lunedì 9 ottobre 2017

Cari @TwoReaders, siete felici?




Con l'autunno tornano  anche le letture di @TwoReaders, il gruppo è già pronto a leggere insieme Come una canzone di Luca Giachi, uno scrittore/musicista romano che mette la città al centro di questo romanzo pubblicato da Hacca edizioni.
Un altro nuovo editore per il gruppo, una realtà indipendente marchigiana nata nel 2006, che si occupa principalmente di narrativa italiana e straniera, ma propone anche altre due collane da esplorare: saggistica e Novecento.0.
Questa lettura sarà breve e scorrevole, ma ci indurrà, semplicemente, a chiederci se siamo felici.

Come sempre per partecipare ci sono delle regole:


  • leggere il libro proposto;
  • seguire il ritmo di lettura giornaliero con indicazione del numero di pagina cui arrivare e dell'ultima frase;
  • nei giorni di lettura ciascun tweetlettore ha a disposizione due tweet di citazione e possibilità di commentare;
  • @TwoReaders retwitterà soltanto alcuni dei tweet ricevuti, siamo diventati moltissimi e rischiamo di bloccare gli account dei nostri followers facendo il rt di tutte le citazioni;
  • i tweet di citazione devono riportare la pagina di riferimento;
  • non è consentito allegare fotografie del testo, lo scopo del gruppo è condividere il libro nelle logiche di Twitter e dunque in 140 caratteri;
  • i tweet vanno indirizzati unicamente all'account @TwoReaders, a meno che non siano di  risposta, in questo caso saranno indirizzati al destinatario e a @TwoReaders;
  • hashtag per questa lettura è #comeunacanzone;
  • ai tweet potranno essere allegate immagini attinenti;
  • ciascun lettore è, ovviamente, l'esclusivo responsabile di ciò che scrive e allega;
  • evitare lo spoiler, lasciamo a tutti il piacere di scoprire;


  • agire nel rispetto dell'opera, dell'autore e dell'editore. 


  • E c'è un programma:

    martedì 10 ottobre
    lettura fino a pagina 29 "si riprendeva il mio corpo"

    mercoledì 11 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 48 "alla fine che cosa rimane?"

    giovedì 12 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 69 "Non la cercai più"

    venerdì 13 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 92 "Nessuno è mai davvero realizzato."

    sabato 14 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 112 "fradicio come me"

    domenica 15 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 128 "rimani a cena?"

    lunedì 16 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    lettura fino a pagina 142 "Letizia."

    martedì 17 ottobre
    citazioni e commenti dal giorno precedente
    confronto sull'intero romanzo.

    Fine lettura.

    venerdì 29 settembre 2017

    Lettori in corso

    Finalmente pronta per tornare al blog, inauguro la stagione con una prima volta.
    Un progetto dedicato ai più piccini: Lettori in corso, un viaggio nella lettura curato con la casa editrice Sinnos. 
    È la prima volta che mi lancio in una collaborazione stretta con un editore per ragazzi, ci pensavo da un po' senza trovare la formula giusta, ma ultimamente osservando Figlio che impara a leggere ho capito quanto il suo accesso ai libri stia cambiando e non solo perché è più autonomo nella scelta, ma perché non ha più bisogno di un adulto per decifrare i testi. Le parole ora sono a portata di mano, le può capire, selezionare, fraintendere, fare sue, loro posso entrare in lui, dargli gioia, divertimento, dolore, paura, risate e i genitori perdono sul terreno del controllo e della protezione, allora che si fa?
    Ecco che mi è venuto in mente Lettori in corso, perché come in ogni cosa, credo, ai figli possiamo dare degli strumenti, una cassetta degli attrezzi che loro poi potranno usare, anzi, che noi poi potremmo usare, perché qui nessuno si salva dall'essere figlio, quando se ne presenta l'occasione. Ecco che dalla mia cassetta degli attrezzi, fornitami a suo tempo e ancora ogni giorno, tiro fuori quelli  che mi sembrano utili per provare a dare a Figlio gli strumenti per selezionare le proprie letture. 
    Così nasce Lettori in corso
    La scelta della casa editrice è stata facile, Sinnos per me è un riferimento da quando sono mamma, per il modo in cui mettono al centro il lettore e dunque il bambino, per la creazione di un font ad alta leggibilità, per la disponibilità che a ogni fiera è dimostrata verso grandi e piccoli e, per alcuni titoli che hanno accompagnato la prima infanzia di Figlio e ai quali ormai sono super affezionata, e certo anche perché è a Roma.
    L’idea è semplice ed è incardinata su tre figure: una casa editrice, un genitore e un bambino, che insieme disegnano e raccontano la strada percorsa da un piccolo lettore. 
    Ogni mese Figlio leggerà un titolo proposto da Sinnos e su questo blog ne documenterò l’esperienza in un post strutturato in tre parti, la prima di presentazione della scelta dell’editore; la seconda di illustrazione, in cui proprio Figlio racconta se il libro gli sia piaciuto o meno e perché, come ha trovato le illustrazioni, se la storia fosse interessante o noiosa, insomma una mini recensione da un piccolo lettore; la terza parte, più di sintesi, è l’osservazione del genitore sulla lettura. 
    Sinnos propone i titoli, Figlio li legge, la mamma blogger lo osserva.
    Il percorso è calibrato su un bambino di seconda elementare e così le letture sono ordinate in considerazione di una complessità sempre maggiore per lunghezza dei testi, stile narrativo, struttura o tematiche, di modo che alla crescita delle capacità di lettura e riflessione, corrisponda un’evoluzione delle proposte.
    Sono previsti cinque libri per cinque mesi: ottobre, novembre, gennaio, febbraio e marzo. 
    Lettori in corso accompagnerà bimbi e genitori in un periodo di maturazione e consapevolezza non soltanto delle capacità di leggere, ma anche di scegliere i titoli più adatti. Avremo libri molto diversi tra loro, di modo da consentire al piccolo lettore, a fine percorso, di esprimere delle preferenze calibrate non soltanto sulla storia, ma anche sulle illustrazioni, sugli argomenti o sulla struttura del libro. I titoli saranno svelati passo per passo in ciascun post, a fine percorso saranno riportati tutti qui con link al post dedicato.
    Qui i protagonisti sono i bambini, l'editore e i genitori lavorano per lui. 
    Il primo appuntamento è per fine ottobre. 


    mercoledì 20 settembre 2017

    Alla fine dell'estate. Come oggi.





    "Era la fine dell'estate e me ne stavo seduto sotto un tiglio, sul terrazzo di uno dei miei bar preferiti; me la godevo abbastanza, c'era una brezza leggera, 
    e lei arrivò e baciò il mio amico Anton, un attore, e si sedette al nostro tavolo. 
    Ciccò la sigaretta nel posacenere, scattando dei piccoli flash, lui fece le presentazioni 
    e lei stese un lungo braccio abbronzato. 
    Si chiamava Ana. Era bella e sapeva di buono. Era scusa, con gli occhi liquidi e raggianti, e le sue mani si muovevano aggraziate quando parlava. 
    Se m'avessero detto che di lì a un mese saremmo andati a vivere assieme da innamorati non ci avrei creduto. avevo smesso di credere alla magia da un bel pezzo."

    Philip Ó Ceallaigh, Appunti da un bordello turco

    Titolo: Appunti da un bordello turco, Un'altra storia d'amore
    Autore: Philip Ó Ceallaigh
    Traduzione: Stefano Friani
    Editore: Racconti
    Anno: 2016
    Prezzo: 16,00 euro

    giovedì 14 settembre 2017

    Il blocco del blogger

    Il blocco del blogger non esiste, ammetterlo sarebbe dare un'importanza eccessiva a un bellissimo hobby, con tante derive interessanti, ma pur sempre un hobby. Sta di fatto che per più di un mese, non soltanto non ho aperto Il tè tostato, ma ho avuto un'alternanza tra la rimozione della sua esistenza e la preoccupazione perché stavo lasciando morire di fame questo mio figlio di etere, stavo lasciando che polvere e spifferi invadessero una delle mie case.
    Stasera sono tornata, ma senza sapere di quale libro scrivere, ne ho letti tanti ultimamente, ma nessuno mi esce dalla testa, perché è di questo che devo parlare, di come a un certo punto il lavoro vero, la vita, le responsabilità, le circostanze, il divertimento o qualunque altra cosa o tutte insieme mi hanno portata fuori di qui.
    Eppure è la mia dimensione personale e pacifica quella della scrittura a tema libri su questo sito a nastro continuo, senza impaginazioni, senza grafiche, senza web designer, solo con me e i pochi strumenti informatici alla portata di tutti.
    E rieccomi.
    Non ho avuto voglia di scrivere, basta ammetterlo. Zero.
    In fondo, forse, nemmeno di condividere troppo, ora, invece, in modo inaspettato e senza forzature, perché ho pensato che costringersi a seguire un hobby fosse davvero un gesto insensato, torno a un nuovo anno qui, a un nuovo autunno. E riprendo le fila.
    Ci saranno libri di cui scrivere, ho letto in modo incostante, ma a volte con molta intensità e questo ha prodotto una certa mole di materiale da affrontare.
    Devo riprendere alcuni progetti, uno in particolare cui tengo molto e che coinvolge i piccoli lettori, devo ancora parlare della mia esperienza in tv, e raccontare interviste, letture, gruppi e idee.
    C'è tanto di cui scrivere e a questo punto credo di essere sufficientemente riposata per ripartire, con la differenza che dovrò organizzare un calendario, agire meno all'impronta e con più struttura, perché, purtroppo, gli a me odiosi programmi a volte servono.
    Rileggendo scopro che avevo proprio ragione alla prima riga, il blocco del blogger non esiste, esistono però la stanchezza, il riposo e la ripresa.

    Bentornato settembre.


    domenica 6 agosto 2017

    Nescio e un viaggio nel tempo



    "Fu un'epoca meravigliosa. 
    A pensarci bene, è un'epoca che deve durare ancora adesso, 
    durerà sempre finché ci saranno ragazzi di diciannove vent'anni. 
    Ma per noi è finita da un pezzo.
    Eravamo al di sopra del mondo e il mondo era al di sopra di noi, 
    e ci schiacciava con tutto il suo peso. 
    Lo vedevamo laggiù in basso, il mondo e tutto il suo darsi da fare, 
    e disprezzavamo la gente, soprattutto i signori importanti, 
    quei signori sempre affaccendati, convinti di essere arrivati."

    Nescio, Storie di Amsterdam

    Titolo: Storie di Amsterdam
    Autore: Nescio
    Traduzione: Fulvio Ferrari
    Editore: Iperborea
    Anno: 2015
    Prezzo: 16 Euro

    mercoledì 2 agosto 2017

    Indietro nel tempo con Il laureato di Charles Webb


    Il primo libro letto in ferie entra di diritto nella pagina del Trödelmarkt sia perché l’edizione è decisamente vintage e di recupero, sia perché lo è il titolo. Il laureato di Charles Webb, è uscito nel 1963 negli Stati Uniti e in Italia nel 1968 per la storica Arnoldo Mondadori Edizioni, in questa versione Club degli Editori, che per me è stato come il pane per tutta la vita. Credo di averlo detto mille volte che mia nonna è stata abbonata per una trentina d’anni e che d’estate attingo alla sua collezione. Insomma altra estate altra pesca tra le mensole di questa casa, devo dire questa volta è stata complice la riedizione di Mattioli1885, che ha da poco riproposto proprio Il laureato e mi aveva messo una certa curiosità. Il film tratto dal libro è ultrafamoso, iconografico, ma non lo vedo da talmente tanti anni che non direi abbia contaminato la mia lettura, che è stata quanto mai scorrevole e semplice. La prima parte del romanzo è incardinata sul rapporto tra Ben, appunto il laureato smarrito che mette in discussione passato, futuro e società di provenienza, e Mrs Robinson, amica dei genitori  e ambigua seduttrice; mentre la seconda evolve in una nuova coppia di nuovo con Ben al centro, questa volta accompagnato da Elaine, la figlia di Mrs Robinson. Insomma questa conturbante Mrs Robinson è fondamentale, una quarantenne che seduce un ventunenne e lo fa non tanto col corpo, che pure non nasconde, ma usando i dialoghi. Lei si offre, lui la rifiuta e a questo punto una magica Mrs Robinson ingenera in Ben una sorta di impossibilità per il giovane borghese educato di rifiutare l’amica dei genitori che gli si propone nuda, perché quasi quasi sarebbe maleducazione, e questa maleducazione non colpisce il rifiuto del corpo, ma le parole con cui lui la respinge e qui il genio nel far emergere il formalismo della cultura cui il laureato goffamente si ribella. Ben in prima battuta riesce a sfuggire alla donna, ma poi è il più pollo degli uomini, forse perché è un ragazzino, e punto sullo smarrimento e sull'orgoglio maschile finisce nelle spire, prima capriolegganti, poi vendicative, di una delusa, annoiata, triste, bellissima, di base davvero stronza, donna più grande. Lo scemone di Ben che fa poi? Si innamora, non ho capito come, della figlia di lei e la seconda parte del libro è dedicata al disequilibrio di questo ragazzo che svalvola in giro per Berkley in cerca di Elaine. Non credo che il romanzo regga al tempo, mi sembra fortemente figlio dei suoi anni e della sua America, ma i dialoghi, tutti, sia quelli di seduzione, che gli altri di confronto tra Ben e i suoi genitori e anche quelli finali con Eleine e suo padre, siano davvero riusciti e in effetti rappresentano la gran parte del racconto che, chiuso in un finale quasi epico, mi rimane dentro come una canzone evidentemente datata, ma infondo piacevole e che racconta una verità: la giovinezza a un certo punto è più forte di ogni altro stimolo e porta Ben a vivere la sua vita e a non rifugiarsi nella noia di chi ha sprecato la sua. Ho letto una traduzione vecchia quanto il mondo e si sente, sono curiosa di sfogliare l’edizione Mattioli per vedere se Ben esce dalla sua cravatta e dai suoi bagni in piscina un po’ meno antiquato.

    Titolo: Il laureato
    Autore: Charles Webb
    Traduzione: Vincenzo Mantovani
    Edizione in foto: Club degli editori
    Anno: 1968

    sabato 15 luglio 2017

    Ritrovarsi. Tu e io.

    Il senso segreto delle cose. Lawrence Ferlinghetti
    minimum fax. La mia copia
    C'ero una volta io adolescente che leggevo On the Road di Jack Kerouac e sognavo l'America, e poi ero al ginnasio che scoprivo Spoon River dopo aver capito che Pavese era molto di più dei libri letti a scuola e con lui arrivai a Fernanda Pivano, che guarda caso era proprio lo stesso nome che trovavo nella prefazione di On the road. Così lessi tutto quello che trovavo sui beat, anzi prima imparai chi fosse uno scrittore beat, poi li andai a cercare ovunque potessero arrivare le librerie della mia piccola città e non ultime quelle dentro casa mia.
    C'era una volta il periodo in cui i cerchi quadravano, e cerchiavano anche, intorno a me, dando e ricevendo significato. Erano gli anni '90, andavo a scuola e sognavo moltissimo, a occhi aperti, davanti alla finestra o camminando mentre tornavo a casa, avevo un milione di desideri e nessuna idea su come realizzarli.
    C'era una volta la poesia e il poeta del mio cuore, che anche lui è americano e anche lui è un beat, ed è anche un po' italiano, si chiama Lawrence Ferlinghetti ed è ancora vivo, dal 1919 a oggi. Appartiene alla generazione dei miei nonni di cui il più vecchio era del 1914 e la più giovane è qui dal 1924, così i beat e anche Fernanda Pivano, Pavese no, lui era un po' più grande, a metà tra Hemingway e gli altri. 
    Insomma tutte queste persone erano lontane da me nello spazio, ma non troppo nel tempo, visto che ci divideva solo la strana generazione dei miei genitori. 
    Eccomi lì con Il dottor saxI sotterranei, a comprare Howl di Allen Ginsberg alla City Lights Books di Firenze, emozionata come se tutto dipendesse da quel giorno sul lungarno, e scoprivo e leggevo e il tempo passava e il liceo finiva e loro però restavano con me.
    Tutta questa storia per dire che quando, qualche settimana fa, ho ritrovato un libro di poesie del mio amato Lawrence, è stato come mordere una madeleine. Chiaramente si tratta di una raccolta pubblicata da una prima minimum fax, che all'epoca per me era miniera di materiali necessari, oltre che prova che non ero sola in quell'amore vecchio e profondo. 
    Il senso segreto delle cose, pubblicato a giugno del 2000,  lo comprai a Roma, in via Nazionale, mentre studiavo diritto civile, spesi 20.000 lire precise, mica poche. Tutto avvenne sette vite fa, ma ricordo benissimo il momento in cui trovai Virginia Woolf in una delle poesie di Ferlinghetti, e siccome se i beat sono padri, lei fa parte delle madri, rimasi in silenzio a guardare quelle righe, e in silenzio ci stavo molto poco già allora. 
    La responsabilità extracontrattuale e la poesia, questo ero e questo sono rimasta, un giurista che legge e devo dire che è l'unica cosa che non è cambiata finora. Insieme forse alla mia taglia e al mio numero di scarpe.
    La quarta di copertina di questo libro riporta una citazione:

    "Tutto ciò che è perso deve essere
    cercato ancora una volta"

    e oggi la sento chiara, come un ritornello cantato da un libro nato diciassette anni fa esatti, quando tutto era ancora da fare. Eppure non è il passo in cui, questa volta, Ferlinghetti si è reso indimenticabile, lo è invece per un rigo scritto nell'Appendice alla genesi di Dopo lo stridio degli uccelli, un piccolo brano in prosa in cui dice:

    "[...] poeta contro la mia volontà, nessun'altra alternativa di vita, niente altro che sia possibile [...]".

    Titolo: Il senso segreto delle cose
    Autore: Lawrence Ferlinghetti
    Traduzione: Damiano Abeni
    Editore: minimum fax
    Anno: 2000
    Prezzo: 20.000 lire