mercoledì 24 settembre 2014

24 settembre 1896: Buon compleanno Francis!

Di qua dal paradiso, Francis Scott Fitzgerald
minimum fax
La mia copia

La prima frase del primo romanzo, New York 1920. 


"Amory Blaine ereditò da sua madre tutti i tratti, tranne quei pochi, sparuti e indefinibili che lo rendevano interessante."

Di qua dal paradiso, Francis Scott Fitzgerald
traduzione Veronica Raimo, minimum fax




Espiazione. Ian McEwan.


Espiazione, Ian McEwan
Einaudi
La mia copia.

Esistono dei libri capaci di avere un titolo assoluto e definitivo racchiuso in una sola parola.
In questi casi penso sempre a Sartre e che "La nausea", oltre a essere una parola con la potenza del rigetto perché solo a nominarla già ci si sente male, è anche un romanzo altrettanto capace di essere fastidioso e indigeribile, è un libro in grado di non essere descritto dal suo titolo, ma ha la potenza di potersi sostenere con una sola parola. Non è il solo e non lo è nemmeno per il carattere negativo della parola che lo descrive, c'è "La peste" di Camus e una città ingabbiata da un'epidemia e dal disagio tra l'umanità della fuga e quella del coraggio e poi c'è "Espiazione" senza articolo, ("L'espiazione" non sarebbe stato altrettanto incondizionato), un altro libro con una parola per titolo e questa parola racconta di un male passato e di un tentativo di rimediare. Si potrebbe parlare a lungo dell'accezione positiva dell'espiazione e sul peso di ciò che la determina, o come in questo caso, che determina il bisogno di espiare.
Ian Mc Ewan scrive un libro grandioso e lo fa come se ne fosse autrice la protagonista, Briony Tallis, della quale si descrive l'infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, raccontando la giornata dalla quale dipende il titolo e tutta la storia che ne deriva, il modo in cui riconosciuto il suo errore si infligge il castigo, e infine la consapevolezza che la vita stessa lo sia e che solo nell'immaginazione possa davvero esistere il rimedio alla sua colpa. L'immaginazione è madre e matrigna di Briony, la avvicina al suo intimo essere scrittrice e inventore di personaggi e commedie e la determina allo sbaglio imperdonabile sul quale si incardina il racconto intero.
Briony Tallis a tredici anni, nel 1935, accusa Robbie di aver violentato sua cugina e lui finisce in prigione infamato e innocente, dice di averlo visto o meglio lei è convinta di sapere che sia stato lui. Robbie e Cecilia Tallis, sorella di Briony, erano innamorati e si separano la sera dell'arresto di Robbie in una scena incredibile all'ingresso della villa dei Tallis. Quando in lei sorgono i dubbi ormai la colpevolezza di Robbie è una certezza giudiziaria e non c'è più nulla che possa fare. Scoppia la seconda guerra mondiale, Robbie viene mandato a combattere in Francia, Briony vive nel rimorso e diventa infermiera così come già aveva fatto Cecilia, e cercherà per tutta la vita il perdono di sua sorella, di Robbie e la pacificazione con sé stessa iniziando da ragazza a scrivere il racconto dei fatti come accaduti. I tentativi di riconciliazione di Briony incontrano un muro in Cecilia mentre la guerra incendia il mondo di violenza e orrore segnando le sorti della vita di un continente, di una nazione, di una famiglia e di quelle persone già condannate all'infelicità da una ragazzina che per sempre sarà una disperata in cerca di pace. Per tutta la vita Briony ricomporrà quella sera di anni prima fino a collegare e capire chi davvero avesse abusato di sua cugina e dove sia ora quell'uomo. Ormai scrittrice famosa per espiare la sua colpa di ragazzina che non capiva l'amore, né il coinvolgimento fisico che ne deriva e lo ha confuso con la violenza che aveva subito Lola, compie un estremo gesto e racconta la storia di quella sera dicendo al mondo la verità. Realtà e immaginazione si sovrappongono in Briony fino alla fine e l'istinto del lettore è quello di buttarsi nel libro, dentro le pagine e tra le righe, viaggiare indietro, superare la guerra, arrivare al 1935, entrare in casa Tallis, impedire a Briony quell'errore fatale, proteggere tutti dalla sua giovane età e rendere a lei la giustizia che le è dovuta, così soprattutto a Robbie e ai suoi sogni con Cecilia.
Un romanzo meraviglioso e un finale che prende alla gola e poi stringe il cuore perché chi conosce la guerra raramente la attraversa e "i sommersi e i salvati" non sono un'invenzione.

Titolo: Espiazione
Autore: Ian McEwan
Traduzione: Susanna Basso
Editore: Einaudi 
Anno edizione in foto: 2003



martedì 16 settembre 2014

Elisa Ruotolo e la vicina lontananza del suo stile


"Scrivere qualcosa che sia migliore di quel che si è."
Elisa Ruotolo, 11 settembre 2014, Roma.

Questa sarà la citazione di Elisa Ruotolo che mi porterò dentro dopo averla incontrata giovedì 11 settembre alla Libreria Pallotta a Roma. L'incontro era uno di quelli organizzati nell'ambito dell'iniziativa "Libri a mollo" a Ponte Milvio e lei era l'autrice che con tanta convinzione avevo proposto a giugno al gruppo che segue @TwoReaders.
Avevo subito contattato Elisa grazie all'intercessione di Nottetempo, il suo editore, e lei è stata felice della scelta di leggere "Ovunque proteggici" e di condividerlo tra lettori appassionati, ha inoltre accettato di rispondere a qualche domanda al termine della lettura. Il contatto con Elisa è stato possibile per la sua grande gentilezza, le ho chiesto in punta dei piedi di poterle rivolgere alcune questioni e lei ha davvero accolto i pensieri del gruppo e lo scambio di email che ha portato alla piccola intervista di seguito. All'incontro a Ponte Milvio sono emersi molti dei pensieri che avevamo condiviso per email, ma lei era lì e sentire raccontare "Ovunque proteggici" dalla vera voce del libro è stato molto emozionante. La scrittura di Elisa è stata accostata a quella di Elsa Morante in "Menzogna e sortilegio", lo aveva notato in corso di lettura Letizia, che insieme a me gestisce e organizza @TwoReaders,ed è emerso anche all'incontro di giovedì e lei ha spiegato che la Morante è un suo riferimento e addirittura che stava leggendo proprio quel libro mentre scriveva il suo. Già solo questo testimonia la forte capacità di comunicare di Elisa che seppure con uno stile assoluto e passato vissuto come veicolo per allontanarsi da sè durante la stesura, si è avvicinata così tanto da far percepire l'intimità delle sue letture.

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo libro è stata la coerenza sistematica, come sei riuscita a costruire un mondo così articolato?
Credo che la coerenza sia frutto di una attenta riflessione. Prima di cominciare una storia medito sempre a lungo e rimando continuamente la stesura finché non sono certa d’aver trovato il tono, o se vogliamo la voce giusta. Sono le uniche cose che cerco e forse le uniche che io riesca a trovare. La trama no, quella continua a sfuggirmi ogni volta che scrivo. Lavoro come diceva Čechov “senza trama e senza finale”; non so mai dove andrò a finire e sono completamente nel sortilegio del racconto, in balia dei personaggi e di un possibile fallimento. 
E’ una modalità non solo insolita, che mi porta ad essere spettatore della mia creatura, ma anche rischiosa e difficile. Tuttavia la semplicità – nei libri, nello scrivere – mi è sempre parsa una condizione innaturale, dato che neanche la vita lo è. 

“Ovunque, proteggici” è la storia di una famiglia, la storia di come e perché Lorenzo ha un segreto, sei partita da lui nel creare i personaggi?
Sì, all’inizio avevo solo Lorenzo e l’idea di un ragazzino che coltiva il sogno dell’orfanezza a partire dal padre, Nicola Girosa (un rude artista di strada che sembra trasmettergli  solo vergogna ed eccesso). Le radici familiari, i destini degli avi raccontati nel lungo flash-back della prima parte sono nati in seguito, forse dal bisogno di dare un passato all’ultimo Girosa e una motivazione alla crudeltà di Nicola. Lorenzo è la foce verso cui confluiscono le acque della vicenda, un uomo piegato dal peso delle sue menzogne e da un segreto che lo costringe a riportare in vita il passato che – proprio per ché è stato – rappresenta la sua unica verità e il più vivo tormento.

La dimensione del segreto irrompe subito nel libro e pian piano lo pervade, tutti hanno qualcosa da nascondere, credi sia un aspetto ancestrale delle famiglie?
Non è possibile generalizzare: ogni famiglia è un microcosmo ordinato secondo le proprie regole (talvolta – perché no? – con dei segreti da custodire). E’ chiaro tuttavia che ogni storia cercherà di portare in luce un mistero, una colpa. Qualcosa che istighi alla segretezza.

I Girosa hanno grandi capacità e grandi lacune, forse soprattutto affettive, è corretto osservare che sembrano un nucleo che rispecchia un’umanità?
Credo di sì, sono individui che - per sbagliati o celesti che siano – hanno in sé il nocciolo duro dell’umano, le sue contraddizioni e le sue virtù, le sue potenzialità e le sue mancanze. Ma è un esito non premeditato.

Una lettrice del gruppo, Paola, ha notato che molti personaggi sono colpiti da menomazioni fisiche, si nasconde un significato dietro queste condizioni?
E’ vero, Paola ha ragione: c’è la gamba lenta di Mariano e l’occhio pigro di Ester, e poi ci sono le mancanze meno fisiche che riguardano Tommaso e Prosperella. Credo di aver voluto suggerire quanto poco peso possano avere le condizioni di cui parlo. In fondo Mariano sarà sempre un passo avanti rispetto agli altri; Ester guarirà da questa mancanza “prendendo a scherzo il dolore”; Tommaso farà più strada di altri che scommettevano sulla sua presunta debolezza di mente; e Prosperella sarà latrice di un’umanità calda e indimenticabile. Probabilmente c’era in me la volontà di non darla vinta al peggio, di trasformare in forza le debolezze presunte.

Nel raccontare questa storia ti sei affezionata in modo particolare ad alcuni dei tuoi personaggi?
Accade sempre, ma con i personaggi di Ovunque è avvenuto anche qualcosa di insolito: ognuno ha richiesto il suo spazio di volta in volta. Per cui nonostante Lorenzo e Nicola mi abbiano ghermito più degli altri (perché è stato complicato seguirli, capire cosa volessero dirmi), figure umane come Rachele, Mariano, Giovanni o Rosaria – nel momento in cui ricevevo la loro storia – mi hanno accorato e sconvolto. Più di tutti Rachele (quando ho conosciuto la sua infanzia mancata e il suo destino di sposa), e Rosaria, personaggio in divenire, dai nomi e dai destini molteplici eppure mai intaccata nella sua purezza.    

In libri molto intensi come il tuo spesso i personaggi per un po’ rimangono presenti nel tuo quotidiano del lettore anche dopo aver concluso il libro, succede anche all’autore?
Sì, succede e io ho faticato molto ad abituarmi a vivere senza i Girosa: a svegliarmi e non avere più ragione d’entrare nella loro Villa senza misura. Sono venuta via da quel mondo più o meno un anno fa  e ogni giorno mi capita di pensare che quel piccolo universo “esatto e mentito”, come direbbe Manganelli, abbia lo stesso peso e produca le medesime nostalgie dei luoghi reali. Gli spazi e i tempi letterari producono nostalgie incolmabili e allo stesso tempo difficili da raccontare. Probabilmente io stessa negherei se non ci fosse lo schermo della distanza tra me e chi leggerà. Mi sembra sempre che questa faccenda dello scrivere sia incomunicabile: che si rischi troppo nel dire sinceramente quanto possa arricchirci e dilaniarci.

Il tuo stile ha un sapore antico, nella costruzione e nei modi di dire sembri attingere a un mondo scomparso, sembri parlare una lingua che fu, come nasce il tuo linguaggio letterario?
Nasce dal bisogno di accudire il linguaggio, corteggiare ogni singola parola e il giro della frase – che poi credo sia l’unica forma di moralità che la letteratura possa concedersi : l’unico rimedio alla sua dichiarata inutilità. Penso sempre che se la scrittura è la mia religione, io – in quanto suo sacerdote – ho bisogno di una ritualità da seguire e da eseguire. La parola è il mio rito.

La tua professione, sei un’insegnante, ha influenzato l’uso particolare e accurato della lingua, magari proponendoti dei modelli?
I padri sono sempre, e per fortuna, tanti. Talvolta mi accorgo di citare anche autori letteralmente contrapponibili, ma credo sia anche naturale: da ognuno ho saccheggiato qualcosa in termini di lingua, di costruzione delle storie, di senso dell’attesa, di visione del mondo. Direi di amare Gabriel G.Marquez, J. Maxwell Coetzee, José Saramago, Alice Munro, Gesualdo Bufalino, Michele Mari, Giorgio Manganelli, Apuleio, Fëdor Dostoevskij, Elsa Morante, Giacomo Leopardi…e molti altri sicuramente li dimentico, ma è giusto anche così. Perché la letteratura dev’essere imprendibile, poco gestibile, scomoda; assieme sacra e nel contempo femmina di strada, roba da celebrare e dimenticare. A voi la scelta di leggere o meno questo rigo in forma di chiasmo. 

La riflessione che faccio dopo la lettura di “Ovunque proteggici” mi porta a una domanda, le famiglie, molte se non tutte, sono ricche di non detti, ma i segreti vanno tutti svelati?
Nell’economia del romanzo direi di sì, poiché dal momento in cui comincia lo svelamento, inizia anche il perdono. Ma chi scrive ha sempre un’idea distorta di verità, menzogna, segreti, svelamenti e bisogna pure ammettere che vita e letteratura lavorano utilizzando materiali diversi: che ciò che accade nella vita vera e spesso appare intollerabile, diventa abitabile e accettabile in letteratura. Purtroppo, come vedi, ho solo domande e poche risposte da dare.


Grazie ancora.

sabato 13 settembre 2014

Mabel Tra le righe






Oggi inizia la lettura di "Mabel dice sì" di Einaudi, ci ritroviamo alle 17.00 alla Libreria Tra le Righe
di Roma e con Luca Ricci si darà avvio alla undicesima lettura del gruppo @TwoReaders.
Per la prima volta l'autore parteciperà al gruppo e siamo molto emozionati nel vedere come la nostra passione per il libri cresca e contagi via Twitter e dal vivo. Sulla scorta dell'esperienza di Ivrea e felici di avere Luca con noi racconteremo su Twitter l'approccio a questo nuovo romanzo.
Di seguito il ritmo di Mabel:

sabato 13 settembre:
Luca Ricci legge con noi e per noi fino a pagina 20 "freddo della fodera",
eccezionalmente sarà possibile citare e commentare già dal primo giorno così da consentire la partecipazione all'incontro anche a chi non sarà in libreria;

domenica 14 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente (per non perdere le abitudini del gruppo),
lettura fino a pagina 35 "agli sgoccioli";

lunedì 15 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 51 "arrivati insieme";

martedì 16 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 67 "in mente di tutto";

mercoledì 17 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 83 "spesso, sì";

giovedì 18 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 97 "da un giorno all'altro";

venerdì 19 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 113 "uno sciupafemmine".

sabato 20 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 129 "a ciel sereno";

domenica 21 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 137 "dico";

lunedì 22 settembre:
citazioni e commenti del giorno precedente e chiusura del confronto sul libro.




giovedì 11 settembre 2014

Ritorno dal passato "Pomi d'ottone e manici di scopa".

Pomi d'ottone e manici di scopa. Mary Norton.
Salani.
La mia copia.
All'asilo, sarà stato il 1983, un giorno ho visto "Pomi d'ottone e manici di scopa" il film Disney, quello con la signora in giallo e il papà di Mary Poppins e i bimbi e il leone cartone animato e il letto volante. Per molti anni è stato il mio film preferito, qualche settimana fa ho trovato il dvd al supermercato, l'ho comprato per mio figlio è piaciuto tantissimo anche a lui, soprattutto quando il letto è in fondo al mare e i bimbi sono immersi tra i pesci cartoni animati.
Oggi in libreria scopro che Salani (grazie Salani!) ha ripubblicato il libro e mi capita tra le mani con la sua copertina bellissima, il lettone volante e un pomo d'ottone illuminato. Confesso: non ho mai letto il libro. Confesso ancora: non lo avevo nemmeno mai cercato e forse nemmeno sapevo che il film non fosse un film, ma un libro e oggi limito un po' la mia ignoranza e lo compro.
Emozione, non solo non sono più all'asilo a guardare un film mezzo cartone animato, sono in libreria a comprare il libro del film e forse mi piacerà di più, ma, se mi piacerà, a Natale lo regalo a mio nipote che avrà otto anni e magari piano piano se lo legge. Il libro è composto da due parti, capirò se sono due racconti o se nasce per essere unico, devo ancora studiare e sono curiosa.
Salani ha molte capacità magiche, merito di Harry Potter e dell'incanto fidelio, della riedizione per i quindici anni e poi Gl'istrici che è una collana di meraviglie e di certe copertine che sono davvero incantate.
Ah, dato fondamentale per quasi ogni favola che si rispetti, il letto vola sopra Londra e a Londra si sa ci capita Peter Pan, ci abitano i Darling e Crudelia Demon, gli spazzacamini ballano sui tetti e Mary Poppins vive sulle nuvole, ma questa volta è il 1940 e ci sono le bombe tedesche e i bimbi devono scappare, si rifugiano in campagna e, mentre il mondo va a fuoco, scoprono la magia.






mercoledì 10 settembre 2014

La vita propria dei libri usati e la mia incoerenza.

Ragazze di campagnia. Edna O'Brien
Feltrinelli
I ed. italiana, aprile 1961.
Tutti lo sanno che i libri sono animati, che viaggiano, si nascondono, tornano, un giorno qualunque arrivano, alcuni non se ne vanno più. Lo fanno anche i libri nuovi, ma i libri vecchi, usati, già posseduti vivono sulle ali del vento, in mano all'angelo dei libri che li mescola e li distribuisce di nuovo e ancora e poi un'altra volta. Per sempre.
Fino a qualche tempo fa ero in profondissima difficoltà con i libri usati, soprattutto quelli con nomi, dediche, fogli infilati e date, la sensazione di entrare in qualcosa di privato era forte. Non li compravo punto e basta. Da non molto sono diventata una curiosa non della storia dello specifico volume, di chi è stato e da dove è venuto, cosa che mi sembra ancora inviolabile, ma mi piace vedere le vecchie edizioni, le copertine, le pagine, la collana, come fosse diverso allora l'editore o se sia sopravvissuto, mi piace il libro in sé e non ne indago la vita. Saluti, auguri e frasi personali rendono il libro che resta, nel suo essere un prodotto, una cosa seriale, un oggetto animato e non delle parole dell'autore, ma del significato che è stato dato loro, dei pensieri di chi lo ha scelto e appuntato con la penna che ha trovato lì accanto, o con quella speciale scelta per le dediche, magari per amore, così il prodotto muore e lascia spazio al cuore. Come si può entrare in tutto questo? Come è possibile incontrare un messaggio privato, leggerlo e comprarlo? Per me era impensabile, ora è solo un limite, i libri usati mi mettono ancora a disagio, possono portare i segni della vita di tutti in modo diffuso e democratico, più di un vestito, più di un oggetto che non può essere marchiato da mano e cuore del suo proprietario, ma li cerco. I sentimenti appoggiati sui libri di seconda mano mi agitano, forse perché so con quanto ardore io viva alcune storie o alcuni autori e come stringo quel volume quando lo abbraccio dormendo o piangendo o ridendo delle sue parole e della sua compagnia e come alla fine della lettura ci scriva sopra il mese e l'anno. Non vorrei che qualcuno collezionasse i miei sentimenti e i miei momenti, per questo cerco non farlo con i libri degli altri, ho iniziato a comprarli da poco e solo per il libro stesso, mai per ciò che è stato, se c'è una dedica la schivo, spesso lascio proprio il libro, ma ora che ho aperto la porta al fascino dell'editoria che fu mi capitano cose bellissime.
L'angelo dei libri che vanno e vengono pochi giorni fa mi ha messo in mano la prima edizione italiana di "Ragazze di campagna" di Edna O'Brien, Feltrinelli 1961, la collana era Il Quadrifoglio e il prezzo 950 lire. 
Non ha note, nemmeno un segno, ora è mia, la guardo con attenzione, ma cerco di non chiedermi di chi sia stata prima.



lunedì 8 settembre 2014

Mabel Tra le righe con Luca Ricci incontra @TwoReaders

Mabel dice si. Luca Ricci
Einaudi
La nuova stagione di @TwoReaders si apre con una novità, o meglio con molte novità che piano piano saranno svelate qui e su Twitter. Prima tra tutti l'incontro con Luca Ricci, autore di "Mabel dice sì" edito da Einuadi e prossima lettura del gruppo che prenderà l'avvio in modo straordinario sabato 13 settembre pv a Roma, alla Libreria tra le righe in viale Gorizia 29, appuntamento alle 17.00. Sarà possibile acquistare direttamente la copia del libro e magari chiedere la firma dell'autore, l'incontro sarà seguito su twitter dai lettori che non potranno partecipare fisicamente, ma che vorranno intervenire con domande e osservazioni. L'evento è aperto a tutti coloro che vorranno partecipare, Tra le righe è un luogo magico fatto di veri librai e veri lettori, saremo accolti nello spazio bar, finalmente incontreremo i compagni di tante letture e saremo felici di aggiungerne dei nuovi. L'incontro inizierà ringraziando Luca Ricci della partecipazione e illustrando l'attività del gruppo @TwoReaders, seguirà la lettura condivisa delle prime 15 pagine di #mabel e l'avvio del confronto tra i lettori e con l'autore. Da domenica 14 pv il gruppo continuerà la lettura di #mabel fino ad arrivare, come sempre, alla composizione della storify delle citazioni di tutta l'opera. Ringrazio fin da ora Luca Ricci della gentile partecipazione e della disponibilità.
Eccezionalmente in #twitt&live avremo un adattamento della solita procedura, ecco come sempre le regole per partecipare: 

  • leggere il libro indicato;
  • a breve sarà pubblicato il ritmo di lettura quotidiano con indicazione del numero di pagina e dell'ultima frase;
  • nei giorni di lettura ciascun twittlettore ha a disposizione due tweett di commento o citazione;
  • eccezionalmente lettura e citazioni/commenti partiranno insieme il 13 settembre dalle 17.00;
  • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #mabel #lucaricci;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 
@TwoReaders e Il tè tostato vi aspettano insieme a Luca alla Libreria Tra le righe di Roma sabato 13 settembre! 





martedì 2 settembre 2014

Il due settembre e l'anno che è già qua.

La moda è quella di non fare propositi, di vivere all'impronta, di sognare e non pensare come se le due cose si escludessero, ma l'anno ha due inizi, perché è fatto della parte vecchia che comincia il primo gennaio e della parte nuova che si avvia il primo settembre e dunque oggi, col dovuto ritardo, rifletto sui miei buoni propositi, perché per me sono importanti, li voglio, li faccio e non mi impediscono né di sognare, né di consentire al tempo di essere imprevedibile, i buoni propositi mi servono per capire.
Quest'anno sarà l'anno della mia dedizione quasi totale a Il tè tostato e a @TwoReaders, sono gli spazi in cui tutto è possibile, le zone franche, quelle con la libertà e il vento e quelle in cui la mia intelligenza smette di essere inutile perché torna nelle mie mani e tutto dipende da me, dalla mia dedizione, dalla mia voglia, da cosa mi piace fare e da dove non mi piace essere e mi sento soddisfatta a casa mia.
Il primo romanzo di cui parlerò sarà "Mattatoio n.5" di Kurt Vonnegut, un libro sul bombardamento di Dresda, e Dresda è una casa per me, racconterò dell'incendio di napalm che l'ha devastata, di Vonnegut l'ha visto e  ne ha scritto e dei miei occhi che dopo quasi settant'anni vedono ancora distruzione, macerie e palazzi a metà. Vorrei dedicare una pagina a editori e collane, sempre scelti da me, in base al mio e solo mio umore, con la disorganicità della mia impronta e l'intenzione di renderla un po' più armonica.
Questo autunno metterò in ordine la mia libreria, saprò dove cercare i libri e continuerò a non leggere tutto quello che compro, perché se poi un giorno nevica a Roma e rimango bloccata a casa con la neve che supera il portone e ho già letto tutto quello che ho come faccio?
Sorriderò molto, che tanto anche se non cambia nulla almeno mi sentirò meglio, berrò molto tè e imparerò a cucinare gli scones, perché è ormai assolutamente necessario per me provvedere da sola al mio bisogno di tè all'inglese, chi vuole partecipare sarà invitato a presentarsi con marmellata di agrumi e praline.
Sarà l'autunno in cui scoprirò il romanzo giallo (sono benvenuti i consigli) e in cui andrò a scuola di tedesco, proprio quella coi libri e i compiti, perché così a pezzetti non vado avanti. Non andrò in palestra questo è certo, magari in piscina, o forse correrò in giardino, ma cercherò di combattere per il mio mantenimento, dato che mi sembra che la parabola abbia iniziato a decrescere e i libri per questo non bastano (pare). Farò attenzione alle parole, per usarle bene e ascoltarle, perché sono potenti e a volte una sola minuscola parola ha dietro un mondo bellissimo e sarà una ricchezza farci caso. Per il resto lascerò i viaggi all'improvvisazione e le scelte al cuore.

Buon anno.
Laura