lunedì 11 luglio 2016

Second Hand. Michael Zadoorian

Dopo qualche giorno di assenza torno parlando di un libro che mi ha colpita moltissimo, non conoscevo l'autore, o meglio non avevo letto nulla di suo, non avevo coordinate che potessero dirmi a cosa andavo incontro, è stata una semplice e bellissima sorpresa pubblicata da un editore di fiducia: marcos y marcos. 
Michael Zadoorian, americano di Detroit, racconta la vita di un americano di Detroit proprio come lui, un ragazzo degli anni '90, appassionato del passato, in una pacata lotta col presente e non molto interessato al futuro.
Richard, il protagonista, ha un negozio di oggetti di seconda mano, è uno junker, un tizio che trova valore negli oggetti che hanno finito di contare qualcosa per i proprietari precedenti, magari perché  scelgono il nuovo, o addirittura sono loro, i proprietari, a non esistere più, ed è questo il caso più frequente, tanto che le vendite per sgombero di case destinate alla vendita e i residui di vite andate per sempre punteggiano il romanzo quasi in ogni capitolo. Richard compra e rivende, ma prima va a caccia, va in cerca di piccoli tesori, di oggetti che contengono la suggestione della propria epoca: bicchieri di bar storici della città, portachiavi commemorativi, accendini non più prodotti, manichini, frullatori, camicie hawaiane, macchine fotografiche, radio, oggetti con attaccato il lotro passato e comunque pronti ad avere un futuro. Uno junker individua un'anima in quegli oggetti e vuole continuare a farla esistere proponendoli nel suo negozio. 
Richard non ha solo un negozio, ma anche una famiglia con cui fare i conti, un papà morto anni prima, una mamma che ha appena raggiunto il marito e una sorella con cui non va d'accordo, ed è proprio in occasione della morte della mamma che si trova faccia a faccia con le cianfrusaglie, come le chiama lui, di casa sua, della sua famiglia, delle sue origini, il suo passato insomma, la fonte della sua esistenza. Un giorno mentre piange nel suo negozio, davanti a un libro di ricette di sua mamma entra Theresa, la ragazza che sprigionerà la poesia di caccia di Richard, il modo in cui lui vede la bellezza dei piccoli oggetti destinati a un uso quotidiano che non c'è più. La poesia di Richard incontra il dolore di Theresa, si attraggono, si respingono, si portano all'apice della loro potenza, si esaltano e si sconvolgono fino a quando quel magro rigattiere con gli occhiali, appassionato di vecchi gettoni della metropolitana e saliere anni '60, trova il modo di portare avanti anche la sua esistenza e non solo quella degli oggetti che ha intorno.
Il libro è strutturato in piccoli rapidi capitoli, lo stile molto diretto, scritto quasi come fosse un diario, un racconto in prima persona di un amico che non vediamo da tanto e ci aggiorna sulla sua vita e ci regala il suo sguardo meraviglioso, capace di dare valore alle cose piccole, minuscole, destinate a scomparire, una di quelle persone che sa vedere la poesia intorno a sè.
Un consiglio di lettura di tutto cuore.

Titolo: Second Hand
Autore: Michael Zandoorian
Traduzione:Michele Foschini
Editore: marcos y marcos 
Anno: 2016 
Prezzo: 10,00 euro

Nessun commento:

Posta un commento