giovedì 14 luglio 2016

Natalia Ginzburg nei suoi cento anni








Devo tutto a Natalia Ginzburg.

In seconda media la mia professoressa di italiano, che non c'è più e che ricordo oggi con moltissima gratitudine, scelse Lessico famigliare come libro di narrativa. Era un'edizione Einaudi, integrale, ma per le scuole, con schede ed esercizi. Lessi quel libro durante l'anno, andando avanti e indietro più volte, perché stavo scoprendo il piacere dello svelarsi di una storia e del conoscerne i personaggi. 
Lo rilessi durante l'estate e poi di nuovo in autunno e mia madre diceva "ancora con "Lessico famigliare?" E io rispondevo di sì, perché ero innamorata di alcuni passi di quel libro, la nonna Regina, i bottoncini delle sue scarpe, la mamma e la Frances nelle loro conversazioni, la scoperta che anche in altre case c'erano dei modi di dire, delle frasi che per quel piccolo gruppo significavano molto di più, e ancora oggi aprono immaginari e ricordi che tutti con una parola condividono. Condividiamo.
Ho scoperto con Natalia Ginzburg che sapevo piangere per un libro, l'arrivo di Adriano Olivetti a piazza Bologna, il modo in cui lei dice che non avrebbe più visto Leone, le valigia di fretta, i bambini per mano, la schiena e le spalle di quel cognato arrivato per aiutarli. Mi vengono i brividi mentre lo scrivo, le lacrime ogni volta che lo leggo, anche l'anno scorso a Ivrea (dove c'è via Natalia Ginzburg), alla Grande invasione, leggendo ad alta voce quel pezzo di vita di famigliare e di violenza della Storia, mi sono commossa. Natalia Ginzburg mi ha insegnato che il "genere" è un valore e non un nemico, che viva Dio se quando scrivo o parlo sembro una donna visto che lo sono, e me lo ha insegnato sfidando grandissimi poeti italiani che amavo. 
Natalia Ginzburg oggi compie cento anni, era due anni più piccola di mio nonno, la sua è una generazione che c'entra qualcosa con me, lei in particolare c'entra qualcosa con me, perché ha fatto esplodere i miei sentimenti per la lettura: è suo il primo libro che ho scelto da sola, dalla libreria "Club degli editori" di mia nonna, d'estate. Nel 1992, dopo "Lessico famigliare" lessi "Caro Michele", perché c'era il suo nome sulla costa e mi fidavo di lei. Ecco, Natalia Ginzburg è il primo scrittore di cui mi sono fidata e la festeggio leggendola ancora e con affetto e gratitudine. 
"Le anime della sera", le sue, sono con me e in edizione 1961, una di quelle portate dall'amore per i libri.

Buon compleanno signora Ginzburg e tante grazie per aver aiutato a farmi diventare grande e lettrice.

Titolo: Le voci della sera
Autore: Natalia Ginzburg
Editore: Einaudi
Collana: Nuovi coralli
Anno: 1961

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