni attimi di individualità, forse di stanchezza, ma ciò che mi viene in mente è la perseveranza, la tenacia, la voglia di ogni sera di arrivare a domani.
    Un libro amaro, ma con ironia e che sembra sostenuto dalla voglia di dire che molto qui non va.
    La copertina, la quarta e il titolo, non aprono al racconto che contengono, bensì lo limitano, lo costringono all'immaginario di una femminilità ridotta a problemi di cuore e di figli e alla superficialità con cui sono vissute "le cose da donne", come puerili occupazioni di chi in fondo troppi pensieri non ha.
    Dato che l'abito spesso fa il monaco sarei stata tratta in inganno.

    mercoledì 21 maggio 2014

    @TwoReaders e Il tè tostato saranno a Ivrea per La grande invasione.

    Cari amici di @TwoReaders,
    Cari lettori de Il tè tostato,
    col vostro sostegno e la vostra partecipazione @TwoReaders e Il tè tostato saranno al festival della lettura di Ivrea. Siamo nel programma della grande invasione per tre appuntamenti di lettura, il gruppo sarà, speriamo, arricchito dalla presenza fisica dei visitatori del festival e contemporaneamente si animerà, come ogni giorno, su Twitter.
    La grande invasione è alla sua seconda edizione, e dopo il successo della prima gli organizzatori non si sono fermati, proponendo quest'anno una sorta di celebrazione di alcuni scrittori che nel 2014 averebbero compiuto cento anni. Le letture di @TwoReaders si collocheranno in questo filone, abbiamo infatti scelto tre scrittori classe 1914: Romain Gary, Anna Maria Ortese, Julio Cortazar.
    Sabato 31 maggio, domenica 1 giugno e lunedì 2 giugno, Letizia, conosciuta su Twitter come @ArchAtlas e io, saremo in tre locali di Ivrea dalle 15.30 alle 16.30 per dare vita a una lettura condivisa dal vivo e contemporaneamente su Twitter. Sarà un nuovo modo di leggere e commentare insieme, che di certo prende le mosse dal metodo di @TwoReaders, ma approda per la prima volta alla realtà fisica. La dinamica sarà sempre la stessa seppure adattata al contesto, leggeremo ad alta voce un racconto nella prima parte dell'incontro, nella seconda parte lo commenteremo con le persone presenti e con i twittlettori. Dal nostro account sarà dato aggiornamento della discussione, si coinvolgeranno i lettori lontani e si riporteranno le loro osservazioni. Di ogni lettura e dunque di ogni incontro sarà curata la Storify e linkata su Twitter.

    Ecco il programma di @TwoReaders:


    Una pagina di storia e altri racconti, Romain Gary. Neri Pozza.
    Il mare non bagna Napoli, Anna Maria Ortese. Adelphi.
    Un  certo Lucas, Julio Cortazar. Sur.
    Le mie copie.


    Sabato 31 maggio:
    ore 15.30-16.30 • Tisaneria
    @tworeaders & Il tè tostato: Libri bevendo tè
    Gruppo di lettura (dal vivo e in diretta su Twitter) dedicato a
    Una pagina di storia e altri racconti, di Romain Gary

    Ebbene sì, raccogliendo le richieste del gruppo di leggere ancora Gary, pescheremo un racconto dalla nuova pubblicazione di Neri Pozza, Una pagina di storia e altri racconti. Stiamo ancora scegliendo il brano, ne daremo notizia qui su Il tè tostato e con l'account @TwoReaders.

    Domenica 1 giugno:
    ore 15.30-16.30 • Officina Morenica
    @tworeaders & Il tè tostato: Libri bevendo tè
    Gruppo di lettura (dal vivo e in diretta su Twitter) dedicato a
    Il mare non bagna Napoli, di Anna Maria Ortese.

    Una scrittrice e un editore nuovi per il gruppo, anche in questo caso la lettura insieme di un racconto e il commento a un libro che descrive una delle più simboliche città d'Italia. Il mare non bagna Napoli, edito Adelphi, si anima delle dicotomie di chi è ricco di profondi bui e di risorse infinite.

    Lunedì 2 giugno:
    ore 15.30-16.30 • Vino e dintorni
    @tworeaders & Il tè tostato: Libri bevendo tè
    Gruppo di lettura (dal vivo e in diretta su Twitter) dedicato a
    Un certo Lucas, di Julio Cortázar.

    In questa occasione partirà la nuova lettura integrale di @TwoReaders. A Ivrea inizieremo Un certo Lucas e porteremo avanti la lettura fino alla fine del libro secondo le solite modalità del gruppo. Prima del festival usciranno le regole e il ritmo di lettura. Un avvio di lettura insolito per un libro edito Sur, la casa editrice, nuova per il gruppo, che organizza La grande invasione.

    In questi giorni Il tè tostato e @TwoReaders presenteranno il festival, le opere che andremo a leggere a Ivrea, i "centenari" che abbiamo scelto e partirà la proposta al gruppo:
    e se ci vedessimo tutti là?


    giovedì 15 maggio 2014

    Il primo Salone del Libro di Torino non si scorda mai. Parte I




    Il mio primo salone del libro di Torino. Lo so è una vergogna, ma Roma è lontana e nel fine settimana ho sempre lavorato. Quest'anno mi sono organizzata e forte di questo blog e del gruppo di lettura @TwoReaders, ho preso un treno emozionata e felice di andare in mezzo ai, MIEI, libri.
    Lingotto enorme, tre sale enormi, corridoi enormi e stand infiniti. La prima impressione è stata simile a quella che ho in libreria guardando il bancone delle novità, soltanto elevata all'ennesima potenza e trasformata nell'atterrimento perfetto di un amore incredibile, che paralizza, che fa sembrare che il cuore esploda nel petto, ingestibile e incontenibile e impareggiabile ed ecco, che viene la parola corretta, tra me e i libri, tra i lettori e i libri, esiste un amore impareggiabile, perché loro, i libri, non finiscono mai, cambiano e arrivano in
    un flusso continuo e con la capacità irresistibile di chi poi sa anche tornare. I libri nascono arrivano, partono, ne nascono altri e poi altri e il lettore non tiene il passo del suo cuore innamorato e ancora meno lo può fare quando i libri tornano a farsi rileggere.  L'ingresso al Salone del Libro è stato un innamoramento tipo "Tu sei troppo per me, ma io ti amo lo stesso" e così ho iniziato i miei giri tra editori indipendenti, spazi per letture, stand di grandi gruppi editoriali, concerti e confronti, ho trovato una quantità di case editrici che non conoscevo, e qualche nome amico, incapace di seguire la mappa, ho viaggiato a lume di naso indirizzata negli orari e nei luoghi solo da due appuntamenti fissi e che non avrei mai perso, la presentazione del nuovo libro Einuadi di Paolo Giordano "Il nero e l'argento" e la lettura di "Un certo Lucas" di Cortàzar che Fabrizio Gifuni avrebbe fatto per Sur. Due porti e in mezzo il mare dei libri e degli editori in carne e ossa, che diventavano nomi di persona senza marchi e facce senza indirizzi e-mail, uffici stampa e venditori, le persone dei libri e le parti del corpo dei libri, copertine, bandelle, pagine, carta e inchiostro, immagini e caratteri, tutti insieme all'emozione e alle scoperte di una lettrice vagante. Ho parlato tanto di @TwoReaders, illustrato il progetto, ricevuto libri da leggere e da proporre al gruppo e incontrato nuovi partecipanti alle nostre letture. Ho comprato regali e mangiato hot dog, ho perlustrato molti stand ed eletto i miei due preferiti (e/o al primo posto e Sur al secondo), ma più di tutto sono stata colpita dal fatto che è stata una delle poche volte in vita mia in cui mi sono sentita un pesce nell'acqua, ed è stata una sensazione perfetta.
    In mezzo a tutta quella carta piena di storie e parole ero felice.





    La commozione infinita della presentazione del nuovo libro di Paolo Giordano, Einaudi che mi ha gentilmente invitata e già ero felice solo per questo, ma un silenzio reale, in una sala immensa in cui pare difficile trovare quiete. Le mosche erano ferme insieme ai respiri, perfino i bambini erano rapiti dalla voce controllata e intensa di Isabella Ragonese, la  lettura pacata e densa e le parole dell'autore, un fisico che spiegava il suo romanzo con la sensibilità di chi sa capire le regole della natura, e dà corpo alle sensazioni particolari riportandole a una dimensione universale. Un incontro perfetto tra uno scrittore e il suo editor, avvolti da musica e immagini scelte per spiegare un titolo che nasconde una storia di equilibri. Dirompente la lettura di Cortàzar, la voce di Gifuni che sembra venire da dentro, da molto in basso dal cuore del mondo, tra gli stand un'arena piena di persone sedute in ascolto e circondata di chi passando di là non poteva non fermarsi e sentire la storia di questo uomo che si insinuava nel pubblico come i pesciolini, di cui racconta, nuotano nel suo sangue. Ascoltatori che aumentavano e il protagonista, "Un certo Lucas", che entrava, nemmeno troppo piano, sotto la pelle dei presenti che iniziavano a muoversi con lui, a cercare con lui, ad avere caldo con lui e a voler continuare a leggere di lui.
    Inutile dire che mi sono commossa nell'intimità della presentazione del romanzo di Paolo Giordano e ho dimenticato il mondo intorno alla lettura di Cortàzar.
    Ed è così che passando ore e ore al lingotto ho scoperto i moti dell'anima e le consegue fisiche del Salone di Torino, le buste e le borsette di tela omaggio o acquistate che si riempiono di volumi, le spalle stanche, i piedi addormentati, il peso che aumenta e col peso la consapevolezza che tornando a casa e riguardando gli acquisti si dovrà rispondere a una domanda: "da dove cominciare?".


    (foto mie...e si vede)

    mercoledì 7 maggio 2014

    Silvia Ballestra e le domande che non le ho fatto

    Silvia Ballestra è la prima autrice che si è lasciata coinvolgere dal gruppo di lettura @TwoReaders. E' anche la prima scrittrice alla quale ho chiesto di poter fare qualche domanda di presentazione del libro scelto per @TwoReaders, e l'ho fatto spinta dalla crescita del gruppo per cercare di dare qualcosa in più rispetto a una buona idea, come segno di gratitudine per la passione e l'assiduità dei lettori.
    Ho contattato Silvia Ballestra via mail, lei gentilmente ha acconsentito e le ho inviato otto domande, che ho creduto potessero essere utili per presentare un po' sia lei che Amiche mie. Non avevo ancora iniziato il romanzo chiaramente, quindi ho cercato di porre le questioni che mi vengono in mente quando mi avvicino a un libro che non conosco, curiosità sull'autore, i quesiti che vengono fuori dal titolo e dalla bandella, idee sconnesse di chi è lettore e parla di libri per passione e non per lavoro.
    Ieri leggendo quelle risposte ho capito che non avevo capito, o meglio ho capito che chiedere può essere un pozzo senza fine se si è curiosi e, ogni risposta di Silvia Ballestra mi ha fatto venire in mente un'altra domanda e mi sono sentita piccola, chissà cosa avrà pensato leggendo domande del genere. Le sue risposte hanno aperto un dialogo personale che ora, dentro di me, stento a chiudere, perché le parole di un autore che racconta il suo libro sono un panorama su tanto dell'essere scrittore e sulla storia raccontata.
    Silvia Ballestra è una persona estremamente gentile e la ringrazio di essere stata così disponibile e di aver accettato il tentativo sbilenco di una lettrice, di veicolare un suo romanzo.
    Di seguito ciò che le ho chiesto e come lei ha risposto.

    Hai iniziato a scrivere e pubblicare molto giovane, qual è stato il momento, se c'è stato, in cui hai detto "sono una scrittrice"?
    Una decina di anni dopo l'esordio, direi. Forse con la pubblicazione del romanzo “Nina”, che è un libro a cui tengo molto. In quel momento c'è stata una congiuntura di diversi fattori: mi ero laureata un paio d'anni prima - molto fuoricorso perché nel frattempo scrivevo, avevo avuto il primo figlio, mi era più chiaro che quello poteva essere un lavoro (era quello che forniva il mio imponibile). Ricordo che rinnovando la carta d'identità alla voce professione feci mettere “scrittrice” sapendo che sarei andata incontro a domande e risatine varie o, al contrario, curiosità e stupori. Oggi forse non lo farei più, non sono più così convinta dell'aspetto “professionale” (anche perché è andato un po' tutto in crisi). In più, naturalmente, c'era una consapevolezza diversa da parte mia, legata proprio a quel libro. Ah, era anche il libro con cui iniziavo un rapporto nuovo con una grande casa editrice (la Rizzoli, con cui ho pubblicato per undici anni).

    Come pensi sia cambiato il tuo stile di scrittura? E' solo maturato insieme a te, o credi sia proprio diverso?
    Non so, dipende molto dalle storie che via via racconto. La voce è ovviamente sempre quella ma credo che ogni libro sia sostanzialmente diverso. La lingua cambia a seconda dell'approccio, dell'ambientazione (il dialetto, l'oralità). Ogni tanto mi prendo dei lussi dicendomi “vabbè, me lo posso permettere, l'ho già fatto, lo posso fare”. Altre cose, mi rendo conto, oggi non le direi più in quel modo, ma non è un cambiamento mio: è un cambiamento generale di sensibilità su certi argomenti. Nel frattempo ho sperimentato anche diversi metodi di lavoro (per esempio per alcuni libri ho fatto delle ricerche, mi sono documentata, ho intervistato delle persone a lungo). Per altri si lavora di memoria, occasioni.

    In un percorso lungo e ricco come è il tuo in che fase è arrivato Amiche mie?
    In una fase di grossa incazzatura. Credo che si senta. Questo non significa che risulti un libro pesante (a mio avviso, eh): si trae soddisfazione e gusto anche dal litigare, certe volte. Ma poi dipende anche da chi legge. Alcuni mi dicono che non manca una certa leggerezza, altri che è cupo. Ma i personaggi sono quattro, diversi, e quindi gioca su più toni.

    Un romanzo in cui protagoniste sono quattro donne di quarant'anni, come è nata la storia?
    Nasce un po' dalla mia vita di questi anni (ho due figli, uno alle elementari uno al liceo) e anche dalle cose che mi andava di raccontare, su cui volevo continuare a riflettere. Negli ultimi anni ho scritto molto sulle donne, dal pamphlet “Contro le donne nei secoli dei secoli” a “Piove sul nostro amore” più vari interventi sui giornali, poi ho lavorato ai testi del film di Alina Marazzi “Vogliamo anche le rose” (erano tratti da diari di donne) e mi sono accorta che si tratta di argomenti e tematiche molto interessanti ma anche che in Italia si fa una fatica incredibile a parlare - far parlare - di certe cose che vengono spesso liquidate come “lagne" un po' polverose e superate.

    Ci sono state ricerche particolari che hanno portato alla conoscenza delle donne di cui parli? C'è un po' di te in ogni personaggio?
    No, questo è uno di quei libri in cui ci si affida solo all'esperienza diretta, in presa diretta, come si dice. Ho prestato varie cose mie a ognuna di loro ma è tutto mescolato. Il personaggio in cui mi riconosco di più comunque è il primo (infatti l'ho chiamata Sofia: un nome breve che comincia con S).


    Qual è il ruolo dell'ambiente in cui si svolge il romanzo?
    Si tratta di genitori fuori da una scuola: è un libro molto milanese ma i genitori che fanno amicizia in base alle frequentazioni dei figli ci sono ovunque! Poi il tentativo era anche quello di raccontare l'Italia di questi anni, le famiglie del nostro tempo, la crisi, il lavoro, le relazioni.


    Che uomini sono quelli che si muovono nelle vite di Norma, Carla, Sofia e Vera?
    Eh, gli uomini questa volta li ho messi un po' sullo sfondo, con la volontà precisa di concentrarmi sulle donne, sui loro discorsi, sul loro punto di vista. La loro "versione". Mi rendo conto che si tratta di una "domanda dovuta" - viste le premesse un po' militanti del testo, dichiaratamente schierato negli intenti - però a tanti scrittori uomini non si chiede conto delle donne nei loro libri... Questa è una mia piccola provocazione, un invito a provare a ribaltare le situazioni, ogni tanto.

    Qual è il tuo rapporto con i lettori dei tuoi libri?
    Il rapporto con i lettori è stato finora limitato alle occasioni pubbliche (presentazioni di libri, convegni, giri nelle scuole), quindi da valutare ogni volta a seconda delle occasioni (nelle scuole per esempio il libro viene proposto "dall'alto" quindi non sai mai come possa essere recepito). Certo, ora con i social network si apre un nuovo modo, interessante, di osservare "in diretta"  reazioni, umori, conseguenze (aiuto!!!) di quello che si è fatto. Prima c'erano solo le letture della critica, dei recensori, quindi tecniche. Ora a queste se ne aggiungono altre che possono essere altrettanto interessanti.

    Ancora grazie.

    lunedì 5 maggio 2014

    Bookabook, il crowfounding del libro.






    Una delle scoperte fatte su twitter e che mi ha rinfrancato, cuore, anima e cervello, è che esistono altri, spero molti altri, giuristi, oltre a me, che amano i libri e che di libri, in qualche modo, vivono.
    Quando parlo di questo blog e della mia passione e viene fuori che sono laureata in giurisprudenza, avvocato e che di lavoro non faccio nulla che abbia a che vedere con il mondo dell'editoria, la domanda che mi viene sempre posta è "e come mai?" "E come mai cosa?" Chiedo io, come mai non penso solo al codice civile o come mai il diritto non sia lavoro e passione o come mai tu profana che non hai studiato lettere leggi dei libri o come mai tu che hai un'abilitazione professionale (delle più diffuse) non ti concentri su quella? Ecco, ora so che non so sono sola, oltre ai magistrati che diventano scrittori, o lo sono sempre stati, oltre agli autori di legal triller e agli avvocati Malinconici, ci sono gli operatori del diritto appassionati di libri.
    Bookabook è, per me, una novità che mi ha incuriosita per la mia estrazione professionale e per la mia passione. Crowfounding per pubblicare libri. Avrei dovuto capirlo che dietro c'erano dei giuristi e invece l'ho scoperto soltanto intervistando il gruppo.
    Ecco qua di seguito, domande e risposte rivolte a chi ha avuto l'idea di una pubblicazione partecipata, in cui il lettore si trova a sostenere il libro fin dalla sua nascita e a viverne passo passo lo sviluppo narrativo ed editoriale. Da giurista complimenti perché le iniziative d'impresa editoriale mi esaltano, da lettore ancora complimenti perché le iniziative di lettura mi esaltano anche quelle! Ringrazio gli ideatori Tomaso Greco, Emanuela Furiosi, Marco Vigevani e Claire Sabatié-Garat per la disponibilità e la cortesia.

    Il tè tostato domanda, bookabook risponde:

    “Leggere diventa un gioco”, come è nata l’idea di coinvolgere il lettore nella parte creativa del libro? Chi sono i volti dietro bookabook
    Gli ideatori di bookabook sono quattro: io, Tomaso Greco, Emanuela Furiosi, Marco Vigevani e Claire Sabatié-Garat. L’idea di un crowdfunding del libro è nata studiando le piattaforme di crowdfunding più conosciute a livello mondiale, come Kickstarter e Indiegogo, per citarne un paio, durante un lavoro di ricerca in università. Emanuela e io ci siamo chiesti se il crowdfunding potesse essere applicato anche ai libri, la nostra grande passione. Così abbiamo incontrato Marco e Claire, da anni attivi nel mondo dell’editoria, e da lì ha preso forma bookabook. 

    Cos’è per bookabook il crowdfounding? 
    Crowdfunding significa rendere possibile qualcosa che prima non lo era, o che lo era solo in parte, attraverso la partecipazione di tante persone. Non è solo un finanziamento dal basso, sarebbe riduttivo: il crowdfunding è un modo diverso di pensare e condividere i progetti.

    Si può dire che bookabook sia una piattaforma per la pubblicazione partecipata di ebook?
    bookabook è un crowdfunding del libro. Chi sostiene un libro su bookabook può scegliere se ricevere come ricompensa la sua versione digitale, l’ebook, o se ricevere, facendo un’offerta più alta, anche la versione cartacea. E bookabook è soprattutto una community di crowdfunding del libro. Il fatto che sia un crowdfunding verticale, come si dice in gergo, quindi orientato solo al libro, fa sì che cresca giorno dopo giorno una community di persone con interessi simili. Questo per noi è un aspetto importantissimo.

    Come viene selezionato il progetto da inserire nelle campagne mensili? 
    Per la prima stagione abbiamo dovuto per forza di cose selezionare i testi nella fase pre-lancio, ma per la seconda stiamo pensando a una serie di modalità partecipative anche per la selezione. Naturalmente chi ha l’ultima parola, chi seleziona davvero, sono i lettori che decidono di sostenere o meno un libro. Il successo di una campagna dipende da loro.

    Si tratta di un progetto necessariamente di narrativa? 
    Al momento sì, siamo partiti dalla narrativa. Più avanti ci piacerebbe ospitare saggi, inchieste, fumetti e tanto altro. Un passo per volta.

    A che livello di ideazione e realizzazione deve essere il libro per poter essere proposto? 
    Dipende. C’è chi ha un libro nel cassetto, già pronto, e chi invece ha tanti piccoli pezzetti da mettere insieme, delle buone idee o poco più. Possono essere anche romanzi già completi dal punto di vista della trama, ma che hanno bisogno di un lavoro di editing e revisione più o meno lungo. 

    Parliamo dell’interazione con il lettore, in che modo avviene? 
    Ogni campagna ha una sezione “Commenti”. Lì lettori e scrittori possono interagire. E questo è solo l’inizio. Crediamo molto nello scambio di idee tra lettori e scrittori e tra lettori e lettori, visto che con bookabook fanno parte della stessa community! Abbiamo molte idee su come rendere più incisivo e costante questo scambio: le presenteremo un po’ per volta nei prossimi mesi.

    In questo periodo di attività avete identificato un utente tipo? 
    Pensavamo esistesse un “utente tipo”, prima di partire. E in parte ne siamo ancora convinti. Ma poi abbiamo avuto diverse piacevoli sorprese. Il comune denominatore della community di bookabook credo sia quello di voler essere protagonista del processo di selezione e nascita di un libro. 

    E’ corretto dire che il lettore sostiene il libro con interesse nella lettura manifestato concretamente non solo nell’interesse per la storia, ma anche nel contributo economico? 
    L’interesse per la storia e il contributo economico con bookabook vanno di pari passo. Abbiamo infatti pensato dei traguardi intermedi che rendono disponibili parti del libro. Ad esempio Gli scaduti di Lidia Ravera, attualmente in crowdfunding, ha un obiettivo finale di 4000€, ma a 1000€ si sono sbloccati i primi 5 capitoli, a 2500€ se ne sbloccheranno altri. Non è necessario aspettare la fine della campagna per continuare a leggere. E naturalmente per leggere le parti intermedie e la parte finale è sufficiente contribuire una volta sola. 

    Ora avete due campagne, una con una scrittrice affermata e l’altra con un appassionato di letteratura, come evolvono i due progetti? 
    Direi bene. Alla fine della campagna di Solovki, di Claudio Giunta, mancano pochi giorni, incrociamo le dita (ndr. all'uscita di questo post è stato finanziato!). La trama è avvincente e notiamo che chi ha letto la prima e la seconda parte fa un gran tifo per arrivare alla fine. E noi con loro. Gli scaduti di Lidia Ravera, come dici giustamente, è la campagna di una scrittrice affermata, che ha deciso di mettersi in gioco e di affidare un inedito dalle tematiche attualissime -si parla di conflitto generazionale e non solo- al giudizio della rete. Un aspetto decisamente positivo è che iniziano a esserci persone che sostengono tutte e due le campagne. Nonostante gli autori e le trame dei romanzi siano tra di loro molto diversi.

    L’obiettivo è la pubblicazione dell’ebook del libro “sbloccato” attraverso il vostro portale, è uno degli esempi della potenza dell’etere? 
    E’ uno degli esempi dell’importanza delle community, della partecipazione. In rete tutto questo è reso più semplice, più immediato. 

    Passiamo al lato dell’impresa, cosa significa essere imprenditori digitali?  
    Lavorare moltissimo, mi verrebbe da dirti. Anche la sera e nel fine settimana, per mesi. Il resto lo stiamo scoprendo di giorno in giorno. C’è una grande attenzione attorno alle imprese digitali, il che è senz’altro un bene. Però vedo che inizia a esserci anche un po’ di retorica del “fare impresa digitale a tutti i costi”. E’ diventato quasi un tormentone. Ma non sempre se un’impresa è digitale significa che ha un’idea innovativa e il know-how per realizzarla alle spalle. 

    Qual è l’assetto societario che vi siete dati? 
    Il più semplice possibile, siamo quattro soci e la società è una società in accomandita semplice.

    Avete trovato consulenti in grado di dare forma giuridica e fiscale alla vostra idea?
    Abbiamo trovato persone che ci hanno dato dritte, consigli, che hanno creduto nel nostro progetto. Il fatto poi che sia Emanuela, sia io abbiamo studiato Giurisprudenza ci ha sicuramente aiutati.

    Un’ultima domanda, ritenete che ci sia ancora spazio online per iniziative a sostegno del libro, dell’editoria e della lettura? 
    C’è tantissimo spazio, forse più di quanto pensavamo all’inizio, per offrire esperienze nuove. L’idea che mi sono fatto, però, è che le esperienze debbano essere nuove davvero. Un maquillage digitale di cose già viste, che non funzionano più, non credo possa funzionare in rete.

    Anzi, ecco l’ultima, come nasce una buona idea? 
    Domanda difficilissima.Le idee nascono tutti i giorni, è difficile capire quale idea diventi per una persona, o per un gruppo di persone, così importante da investire tempo e fatica per realizzarla

    Grazie a bookabook.



    (immagini e video forniti da bookabook)

    venerdì 2 maggio 2014

    Amiche mie. Silvia Ballestra. Settima lettura di @TwoReaders.


    Amiche mie. Silvia Ballestra
    Mondadori
    La mia copia
    @TwoReaders sta crescendo. Nel numero dei fallower e dei partecipanti alle letture, sta maturando la propria struttura e i propri obiettivi e approdando alla una settima lettura con la novità del coinvolgimento l'autore. Il 5 maggio partiremo con "Amiche mie" di Silvia Ballestra edito da Mondadori.  Di nuovo una scrittrice, la prima italiana con cui il gruppo si sia mai confrontato e questa è la prima caratteristica di questa nuova puntata. "Amiche mie" è una storia di donne e per questo sarà interessante capire sia l'immedesimazione delle lettrici, che la percezione che avranno i lettori, quanto dell'essere donna è diffuso e comune e quanto sia personale e individuale, come Venere sia percepita da Marte e la vita di oggi, la società che conosciamo e il mondo in cui viviamo. Parleremo della storia e dello stile, l'autrice segue il gruppo e interverrà a sua scelta nelle nostre discussioni, la storify sarà strutturata rispettando l'andamento e le caratteristiche del libro, riportando il titolo dei capitoli e cercando di riscostruire il percorso delle quattro protagoniste. 

    Come sempre ecco le regole per partecipare: 

    • leggere il libro indicato;
    • di seguito è riportato il ritmo di lettura con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
    • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di commento o citazione;
    • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
    • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
    • gli hashtag per questa lettura sono #ballestra #amichemie;
    • per i commenti relativi alle protagoniste sarà inserito il nome come hashtag, così la ricostruzione in storify sarà più semplice e compiuta: #sofia, #norma, #carla, #vera;
    • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
    • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
    • evitare lo spoiler;
    • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
    • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo.

    Aggiornamento 7.05. nuova regola:

    Si è notato che la modalità di allegare foto di brani del libro può ledere il necessario rispetto dell'opera che è uno dei principi fondanti del gruppo. Dunque in raccordo con la velocità e la sinteticità del mezzo Tweetter e nel dovuto rispetto del libro che stiamo leggendo, per partecipare non è possibile allegare foto di brani del testo. Le citazioni vanno dunque trascritte e contenute nello spazio di un tweet, così nasciamo sintetici comunicatori di sentimenti e sintonici amanti della lettura, il testo d'altronde è condiviso in partenza! Grazie a tutti.

    Ritmo:

    CAPITOLO "NOVEMBRE"

    lunedì 5 maggio:
    lettura fino a pag. 28 "da riferire alle altre.";

    martedì 6 maggio:
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 49 "così dicevano.";

    mercoledì 7 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 69 "pesci crudi.";

    giovedì 8 maggio 
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 82 "senza spesa."

    CAPITOLO "DICEMBRE-GENNAIO"

    venerdì 9 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 102 "presa dai cibi"

    sabato 10 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 122 "vedervi ubriacare"

    domenica 11 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 142 "studio a brigare"

    lunedì 12 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 163 "mai mancati."

    martedì 13 maggio

    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 189 "con freddezza,sperava"


    CAPITOLO "PRIMAVERA"


    mercoledì 14 maggio

    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 204 "lo facevo mentendo."

    giovedì 15 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 225 "madre e F."

    venerdì 16 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 244 "già primavera"

    CAPITOLO "MAGGIO"

    sabato 17 maggio

    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 259 "viste a cena."

    domenica 18 maggio
    commenti e citazioni del giorno precedente
    lettura fino a pag. 272 "per capirlo."


    Fine lettura.