domenica 29 novembre 2015

Racconti dedicati a madri e figli: Fitzgerald per la domenica di tè #32






" - La piccola Ede è un vero tesoro, - 
disse la signora Markey sorridendo e inumidendosi le labbra in un modo che Edith trovava particolarmente ripugnante.- E' così cresciuta, non ci posso credere! 
Edith si chiese se con "la piccola Ede" si riferisse al fatto che Bill Markey, sebbene minore di parecchi mesi, pesava quasi due chili e mezzo più di lei. 
Accettando una tazza di tè, prese posto su un divano accanto ad altre due signore e si buttò a capofitto nella vera occupazione della giornata, che ovviamente consisteva nel riferire le imprese più recenti e le piccole follie della sua bambina"

Francis Scott Fitzgerald, La festa per bambini


Raccolta:
Titolo: Tu sei la sola al mondo. 
A cura di: Francesca Cosi e Alessandra Repossi
Traduzione: Giulia Boringhieri
Editore: Einaudi
Collana: ET Biblioteca 
Anno: 2015
Prezzo: 16.00 euro


Infuso:
Nome: Chai classic
Tipo: aromatizzato
Colore: nel caso del tè chai,la base è di tè nero.
Provenienza: India
Aroma: cannella, pepe nero, cardamomo, chiodi di garofano
Gusto: speziato
Azienda: Shoti Maa


sabato 28 novembre 2015

@TwoReaders attraversa il tempo e corre "Su e giù per le scale".


Su e giù per le scale. Monica Dickens.
Elliot edizioni. La mia copia.

Un insolito viaggio nella prima metà del XX secolo per @TwoReaders, a due anni dall'apertura dell'account e della realizzazione del progetto di condivisione della lettura su Twitter, proponiamo "Su e giù per le scale", romanzo ritratto vita della servitù inglese tra le due guerre. L'autrice è Monica Dickens, pronipote di Charles, britannica pura, poi emigrata negli Stati Uniti.
Per questo appuntamento conosciamo una nuova casa editrice, Elliot Edizioni, realtà romana nata nel 2007, nella cui collana "Scatti" troviamo il romanzo proposto in lettura.

Come ogni volta ecco le regole di partecipazione:


  • leggere il libro proposto;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase per i lettori di ebook;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri followers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione (dal cartaceo) devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • hashtag per questa lettura è #monicadickens;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è, ovviamente, l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;
  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore.
  • @TwoReaders modererà la lettura e si riserva di bloccare account che non operano secondo le regole o contrari allo spirito del gruppo. 

    ...e il calendario:

    lunedì 30 novembre:
    lettura fino a pagina 26 ""a giornata" e non "fissa".";

    martedì 1 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 52 "della vita in cucina.";

    mercoledì 2 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 74 "ti dirò tutto domani. A presto,abbracci. La tua Monty" (ultima lettera);

    giovedì 3 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 96 "il mio ignoto destino";

    venerdì 4 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 123 "polvere di carbone.";

    sabato 5 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 145 "ombre dalla porta di servizio.";

    domenica 6 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 173 "nel bel mezzo del pavimento della cucina.";

    lunedì 7 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente,
    lettura fino a pagina 303 "allora...che farai?";

    martedì 8 dicembre:
    citazioni e commenti del giorno precedente e confronto sull'intero libro.
    Chiusura della lettura

    martedì 24 novembre 2015

    Olivia di Olivia per Einaudi: ritorno dal passato.


    Olivia di Olivia. Einaudi editore.
    La mia copia.

    Ognuno ha le proprie elezioni, le mie sono quasi esclusivamente letterarie e una delle più forti ha a che fare con i circoli culturali, i gruppi di intellettuali dei primi del novecento, Bloomsbury tra gli altri e più di tutti. Leonard e Virginia Woolf sono (per me) sono modelli di pensiero e indipendenza, di dedizione e sensibilità e seguendoli ho imparato ad appassionarmi al loro gruppo.
    La premessa è obbligatoria per far capire quanto sia stata bella la sorpresa di trovare Olivia di Olivia, in edizione Einaudi 1959 sul banco della mia solita bancarella nel centro di Roma (ahimé ora smantellata). 
    Il libro fu pubblicato in Inghilterra nel 1949 in forma anonima dalla Hogart Press: con titolo e autore così indicati "Olivia by Olivia" e allo stesso modo è uscito anche per Einaudi dieci anni più tardi con la traduzione di Carlo Fruttero, "Olivia di Olivia".
    La storia è incentrata sul racconto inconfessabile dell'amore travolgente, dal suo germogliare all'esplosione incontenibile, che Oliva, la protagonista e narratrice, nutre per la direttrice del collegio in cui studia. Un contenuto scandaloso, una vicenda da nascondere e al tempo stesso impossibile da tacere, la decisione dell'autrice di celare se stessa e il suo personaggio dietro lo stesso nome, ma di svelare qualcosa di sé nella dedica: 

    "Alla cara memoria di V.W."

    Iniziali che accostate all'editore del libro riportano facilmente Bloomsbury: la Hogart Press era la casa editrice di Leonard Woolf e V.W. non è altri che sua moglie, Virginia. Questi sono stati gli unici indizi per l'identità della scrittrice del libro fino agli anni '80, quando la nuova edizione inglese riportò il vero nome dell'autrice di Olivia: Dorothy Strachey, sorella di Lytton, uno dei più noti membri del circolo di Bloomsbury, tra l'altro biografo della Regina Vittoria. Non stupisce che un libro col contenuto scandaloso dell'amore saffico, e il racconto puntuale della nascita di un amore fino alla sua esplosione, nacque per mano di una persona se non interna a Bloombury, comunque a esso vicina. Carlo Fruttero tradusse Oliva amandolo e accostandolo ad "Aspettando Godot" di Beckett, come le due opere che era più fiero di aver trasposto in italiano, rammaricandosi della mancanza di successo per quello che lui definiva "un gioiello assoluto".
    L'incontro con Olivia è stato del tutto casuale, non lo cercavo quando l'ho pescato in bancarella e non lo cercavo oggi quando m'è capitato tra le mani frugando nella mia libreria, lo prendo come un segno e mi lascio sprofondare nella rilettura.

    Titolo: Olivia
    Autore: Olivia (Dorothy Strachey)
    Traduzione: Carlo Fruttero
    Editore: Einaudi
    Anno: 1959

    domenica 22 novembre 2015

    A colazione nella casa di Parigi: domenica di tè #31





    "La fronte di Max si increspò. "Non si può mai dire mai" replicò. "Eri già stata a Boulogne?" 
    "Solo di passaggio, al porto." 
    "Facciamo due passi?" 
    "Ho fame " disse lei. "mi ero dimenticata di ordinare alla servitù una colazione anticipata. e così ho preso solo una tazza di tè prima di partire".
    Max non parve capire, e domandò: "Vuoi toglierti il cappello?

    Elizabeth Bowen, La casa di Parigi

    Libro:
    Titolo: La casa di Parigi
    Autore: Elizabeth Bowen 
    Traduzione: Alessandra di Luzio
    Editore: Sonzogno 
    Anno: 2015
    Prezzo: 16,00 euro

    Tè: 
    Tipo: Assam superb
    Colore: nero
    Provenienza: India 
    Aroma: maltato
    Azienda: Fortnum & Mason 

    mercoledì 18 novembre 2015

    Gli anni. Annie Ernaux.

    Gli anni. Annie Ernaux.
    L'orma. La mia copia.
    Annie Ernaux ha scritto un libro che racconta la Storia francese dal dopo guerra a oggi, e lo ha fatto lasciando che il personaggio principale fosse l'intera società di ogni tempo raccontato, non ci sono nomi, singole vicende da rivivere insieme ai protagonisti, non c'è trama se non il tempo del secolo breve.
    L'autrice annuncia un libro anomalo con la serie di immagini che ci propone in apertura, frammenti slegati di ciò che rimane in fondo agli occhi di chi vive, e la consapevolezza che "tutte le immagini scompariranno" e allora è bene fermarle. L'incipit è assertivo e sognate al tempo stesso: ci immette nel percorso dritto e asciutto che stiamo per percorrere, ma ci anticipa l'aspetto romantico e malinconico che ordisce le pagine fino allo fine.
    "Gli anni" si impone per lo stile con cui è scritto, la struttura consueta del romanzo che inizia, si sviluppa e si conclude è abbandonata al fluire degli eventi. A raccontare sono gli occhi di una donna, che il lettore può ricondurre alla Ernaux, ma che è possibile ritrovare in ogni donna contemporanea a lei. Da piccola diventa adulta in parallelo con la Francia che esce dall'occupazione e arriva agli anni duemila: così cresce una bambina, inizia la scuola diventa adolescente e con lei conosciamo la penuria che ha lasciato la guerra, il benessere che cresce piano fino a esplodere nell'ansia di possesso di quegli oggetti che, dagli anni '50, significavano miglioramento. Si approda all'adolescenza e da lì ci avviamo alla giovinezza e alla sessualità, alla pillola anticoncezionale prima clandestina poi  quasi miracolosamente in vendita, alla vergogna delle ragazze nel chiedere al medico di averla prescritta, l'Algeria, l'occupazione e la religione, la televisione, l'automobile, il maggio. Intanto si snodano le domeniche in famiglia, i racconti della guerra prima occupano ogni dialogo, poi pian piano diventano ricordi, fino allo scivolare in aneddoti. Così avviene per la Storia del novecento francese, con continui richiami a nomi ed episodi della cultura politica e sociale dei tempi. Il lettore si trova a indagare uno per uno quei nomi per scoprirne il ruolo e il valore, o a sovrapporre automaticamente la propria esperienza e i nomi e i volti del proprio percorso in quegli anni. Mentre la bambina matura la Storia si svolge e sembra che fino a un certo punto sia impossibile restare al passo, la dimensione personale sovrasta quella pubblica, il sentire è intimo e gli avvenimenti sono di tutti, quasi in un ossimoro interno alla struttura del libro. "Gli anni" ripropone un tempo individuale e un tempo collettivo, chiarendo come, nonostante tutto ciò che può succedere, ogni io va avanti, concentrato sul suo percorso, si mantiene vivo e si coltiva per il presente. Condividere questa opera in un gruppo di lettura, come sto facendo in queste settimane, dopo averlo già letto individualmente, ne accresce infinitamente il valore: gli eventi ricordati sono avvenuti prima della mia nascita o quando ero troppo piccola per capirli, pian piano nella seconda metà arrivano i momenti del vissuto di cui sono parte e a questo punto mi rendo conto quanto mi stia arricchendo la testimonianza di lettori, soprattutto lettrici, che c'erano fin dall'inizio e mi dicono che sì era proprio così. Il libro è puntellato dalle descrizioni di fotografie, immagino personali di Annie Ernaux, che a ogni spazio temporale danno il sostegno del vissuto, e per ciascuna di queste foto, o a ridosso di essa, la riflessione su ciò che era allora, ma nascosta tra le righe, mescolata al resoconto, visibile soltanto a chi ne "Gli anni" non ravvisa una cronistoria, ma quasi un memoriale.
    Non è un libro semplice, l'assenza di personaggi canonici e della trama come normalmente la intendiamo, può rallentare la lettura renderla più faticosa, non c'è la "bella storia" da leggere, ma la Storia un Paese intero come vissuta da una donna che viene dalla provincia e diventa un'intellettuale di città e contemporaneamente la maturazione dell'intimo io individuale. Non riesco a comprendere appieno l'impatto di questo libro sul mercato editoriale francese, se sia fruibile allo stesso modo ovunque, ma lo ritengo un'esperienza di lettura importante anche al di là dei confini d'origine e in modo particolare se condivisa.


    Titolo: Gli anni
    Autore: Annie Ernaux 
    Traduzione: Lorenzo Flabbi
    Editore: L'Orma editore
    Anno: 2015 
    Prezzo: 16,00 euro

    giovedì 12 novembre 2015

    Café Julien. Dawn Powell

    Café Julien. Dawn Powell
    Fazi editore. La mia copia.
    Oggi la recensione di un libro che sembra universale, difficile che non piaccia, data la commistione di caratteristiche piacevoli: l'ambientazione newyorkese, i personaggi quasi cinematografici, lo sfondo della fine della seconda guerra mondiale e uno stile brillante. 
    "Café Julien" è un romanzo facile da leggere, immediato e ironico, arriva diretto se si vuole leggere in modo rapido e divertente, consente di indagare l'animo umano e la società del dopoguerra se si cerca uno sguardo più approfondito. L'ambientazione è semplice ed efficace, un bar francese a due passi da Washington Square a New York, un 1948 ancora col ricordo della guerra, ma aperto più che mai agli anni '50 e alla loro luminosità, la voglia di vivere di tutti i personaggi che popolano i tavolini di marmo del locale. 
    I clienti abituali, volti noti a chi lavora là e conosciuti tra loro, sono gli attori sul palcoscenico del bar, lo sguardo esterno che li descrive e li racconta poco per volta sembra essere proprio del lettore, ma poi si svela piano come un osservatore non esattamente esterno alle pagine, ma reale spettatore del racconto. Tutto è molto caratteristico di un'americanità esuberante, la città è al centro del romanzo, e vero oggetto d'amore in primis da parte dell'autrice, ed è rappresentata dallo stesso bar come dai marciapiedi, gli indirizzi e i luoghi che continuamente vengono nominati. Una New York protagonista come è stata poi in tanti telefilm della nostra epoca, la città è il personaggio principale raccontato attraverso le vite di innamorati delusi, artisti a caccia di una seconda possibilità, donne che vogliono un uomo per dare un senso a sé stesse e uomini che voglio quella e più donne. Manhattan è presentata come il mondo che tutti vorrebbero e dopo una guerra mondiale ancor di più. Il café Julien è un luogo d'incontro e una casa, al suo interno Dawn Powell costruisce quasi una famiglia di uomini e donne legati al luogo oltre che all'umanità, e quando il locale sarà demolito per la modernità che avanza, ci si fermerà a pensare a cosa sia la ricostruzione e sarà un momento triste per il lettore, come se a chiudere fosse per ognuno il proprio porto sicuro. Dawn Powell colora la scena con moltissimi dettagli, descrizioni fisiche accurate, particolari dei movimenti e dei gesti di ciascuno fino allo sguardo dei camerieri, un continuo botta e risposta arguto e per ogni dialogo è espresso il pensiero che lo ha guidato, di ogni personaggio è raccontata la breve storia del prima e poi l'approdo ai desideri futuri passando per i tavoli del Julien. Mi stupisce che non sia già stato girato un film di questo libro, ma pensandoci tanta della cinematografia ambientata a New York racconta situazioni, personaggi e desideri analoghi a quelli che ritroviamo al Café Julien e alcuni successi di cinema e tv non mi sembrano più grandi novità. 


    Titolo: Café Julien
    Autore: Dawn Powell
    Traduzione: Silvia Castoldi
    Editore: Fazi editore
    Anno: 2015 
    Prezzo: 18,00 euro

    domenica 8 novembre 2015

    Londra 1950 "Il lungo sguardo": domenica di tè #30





    "Angus, lo scottish terrier, si mise a girarle meccanicamente intorno ai piedi uggiolando, e non aveva ancora messo piede in casa che sua madre la chiamò in salotto. Stava prendendo il tè con una vecchia amica di scuola, Jocelyn Spellforth-Jones. 
    June dovette prima sorbirsi una serie di rimbrotti della madre per il fatto che era in ritardo, che aveva l'aria accaldata e che non chiudeva mai la porta quando entrava; poi ci fu il ben poco allettante invito di Jocelyn Spellforth-Jones a "raccontarle tutto"."

    Elizabeth Jane Howard, Il lungo sguardo.


    Libro
    Titolo: Il lungo sguardo
    Autore: Elizabeth Jane Howard 
    Traduzione: Manuela Francescon
    Editore: Fazi editore
    Anno: 2014
    Prezzo: 17,50 euro


    Nome: Golden Dragon
    Tipo: purezza (arrotolato a mano)
    Colore: nero
    Provenienza: Cina
    Aroma: fruttato 
    Gusto: delicato
    Negozio: namasTèy

    sabato 7 novembre 2015

    Piego di libri #2: Sonzogno

    Seconda puntata con la rubrica "Piego di libri", questa volta dedicata a Sonzogno, casa editrice dalla quale ho ricevuto due proposte di lettura:


    Le mie copie


    Titolo: Florence Gordon
    Autore: Brian Morton
    Traduzione: Maura Paolini e Matteo Curtoni
    Editore: Sonzogno 
    Anno: 2015
    Prezzo: 17,50 euro

    Appena arrivato ho preso in mano questo libro e ho iniziato a leggerlo, non perché conoscessi l'autore o ne avessi sentito parlare, ma la quarta e le informazioni che avevo ricevuto mi dicevano che sarebbe stata una lettura spigliata, tipica atmosfera newyorkese e con una vena caustica. La protagonista è un'anziana scrittrice scorbutica e impossibile, un'intellettuale autarchica. Florence è una donna intelligente, indipendente, insopportabile, assolutamente divertente, soprattutto perché non dobbiamo averla vicina, intorno a lei si snocciolano i membri della sua famiglia a partire dal figlio all'ex marito, tutti sono coinvolti dal modo di fare e di pensare della vecchia Florence. Libro leggero e piacevole, ma non l'ho più finito la bulimia di leggere ha messo in mezzo mille altri titoli, lo riprenderò nelle prossime settimane.   


    Titolo: La casa di Parigi
    Autore: Elizabeth Bowen 
    Traduzione: Alessandra di Luzio
    Editore: Sonzogno 
    Anno: 2015
    Prezzo: 16,00 euro

    Non ho ancora letto "La casa di Parigi" di Elizabeth Bown, lo riservo per un fine settimana piovoso. Un'opera che arriva diretta da Bloomsbury e questo la rende magica per gli amanti del periodo, inoltre ha il plauso di Virginia Woolf e fosse soltanto per questo merita tutta la concentrazione possibile. Di certo la mia. Elizabeth Bowen era irlandese, si trasferì in Inghilterra da bambina e lì crebbe fino a studiare arte a Londra, decidere che la scrittura era la sua vocazione ed entrare nel Bloomsbury group. "La casa di Parigi" è il quinto romanzo dell'autrice, pubblicato per la prima volta nel 1935, a metà tra realismo e modernismo si divide in tre parti: dal presente al passato, per tornare al presente. Dopo la prima guerra mondiale Henrietta, undici anni, arriva a la Gare du nord e da qui inizia la sua avventura, e voglio conoscerla poco per volta, seguendo il romanzo, senza cedere alle anticipazioni. Un libro dal quale mi aspetto tantissimo. 

    mercoledì 4 novembre 2015

    I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre? Dave Eggers

    I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono per sempre? Dave Eggers.
    Mondandori.
    La mia copia.
    L'ultimo libro di Dave Eggers, uscito per Mondadori, ha un titolo lunghissimo, sono due domande che ne racchiudono altre mille e con esse il senso del romanzo: "I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?". Un libro che è un'indagine: un susseguirsi di domande rivolte da un trentenne, non troppo equilibrato, a una serie di persone che ha rapito e incatenato a un palo in una base militare dismessa. Thomas, il giovane smarrito che si dibatte tra dubbi e bisogno di capire, costringe fisicamente i suoi interlocutori ad ascoltare le sue domande, a percepire il suo bisogno di comprendere, di avere spiegazioni su ciò che chiede, li lega perché tra lui e loro si possa intavolare un dialogo, "un interrogatorio" dice lui, perché ha l'impellenza di avere dei chiarimenti, pretende delle risposte. Subito, perentoriamente, ma con empatia e gentilezza, in una dicotomia tra l'essere il pazzo rapitore e una persona stanca che è stata portata all'estremo, un buono. Thomas rapisce un astronauta che aveva conosciuto anni prima, vuole sapere cosa farà ora che lo Shuttle è stato dismesso, inizia a porre domande molto circostanziate all'esperienza di quella singola persona e man mano lo spettro si allarga, emergono nuovi interrogativi, nuovi nodi da sciogliere, sarà necessario chiedere a qualcun altro e così le persone rapite, incatenate e interrogate aumentano, e sono le più varie. L'urgenza di capire è tangibile, e Eggers riusce a trasferirla da Thomas al lettore, i suoi perché non sembrano più così folli, le sue questioni iniziano ad avere un fondamento universale. Il bisogno è chiaro, il lettore avverte la necessità, arriva a condividerla. Riusciamo a seguire il ragionamento di Thomas, ma la sua compulsività cresce col tempo e con l'aumentare delle persone coinvolte nella sua indagine. Pian piano si fa chiarezza nella sua mente, così dice almeno, ma non dorme, è ossessionato da questa comprensione che non è mai completa, non arriva mai a un punto, le risposte che Thomas ottiene portano ad altre domande, e non c'è fine perché ciò che lui vuole sapere è sapere che fine hanno fatto i sogni, e le possibilità. Dove sono andati? Che ne è stato di tutto ciò in cui si doveva credere, i puntelli della società e della civiltà americana dove sono finiti? Eggers non concede righe che al dialogo, serrato e incalzante da parte di Thomas, stupito, spaventato, argomentato, rassegnato o anche partecipe da parte dei rapiti. Non ci sono altro che virgolette, un intero romanzo di dialoghi, una prova di capacità e visione perfettamente superata, un libro che sembra un esercizio stilistico e mentale, ma che mantiene il legame con i lettori perché a tutte quelle domande finiamo per volere delle risposte. Almeno io. 

    Titolo: I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono per sempre? 
    Autore: Dave Eggers
    Traduzione: Marco Rossari
    Editore:Mondadori
    Anno: 2015
    Prezzo: 19,00 euro

    domenica 1 novembre 2015

    Jane Eyre e il signor Rochester: domenica di tè #29




    ""Il signor Rochester sarebbe lieto se, stasera, voi e la vostra allieva andaste a prendere il tè con lui in salotto," disse "è stato così occupato per tutto il giorno che non ha potuto chieder di voi prima di adesso."
    "A che ora è il tè?" domandai.
    "Oh, alle sei: in campagna anticipa l'ora. Adesso fareste bene a cambiarmi; verrò con voi ad aiutarvi. Ecco la candela."
    "E' proprio necessario che mi cambi?"
    "Sì, è meglio: io mi vesto sempre per la sera quando il signor Rochester è qui."

    Charlotte Brontë, Jane Eyre


    Libro
    Titolo: Jane Eyre
    Autore: Charlotte Brontë
    Traduzione: Ugo Dèttore
    Editore:Garzanti
    Anno: 1982
    Prezzo: 17.500 lire

    Nome: Kashmir
    Tipo: miscela aromatizzata
    Colore: nero/verde
    Provenienza: Cina
    Aroma: vaniglia, agrumi, spezie
    Gusto: speziato
    Negozio: Cose di tè 

    Tazza e piattino
    materiale: porcellana
    azienda: Richard Ginori