lunedì 27 ottobre 2014

Il commesso. Bernard Malamud.

Il commesso, Bernard Malamud
minimum fax
La mia copia.
Bello, bello, bello e sentimentale.
A New York alla fine degli anni cinquanta un uomo di nome Morris Bober assiste quasi inerte al tracollo del suo negozio di alimentari, i clienti se ne sono andati attratti dal suo nuovo concorrente, un tedesco che sembra rubargli avventori e futuro. Ogni mattina Morris apre alle sei e ogni sera chiude alle dieci, asfissiato dai conti, dalla petulanza della moglie lamentosa e preoccupata, dal senso di colpa per la vita magra che offre alla sua famiglia e dal vuoto del suo locale. Pochi affezionati, un incasso sempre più esiguo e il sostegno che deriva dal lavoro di segretaria di sua figlia Helen che lascia quasi tutto il suo stipendio ai genitori e dall'affitto di poche stanze a una coppia giovane. Morris Bober è un ebreo russo emigrato disertore che arranca nella vita e nel suo quartiere, mentre i suoi vicini sembrano tutti cavarsela meglio. Vive sopra al suo negozio, scende e risale ogni giorno e chiude lì la sua giornata. Quando Morris subisce una rapina e un'aggressione fisica che lo costringe a letto la fine sembra vicina, ma con la sua ripresa in salute entra in scena Frank Alpine, un ragazzo di origine italiana, che per vitto e alloggio si offre di occuparsi del negozio e con la sua presenza quasi magica gli affari tornano lentamente ad andare meglio. La diffidenza della moglie di Bober che vorrebbe quel goy fuori da casa loro, la bontà d'animo e l'onestà di Morris che arrivano fin quasi a fargli subire la vita e l'ambizione nascosta e mortificata di sua figlia Helen rappresentano e diventano il mondo in cui Frank Alpine vuole inserirsi, la realtà cui vuole appartenere e il motivo per cui vuole cambiare se stesso.
"Il commesso" è un romanzo ricco di stagioni, gli eventi si svolgono attraverso di esse prendendone luci e colori, c'è la primavera descritta coi tessuti dei vestiti di Helen, l'autunno che si affaccia sul parco del quartiere, la neve che rende tutto più difficile e il ciclo della vita che si ripete, che si rinnova e che quasi segue le evoluzioni dell'anima di Frank. Malamud è speciale nel rendere le persone, alla fine del libro si è convinti di conoscere Morris, di essere amiche di Helen e di dover fare qualcosa per quel Frank che tanto ci turba deludendo e gratificando gli animi dei lettori.
Il gruppo @TwoReaders ne ha fatta una lettura meravigliosa creando un romanzo nel romanzo attraverso citazioni, commenti e immagini, una delle avventure del gruppo più completa e sentita, Storify e Pinterest testimoniano la passione dei lettori e la maestria di Malamud nel condurli dentro la storia.
Un libro da consigliare e da leggere, vola via restando intenso, lascia i suoi personaggi sospesi nelle vite dei lettori e la voglia di scoprire di più dell'autore.

Titolo; Il commesso
Autore: Bernard Malamud
Traduzione: Giancarlo Buzzi
Editore: minimum fax
Prezzo: 13, 50 euro

sabato 25 ottobre 2014

@TwoReaders legge Morte di un uomo felice, Premio Campiello 2014.

Morte di un uomo felice, Giorgio fontana.
Sellerio
La mia copia.

Arrivati alla quattordicesima lettura con l'aiuto e il supporto di tanti lettori meravigliosi @TwoReaders propone un libro italiano uscito quest'anno e vincitore del Premio Campiello 2014.  "Morte di un uomo felice" di Giorgio Fontana edito da Sellerio è la nuova avventura del gruppo. Si è parlato molto di questo romanzo, la comunità di Twitter lo conosceva per l'entusiasmo con cui ne veniva sostenuta la candidatura e proporlo al gruppo è un modo di festeggiare e risponde alla curiosità di molti lettori. Ci confronteremo su un libro uscito oggi, ma che racconta un'attualità passata, la storia violenta del terrorismo Italia, il 1981, anno di nascita di Giorgio Fontana, è il tempo in cui è ambientato il romanzo, proprio sul finire degli anni di piombo. Mi chiedo se la scelta dell'anno sia meditata dall'autore per costruire il mondo intorno al suo arrivo, mi chiedo quanto la storia di un magistrato e di un'indagine sia ancora attuale, mi chiedo come il gruppo reagirà a un libro che racconta un momento così difficile del vissuto italiano, mi chiedo quali ricordi evocherà e mi chiedo se la vita dei personaggi prevarrà sui disequilibri di un Paese, curiosa di leggere e in cerca di risposte invito chi c'era nel 1981 a partecipare alla lettura del gruppo.


Ed eccoci, come di solito, alle regole per leggere con @TwoReaders:

  • leggere il libro indicato;
  • di seguito è riportato il ritmo di lettura con il numero della pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet citazione e possibilità di commentare;
  • i tweet di citazione (da cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #mortediunuomofelice #gfontana;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 
Come sempre i tweet saranno raccolti nella Storify del gruppo e le immagini in una bacheca Pinterest dedicata.




Il programma di lettura:

lunedì 27 ottobre:
lettura fino a pagina 30 "senza aggiungere nulla.";

martedì 28 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 50 "lasciar partire mai più.";

mercoledì 29 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 71 "E il giorno finì.";

giovedì 30 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 96 "si fece portare a casa.";

venerdì 31 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 116 "in testa quelle idee?";

sabato 1 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 135 "I più felici di tutti."

domenica 2 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 154 "disse Colnaghi.";

lunedì 3 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 175 "Una bestiaccia.";

martedì 4 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 199 "si asciugò in fretta e uscì.";

mercoledì 5 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 217 "aiutare mio figlio.";

giovedì 6 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 234 "interamente amico.";

venerdì 7 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 257 "Ma tempo non c'era.";

sabato 8 novembre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
fine della lettura;

domenica 9 novembre:
commenti e confronto sul libro.


martedì 21 ottobre 2014

La strada, Cormac McCarthy

La strada, Corcam McCarthy
Einaudi
La mia copia
"La strada" di Cormac McCarthy è un libro del 2006, ha vinto il Premio Pulitzer nel 2007 ed è diventato un film nel 2009, definito post-apocalittico è uno dei romanzi più dolorosi che abbia mai letto. Non credo di drammatizzare, non ricordo una lettura che mi abbia fatto stare tanto male e che al tempo stesso fosse così bella, con dialoghi così vivi e personaggi più reali: seppure lo scenario sia fantascientifico, il cuore è quello di ogni giorno. Un bambino e suo padre attraversano un'America ridotta in cenere, in cui ci sono soltanto residui di una civiltà, resti di costruzioni, avanzi di cibo e ritagli di sentimenti. In un viaggio disperato verso la salvezza due persone senza nome, una piccola famiglia legata dall'amore che si appoggia su se stessa, vanno avanti nella ricerca della possibilità, di una sopravvivenza basata sul mantenere la propria umanità, sulla fortuna e sulla tenacia di un padre che non può fare altro che cercare scampo per suo figlio. La popolazione superstite si divide tra buoni e cattivi, i buoni lottano e cercano di salvarsi, i cattivi sono cattivissimi, riducono uomini e donne in schiavitù alla (completa) stregua del bestiame nelle stalle. Padre e figlio hanno un carrello con dentro un telo impermeabile e poche cose logore ma indispensabili per vivere, coperte sudice, gocce di benzina, il cibo che riescono a trovare, la fame, il freddo e una pistola, un'arma senza destinazione sicura, la difesa o il buio, la lotta ancora fino all'ultimo dei due proiettili, o la morte e il sonno per entrambi.
Leggendo questo libro mi sono sentita soffocare dall'ambientazione, un deserto di detriti che mettono ansia, paura e incanalano il lettore dentro un disagio uterino come è il terrore di non sapere difendere il proprio figlio, di non poterlo fare, o peggio, di essere costretti, a un certo punto, a lasciarlo solo. Le parole, lo stile e più di tutto i dialoghi di questo libro sono perfetti, chiusi in una sfera opaca, ma talmente chiari nelle emozioni che li animano che la fine non può che essere rivolta alla speranza, alla possibilità di tornare alla luce. Un cielo basso come un tetto e il colore di quando sta per nevicare, l'atmosfera dell'attesa, dell'incredulità perché non può finire tutto così, tra la distruzione e la cattiveria c'e un bambino che esce in lacrime da un bosco, incontra un uomo, un'altro uomo uno diverso, e con lui raggiunge un luogo più sicuro e sembra che alla fine si possa tornare a vivere.
Un sorta di inferno moderno, una scrittura incisiva e carica di un distacco che sembra strumento per non illudersi e la vita che va come deve andare, tendendo sempre verso se stessa.
Il mio quarto libro di fantascienza, un genere che ho scoperto soltanto quest'anno e che vorrei continuare a conoscere, la realtà fantascientifica non sembra mai felice, ma per ora arriva sempre a un miglioramento o almeno a mostrare la speranza,
"La strada" di Cormac McCarthy fa malissimo, ma lo consiglio a tutti.

Titolo: La strada
Autore: Cormac McCarthy
Traduzione: Martina testa 
Editore: Einaudi
Anno edizione in foto: 2014
Prezzo: 12,00 euro

venerdì 17 ottobre 2014

Sandro Veronesi, la rete e il ritorno di Pietro Paladini


Terre rare, Sandro Veronesi
Bompiani
La mia copia.
Presentare un libro a blogger e giornalisti del web e ragionare sul ruolo della rete nelle scelte, nelle vendite, nella vita di un romanzo, dell'uomo che lo scrive e di quello che lo pubblica, di tutte le persone coinvolte nella realizzazione materiale del prodotto che deriva dell'opera dell'ingegno, fino alle mani dei librai che lo mettono in quelle dei lettori e anche fino ad Amazon al suo essere o non essere mostro, tutto passando per il protagonista di "Caos Calmo", l'uomo che per distrarre la mente contava le compagnie aeree con cui aveva volato. Riducendo all'osso questo è ciò che è avvenuto ieri alla Casa Argentina in via Veneto a Roma, alla presentazione del nuovo libro di Sandro Veronesi, uscito per Bompiani, "Terre rare" dove torna Pietro Paladini in uscita dal suo "caos calmo" e, si crea un hashtag di un titolo, così #terrerare diventa il nuovo modo di presentare un'opera in un incontro dedicato a chi anima la rete. In una sala che credo fosse un cinema, con una penombra accogliente e uno scrittore pieno di comunicativa si è raccontato il libro, gli sviluppi della storia di Pietro Palladini e il suo personaggio, l'eroismo e la viltà, il voler essere giovani, il saper andare avanti e le cadute umane e di peso sui pavimenti dei luoghi qualsiasi. Boom giù per terra sotto il proprio peso. Ho letto "Caos calmo" appena uscito, prima di vedere il film e prima che i volti dei personaggi fossero suggeriti, mi era piaciuta la fragilità degli adulti, la forza dei bambini e l'animo vivo di chi non lascia andare la giovinezza, oggi, nove anni dopo, sono curiosa di sapere che fine fanno tutte queste età. Sandro Veronesi ha poi parlato tanto di internet, della sua potenza, della bellezza e della pericolosità del mezzo che diffonde, rende condivisibile ogni istante, offre contenuti indiscriminati e, è questo che mi ha colpito, si basa su un algoritmo, o magari più di uno, ma si basa fortemente sul cervello umano che mette in moto un macchina diventata inarrestabile, eppure un algoritmo di spegnimento esiterà di sicuro, mi dico, ma a che prezzo? Gli effetti sul linguaggio, l'impoverimento, la sintesi estrema, le k inserite nell'alfabeto italiano e la punteggiatura mandata al confino, ma oltre a questo la rete ha forza divulgativa e capacità di pungolare il desiderio di conoscere strettamente legate alla capacità di monitorare l'utente, di spiarlo e indurlo, così come l'orizzontalità che rende accessibile a chiunque qualsiasi contenuto sia come fruitore che come fornitore. Si arriva poi alla questione ebook, per ora non uscirà l'elettronico di "Terre rare", si discute sulla comodità di avere un supporto che contiene molte opere, sulle campagne lancio di libro da scaricare online, sul mercato che cambia e sulla necessità per lo scrittore, almeno per questo scrittore, di capire di più del prodotto ebook, del suo funzionamento, delle conseguenze e degli aspetti economici che coinvolgono le persone che per quel prodotto lavorano. Raccontare un libro a chi vive la rete e dedicare del tempo alla riflessione sul valore che internet può dare ai libri, al loro contenuto e alla loro diffusione, una platea di internettofili guidati da Sandro Veronesi e dal suo nuovo romanzo, ecco lo spirito dell'incontro di ieri ed è stato davvero interessante. Le parole di uno scrittore italiano che ama i racconti e cita Salinger sorvolando Holden per arrivare a Franny e Zooey e ricorda Cheever e le riviste letterarie e il modo in cui dai racconti nascono gli scrittori e mi viene in mente sempre di più che amo leggere, ma quanto mi piacciono gli scrittori che sanno raccontare a voce! Felice di aver partecipato ringrazio Sandro Veronesi per l'incontro, l'ufficio stampa per l'invito e Bompiani per il suo lavoro.

martedì 7 ottobre 2014

Mattatoio n.5. Kurt Vonnegut


Mattatoio n.5, Kurt Vonnegut
Feltrinelli

Negli ultimi tre anni ho passato a Dresda molti mesi. Ho avuto una casa in affitto nella Neustadt per tutto il tempo, ho conosciuto la città, le persone, la storia recente e quella passata, visitato musei, passeggiato sull'Elba, imparato a capire l'Altstadt, a conoscere questa parte di Germania, ho letto i manifesti affissi sui muri e le scritte che descrivono il sentire degli abitanti di Dresda, ho iniziato a capire il tedesco e a volerlo imparare, ho immaginato mille volte cosa fosse successo, il colore del cielo, i buchi tra i palazzi presenti ancora oggi, costruzioni annerite dalle fiamme, finestre murate, porte sbarrate di assi e poi c'è una modernità eccezionale, la ricostruzione, i retaggi della DDR e in tutto questo senza spiegarmelo non avevo mai letto Mattatoio n.5, il libro in cui Kurt Vonnegut racconta la sua Dresda e il suo bombardamento, perché lui era lì e sembra non essersene mai allontanato. Vonnegut era un americano di origine tedesca, durante la seconda guerra mondiale arrivò in Europa, fu catturato e mandato a Dresda e così il protagonista di Mattatoio n.5, Billy Pilgrim un ragazzo alto, vestito in maniera ridicola con ciò che ha trovato per non sentire freddo, inviato a lavorare in una fabbrica in cui si produceva sciroppo per donne incinte, un complesso vitaminico di cui i prigionieri si riempivano la pancia di nascosto per non morire. Vonnegut scrive un libro di fantascienza in cui presente, passato e sogno si mescolano, in ogni momento della sua vita, quando Billy arriva a un punto di rottura viaggia nel tempo e raggiunge il suo futuro di imprenditore di successo o il suo passato di testimone del bombardamento o il suo viaggio su Trafalmadore rapito dagli alieni. Sembra che la vita presente di Billy, e forse anche di Vonnegut, non possa prescindere da quei giorni di febbraio del 1945, quando era nascosto nella grotta n. 5 del mattatoio di Dresda, mentre sopra gli alleati radevano al suolo la città in uno di quegli atti di guerra dei quali è inutile capire le ragioni. Non ci sono ragioni per uccidere tanta gente se non la paura o l'odio. Viaggiando nel tempo si conosce la vita di Billy, la sua passione per uno scrittore di fantascienza, sua moglie, i suoi figli, il modo in cui è riuscito quasi inconsapevolmente a costruire un'impresa fertile e enorme, e si vede Dresda, come la superficie lunare nel momento in cui i prigionieri escono dal mattatoio e si avventurano per una città in cui non c'è più nulla. Non c'era cibo, non c'erano palazzi, non c'erano i simboli della città, non c'erano persone, nulla, solo crollo, fumo, fiamme e distruzione. Vonnegut scrive della "Crociata dei bambini" che vanno a combattere su decisione di vecchi distruttori del mondo e non vede altro che dolore seppure ha degli occhi strani e lievi, guarda la guerra con l'accettazione di chi ne vuole uscire e forse per salvarsi non serve combattere. Dresda era città aperta e venne distrutta, un giorno passeggiando verso il museo di Storia Militare commentai l'orrore di quel bombardamento e i ragazzi tedeschi con cui ero risposero "Noi però avevamo fatto quello che abbiamo fatto" e di nuovo non c'era niente da capire, perché la guerra non ha senso, ma difendersi è un diritto, o forse un dovere. Quel museo è un po' in alto sulla città e un architetto americano l'ha progettato inserendo in cuneo in acciaio cemento e vetro infilato nel vecchio edifico come una scheggia e  composto di lamette inclinate attraverso le quali si vede Dresda sotto il bombardamento. Il bombardamento è rimasto nell'anima della città e parlare di guerra di solito è così prosaico, ma non per Vonnegut che scrive un libro forse per fare i conti con la sua presenza nel mondo laddove il mondo stesso andava a fuoco o forse mettere tutti di fronte a quell'avvenimento di fiamme eterne. Dopo il bombardamento venne la distruzione e a seguire la DDR di cui oggi ricorre l'anniversario della proclamazione, la città rimase distrutta, l'erba coprì i resti del barocco e di una città splendida, quello era il monito contro la guerra, non piangere i morti rimasti sotto le macerie e non ricostruire sé stessi. Di tutto questo Dresda porta il segno, ci sono grandi aperture tra i palazzi rimasti in piedi o ricostruiti, la chiesa simbolo del protestantesimo, che non esisteva più, è di nuovo al suo posto. è stata portata a termine soltanto nel 2005, alcuni dei casermoni sovietici rimangono, così come rimangono la sensazione di salire in casa e chiedersi chi sia corso giù piangendo nel febbraio del 1945 e la grande solidarietà e disponibilità che animò i suoi cittadini durante la DDR. "Mattatoio n.5" è un libro di fantascienza che racconta una storia vera e lo fa con gli occhi di pace di chi era lì e non vuole più tornarci e con la capacità rarissima di non esprimere giudizi, seppure c'è il racconto di una fucilazione che riaccende nel lettore l'immagine del tedesco cattivo e quasi del "vi sta bene che siate tutti morti", ma i lettori non sono Vennugut e non erano lì, non ci si può aspettare la stessa umanità.
L'emozione sale quando Billy Pilgrim negli anni '60 è ricoverato in ospedale e tutti lo danno per spacciato e accanto a lui si parla della guerra e di Dresda e lui dice "Io c'ero." E sembra impossibile. Commovente e carico dell'impossibilità di liberarsi dalla propria storia "Mattatoio n.5" è un libro che non si può scavalcare. "So it goes".
(Ora dirò una bestialità forse, ma rivedo tratti di Billy Pilgrim in molta della cultura popolare degli anni '90, dall'inconsapevolezza di Forrest Gump alla disperazione di Roberto Benigni in "La vita è bella").

Dresda dall'Elba


Neustadt

Ricostruzione recente e distruzione del 1945

Un angolo di Neustadt non cambiato dalla DDR

Retaggi

I muri di Dresda oggi
"Nessun uomo è illegale".
Nostalgia.
Coscienza.

giovedì 2 ottobre 2014

@TwoReaders va a Brooklyn con Bernard Malamud e "Il Commesso"


Il commesso. Bernard Malamud.
minimum fax.
La mia copia.

Il gruppo @TwoReaders continua a leggere con entusiasmo e per questa nuova condivisione abbiamo scelto "Il Commesso" di Bernard Malamud. Un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1957 col titolo "The Assistant", arrivato in Italia con Einaudi nel 1962 e riproposto da minimum fax che lo fa uscire nell'ottobre del 2013, ed esattamente dopo un anno arriva tra le mani dei twittlettori di @TwoReaders. Su minima&moralia si può leggere la prefazione di Marco Missiroli, la stessa inserita nel volume, che non solo invoglia alla lettura, ma fa sentire l'impellenza di leggere questo libro vincitore del National Book Award del 1959. Il titolo è stato annunciato al gruppo lunedì scorso e lettori vecchi e nuovi lo hanno accolto in festa e sono già pronti a iniziare.

Ecco, come sempre, le regole per partecipare al gruppo di lettura:

  • leggere il libro indicato;
  • di seguito è riportato il ritmo di lettura con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di commento o citazione;
  • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura sono #ilcommesso #malamud;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive;
  • evitare lo spoiler;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 


Ed ecco il ritmo di lettura:


giovedì 2 ottobre:
lettura fino a pagina 39 "stava per diventare ricco.";

venerdì 3 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 52 "altri ne avevano uno migliore.";

sabato 4 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 75 "destino da Bober?";

domenica 5 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 94 "scendesse a cena.";

lunedì 6 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 112 "gioia struggente";

martedì 7 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 135 "sporco da confessare."

mercoledì 8 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 145 "raggi della luna?";

giovedì 9 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 163 "salì in camera sua.";

venerdì 10 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 179 "il solito salario.";

sabato 11 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 199 "a occhi chiusi.";

domenica 12 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 213 "si rintanò nel proprio";

lunedì 13 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 228 "Maiale non circonciso!;

martedì 14 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 247 "uno di cento.";

mercoledì 15 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 260 "il suo fiore di legno.";

giovedì 16 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 286 "ingiunse di andarsene.";

venerdì 17 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 308 "quanto non si creda";

sabato 18 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
lettura fino a pagina 327 "divenne ebreo.;

domenica 19 ottobre:
citazioni e commenti del giorno precedente,
Fine lettura.