At Bertram's Hotel
Tra quanto mi dà maggiore piacere e serenità c'è l'ambientazione inglese e un po' datata, per chi è già capitato qui negli anni passati non è una novità. La campagna, le insegne dei negozi, Londra nella pioggia, il mio amato tè. Tutto molto banale, mi rendo conto, ma tant'è e nella ripresa di questa ed altre attività mi sto immergendo, anche più del solito, nelle mie atmosfere di elezione. Agatha Christie è una delle grandi ingegnere del mio benessere, benché spesso mi spaventi, mi tenga in tensione nervosa e diffonda inquietudine fuori dalla pagina e tutta intorno, è una delle mie coperte di Linus, anche perché so che alla fine mi consentirà di capire cosa è avvenuto e quando non restano zone d'ombra già tutto diventa più facile. In generale preferisco Poirot a Miss Marple, ma nonostante questo At Bertram's Hotel batte tutto.
Il romanzo è uscito in Gran Bretagna 1965 per William Collins, Sons & Co.
Jane Marple, insolitamente lontana dal suo amato villaggio di St.
E' un giallo e non posso certo raccontare cosa succede, ma c'è il passato che torna perché non è vero che tutto scorre o almeno non in poco tempo e di passato ognuno ha il proprio, ma c'è un futuro da garantirsi e ogni ospite dell'albergo ha una provenienza e una direzione, ci sono crimini ammantati di velluti, un amore soffocato, una vita perduta e tutto si ritrova lì in quella hall ferma nel tempo.
Il modo in cui ognuno dei protagonisti si trova a contatto con sé stesso senza poter esimersi dal guardarsi indietro e dentro mi ha sempre fatto pensare che nessuna ambientazione avrebbe potuto essere migliore di un albergo, dove l'ordinario si sospende e dove ovattati dalla realtà esterna non si può far altro che guardarsi da vicino e dirsi la verità e dove il via vai di persone e bagagli crea un'inafferrabilità concreta.
Miss Marple è inquietante come sempre, ma ha quell'attitudine al sapere stare ovunque e all'osservazione delle persone e del loro comportamento che sembra l'invadenza di una vecchia signora, e di certo in parte lo è, ma assomiglia tanto allo stare affacciati alla finestra di chi ha perduto il proprio motivo per immergersi nella vita.
Le ultime opere di Agatha Christie sono meno struturate nella costruzione rispetto alle prime e appaiono più sfumate, intrise di atmosfera e dedicate ai tratti psicologici dei personaggi e quelli di questo romanzo mi sono diventati tanto familiari che vorrei incontrarli, anche quelli terrificanti. Al Bertam's Hotel si incrociano storie individuali ma simboliche, d'amore, ma anche di grande irreparabile disumanità. L'albergo è uno dei protagonisti, con quel suo diventare un non luogo ricco di avvenimenti, sembra il terreno inerte nelle nebbie dell'alba dove si svolgerà un duello ma si scoprirà ben altra verità.
Per l'ambientazione Agatha Christie si era ispirata al Brown's Hotel di Londra per il suo stile immutato nel tempo e il servizio impeccabile.
Miss Marple al Bertram's Hotel rimane un capolavoro crepuscolare: un libro in cui la regina del giallo spostando Miss Marple dal suo villaggio di campagna dimostra che dietro le tende di velluto rosso e le tazze di porcellana d'epoca si nascondono sempre le stesse, implacabili passioni umane.
Nel 2007 ne è uscito un adattamento per la tv, molto romantico ed evocativo ma poco fedele al libro, a me è sempre piaciuto molto, credo mantenga il cuore del carattere di Miss Marple e del contrasto tra il congelamento dell'albergo e la vita che fuori va veloce e inoltre la dinamica fondamentale resta la medesima e così il ruolo dell'albergo, ma delitti e personaggi sono molto diversi da quanto immaginato da Agatha Christie.
E' quasi autunno, rileggo e riguardo.
Buon pomeriggio,
Laura




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