lunedì 26 maggio 2014

Romain Gary e la festa per i suoi 100 anni.

Romain Kacew era uno scrittore russo, ma francese, dolce, ma triste, molto nitido nei sentimenti e molto combattuto nel rapporto con la realtà.
Una pagina di storia e altri racconti.
Romain Gary, Neri Pozza.
La mia copia
Era figlio di una grande vedette russa del cinema muto, un uomo col quale non crebbe, e di un'attrice ebrea russa che lo condusse attraverso l'Europa per arrivare in Francia e che visse sognando per suo figlio gli onori e le glorie che poi, forse per caso, o meglio forse no, ebbe. Gary ha scritto un libro che si intitola "La promessa dell'alba" in cui racconta chi era sua madre, cosa fece per lui e come lui stesso crebbe all'ombra dei sogni altrui, educato alla ricerca di uno pseudonimo che lo avrebbe reso grande. Iniziò così presto a vivere un'identità non del tutto sua o ad averne molte, in una non univocità che raggiunse l'apice quando, dopo aver vinto il premio Goncourt nel 1956 con lo pseudonimo che ormai era un nome, Gary appunto, nel 1975 riceve ancora lo stesso premio per "La vita davanti a sé" sotto il nome di Emile Ajar. 
L'autentico, il vero, il non vero o forse il falso, sono fili che conducono le sue opere e magari anche la sua vita, perché è difficile immaginare, in tanta intensità di scrittura, un profondo distacco con la dimensione personale dell'autore. Gary è commovente e delicato pur riuscendo ad essere violento con l'anima. Il gruppo di lettura @TwoReaders ha già vissuto la bellezza de "La vita davanti a sé" e ora festeggerà i cento anni di Gary con la lettura di un brano tratto dalla nuova raccolta edita Neri Pozza. "Una pagina di storia" ospita racconti brevi, in cui lo scrittore è riconoscibile seppure nei suoi romanzi, con un respiro più ampio, la potenza della sua mano arriva nitida e meno amara, bilanciando le difficoltà di cui sempre racconta con la delicatezza che lo caratterizza.
Il 31 maggio, al festival della lettura di Ivrea La grande invasione, @TwoReaders affronterà il racconto "Il falso" in cui un quadro di Van Gogh diventa il pretesto per riflettere sul bisogno di autenticità e stanare la falsità che spesso è nascosta giù, sotto strati di bellezza e verosimiglianza. 
L'importanza dell'autenticità di un'opera d'arte, la sua certa attribuzione e la manipolazione della vita che prima o poi tutti hanno sostenuto per un bene maggiore, per divertimento, per edonismo, per paura.
Le lacrime che nascono dalla falsità e le conseguenze della stessa sembrano per Gary più importanti di tutto il resto. Qualunque fosse. Gary è un'uomo illuminato dall'arte, i racconti sono un modo di conoscere la sua scrittura e a Ivrea la lettura di @TwoReaders sarà il modo di festeggiare il compleanno di un uomo tanto delicato quanto triste, perché immagino che senza il peso dell'anima nessuno rivolgerebbe una pistola verso sé stesso.


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