giovedì 5 giugno 2014

Di ritorno da Ivrea.

Il festival di Ivrea è finito, @TwoReaders e Il tè tostato tornano a casa felici.
Il programma è stato rispettato, tre incontri, il 31 maggio il 1 e il 2 giugno, gli autori scelti, Gary, Ortese e Cortàzar, confermati, la sorpresa per me è stata l'affluenza di lettori (o di curiosi).
Un passo indietro. La grande invasione è un festival della lettura che prevede un susseguirsi, a volte anche un accavallarsi, di incontri con scrittori, traduttori, editor, giornalisti, addetti stampa, editori, premi strega, candidati al premio strega, attori di teatro, fumettisti, critici, insomma tutte quelle persone e quelle professioni che sapevo esistessero, ma che quasi non sapevo avessero anche un corpo.
Per il lettore il mondo che crea i libri resta un po' indietro, per me che sono timida e ho paura di tutto, soprattutto delle cose che mi piacciono, il mondo che crea i libri è stato a lungo qualcosa a cui non pensare, figuriamoci esserci in mezzo e stringergli la mano.
Fatto sta, e ripeto, fatto sta, che sono stata invitata a questo festival perché ho avuto una buona idea, quella del gruppo di lettura su Twitter, perché sono stata fortunata a incontrare chi ha sostenuto con me questa idea e dei lettori costanti e pieni di passione, e perché qualcuno ha notato il nostro lavoro.
Arrivate a Ivrea, le @TwoReaders sono state buttate nell'avventura senza troppa attenzione per l'agitazione, almeno mia, ma poi lì, in una tisaneria in Piemonte, davanti a una trentina di sconosciuti accoglienti e fiduciosi come raramente ho visto qualcuno, abbiamo iniziato a leggere e parlare di Gary. Presenti su Twitter, e riportando nell'incontro le citazioni e i commenti dei lettori assidui e conoscitori di @TwoReaders, si è parlato di identità, delicatezza e dolore, per tutto il tempo previsto e anche di più, tra i partecipanti una professoressa di letteratura francese che colpita dalla nostra attività vorrebbe far partecipare le sue classi del liceo. Un prima riuscita puntata e una spinta a proseguire. Pensavo il merito fosse di Gary e dell'effetto sorpresa, chissà se poi il secondo giorno sarebbe venuto qualcuno, la Ortese è una autrice tosta e parla di una città così lontana da Ivrea e poi (soprattutto) magari l'incontro del primo giorno non è poi così piaciuto e il paese è piccolo, la gente mormora ed era pieno di autorità del libro in giro, perché venire da noi? E invece al secondo appuntamento, in un bar che è anche un negozio, erano in molti, molti più del giorno precedente e il racconto della Ortese ha animato il dibattito, perché la cattiveria e la meschinità e la povertà dell'anima della Marchesa del racconto ha colpito tutti, da lontano si twittava e da vicino si parlava. Terzo giorno, convinta che oramai potevamo aver stancato. La sera prima Fabrizio Gifuni aveva letto Cortàzar a teatro ed era stato, chiaramente, favoloso, il giorno dopo, in una vineria, leggevo ad alta voce, ahimè storpiando e chiedendo scusa ai presenti, le prime venti pagine di "Un certo Lucas", e di nuovo scambio di opinioni tra Twitter e Ivrea e poi mille domande su come fare per partecipare alla nostra iniziativa, come leggere col gruppo e come condividere le proprie opinioni di lettori al di là di quegli incontri. Ogni gruppo è stato incentrato sullo scambio di punti di vista e interpretazioni sui brani letti, i lettori che twittavano hanno dato l'avvio al confronto con le loro osservazioni e chi era presente iniziava a intervenire sulla scia di un ghiaccio già rotto. Negli altri eventi del festival rivedevo i partecipanti agli appuntamenti di @TwoReaders e salutavo e mi fermavo a parlare, qualcuno è venuto a tutti e tre gli appuntamenti, dandoci fiducia e, mi viene in mente, apprezzando davvero l'idea del gruppo di lettura su Twitter. Quell'idea che era nata in me timidamente, ma in cui credevo, ora ci portava, nell'ultimo giorno della Grande invasione, a dare l'avvio all'ottavo libro del gruppo. Mi sono emozionata, perché abbiamo raggiunto persone al di là della rete, nel mondo fisico, poco filtrato, compromissorio, quello in cui ci metti la faccia e così va bene, perché si cresce, personalmente e insieme, e ringrazio la mia @ArchAtlas che ha raccolto per prima la mia idea buttata nell'etere, gli organizzatori del festival perché hanno dato corpo al gruppo e fiducia a me e, tutte le persone che hanno partecipato, alcune delle quali poi mi hanno scritto e si sono unite alla lettura di Cortàzar. Nuovi account Twitter e nuovo slancio alla lettura e allora ho pensato che si, in mezzo a tutti quegli ospiti autorevoli noi non eravamo nessuno, ma lo scopo di festeggiare la lettura l'avevamo raggiunto.

1 commento:

  1. È sempre una bella esperienza partecipare ai festival, anche solo da spettatori/lettori.
    L'anno scorso sono stata nella redazione testi del Festival di Mantova: sono stati giorni intensi, ma belli.

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