mercoledì 27 gennaio 2016

27 gennaio: raccontare il giorno della memoria ai bambini.

Mio figlio non sa che sia esistito l'olocausto, ha cinque anni e non credo sia in grado di capire l'incomprensibile, penso ne uscirebbe soltanto ferito, impaurito e insicuro, aspetterò, lascerò che qualcosa venga raccontato a scuola, non voglio minare la sua fiducia nel mondo, ma penso spesso a come e quando la Storia, nella sua parte orribile, lo toccherà.
D'altronde ai tempi della giovinezza dei miei nonni, quella Storia orribile si accanì sui bambini come mio figlio e anche per questo credo sia importante conoscere possibili vie di spiegazione e i libri sono un'alternativa.
Oggi, nel giorno della memoria, vorrei segnalare due pubblicazioni:

fonte: http://www.ilcastelloeditore.it


La Margherita edizioni pubblica da diversi anni "Rosa Bianca", un libro nato dalla creatività di Roberto Innocenti che ne cura il progetto, i testi e le illustrazioni. La storia ci presenta una ragazzina tedesca che assiste ogni giorno al passaggio di camion attraverso il proprio paese, nessuno sa cosa contengano, né dove vadano. Un giorno Rosa Bianca vede un bambino scappare da uno di quei camion, ma viene fermato e fatto risalire, all'interno si intravedono altri bambini dalle facce impaurite. Rosa Bianca decide di seguire i convogli, esce dalla città e arriva al limitare di baracche di legno circondate da filo spinato, e abitate da bimbi magrissimi, pallidi, malvestiti, infreddoliti, hanno fame. Rosa Bianca inizia a portare cibo a quelle persone che sembrano fantasmi, corre da loro ogni giorno, finché in paese arriva un nuovo esercito, allora la bambina corre al campo e lo trova smantellato, e nella nebbia incontra militari tedeschi in fuga e il suo destino.
"Rosa Bianca" è una ragazzina che porta il nome del movimento di giovani non violenti che nel 1942 e nel 1943 si opposero al regime nazista citando grandi pensatori tedeschi, Novalis e Schiller tra gli altri, per invitare alla vera intelligenza tedesca e rinnegando la violenza nazista. La Gestapo li catturò, li torturò, li mandò a processo, una farsa di cinque ore che si chiuse con la condanna a morte, puntualmente eseguita il giorno stesso. Questa è "la rosa bianca" in Germania e questo il nome scelto da Roberto Innocenti per una bambina che incarna la ribellione alla disumanità. Le illustrazioni sono meravigliose nella loro potenza comunicativa, la tristezza e l'angoscia di un mondo caduto nel baratro è evidente, i dettagli e l'accuratezza le rendono quasi fotografie. "Rosa Bianca" racconta la cecità di una gran massa di popolo che non voleva vedere, evoca il coraggio di chi non si riconosceva nella follia nazionalsocialista, ma amava il proprio Paese. In un periodo di buio pesto, con responsabilità diffuse, quasi spalmate su un popolo intero, "Rosa Bianca" ci consente di ricordare che la voce del giusto esisteva, era minoritaria, inascoltata, impercettibile, ma c'era e va ricordata.


fonte: http://www.galluccieditore.com/

La seconda pubblicazione che segnalo è una nuova uscita di Gallucci editore, si intitola "Lev" e racconta una storia vera, scritta e illustrata da Barbara Vagnozzi. Il protagonista è un bambino tedesco, Lev Nelken, che partecipa all'operazione diplomatica britannica Kindertransport, che prevedeva il trasferimento a Londra di bambini e bambine ebree dalla Germania, la Cecoslovacchia e Danzica. Era il 1939 e dopo la notte dei cristalli si iniziò a temere per le minoranze religiose nei territori del III Reich. Lev è uno dei bambini che, grazie alla prudente manovra inglese, scampò all'olocausto, e visse l'esperienza di una migrazione vincolata: era consentito portare soltanto un piccolo bagaglio, al massimo dieci marchi ed era necessario che la famiglia pagasse una tassa per rientrare nel programma. Lev in questo modo lascia la sua casa e arriva in Gran Bretagna, dove poi vivrà molti anni, ritrovarà la sua famiglia dopo la fine della guerra.
Il libro di Gallucci presenta un profilo interessante, racconta una storia meno nota e consente di conoscere la storia dell'olocausto da un punto di vista diverso dal solito, e di dare un volto al futuro di chi è sopravvissuto.
L'esistenza di questa azione diplomatica fa porre al lettore molte domande, non soltanto su cosa si sapeva allora e se potessero essere salvate più persone, ma anche su cosa sia potuto significare per quei ragazzini separarsi dalla propria famiglia, arrivare in un paese straniero, con una lingua sconosciuta, abitudini nuove e la paura nel cuore. Barbara Vagnozzi  con le sue illustrazioni crea un ambiente credibile, un mondo non troppo lontano, risveglia un immaginario diffuso e ci regala volti di bambini che conducono il lettore nel tempo che precedette lo scoppio della seconda guerra mondiale, e lo fa con grande delicatezza, ma con efficacia.
E' una gioia sapere che Lev Nelken sopravvisse e divenne ingegnere edile, curò il progetto del Covent Market Garden a Londra, suo figlio vive a Bologna. 


Libro I
Titolo: Rosa Bianca
Autore e illustratore: Roberto Innocenti
Anno: 2015
Prezzo: 15.00 euro



Libro II
Titolo: Lev
Autore e illustratore: Barbara Vagnozzi
Anno: 2016
Prezzo: 14.00 euro

lunedì 25 gennaio 2016

Festeggiare il compleanno di Virginia.


Una parte dei miei libri, di, su, ispirati a , dedicati a Virginia Woolf


Virginia Woolf è nata il 25 gennaio 1882 a Londra. 
Oggi sarebbe stato il suo compleanno, ma anche se non avesse deciso si lasciarsi cadere in quel fiume nel 1941, lei non sarebbe comunque più qui da molto tempo, e dunque questo compleanno è, e sarebbe, soltanto una commemorazione.
Così oggi si ricorda della nascita di una delle più grandi scrittrici del '900, per me è il giorno della nascita dell'autrice che più di tutte mi ha influenzato, e che più di tutte resta una miniera di ignoto, profondità, intimità inesplorabile, un grumo intricato di sentimenti, una persona reale che amava scrivere e lo faceva per vocazione e lavoro, una donna ricca di talento e fragilità, come si può essere solo nella vita vera, quella che circonda l'arte.
Almeno finché la vita vera non diventa talmente troppo da trasformarsi in morte. 
Se mi si dovesse chiedere qual è la mia scrittrice preferita risponderei, dunque, che è lei, Virginia Woolf, se mi si chiedesse quale sia l'opera che preferisco direi i diari, e lo so che dovrei parlare di romanzi e saggi, ma Virginia Woolf, ha la forza di apparirmi umana e non artista, persona e non scrittrice arsa dal sacro fuoco, una donna a cavallo tra i tempi che furono, quelli che saranno e il tumulto che ha vissuto tutta la vita, con le due guerre mondiali, la fine della vecchia Europa, l'avvento della nuova violenza, la necessità di schierarsi, l'istinto di doversi salvare dalle bombe, dal nemico, dal razzismo, dai mitragliatori, ma non dalla propria anima. 
E così Virginia Woolf non vide la ritrovata pace del mondo, non ne visse il periodo meno sanguinoso.
Oggi sarebbe stato il suo compleanno, il giorno della nascita di una persona e forse non di una scrittrice, e allora è questo che vorrei poter ricordare, la persona che avrei voluto incontrare, e che invece conosco attraverso la sua arte, che amo per quei suoi diari e per l'abitudine di tenerli, così ricchi, descrittivi e sentiti, e che venero per quel nuovo modo di scrivere, suo e di altri grandi di allora in Europa, la riflessione interiore, il monologo del personaggio con sé stesso, e l'interpretazione del tempo, che le fa scrivere di poche ore o di tre secoli alla stessa maniera, perché proprio il tempo diventa proiezione del sentire, e non un susseguirsi di frazioni di ore.
Oggi è il compleanno di Virginia Woolf e non posso non ricordarlo, festeggerò guardando le sue foto, sbirciando la sua vita, sfogliando le immagini del suo giardino di Rodmell, leggendo qualche passo dei suoi libri, saltando qua e là, per costruire il mio flusso di coscienza sul suo.

Buon compleanno.


"Si avvicinò un cestino con gomitoli di lana di vari colori e un paio di calze da rammendare e si mise a lavorare con le dita, mentre con la mente,, in cui si rifletteva la stanchezza del corpo, continuava irrazionalmente a evocare visioni di solitudine e di pace, immaginava d'incamminarsi, dopo avere posato il cucito, su per la collina, dove si udiva solo il rumore delle pecore che brucavano l'erba fino alla radice, mentre le ombre degli alberelli sfiorati dalla brezza si muovevano leggere in qua e in là nel chiaro di luna. Ma era perfettamente consapevole del tempo presente, e le dava un certo piacere pensare che era in grado di godere tanto la solitudine, quanto la compagnia delle persone numerose e varie che in quel momento si stavano dirigendo per vie diverse attraverso la città verso il luogo dove si trovava lei."

Virginia Woolf, Notte e giorno

domenica 24 gennaio 2016

Una donna spezzata: domenica d tè #38



Una donna spezzata. Simone de Beauvoir. Einaudi. La mia copia.

 "Ho posato il vassoio della colazione sul tavolo dello studio; ho preso un libro ricevuto ieri e già in parte sfogliato. Che noia queste tiritere sulla non-comunicazione! Se uno ci tiene a comunicare, in un modo o in un altro ci riesce. Non con tutti, d'accordo, ma con due o tre persone è possibile. Mi può capitare di nascondere ad André dei malumori, delle afflizioni, delle piccole seccature, e certo, anche lui avrà i suoi segretucci, ma in complesso sappiamo tutto l'uno dell'altra. Ho versato nelle tazze del tè cinese molto caldo e molto scuro. L'abbiamo bevuto, mentre scorrevamo la posta; il sole di luglio innondava la stanza."

Simone de Beauvoir, Una donna spezzata.

Libro
Titolo: Una donna spezzata
Autore: Simone de Beauvoir
Traduzione: Bruno Fonzi
Editore: Einaudi
Collana: ET 
I edizione Einaudi: "I coralli" 1969
Anno: 2009
Prezzo: 11.00 €

Nome: Royal keemun mao feng
Tipo: purezza
Colore: nero
Provenienza: Cina
Aroma: note affumicate e di cacao
Negozio: Cose di tè 

giovedì 21 gennaio 2016

Il libro dei personaggi letterari. Fabio Stassi


Il libro dei personaggi letterari. Fabio Stassi.
minimum fax. La mia copia. 

Bello bello bello!
Per chi ha un blog letterario, fonda e coordina gruppi di lettura, regala libri e li racconta, la possibilità del contagio letterario è un credo. Per me, almeno, è così. Il tè tostato, dove parlo da lettore ai lettori e spero soprattutto ai non lettori, e l'impegno nella diffusione e nella condivisione dei libri, mi rendono un'entusiasta del "Libro dei personaggi letterari" di Fabio Stassi per minimum fax. 
Il lavoro racchiuso in questo libro è un viaggio nel tempo, nelle storie e ancor di più nell'anima del tempo e delle storie raccontate in ogni scheda, il biglietto di via sono i personaggi, che tracciano il percorso di una sorta di album dal secondo dopoguerra a oggi. Si inizia con Francesco Ingravallo da "Quel pasticciaccio brutto de via Merulana" di Carlo Emilio Gadda del 1946, e si arriva a a Turambo da "Gli angeli muoiono delle nostre ferite" di Yasmina Khadra del 2013, in mezzo tutto il mondo vero e immaginato della letteratura.
Un'opera poderosa e forse schiacciante per chiunque voglia intraprenderla, una guida per chi poi potrà sfogliarla, ed è così che mi sono trovata faccia a faccia con la mia ignoranza, i miei limiti, i miei inaspettati exploit, la mia formazione scolastica e molto del mio futuro di lettrice, e, forse, anche col passato da lettore di Fabio Stassi.
Il libro si compone di schede che raccontano il personaggio principale dei romanzi di riferimento, l'ordine è cronologico e le descrizioni molto sentimentali, per questo mi sembra che la raccolta sembra quasi una finestra sullo Stassi lettore, e in qualche modo lo dicono tutte le avvertenze, prefazioni, dichiarazioni di intenti, ambientazioni logistiche e intime che precedono questa inarrivabile collezione di umanità e fantasia. Le poche pagine di illustrazione del libro sono intime e confidenziali, al livello che viene da chiedersi quanto siano romanzate e quanto reali, ma l'opera che le succede sostiene la verità di quelle dichiarazioni, perché tutto quell'amore espresso verso la letteratura, e verso la lettura, sono il puntello, necessario, per riprendere il lavoro della rassegna di personaggi che fu di Gesualdo Bufalino, e da cui Fabio Stassi parte.
Un libro come questo è come la palla magica che si scuote per avere una risposta sul futuro, qui basta aprire a caso per scoprire una vita possibile, un romanzo, un autore e soprattutto il loro personaggio.
I lettori potrebbero innamorarsi di un nome o della sua descrizione e così andare in libreria o in biblioteca, prendere il romanzo, leggerlo, fare un'orecchia alla pagina di riferimento e andare avanti per una nuova avventura, il non lettore potrebbe sfogliarlo pigramente, trovare un nome curioso o divertente, magari quello del protagonista di un film, scoprire che era nato in un libro e chissà volerlo leggere. 
Per me sarà una miniera di facce e penne da indagare, letture da proporre, libri di cui parlare, e indovinelli da fare, ed ecco la prima deriva del libro: #ilgiocodeipersonaggi:
Se leggo soltanto la scheda, tu caro lettore, indovini di cosa si parla?
10 punti per il personaggio (il libro è incentrato su quelli)
5 punti per l'autore (facile)
7 punti per il titolo esatto (a volte insidioso)
8 punti per l'anno (difficile).

Gli appuntamenti di gioco saranno online su questo blog appena definiti.
Pronti, giocare, via!

Titolo: Il libro dei personaggi letterari.
Autore: Fabio Stassi
Editore: minimum fax
Anno: 2015
Prezzo: 20,00 euro

domenica 17 gennaio 2016

Virginia Woolf a Roma: domenica di tè #37




"Roma. Prendiamo il tè in una caffetteria. Signore con soprabiti colorati e cappelli bianchi. Musica. Guardiamo fuori e vediamo gente come in un film. L'Abissinia. Bambini che chiedono l'elemosina. Frequentatori abituali dei caffè. Gelati. Un signore anziano che bazzica il Greco."

Virginia Woolf, Ultimi viaggi in Europa


Libro
Titolo: Ultimi viaggi in Europa
Autore: Virginia Woolf
Traduzione: Francesca Cosi e Alessandra Repossi
Editore: Mattioli 1885
Anno: 2013
Prezzo: 15,90 euro


Nome: Sencha mandorla e cannella
Tipo: miscela aromatizzata
Colore: verde
Provenienza: Giappone
Aroma: dolce
Gusto: morbido
Negozio: namasTèy

martedì 12 gennaio 2016

Corso di lettura: con i classici alla Scuola del Libro





L'anno nuovo inizia con un progetto nato con la Scuola del libro, realtà dall'esperienza più che consolidata e dalla tradizione pionieristica nella diffusione e, soprattutto, nella formazione delle professionalità che ruotano intorno al libro, l'offerta è ampia e molto ricca, e al suo interno si colloca la mia partecipazione con una proposta rivolta a tutti i lettori, sia forti che futuri: un corso di lettura. 
Detta così suona una cosa un po' strana, tutti sanno leggere da quando avevano sei anni e non ci vuole certo un corso per imparare a sillabare, ma forse ci vuole uno stimolo per fermarsi a godere delle parole, apprezzare la struttura del romanzo, riflettere sulla costruzione di alcune parti e lasciarsi guidare dalla mano di scrittori senza tempo. 
Il corso, che curo con grande emozione, ruota intorno all'amore per i classici e li rende maestri di lettura per quattro appuntamenti, corrispondenti ad altrettante parti del romanzo. 
Nel primo incontro si presenterà il progetto e si inizierà il viaggio tra le pagine con "Dracula" di Bram Stocker che ci scorterà nella lettura delle descrizioni: personaggi e ambienti costruiti quasi centoventi anni fa e ancora protagonisti nell'attuale cultura iconografica e narrativa. 
Per il secondo incontro saremo insieme a Jane Austen, che con passi da "Orgoglio e pregiudizio" ci insegnerà cosa siano i dialoghi, la corrispondenza tra il personaggio e le sue parole in cui l'autrice è maestra, utilizzando il discorso diretto, lo stile epistolare e il discorso indiretto libero, muovendo così le storie sulle parole di chi le vive. 
Il terzo incontro sarà dedicato alle sequenze riflessive e si torna a un'atmosfera gotica leggendo "Cime tempestose" di Emily Brontë, dall'autrice ai personaggi vedremo come maturano i pensieri e l'intima personalità dei numerosi volti presenti nel romanzo, e come l'ambiente circostante, in questo caso la brughiera, li condizioni. 
Protagonista del quarto e ultimo incontro è la scena madre, per la quale leggeremo e analizzeremo alcuni passi da "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas, romanzo in cui l'azione, sia individuale che collettiva, guida la storia.
Non è necessario che i libri siano stati letti, o leggerli durante il corso, seppure certo sarebbe un completamento utile e bellissimo, non si propone un impegno di lettura, ma la condivisione del piacere di leggere, di conoscere la letteratura classica, di scoprirne l'attualità e di imparare a ritagliare tempo e impegno per la lettura, come tempo e impegno sono stati dedicati alla scrittura per restituirci i capolavori che ci teniamo stretti attraverso i secoli.
A ogni appuntamento introdurrò l'opera con un inquadramento storico, una nota biografica dell'autore e l'illustrazione della trama, prima di passare alla lettura e ai nostri commenti.
Il corso si terrà a Roma via via della Polveriera 14, nel tardo pomeriggio dei giovedì 28 gennaio, 11 febbraio, 25 febbraio e 10 marzo, qui ci sono tutte le informazioni utili. 
Se poi ci si chiede perché leggere, o rileggere, libri vecchi di più di cento anni possiamo risponderci con le parole di Italo Calvino e fidarci di lui:

"I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti."

domenica 10 gennaio 2016

Haruf e la sua Benedizione: domenica di tè #36





"Accomodatevi, li invitò Frank. Posso farvi un tè o un caffè.
Va bene il tè, disse sua madre.
Si sedettero al tavolo e Frank mise un pentolino d'acqua sulla piastra elettrica e tirò fuori il tè e lo zucchero, poi rimase ad aspettare che l'acqua bollisse. Dad stava guardando il poster dall'altra parte della stanza. Lo pensi sul serio? chiese." 

Kent Haruf, Benedizione


Libro
Titolo: Benedizione
Autore: Kent Haruf
Traduzione: Fabio Cremonesi
Editore: NN editore
Anno: 2015
Prezzo: 17,00 Euro

Nome: Formosa Fancy
Colore: Oolong
Provenienza: Formosa
Aroma: morbido e setoso
Gusto: dolce
Negozio: Tea shop 

sabato 9 gennaio 2016

Il cavaliere Panciaterra. Gilles Bachelet

Il cavaliere Panciaterra. Gilles Bachelet.
Il Castoro. La mia copia.
Babbo Natale prima di lasciare il sacco con i doni per il mio bambino è stato a Più libri più liberi, dove ha passato molto tempo agli stand degli editori per ragazzi e fatto abbondante scorta. 
Il Castoro era in fiera con un bel po' di libri golosi per grandi e piccini, e "Il cavaliere Panciaterra" di Gilles Bachelet era uno di questi. 
Come sempre gli albi che arrivano in casa mia, prima di essere recensiti, passano per le Forche Caudine di un cinquenne che sa cosa vuole e ha un'idea coerente di come deve essere un libro per piacergli. Niente impostazione didascalica, niente immagini che non raccontano ciò che c'è scritto accanto, niente sensi di colpa ottocenteschi e latenti, una lingua che stimi le sue capacità intellettive, comprensibile, ma precisa e che aggiunga nuovi vocaboli, se no "hai visto mamma parlano ai bambini piccoli", e un po' d'avventura perché qui c'è tutto il mondo da cavalcare e ci vogliono vicende ispiranti. "Il cavaliere Panciaterra" ha preso 10 in pagella: la storia del lumacone che si sveglia ogni mattina per andare a fare la guerra, ma arriva in ritardo perché prima si concede alle cose belle della sua vita, la colazione, il bagno, l'allenamento, gli scacchi e la corrispondenza, la famiglia, infine raggiunge il campo di battaglia, però ormai è ora di pranzo e allora perché non fare un pic nic tutti insieme e poi riposare sul prato. Così arriva la sera, e i comandanti dei due schieramenti si stringono la mano e rimandano la guerra a domani, un nuovo giorno in cui il cavaliere Panciaterra vorrà prima dedicarsi a ciò che lo rende felice. 
La scelta di un personaggio-lumaca ha divertito molto il cinquenne dalle idee chiare, seppure ha voluto sapere se fosse proprio una lumaca o una limaccia con l'armatura, e proprio l'armatura e la cura per i dettagli nelle illustrazioni ci ha consentito di ampliare e interpretare la lettura con la descrizione degli ambienti, l'osservazione di ciò che abbiamo anche noi in casa, e anche ciò che ci sarebbe potuto essere, ma non si vede. Il messaggio è chiaro, ma merita comunque di essere spiegato perché integra la bellezza della vita con l'inutilità della guerra, scegliere di stringere la mano al nemico. Ogni tanto il cinquenne ci torna su col pensiero e chiede "quindi la guerra con la faranno mai?". Perché non è facile creare in un maschietto l'aspettativa della battaglia e poi spiegare che non serve farla, e non perché ami lo scontro o voglia fare del male, ma perché molti giochi prevedono astronavi, missili, spade laser, fisicità e missioni su sommergibili alla volta di una qualche conquista, e raccontare che la vera conquista è il proprio tempo è come un canto alla pace.

Titolo: Il cavaliere Panciaterra
Autore: Gilles Bachelet
Illustrazioni: Gilles Bachelet
Editore: Il Castoro
Collana: Giralangolo
Prezzo: 15,00 Euro
Età consigliata: 4-5 anni (secondo me va bene anche per più grandi, direi fino a 100 anni almeno, perché il concetto di pace non lo capiscono già molti adulti e il linguaggio è elevato).

martedì 5 gennaio 2016

Carne viva. Merritt Tierce

Carne Viva. Merritt Tierce
Edizioni Sur. La mia copia
La prima recensione del 2016 viene da un lungo percorso nel 2015: ho letto "Carne viva" di Merritt Tierce due volte, ho organizzato un gruppo di lettura dentro Sur, la casa editrice che lo ha pubblicato, ho incontrato l'autrice a Più libri, seguito l'appuntamento tra autrice e traduttrice, che è Martina Testa, ma non ho mai scritto cosa ne penso, oggi rimedio. 
Merritt Tierce ha esordito negli Stati Uniti e in Italia, unico Paese in cui finora il suo libro è stato tradotto, con un romanzo dalle caratteristiche complesse, stile asciutto e diretto, e densità di sentimenti e un personaggio molto articolato. Un contrasto più frequentemente gestito da scrittori esperti con uno stile riconoscibile, ed ecco invece che in questo caso è un'autrice che pubblica per  la prima volta a scrivere come se lo facesse da una vita. "Carne viva" in inglese si intitola "Love me back" e al gruppo di lettura Martina Testa ha spiegato il motivo di questa mancata corrispondenza. Ci ha parlato dell'intraducibilità o comunque della scarsa resa in italiano di qualcosa che potrebbe essere "Riamami", del suo sembrare melenso rispetto a ciò di cui Merritt Tierce scrive o all'amore che sembra chiedere, di come poi la scelta di cambiare titolo sia stata condivisa e illustrata all'autrice e la storia della copertina che in qualche modo richiama quella originale, particolari golosi per chi ama l'editoria.  
Il romanzo si muove su due binari che fanno capo al personaggio principale, Marie, molto giovane e già madre e moglie, che divide la sua vita tra un'efficienza totale nel suo lavoro di cameriera e la deriva cui si abbandona nella vita personale. 
La dimensione professionale crea l'ambientazione stessa del libro in modo nitido e quasi teatrale, i camerieri e il loro mondo, i turni di lavoro, il rapporto con i colleghi e con i clienti, i pensieri che animano la mente di chi serve e non è servitore, di chi, dice la Tierce, allestisce lo spettacolo del ristorante animato e poi riordina e lo prepara per la prossima messa in scena. 
Marie inizia in ristoranti simili a tavole calde e approda a quelli con pianisti, champagne, divise impeccabili e clienti ricchi, lei è sempre disponibile, precisa, metodica, efficiente, palesa nel lavoro quelle doti intellettive che le venivano riconosciute a scuola, quelle che l'avrebbero potuta portare ovunque nell'America delle possibilità e che invece si sono fermate a Dallas, con una maternità precoce e un cuore irrisolto. Marie mostra il suo disagio per una vita che non la rispecchia, facendo sesso in modo disordinato e casuale con colleghi, superiori e clienti, abusando di droga e alcool, diventando autolesionista, scegliendo un agire distruttivo, sembrando padrona di sé stessa, ma lasciando la traccia dell'intima difficoltà che la conduce. 
Il libro è scritto in prima persona, la protagonista parla di sé e il lettore rimane ingannato dal sentirsi al centro di quel racconto, che invece, con una dolcezza profonda e imprevista, in alcuni passi cambia registro, Merritt Tierce usa la seconda persona singolare, e Marie si rivolge a un "tu" che è la persona che lei trascura, ma anche alla quale si rivolge, sua figlia. Seppure nel libro la maternità non trova realizzazione, seppure il comportamento non cambia e non si dà spazio al cambiamento, quel tono intimo di cui Marie è capace mi fa pensare che al di là delle pagine c'è uno spazio in cui diventa grande per se stessa e per sua figlia, un tempo in cui in cui la storia del romanzo diventa un percorso e arriva a compiersi. 
Marie è una professionista ineccepibile, una ragazza, una madre, una drogata, una che beve, una donna che non riesce a lasciarsi amare da chi lo vorrebbe fare e che cerca l'amore dove non può essere, una persona che si racconta in modo limpido, con la brutalità propria di chi fa male prima di tutto a se stesso. 
Non so dire se sia un libro sulla maternità, un libro sul mestiere del cameriere, sulla società americana stratificata nelle classi sociali dei servi e dei serviti, o semplicemente la storia di una persona, mi sembra, in fondo, la confessione di una madre a sua figlia, un modo per dirle chi è o chi è stata. 
In qualche modo "Carne viva" mi sembra l'atto di dolore e sincerità del personaggio che lo anima. 

Titolo: Carne Viva
Autore: Merritt Tierce
Traduzione: Martina Testa
Editore: Sur 
Collana: Big Sur
Anno: 2015
Prezzo: 16,50 euro

venerdì 1 gennaio 2016

Almanacchi per l'anno nuovo


Passeggere: "Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?'". Venditore: "Speriamo". 


Giacomo Leopardi, 
Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere