lunedì 30 giugno 2014

Persuasione. Jane Austen.

Persuasion. Jane Austen.
Wordsworth.
La mia copia.
Jane Austen costruisce storie d'amore e sociologia, dove i due che si amano non appartengono alla stessa classe sociale e hanno presunti obiettivi diversi, le famiglie sono ostili, le donne spesso sono donnette, tranne le protagoniste, gli uomini sono estremamente calati nei loro tempi, tranne gli amati dalle protagoniste, ci sono sempre villaggi, grandi residenze, pastori protestanti, militari, ammiragli, truffatori, avidità e povertà, nobiltà e rendite da ereditare, molte sorelle, genitori vigliacchi, vecchie zie e cugini falsamente innamorati, i soldi come motore di un'intera società e poi c'è l'amore moderno. Jane Austen scrive dei tempi che vive, prima del Congresso di Vienna, prima che il mondo si avviasse al percorso che lo ha portato al novecento. C'erano Napoleone, i grandi imperi, una residua società del settecento che da una parte era travolta dall'assistere a un borghese rivoluzionario che modella l'Europa secondo il suo volere, e dall'altra ne osservava poi la caduta disastrosa e il ritorno di un gruppo al posto del singolo. Le guerre napoleoniche non entrano nei romanzi della Austen se non come sfondo alle partenze degli uomini e alle loro divise, d'altronde quella era l'Inghilterra e più di ogni altra cosa è un'isola, si sa. Jane Austen è una scrittrice perfetta, i suoi romanzi sembrano racconti di amori non corrisposti, equivalenze dei telefilm di oggi, o meglio dei telefilm anni '90 e invece sono perfezioni nel racconto e analisi dei sentimenti, sono esatti resoconti di una civiltà che esclude le donne se non sono mogli e che rende loro il matrimonio unico obiettivo e momento di esistenza sociale. Jane Austen è un'integralista del coraggio e lo è rendendolo proprio di ogni sua protagonista dalla più impetuosa come Marianne Dashwood e il suo sentimento, alla misura della ragione di sua sorella Elinor, a Elizabeth Bennet con tutti i suoi pregiudizi e poi c'è lei, Anne Elliot, che si lascia, appunto, persuadere.
"Persuasione" è il romanzo di Jane Austen che preferisco, il più reale secondo me, il meno estremo e per questo davvero il più moderno. Dopo il percorso iniziato con "Ragione e sentimento" e progredito con lo sviluppo di una modernità prima urlata poi sempre più radicata del cuore e nell'anima delle protagoniste e dei loro amati, prima quasi degli alter ego e solo poi degli uomini, in "Persuasione" si accettano le ragioni di una società misogina, ci si persuade della loro bontà, del loro motivo si esistere. Anne cerca di calarsi nella vita dei suoi tempi, non la rifiuta semplicemente, la motiva, si lascia trascinare all'interno di un vivere, che seppure non sembra appartenerle, è quello condiviso e diffuso. Anne sperimenta la vita dei suoi tempi, ci prova, e solo poi emerge che davvero le convenzioni e le categorie di quella società non le appartengono.
La forza di "Persuasione" sta nell'ammettere il ruolo dell'ambiente che circonda i personaggi, Anne ama Frederick Wentworth che la ricambia, si fidanzano, si amano davvero, ma lui è un semplice ufficiale, lei è nobile, le loro vite sono diverse, le viene fatta notare questa distanza, l'assenza in lui dei mezzi necessari per poter ambire a lei. Anne si persuade del vivere comune, del fatto che per lei ci vuole un marito più simile, più ricco, più socialmente adatto, si lascia convincere di avere un altro destino, lascia il suo amato e rimane sola, per anni, per sempre forse, non amando mai nessun altro, finché a ventisette anni, quando tutti pensavano che sarebbe rimasta zitella, rincontra Frederick, che questa volta è ricco di ben 25.000 sterline guadagnate con un avanzamento di carriera. Ed ecco che improvvisamente i parametri sociali sono salvi, l'amore è legittimato a vivere anche al di fuori del cuore. Anne è una donna forte, decisa, è intelligente tanto da capire che forse c'è qualcosa di vero nella necessità di vivere secondo le convinzioni dei suoi tempi e cerca di farlo, di agire secondo la corrente, nel rispetto di ciò che le viene veicolato come importante, più importante! ma non riesce a disobbedire ai suoi sentimenti, resta sola e continua ad amare Frederick, finché non viene fuori un modo in cui il loro amore può essere integrato con l'ambiente in cui vive. Anne non è una donna che ama solo perché arrivano 25.000 sterline, non è vigliacca perché non è talebana come Elizabeth Bennet, Anne si pone il problema e si lascia persuadere dal vivere comune, non lo rifiuta soltanto, ma mette in discussione se stessa e ci vuole coraggio e maturità per farlo, ma poi non può tradire il suo cuore e resta legata al suo amore fino al momento in cui si trova il modo di far convivere la sua scelta con la sua vita. 
E chi non lo vorrebbe?

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