sabato 10 giugno 2017

Paco Ignatio Taibo II a San Lorenzo con le blogger



Avere un blog letterario e cercare di gestirlo con costanza a volte faticoso, perché vive a margine del lavoro ordinario, ma regala momenti indimenticabili. Alcuni sono legati ai rapporti con le case editrici che si trasformano in amicizia e collaborazione.
La nuova frontiera è una di quelle realtà con cui blogger e lettori riescono ad avere uno scambio professionale e umano e ogni tanto con loro organizzo delle colazioni o aperitivi con autori internazionali. La nuova frontiera propone l'incontro e mi incarica di coinvolgere un manipolo di blogger letterari, una volta decisi data, luogo e ora lo scrittore passa nelle nostre mani, o meglio attraverso le nostre domande.
A Più libri più liberi lo abbiamo fatto con Valeria Luiselli e Alfonso Cruz, qualche settimana fa con Paco Ignatio Taibo II, a San Lorenzo, all'ora dell'aperitivo, con l'editore, l'ufficio stampa, Barbara di Libri in valigia, Simona di Letture sconclusionate, Veronica di Il cassetto dei calzini spaiati, Roberta di Una banda di cefali. 
Noi birra, lui, Taibo II accompagnato da sua moglie, cedrata Tassoni e sigarette.
Un ex spagnolo ormai messicano, uno spirito pieno di libertà e umorismo, un libro già pubblicato in Italia anni fa e ora riproposto L'ombra dell'ombra, un pomeriggio di primavera a Roma e la vita da book blogger che esplode. Uscire da un ufficio per andare a chiedere a un grande scrittore messicano quale sia il suo metodo di scrittura, quale la sua disciplina e quale il suo stato d'animo e sentirsi rispondere che nulla si crea con l'ispirazione, perché nessun romanzo nasce senza una giusta dose di ore-culo (cito testualmente) passate seduti a lavorare, è una cosa esaltante. Per me, certo.
La moglie ha aggiunto che ci sono sere lui scuote la testa dicendo che non sa fare nulla, che è un incapace e certe altre in cui invece le si avvicina dicendo sono un genio!, e il racconto si arricchisce non soltanto delle parole di Taibo II, ma della storia raccontata da chi con quell'autore divide la vita, da diverse decadi.
Taibo II parla del fermento culturale che c'è in Messico, della diffusa passione per la lettura, delle fiere in cui firma libri a nonni e nipoti, della sua associazione culturale la Brigata para leer en libera, della soddisfazione che riceve dal contatto con le persone e del suo pensiero politico, della sua storia di quella del novecento e dei momenti in cui si sono intrecciate in modo profondo.
L'incontro si chiude parlando di libri preferiti e lui dice che non comprende la domanda quale libro porteresti in un'isola deserta, perché non ci andrebbe proprio in un'isola senza almeno una biblioteca, e poi chiude con un meraviglioso ma che cazzo è la vita senza passione, sei venuto al mondo per cambiarlo, non per guardarlo.
Che dire? Grazie!
Il racconto di tutto è su Twitter e qui la Storify che lo racchiude, impossibile non rileggere L'ombra dell'ombra dopo aver conosciuto l'uomo che l'ha scritto.


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