giovedì 12 dicembre 2013

Il gruppo, lo spazio e un libro.

La prima lettura di gruppo su Twitter s'è conclusa da pochi giorni. Cercando di mettere in ordine le suggestioni di questo esperimento non posso non pensare a quanto siano colmabili certe distanze e a quante persone e vite si perdono con le scelte di ogni giorno. Nell' etere c'è uno spazio infinito pieno di caratteri, di occhi, di mani, di pensieri e di parole cui in realtà è impossibile attingere se non restringendo il campo, e così a stato con @TwoReaders e il gruppo che ha letto "La bellezza delle cose fragili" di Taiye Selasi edito Einaudi. Persone che non si conoscono, con ogni probabilità non si incontreranno mai, hanno partecipato delle reciproche sensazioni su uno stesso libro, una lettura condivisa senza spazio e senza supporti, una trasmissione limitata a centoquaranta caratteri e a un fenomeno in divenire continuo come sono le manifestazioni comuni.
Senza volto le persone possono apparire altro da loro stesse, ne sono convita, si può essere chiunque  scrivendo a un interlocutore senza lineamenti, come finalmente si può essere quanto di più vicino a sé stessi. Non c'è compromissione, non c'è tatto, non c'è olfatto, non c'è gusto, non c'è udito,  non c'è vista, rapporti in cui i sensi non hanno ruolo. C'è solo un libro, parole e storie di altri che vengono lette al ritmo comune del gruppo. Una discoteca buia, con spazi enormi, ci si muove, si balla tutti la stessa musica, ma senza vedersi, lontano non condividendo altro che pensieri in pillole e un luogo aperto, ma pieno di nascondigli. Distanza totale. Un palcoscenico senza le regole della prossemica, attori a casa e spettacolo nell' etere. Se ci penso troppo perdo le coordinate.
Insomma piano piano intorno a un libro e a un account Twitter s'è radunata la voglia di leggere e sempre più lettori, ognuno ha cinguettato il suo pensiero, la citazione che l'ha colpito, l'immagine che l'ha suggestionato, leggendo insieme, senza toccarsi mai. E la distanza diventa soltanto relativa.
Nascono legami di affezione e interesse per le parole e per i pensieri dell'altro e nasce la compagnia del ventunesimo secolo, quella dell'individualità condivisa.
La velocità del mezzo, la facilità con cui si può partecipare, un libro coinvolgente e la curiosità hanno portato il gruppo, nato come trio, a ingrandirsi arricchendosi di punti di vista e sensazioni, rendendo così "La bellezza delle cose fragili", un vincolo intellettivo tra sconosciuti. Il libro è stato citato, sentito e commentato con tanti stili quanti sono stati i partecipanti alla lettura e la traccia della Storify, consente di ripercorrere l'evoluzione del gruppo e la vita del libro. "La bellezza delle cose fragili", ricco di sentimenti e di legami, è riuscito a unire, intorno a una famiglia che snoda la sua vita nel tempo e nello spazio senza limiti alle vicende del corpo e dell'anima, un gruppo di senza volto che insieme di quei legami hanno condiviso l'amore e il dolore. Perché il sentire è comune e ce lo dimentichiamo sempre, io me lo dimentico sempre certa dell'unicità dei miei sentimenti, nella presunzione di credermi la sola. Niente di più falso. Tutti diversi, tutti molto uguali.
E il gruppo continua.

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