lunedì 29 giugno 2015

@TwoReaders: appuntamento in Academy street


Academy street. Mary Costello
Bollati Boringhieri
La mia copia.

Ancora una proposta per la lettura condivisa su Twitter, questa volta la pubblicazione di un editore ancora sconosciuto al gruppo, un'autrice irlandese e il suo primo romanzo: Academy street di Mary Costello per Bollati Boringhieri. Una storia attraverso gli anni e i luoghi, dall'infanzia in Irlanda all'approdo a New York, l'amore, la maternità, l'amicizia e il ritorno.
Mary Costello costruisce il racconto di una vita attingendo alla biografia di persone a lei vicine e rielaborandole alla luce della sua immaginazione e dei suoi sentimenti. Un libro molto coinvolgente, in cui il secondo dopoguerra, la città e il cuore sono i tre protagonisti.

Per partecipare alla twittlettura ecco le regole:


  • leggere il libro indicato;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri fallowers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura è #academystreet;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;

  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 

    Ed ecco il programma:

    mercoledì 1 luglio :
    lettura fino a pagina 27 "completamente solo.";

    giovedì 2 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 43 "le corre incontro.";

    venerdì 3 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 60 "dentro di lui.";

    sabato 4 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 83 "e poi sparì.";

    domenica 5 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 103 "gracchiò.";

    lunedì 6 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 126 "ormai scomparso.";

    martedì 7 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 147 "profonda, completa.";in 

    mercoledì 8 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 164 "tutte le mie ossa.";

    giovedì 9 luglio:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 179 "ricambiare il saluto.";

    venerdì 10 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    commenti conclusivi.

    mercoledì 24 giugno 2015

    XXI secolo. Paolo Zardi

    XXI secolo. Paolo Zardi.
    Neo edizioni.
    La mia copia.
    "XXI secolo" di Paolo Zardi pubblicato da Neo edizioni è un romanzo distopico che presenta al lettore un futuro immaginario del tutto simile al presente che viviamo, ma deteriorato, impoverito, inaridito non soltanto nell'anima umana, che diventa un nido sicuro per la rabbia e il rancore, ma anche nell'ambiente. In una realtà che non appare lontana cento anni, ma possibile e quasi concreta, si muove un uomo che si aggrappa alla solidità della propria famiglia per perseverare in un lavoro che sembra l'unica alternativa, e nel tentativo di offrire ai suoi figli la semplice possibilità di un miglioramento. Il libro inizia con un evento dirompente che apre poi alla prospettiva più ampia su una società decrepita che appare senza speranza o desideri. L'unica manifestazione positiva viene proprio dalla presenza della famiglia, ed è questa che fin dalla prima pagina viene attaccata dalla vita. Dal momento in cui, improvvisamente, Eleonore si trova in coma in ospedale, suo marito cercherà di tenere insieme quell'unica cosa costruttiva in un panorama di degrado progressivo e disfacimento costante. I quartieri della città sono non soltanto fatiscenti agglomerati urbani, ma il risultato di un disinteresse o forse di una rassegnazione collettiva allo sgretolarsi del mondo precedente. Pian piano si snodano le vicende personali di Eleonore, vengono a galla agli occhi del marito che inizia a porsi domande e a mettere in discussione tutto quanto per lui era certo e fondato. L'elemento dirompente scelto da Paolo Zardi è la scoperta del tradimento accostata all'impossibilità del confronto tra moglie e marito, lui si consuma tra dubbi e difficoltà, lei nel sonno del coma, il mondo intorno è corroso da sé stesso. Il marito compie un percorso forte dentro e verso ciò che per lui è importante, sempre teso tra il ricordo della felicità e del benessere solare di ieri e il grigio, spento e dolorante ristagno del presente. Arriverà poi il tempo delle scelte e la chiusura che ripropone il titolo e lo racconta. L'atmosfera di "XXI secolo" è fredda, umida e plumbea, raccolta in una sensazione di claustrofobia data dall'apparente assenza di soluzione, ma c'è questo personaggio maschile che si stringe alla voglia di felicità e scalda il cuore del lettore.
    Un romanzo entrato nella dozzina del Premio Strega, un racconto difficile che infastidisce gli occhi nella proposta di futuro immediato che riserva al lettore, ma lascia la possibilità di pensare che tutto dipende da noi. 


    Titolo: XXI secolo
    Autore: Paolo Zardi
    Editore: Neo
    Anno: 2015
    Prezzo: 13,00 euro

    domenica 21 giugno 2015

    Domenica di solstizio


    "Non c'è occhio d'uomo che abbia mai sentito, né orecchio che abbia mai veduto, 
    non c'è mano che abbia mai assaggiato, 
    né lingua che abbia mai toccato, 
    e tantomeno cuore che abbia mai raccontato un sogno come il mio."

    William Shakespeare, 
    Sogno di una notte di mezza estate 
    Rocchetto, atto IV scena I

    giovedì 18 giugno 2015

    Quando siete felici fateci caso. Kurt Vonnegut


    Quando siete felici fateci caso. Kurt Vonnegut.
    minimum fax.
    La mia copia e la mia borsina.



    Gentile Sig, Vonnegut,

    la ringrazio per questi suoi discorsi. 
    Quando mi sono laureata non c'è stato nessun discorso ufficiale, soltanto mio padre ha accennato qualcosa di simile al rito di passaggio di cui lei parla e alla fine dell'infanzia...più illuminante fu mia cugina che parafrasando una nota pubblicità di scarpe per bambini disse "la felicità è un viaggio che inizia da piccoli e finisce con la laurea".
    Leggendo le sue parole rivolte agli studenti ho capito qualcosa del mio carattere e sul tono che vorrei avere e mai avrò forse: sono decisamente nata in un giorno del periodo dell'anno che lei ha chiamato "Chiusura" e aspiro a quel suo pacato mondo vero in cui le cose vanno come vanno. La suddivisione dell'anno nelle sue sei stagioni è davvero una scoperta e ha ragione, quattro sono poche, generalizzano, seguono l'asse terrestre, ma non quello umano. Ogni suo discorso mi ha fatto venir voglia di essere uno studente che lo ascoltava, e allora ho deciso di diventarlo, col suo libro sono tornata indietro di più di dieci anni e non solo con la mente, ma coi fatti, io ora mi accorgo di quando sono felice.
    Bene, di nuovo grazie, è stato molto bello leggerla ancora, come promesso sto di nuovo parlando di lei qui sul blog e già che ci sono le rinnovo i miei ringraziamenti per "Mattatoio n.5" perché Dresda la sento vicina, ci abito qualche mese all'anno e vorrei portarci i suoi lettori italiani, perché quando vedo (ancora oggi) le voragini tra un palazzo e l'altro e le finestre annerite sbarrate con assi di legno, e le costruzioni modermissime e le fondamenta del ghetto ancora scoperte, e l'Altstadt ricostruita, penso a lei e al suo modo di descrivere il bombardamento e la guerra, un racconto assurdo per descrivere l'assurdità.
    Ora la lascio in pace. 
    Mach's gut.

    Laura



    (Questo libro non è è una raccolta di racconti, sono i discorsi che Vonnegut ha tenuto nelle università quando veniva chiamato a rivolgersi agli studenti, alcuni temi si ripetono, gli aneddoti no, la scrittura è la stessa della narrativa e il cuore non muta per ciò il suo raccontare rimane opera letteraria meravigliosa e per questo il post è inserito nella sezione "Racconti". Nota: si raccomanda la lettura del libro).

    Titolo: Quando siete felici fateci caso.
    Autore: Kurt Vonnegut.
    Editore: minimum fax 
    Traduzione: Martina Testa.
    Curatore: Dan Wakefield.
    Anno: 2015
    Prezzo: 13.00 euro

    domenica 14 giugno 2015

    Domenica di tè #17: il disagio di Humboldt




    "Beh se ci fosse stata una vita letteraria intensa, se avesse potuto prendere il tè con Edith Warthon incontrare Robert Frost e T.S. Eliot un paio di volte la settimana, il povero Humboldt si sarebbe sentito compreso, sostenuto, remunerato per il suo talento. Insomma non era capace di riempire tutto il vuoto che sentiva intorno a lui. "

    Saul Bellow, Il dono di Humboldt



    Libro
    La copia in fotografia:
    Titolo: Il dono di Humboldt
    Autore: Saul Bellow
    Traduzione: Pier Francesco Paolini
    Editore: Bur
    Anno: seconda edizione Bur settembre 1986
    Prezzo:8.500 lire

    oggi
    Titolo: Il dono di Humboldt
    Autore: Saul Bellow
    Traduzione: Pier Francesco Paolini
    Editore: Mondadori
    Collana: Oscar classici moderni
    Anno: 2009
    Prezzo: 11.00 euro

    Nome: Ginseng Oolong
    Tipo: aromatizzato
    Colore: Oolong
    Provenienza: Cina
    Aroma: ricco 
    Negozio: Cose di tè 

    venerdì 12 giugno 2015

    Premio Strega 2015: la cinquina.

    Mercoledì sera è stata votata la cinquina al Premio Strega 2015, per la prima volta avevo ricevuto l'invito e sono andata a casa Bellonci, all'ultimo piano di un bel palazzo ai Parioli, un appartamento gremito si persone e della mia emozione.  
    Avevo sentito un po' di racconti da amici della domenica e invitati abituali, ma non sapevo bene cosa aspettarmi, la finale la conosciamo tutti, è sempre in tv, ma la cinquina rimaneva un mistero. Il passaggio dai dodici libri scelti ai cinque che saranno i protagonisti delle librerie e delle fascette, quelli che davvero saranno a un passo dal poter dirsi "Premio Strega 2015", quelli di cui si dirà "è entrato in cinquina nel 2015". Tanto per iniziare al mio arrivo non ho preso l'ascensore, sono salita su fino all'attico a piedi, seguendo le voci, ero bello immergersi pian piano, c'erano persone e telecamere sul pianerottolo, mi hanno chiesto di esibire l'invito, l'ho fatto con orgoglio, e sono entrata. Già l'ingresso era pieno di persone, bicchieri di vino e chiacchiere sulla votazione che si poteva seguire da uno schermo appoggiato alla parete di fondo. Francesco Piccolo, il cui libro ha vinto la scorsa edizione del premio, procedeva allo spoglio dei voti, indicando quanti fossero stati espressi fino al giorno precedente e quanti il mercoledì stesso. Non sapevo dove andare, da che parte orientarmi, ero in cerca di qualcuno che conoscessi, ma, imboccato un corridoio, ad accogliermi sono stati loro, i libri, mensole e mensole piene di volumi, di libri vincitori, di storie e personaggi e allora era tutto a posto, niente più agitazione, dove ci sono i libri io sto bene e con la mia ritrovata calma sono comparsi i volti conosciuti e iniziate le chiacchiere in terrazza. Le luci accese dei palazzi di fronte, finestre dalle quali si affacciavano persone a vedere cosa stesse accadendo là, dove si votava la cinquina al Premio Strega e io che proprio  me ne stavo. Della dozzina ne avevo letti due e ne stavo leggendo un terzo: "La ferocia" di Nicola Lagioia, intorno al quale ho organizzato un gruppo di lettura che lo ha letto e discusso per due mesi e che si è concluso con l'incontro dell'autore e che ho recensito qui, "Storia della bambina perduta" di Elena Ferrante di cui ho atteso l'uscita e di cui poi ho dedicato un post, e "XXI secolo" di Paolo Zardi, finito di leggere proprio stamattina e di cui parlerò in seguito. Nelle stanze e nelle due terrazze dell'appartamento erano sistemati schermi che mandavano lo spoglio che stava avvenendo poco più in un là, il conteggio che è continuato fino all'annuncio dei voti ricevuti da ciascun libro, partendo dal meno scelto per arrivare al primo, enfatizzando, dal quinto in poi, che si stava annunciando la selezione della serata: "La ferocia" di Nicola Lagioia con 182 voti, "La sposa" di Mauro Covacich 157, "Storia della bambina perduta" di Elena Ferrante 140, "Chi manda le onde"di Fabio Genovesi 123, "Come donna innamorata" di Marco Stangata 119. Ecco qua, la cinquina è fatta e io ci sono, sento l'annuncio di Piccolo, lo vedo dallo schermo in fondo, accanto alla terrazza di sinistra, si apre un applauso e iniziano i commenti.  Il valore letterario del premio e il valore simbolico di essere presente a una parte dello svolgimento del percorso che si concluderà il 2 luglio con la finale, la foto con gli autori dei libri in cinquina e una copia di quello della Ferrante, ché, ovviamente, lei non si è palesata, l'estate a Roma tutta intorno, e lo stupore che mi sentivo nel cuore di quando si è dove non si pensava di essere. Si ricorrevano le voci e le osservazioni, autori esclusi, libri poco votati, la (almeno mia) voglia di leggere gli altri tre e l'apertura delle previsioni di vittoria. L'unica amarezza che mi è rimasta è stata di non essermi potuta fermare a lungo davanti a quella libreria bellissima, e mi chiedo se sia possibile chiedere un appuntamento alla Fondazione per poter sfogliare quei libri preziosi. 

    lunedì 8 giugno 2015

    Purgatorio: il nuovo viaggio di @TwoReaders


    Purgatorio. Tomas Eloy Martinez
    Sur. La mia copia.

    Ormai si è perso il conto delle letture fatte da @TwoReaders dal novembre del 2013 quando abbiamo iniziato a leggere insieme su twitter, il prossimo libro è uno dei più belli che siano stati proposti, un libro denso di significati, di sentimenti, di amore e odio, di storia e di famiglia, tutto snodato nel parallelismo tra la vita reale e le mappe geografiche. "Purgatorio" di Tomas Eloy Martinez (ndr. il problema degli accenti spagnoli non l'ho ancora risolto) pubblicato da Sur, è un libro molto particolare, un romanzo verosimile, che si articola in più piani temporali e personali. Sotto la guida di Emila, moglie del desaparecido Simon, ripercorriamo la storia Argentina della dittatura attraverso i pensieri di chi l'ha subita e di chi l'ha sostenuta. 
    Ho amato moltissimo questo libro, qui la recensione pubblicata sul blog qualche mese fa. 


    Come per ogni lettura ecco regole di partecipazione:


  • leggere il libro indicato;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri fallowers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • gli hashtag per questa lettura è #Purgatorio;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è ovviamente l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore;
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 


    E il programma di lettura:

    martedì 9 giugno:
    lettura fino a pagina 29 "ancora una bambina.";

    mercoledì 10 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 46 "la patria socialista.";

    giovedì 11 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 66 "e venga dimenticata.";

    venerdì 12 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 89 "sola o abbandonata.";

    sabato 13 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 111 "i beni di Nora.";

    domenica 14 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 126 "Non voglio morire, adesso".";

    lunedì 15 giugno
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 150 "vegliano su di me";

    martedì 16 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 176 "scoparmi?.";

    mercoledì 17 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 197 "Non sono attori.";

    giovedì 18 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 221 "lo veda solo tu.";

    venerdì 19 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 239 "della spada.";

    sabato 20 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 260 "che la chiamava.";

    domenica 21 giugno:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 283 "allo stesso tempo";

    lunedì 22 giugno
    citazioni e commenti del giorno precedente.

    Fine lettura

    venerdì 5 giugno 2015

    La grande invasione: il ritorno.

    Finita La grande invasione, che ricopre Ivrea di libri, lettura, condivisione e persone curiose di conoscere, mi viene in mente che tutta la questione che gli italiani non leggono deve avere una motivazione ancora non chiara. Per quei tre giorni la cittadina è piena di persone e tutte vanno in giro per incontri che parlano solo di libri, di scrittura, di lettura, di traduzione, di personaggi e di autori, e raccontano il piacere di avere a che fare con quel mondo di carta e sentimenti che è la letteratura. E' chiaro che sentirsi raccontare qualcosa sia molto meno faticoso che leggerlo o studiarlo da soli, l'elaborazione degli altri, ascoltata come fosse uno spettacolo, rende fruibile quasi tutto, specialmente se la voce è appassionata e sincera. Ma allora che sia forse la pigrizia, la noia e la scarsa voglia di impegnarsi a rendere la lettura orfana degli italiani?
    Se fosse così, soltanto così, ci sarebbe davvero molto da fare, la medicina sarebbe lo stimolo, l'allenamento, ottenere i risultati del sapere sarebbe poi l'adrenalina che fa andare avanti, come le endorfine della corsa si potrebbero avere le endorfine della lettura. 
    Essere ospite a un festival letterario, oltre a essere una gioia, mi ha fatto realizzare che la questione della crisi potrebbe essere risolta davvero: se la Grande invasione riempie gli animi e le giornate di una cittadina intera per tre giorni, con grande affluenza di persone e successo di pubblico, ma poi com'è che i libri non si vendono? Chiaro che questo sia un caso circoscritto a un luogo geografico storicamente e culturalmente particolare, ma se pure altrove si fosse un po' meno entusiasti ci sarebbe comunque più che il piacere di scoprire la lettura, gli autori e i libri, ci sarebbero la felicità e il divertimento. E dunque chi organizza la Grande invasione, col cuore e con la mente, fa bene a così tante persone e mette in piedi un progetto perfetto nella direzione che fa compiere al sapere e alla cultura. Una linea diretta tra ospite e visitatore, si viaggia sulle parole e la spontaneità, nessuno scranno, nessuna conferenza, nessuna prospettiva verticale, ché la cultura è di tutti, e a Ivrea nessuno la elargisce, nessuno si dona, nessuno la insegna, ma tutti la condividono, e ognuno mette ciò che ha: qualcuno l'esperienza, altri la curiosità e la voglia di conoscere. Sarebbe bellissimo studiare le derive di questa invasione, i libri venduti lì per lì e le pulci infilate nell'orecchio dei lettori più timidi o dei futuri lettori, quelli che non si sono alzati da un incontro per acquistare il libro, ma ci penseranno in questi giorni successivi e poi sì, entreranno in libreria a chiedere ciò che hanno conosciuto dal vivo. Perché le invasioni non si concludono smontando gli allestimenti, ma continuano dentro l'anima degli invasi, magari sedimentano e poi tornano fuori e qualcuno, tra forse sei mesi, sarà spinto in libreria a chiedere di quel libro, autore, traduttore o editore che gli ronza in mente da un giorno di fine primavera. 
    E quindi grazie a chi piace raccontare di libri e a chi semina invasioni.