mercoledì 27 dicembre 2017

Ragazze elettriche. Naomi Alderman

Ragazze elettriche. Naomi Alderman
Nottetempo edizioni. La mia copia. 



Ormai da qualche anno coordino un gruppo di lettura alla libreria La nuova europa di Roma, e l'ultimo libro condiviso è stato Ragazze elettriche di Naomi Alderman, pubblicato da nottetempo.
La lettura è femmina e dunque al gruppo, poco più di trenta persone, c'era soltanto un uomo. Uno solo e in questo caso minoritario su ogni fronte, anche nel libro.
Ragazze elettriche è un libro più che mai adatto al confronto, per il tema innanzi tutto: l'immaginazione un mondo distopico governato da donne dotate di un potere straordinario, sanno emettere elettricità dalle mani e questo le ha pian piano sottratte alla condizione di vittime della violenza maschile. Matasse elettriche, scariche anche feroci, la crescita di una sensazione di potenza, e questo era il titolo originario The power, parola dalla portata scientifica quando sociologica. Gli angeli del focolare, da secoli mortificate o quanto meno sottomesse, si ribellano con facilità e con un senso di vendetta sempre crescente.
Il potere le ha trasformate. Ci sembra di vederlo subito e festeggiamo per la prima donna che si salva grazie alla matassa, ma poi succede qualcosa, non capiamo più la direzione di questa energia che sembra aver stravolto l'indole femminile. 
È questo il centro del libro, una riflessione sull'eventualità che il potere abbia una forza deteriorante intrinseca per cui chi lo possiede, chi può esercitarlo, diventa sopraffattore fino ad assumere i comportamenti dell'aguzzino, del torturatore, esprimendo quel potere non come energia, ma come violenza.
Il mondo maschile ci ha abituato a questo, è così dalla notte dei tempi. Le donne hanno la capacità generatrice, gli uomini la supremazia fisica che ha portato a quella culturale.
Naomi Alderman immagina che improvvisamente le donne maturino una capacità superiore, attraverso la scossa elettrica riescono a difendersi fino a vendicarsi, proprio come se la vendetta fosse una conseguenza estrema della protezione, e il loro potere, quell'energia elettrica, un virus che si passano le donne col semplice contatto, in un'epidemia di scariche e di potenza.
La matassa, quella forza sopraggiunta, modifica le donne, le rende finalmente altrettanto e più forti degli uomini e come gestiranno questa forza fonte di possibilità? La Alderman ci fa riflettere se quel mondo governato dalle donne tante volte auspicato come luogo di solidarietà, confronto e accoglienza, sia realmente realizzabile.
Il romanzo è costruito sul percorso di alcuni personaggi femminili e uno maschile, voci che cambiamo come cambia il registro stilistico, e a questa capacità polifonica, corrisponde una struttura narrativa che cambia nella seconda parte del libro, con l'affermarsi del potere.
E la violenza sembra non avere sesso o colore.

Il libro in fotografia:
Titolo: Ragazze elettriche 
Autore: Naomi Alderman 
Traduzione: Silvia Bre
Editore: Nottetempo
Anno: 2017
Prezzo: 20,00 euro

domenica 24 dicembre 2017

Al corso di divinazione per la domenica di tè #79





"-Dopo di te- disse Ron sorridendo. Così Harry salì per primo. 
Spuntò nell'aula più strana che avesse mai visto. 
In effetti non aveva l'aspetto di un'aula; 
sembrava più un incrocio tra un solaio e una sala da tè vecchio stile. 
Ospitava almeno venti tavolini rotondi, 
tutti circondati da poltroncine foderate di cinta e piccoli, grassi sgabelli. 
Il tutto era illuminato da una luce bassa scarlatta; 
le tende alle finestre erano tirate, 
e le numerose lampade erano drappeggiate con sciarpe rosso scuro. 
C'era un caldo soffocante e il fuoco che ardeva nel camino lambendo un grosso bollitore di rame emanava un profumo intenso, quasi malsano. 
Gli scaffali che correvano tutto attorno ai muri circolari erano stipati di piume impolverate, mozziconi di candele, scatole di vecchie carte da gioco, 
innumerevoli sfere di cristallo argentate e una gran varietà di tazze da tè."

J.K. Rowling, Il prigioniero di Azkaban

Libro in fotografia 
Titolo: Il prigioniero di Azkaban
Autore: J. K.  Rowling
Traduzione: Beatrice Masini
Editore: Salani
Anno: 2012
Prezzo: 16,80 euro


Nome: Tè di Natale
Tipo: miscela
Colore: nero
Aroma: mandorle, cannella, mele, scorze d'arancio
Negozio: namasTèy

martedì 19 dicembre 2017

@TwoReader e La figlia maschio



Eccoci pronti per una nuova lettura con @TwoReaders.
Torniamo nel catalogo di un editore che abbiamo già conosciuto insieme, le Edizioni e/o e lo facciamo con un libro di un'autrice italiana Patrizia Rinaldi, che ha scritto tanto sia per bambini che per adulti, e che quest'anno ha pubblicato, La figlia maschio. Un libro inconsueto, con una dimensione geografica definita quanto vissuta: a una Cina intrigante e sfuggevole, fa da specchio la vita femminile, quella tanto selezionata in un paese di un miliardo di abitanti. Identità, ricerca della felicità, della realizzazione, l'annientamento, la frustrazione, il nascondersi. E il ricostruirsi.
Un viaggio in ogni senso.

Per partecipare ecco le nostre regole:


  • leggere il libro proposto;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri followers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • hashtag per questa lettura è #FigliaMaschio;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è, ovviamente, l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire.


  • Programma:
    mercoledì 20 dicembre
    lettura fino a pagina 31 "ha deciso così."

    giovedì 21 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 53 "prima di vendere i polli."

    venerdì 22 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 75 "non me n'ero accorto."

    sabato 23 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 94 "nel mio posto."

    domenica 24 dicembre
    Buona viglia!

    lunedì 25 dicembre
    Buon Natale!

    martedì 26 dicembre
    Buon Santo Stefano!

    mercoledì 27 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 125 "non ti amo."

    giovedì 28 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 162 "quella che sopravvive."

    venerdì 29 dicembre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    confronto sull'intero romanzo.

    Fine lettura.

    domenica 17 dicembre 2017

    Scoprire di non essere tristi nella domenica di tè #78


    La donna che pensava di essere triste andò rapida ad aprire la porta 
    e lui entrò con un piccolo pacco in mano.
    - Biscotti. Per il tè - annunciò. 
    Profumavano di burro ed erano ammonticchiati su un vassoietto di cartone dorato con gli angoli arricciati: piramidi, cerchi, losanghe, stelle, triangoli. 
    Ricoperti di glassa colorata e di zuccherini sferici color argento.

    Marita Bartolazzi, La donna che pensava di essere triste

    Libro
    Titolo: La donna che pensava di essere triste
    Autore: Marita Bartolazzi
    Editore: Exorma 
    Anno: 2017
    Prezzo: 13,50 euro

    Nome: Polvere di stelle
    Tipo: miscela 
    Colore: nero 
    Provenienza: India
    Aroma: mandorle tostate 
    Negozio: Treabreak

    sabato 16 dicembre 2017

    Regalo di compleanno per Jane Austen.

    La collana uscita con La Repubblica.
    Le mie copie.

    Oggi è il compleanno di Jane Austen.
    Era sagittario come me. Non credo che abbiamo altro in comune, se non la lettura dei suoi libri.
    Adoro Jane Austen.
    Imparo da Jane Austen.
    Jane Austen era un genio.
    Credo sia questa la conclusione di tutto quanto io possa dire su di lei.
    Quest'anno si è festeggiato in ogni modo l'anniversario della sua morte, duecento anni. Festeggiato non è la parola esatta certo, più propriamente si è celebrata una ricorrenza relativa a una delle più grandi autrici della letteratura mondiale. Forse, la più.
    Questa estate La Repubblica e L'Espresso sono uscite in edicola con una riedizione dei romanzi, dei frammenti, delle lettere e una biografia di zia Jane, chiaramente ogni mercoledì sono stata puntuale e ho tutta la collana ed lì nella foto.
    Altrettanto chiaramente, avevo già i sei romanzi. Non me ne è importato nulla, li ho ripresi. I lettori fanno così, quelli appassionati quanto meno.
    Insomma, oggi è il suo compleanno e dopo essermi tuffata nella sua opera saltellando da una pagina all'altra, mi sono chiesta che cosa avrei regalato a Jane Austen se fossi stata invitata alla sua festa. Cinque giorni fa ero io a compiere gli anni e so benissimo cosa avrebbe potuto fare lei per me, ma il contrario non mi è chiaro. Le porto del tè? Regalare il tè a un'inglese non è il massimo dell'innovatività, ma magari del tè alla cannella o al cioccolato, più natalizio, potrei regalarle qualcosa di lezioso, tipo un fermaglio, penso che le piacerebbe, oppure qualcosa per scaldarsi, che secondo me ha avuto molto freddo in vita sua (come le Brontë), però, forse, il regalo che più le porterei è una televisione, un lettore dvd e dei cofanetti di serie americane, così potrebbe vedere che tutti quei dialoghi serrati alla Una mamma per amica, perché li ha inventati lei, Jane. 
    Ritmo, simpatia, brillantezza, profondità, capacità di cambiare i pensieri dell'interlocutore, queste sono le caratteristiche che troviamo in Orgoglio e pregiudizio per esempio, e quelle che tutti gli sceneggiatori contemporanei cercano di restituire agli spettatori. Battute pronte, logica stringente, ma non priva di sensibilità, Elizabeth e Mr Darcy erano maestri. 
    Per questo, secondo, me una tv, una fornitura di dvd e un telecomando potrebbero far divertire molto Jane Austen, la più grande scrittrice di dialoghi di tutti i tempi. Anche per la televisione.

    Buon compleanno zia Jane e buona visione. 

    martedì 12 dicembre 2017

    Mammut! Stefan Boonen e Melvin





    Secondo appuntamento con Lettori in corso, il progetto di lettura per bambini e genitori in collaborazione con Sinnos. Per questo secondo post un libro di grande impatto sia per i piccoli che per grandi che dovranno, per forza!, riflettere su loro stessi.

    Mammut! Stefan Boonen e Melvin. Sinnos editrice. La copia di Valerio.

    Si inizia con l'editore, Sinnos perché avete proposto Mammut! di Stefan Boonen e Melvin?
    Con la collana I tradotti Sinnos si è aperta alla letteratura straniera, iniziando ad esplorare Paesi diversi e portando la loro letteratura nel nostro Paese: anche questo in fondo rientra nell’idea di interculturalità e apertura che è alla base del nostro progetto editoriale! Abbiamo iniziato a esplorare il ricco mondo della letteratura fiamminga e con Week end con la nonna abbiamo incontrato i due autori Stefan Boonen e Melvin.  A poca distanza di tempo è arrivato MammutStorie divertenti e ricche di spunti, un tratto originale nel disegno e con un uso particolare del colore, un genere a metà tra fumetto e albo illustrato. In Mammut il protagonista Teo ha appena traslocato in una bellissima villa con piscina insieme ai suoi genitori, molto molto impegnati: lui e la sua governante (la tata pelosa) trascorrono giornate tranquille. Peccato però che non ci siano amici, e che la sua vita sia solo compiti, non fare questo, fai il bagno, stai attento e via di seguito. Bisogna organizzare un piano di fuga: tanto più che, tra le ombre della notte, Teo ha visto un mammut, vero, vivo e vegeto. Una storia avventurosa in cui gli adulti possono essere figure che chiudono o aprono porte (e quindi alla vita…).Questo libro inoltre è stampato con la font ad alta leggibilità LEGGIMIGRAPHIC: maiuscola, studiata per ridurre al minimo gli effetti di confusione tra lettere simili. 

    E tocca a me, mentre mio figlio leggeva Mammut! lo guardavo e...  
    Primo libro divorato da mio figlio, quando era stanco di leggere mi ha chiesto di leggerlo per lui, gli ho risposto che avrebbe potuto continuare domani e lui no mamma, lo voglio finire. Detto questo, detto tutto. Valerio si è immediatamente immedesimato nel protagonista e non perché viva una vita di privazioni ludiche, ma perché è proprio un bimbo come lui, un bimbo realistico, con le sue cose da fare e con i suoi sogni. Mammut! è un libro di avventura con dentro una storia che dovrebbero leggere più i genitori che i bambini, l'eccessiva paura che si facciano male, le eccessive aspettative rispetto al loro futuro, il nostro eccessivo lavorare, passi falsi che facciamo tutti e sui quali dovremmo riflettere e con Mammut! lo possiamo fare non attraverso il manuale del buon genitore, ma vedendo con gli occhi dei nostri piccoli. Questa è stata una lettura speciale da fare insieme, mio figlio faceva domande a me su perché i genitori non fossero mai presenti e io a lui su come ci si sente in casa o a vivere un'avventura anche se spaventosa. Per Valerio e me, Mammut! è stato un momento di unione e scambio molto intenso, per il ponte di un libro che nei sette anni di mio figlio è stato uno di più significativi. 

    Tata Pelosa che balla.
    Ed ecco il lettore, Valerio, seconda elementare, racconta direttamente sulla tastiera cosa pensa di Mammut! (Non ho modificato nulla del suo testo, solo qualche errore)
    Ho letto mammut e mi è piaciuto tanto, perché mi ha fatto ridere quando la tata di Teo si è messa a ballare. Teo è un bambino che vorrebbe giocare fuori, ma i genitori non vogliono farlo uscire, ma un giorno esce lo stesso e incontra una bambina primitiva e inizia un'avventura e si diverte tantissimo. E mi sono divertito anche io. Mi piace che sia un fumetto, ma non mi sono piaciuti i disegni, però i genitori non avevano ragione a non far uscire mai Teo, a noi bambini piace giocare all'aperto e se leggiamo un libro poi vogliamo correre. Però io tra i primitivi avrei paura, ma sempre in camera come Teo non ci voglio stare. Ho letto 106 pagine e tra i libri che ho letto sono quelle mi sono piaciute di più.



    Più libri più liberi: a caldo dalla Nuvola



    Il primo di una serie di post sulla fiera...

    Un'altra volta.
    E' passato il mio compleanno.
    E' quasi Natale.
    Questo è ciò che succede quando la fiera dell'editoria indipendente chiude i battenti e si inizia ad aspettare la prossima edizione.
    Quest'anno era tutto nuovo, nuova la sede, nuova la distribuzione degli stand, nuovo l'interesse. 
    Sono molto affezionata al Palazzo dei congressi, e mi è un po' mancato, ma di certo la Nuvola è stata una scoperta. Ci sono passata davanti cento volte e cento volte mi sono chiesta ma chissà com'è dentro, ma chissà a cosa serve, ma chissà se l'investimento fatto troverà una giustificazione concreta. Con Più libri ho risposto alla metà delle domande, ora so bene cosa ci sia dentro e a cosa può servire, ma non so se sarà abbastanza usato e dunque se l'investimento sarà ripagato. Ma non compete a me saperlo, seppure mi interessa, perché sta totale assenza di coscienza, s'è visto, non porta da nessuna parte e perché vedere una realtà così bella come quella di Più libri fa venire voglia di avere un grande evento culturale al mese. 
    Ad ogni modo il centro è stupendo, la fiera era luminosa, e architettura ed editoria si valorizzavano reciprocamente in un connubio che il Palazzo dei congressi, ormai troppo pieno seppure non meno bello, non riusciva più a consentire.
    La cosa più apprezzata è stata trovare gli stand tutti su un unico piano, questo ha reso più facile la circolazione dei lettori e dei curiosi e anche più coesa l'atmosfera tra espositori e visitatori. I più piccini che di solito si trovavano al piano superiore, mi hanno detto di essere ben contenti di essere scesi al livello generale e quindi editori e lettori tutti felici.
    Anche l'accesso alle sale degli incontri è stato un elemento di positività, meno scale e più ampie, sale abbastanza comode, seppure da bocciare quel giallo canarino delle pareti, che dopo due incontri fa venire il mal di testa. 
    Una cosa pazzesca è stata la totale assenza di possibilità di sedersi, il numero di persone stanche e sedute per terra dovrebbe averlo confermato agli occhi di tutti, per le prossime edizioni eviterei l'effetto bivacco prevedendo delle panchine, degli sgabelli, dei divani, dei cubi, delle cassette della frutta capovolte, qualunque cosa, ma che consenta ai bambini, agli anziani, ai lettori gravati dal peso dei libri acquistati di riposarsi non durante gli incontri, non sulle scale di accesso e non sul pavimento. Giovedì, che ho portato mio figlio di sette anni, a un certo punto ho chiesto a un editore dove lui stava guardando dei fumetti di farlo sedere dieci minuti. 
    E' una fiera editoriale, consentiamo ai lettori di sfogliare i loro libri, di avere modo di confrontarsi, di bearsi di quella cosa meravigliosa che è un centro congressi pieno di cose da leggere. Altra cosa che cambierei sono le postazioni firma copie nel corridoio centrale, alcuni autori sconsolati mi facevano venire voglia di andarli ad abbracciare, per fortuna non sono stati molti quelli che ho visto lì soli soli.
    Detto questo è stato tutto stupendo, i sorrisi degli editori felici per l'affluenza e le vendite, la disponibilità agli stand, la quantità di ospiti, di disegnatori e fumettisti pronti a dedicare i loro libri, i gadget e gli abbracci. Meravigliosa la possibilità di visitare la Nuvola e dunque di integrare due forme di cultura nella stessa iniziativa, consentendo così di ricordare a tutti che Roma è ancora anche questo, è possibilità, è bellezza, è iniziativa, è spazi ampi e luminosi, è contemporaneità. E qui dovrebbe nascere l'impegno condiviso, dopo un evento del genere, di renderci conto di cosa sia possibile creare e di farlo sempre meglio, proprio come quest'edizione di Più libri ha mostrato a tutti. 

    Una persona che è venuta con me e che entrava in una fiera editoriale per la prima volta ha detto vedere tutte queste persone in un posto pieno di libri mi ridà fiducia nel genere umano. 
    Ecco cosa sanno fare i libri e la fiera di Roma.


    domenica 3 dicembre 2017

    Al circolo Pickwick per la domenica di tè #77




    "Alle sei di venerdì sera mi metto in ghingheri e mi avvio con la vecchia, 
    e ci trasciniamo fino al primo piano, dove c'è un tè preparato per trenta, 
    e un mucchio di donne che bisbigliano tra di loro e che mi guardano, 
    come se non avevano mai visto prima un distinto signore con qualche chilo di troppo 
    e cinquantotto anni sul groppone."

    Charles Dickens, Il circolo Pickwick

    Libro in fotografia
    Titolo: Il circolo Pickwick
    Autore: Charles Dickens
    Traduzione. Marco Rossari
    Editore: 
    Anno: 2017
    Prezzo: 26,00 euro

    Nome: Altro giro
    Tipo: Miscela aromatizzata
    Colore: nero
    Aroma: pere, cannella, caramello e cioccolato
    Negozio: Namastey