Buon compleanno signor Vonnegut


La colazione dei campioni, Kurt Vonnegut. Bompiani
La mia ultima copia.


Gentile signor Vonnegut,

nel giorno del suo compleanno sento intanto di doverle chiedere scusa per tutto quell'usare la sua frase quando siete felici fateci caso che si aggira online e per lo più senza che chi la pronunci sappia cosa stia scrivendo, mi dispiace. Magari a lei no, ma la detesto quella frase messa sotto alle foto di Instagram. Spero di non averlo fatto mai.

Insomma, è nato l'11 novembre, io l'11 dicembre, quella che lei chiama stagione di chiusura ed è una delle sue osservazioni che più mi ha segnato. Quando ha esortato a rendersi conto (come "optional", ha detto) che le stagioni sono sei, perché dobbiamo inserire anche "chiusura" e "riapertura", ho capito che sono proprio una del periodo in cui si chiude. Una consapevolezza utile. Riflettevo sul fatto che anche lei è del 1922, come Kerouac e mio nonno, deve essere stata un'annata particolare quella, poi la guerra  vi ha scosso tutti. Dopo le Ardenne è finito prigioniero a Dresda, era lì anche nei giorni del bombardamento lei che, tedesco di origini, mai giudica e poi è tornato negli Stati Uniti, salvo solo perché era stato trattato come una bestia. Ho passato dei piccoli periodi a Dresda anni fa, era ancora mezza squassata, mi ricordo che per prima cosa ho cercato il mattatoio, dove era nascosto lei mentre gli alleati lanciavano bombe incendiarie. Era, appunto, la guerra.

Per il suo compleanno vorrei regalarle dei lettori, cosa che ha già in abbondanza e che si procura benissimo da solo, ma mi chiedo se il numero dei lettori possa arrivare a saturazione, credo che un po' come quello dei libri possa sempre crescere, lo spazio si trova.

Qualche giorno fa ho comprato un suo romanzo che avevo già La colazione dei campioni, compro fin troppi libri che ho già, ma questo proprio mi ha chiamato chiedendo di essere riletto. Lei è il mio terapista preferito e da quando ho lasciato l'analisi il suo consiglio è rimasto uno dei pochi che sembra utile. Le sue storie sono piene di persone che sorridono e che riflettono e poi danno risposte banali che diventano profondissime, perché non sono altro che la verità e gli istinti più frequenti, quelli che adorniamo con ansie, debolezze, distrazioni e altri orpelli poco efficaci. Con quello scrivere semplice e diretto per dire cose enormi, raccontare la vita intera e non giudicare mai, mai nessuno, lei, signor Vonnegut, mi ricorda Primo Levi, siete anche morti lo stesso giorno, l'11 aprile, ma lui esattamente vent'anni prima.

Questa cosa delle coincidenze numeriche è bellissima, mi capisce vero?

Comunque sono qui in sua compagnia oggi, la festeggio come si deve e magari si unisce qualcuno, da lontano però, che ora il mondo è attaccato da una pandemia, chissà cosa avrebbe scritto sulla pandemia, forse che la pandemia è tutti i giorni, magari non c'era ancora stata quella di Covid-19, ma quella di cattiveria sì, moltissime volte. Ecco, io giudico, lei no.

Buon compleanno signor Vonnegut e grazie mille per la sua fantascienza umana.

So it goes,

Laura


Cari Lettori,

se voi e Kurt Vonnegut non siete ancora amici, vi esorto ad andare a conoscerlo qui  e a innamorarvi di lui, ma lo sapete che l'amore chiede, quindi non basta un piccolo pezzo, per quanto stupendo, poi ci sono i suoi libri Mattatoio n5 e Madre notte per esempio, chiedeteli a Babbo Natale, non potrà rifiutarveli. 

A presto,

Laura

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