martedì 21 gennaio 2014

L'archivio dei dove con Cityteller.


I desideri vanno espressi, i sogni pensati e le speranze coltivate, perché da cosa nasce cosa.
E' così.
Esistono delle possibilità, delle sinergie, degli intervalli magici che si creano in un attimo, con uno sguardo, toccando lo stesso oggetto, avendo lo stesso tipo di attenzione. Anche da lontano. Lo spazio e il tempo diventano dimensioni di un'altra realtà, quando nell'etere si scopre che qualcuno sta iniziando a creare ciò che tu vorresti trovare. Qualcuno sta per rispondere alla domanda che non hai mai posto, ma l'hai pensata.
Una mappa! Chi non vorrebbe una mappa, sentieri e rotte per andare altrove. Da che mondo e mondo la mappa è uno degli oggetti più romantici e misteriosi.
Racconti con una forte presenza di luoghi, con una geografia protagonista, con indirizzi, palazzi e paesaggi, una cartina tracciata da un libro che non è una guida turistica, ma da' chiare indicazioni, eppure poi è così difficile cercare i dove dei libri, averne quasi uno stradario, consultare i dove della letteratura nella propria città. Nella propria regione. Là dove presto si andrà in vacanza, o in quel lago dove magari si vorrebbero passare tre giorni di letture e panorama. Ho sempre voluto un archivio del genere e poi miracolo della tecnologia avanzata, cui sono tanto restia, l'archivio che sogno trova me. Su Twitter.
Così nasce l'incontro con Cityteller, l'app che raccoglie i luoghi della letteratura e li rende accessibili ai visitatori, l'app che mappa l'Italia (e poi il mondo) attraverso i libri.
Felice oggi racconto quanto sia bello leggere e rintracciare tra i mattoni, nella terra e vicino al mare i set della propria immaginazione, così Il tè tostato intervista gli ideatori di Cityteller ringraziandoli subito di aver dato risposta a una mia richiesta intima e mai formulata: l'archivio dei dove.
A rispondere alle mie curiosità per capire chi gentilmente mi ha proposta la soluzione senza conoscere il problema è Fabrizio Parodi, cofondatore con Lorena Petriccione di studioand, un gruppo di lavoro che opera nella comunicazione digitale, nonché ideatore e sviluppatore del progetto Cityteller.







Sull’homepage di www.cityteller.it si legge  “L’App di Cityteller è una mappa geo-localizzata che racconta le città attraverso i luoghi dei libri condivisi dagli utenti”. Come nasce l’idea? 

Prima di partire per un viaggio a New York, io e mia moglie Francesca Perani (che è tra i partner del progetto insieme allo studio Spectacularch) ci siamo messi alla ricerca di guide turistiche alternative, da visualizzare sui nostri smartphone.
Da qui è nata l'idea di una guida che si auto-costruisse grazie alla partecipazione degli utenti, e che raccontasse qualcosa d'altro rispetto alle classiche descrizioni di monumenti, musei, piazze, strade. La nostra passione per i libri e la curiosità per i loro luoghi ci ha fatto maturare il progetto finale; un’app che racconta le città attraverso i luoghi dei libri.
L'idea iniziale è stata sostenuta da alcuni partner, tra cui l'Università degli Studi di Bergamo nel corso del LABORATORIO DIGITAL STORYTELLING E SOCIAL NETWORKS  (responsabili didattici Francesca Pasquali e Carlo Simone)  e l’iniziativa Iconemi 2013 curata da Maria Claudia Peretti (www.iconemi .it), grazie ai quali siamo riusciti a sviluppare una prima versione e a caricare i primi contenuti.
Fin dall'inizio, quello che avevamo in mente era la personalizzazione del racconto e dell'esperienza, e in parallelo la condivisione: chiunque può partecipare, inviare il proprio contributo, e condividere quindi la propria "esperienza" di conoscenza.

Chi è il gruppo di Cityteller e come lavorate? 
L’ app è stata pensata e sviluppata dal nostro studio: studioand, con sede a Torino e Bergamo. Ci occupiamo ormai da 15 anni dello sviluppo di progetti grafici e multimediali.
Creiamo quindi app di mestiere in risposta alle esigenze dei clienti,  anche se  spesso negli anni abbiamo investito le nostre conoscenze e il nostro tempo in progetti di studio sperimentali, che ci vedono tutti coinvolti ognuno per le proprie competenze.
Alla domanda sul come lavoriamo e come affrontiamo i progetti, mi piace rispondere andando a spiegare il significato del nostro nome: studioand, un nome che nasce dalla congiunzione “and” e che sintetizza la filosofia operativa di un gruppo di professionisti che amano definirsi “studio”.
and. Un nome che identifica un gruppo di lavoro eterogeneo, operante in settori diversi: web, grafica, architettura, multimedialità; studioand raccoglie competenze diverse intorno ad un’unica filosofia operativa.
and. Uno studio di progettazione creato da professionisti diversi, ma dal background formativo comune. Laureati in architettura, dopo percorsi professionali autonomi hanno creato un’unica entità, per mettersi a confronto, creare sinergie ed approfondire le esperienze individuali.
and. Una realtà alla continua ricerca della qualità  progettuale. Un team dalle competenze eterogenee ma in continua comunicazione. Uno studio costantemente in contatto con dimensioni professionali diverse, attraverso le quali arricchire i propri progetti.


Lo sviluppo dell’app è stato interamente curato dal vostro gruppo? 
Si, l’app è stata sviluppata dal nostro studio, su una piattaforma proprietaria. L'app è ad oggi disponibile per sistema operativo iOS, ma presto rilasceremo anche una prima versione per Android. 
Mi preme sottolineare che senza il contributo di alcuni partner l’app avrebbe fatto fatica a decollare. Ricordiamo in particolare lo studio Spectacularch per la consulenza grafica, Alessio Giachin Ricca per il continuo confronto progettuale, Livio Milanesio e il suo team per i contenuti e Barbara Barbagallo per il lavoro sui social.

Qual è lo scopo di Cityteller? 
Comunità, condivisione e sperimentazione.
Creare una comunità di appassionati di libri, di territorio e di città, di viaggi e anche un po' di tecnologia. Dare la possibilità ai “citytellers” di condividere la propria passione: per i libri in generale, per un libro in particolare, per una città.
E infine sperimentare, attraverso un progetto che amiamo particolarmente e che ci rappresenta molto.



Può dirsi che la mappa che Cityteller vuole creare è un gesto d’amore per il nostro Paese oltre che per la lettura?
Non posso che rispondere con un si! 
In realtà però il gesto d'amore non è solo per il nostro Paese, ma per tutti i luoghi descritti nei libri. Ad oggi abbiamo inserito quasi esclusivamente luoghi e  libri italiani, ma ovviamente l’app è predisposta ad accogliere qualsiasi segnalazione.

Come avviene in concreto l’accesso all’app e l’utilizzo da parte dell’utente?
L'utilizzo è semplice e molto simile a tutte le applicazioni che utilizzano la geo-localizzazione dei contenuti. L'utente scarica la app da Apple Store qui e la installa sul suo smartphone. All’avvio della app, il sistema chiede all’utente l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione visualizzando su una mappa, attraverso dei marker, i contributi geo-localizzati.
Il contributo viene visualizzato attraverso una scheda di presentazione del libro con le informazioni relative (Citazione, Titolo del libro, Autore, Casa Editrice).
Attraverso la registrazione, l’utente può loggarsi e votare, lasciare un commento e aggiungere il contributo alla propria lista dei preferiti, con la possibilità di creare così propri itinerari personalizzati. Cityteller è un’applicazione che vive del contributo degli utenti, che sono invitati non solo ad usufruire dei contenuti ma a partecipare con l’invio delle loro segnalazioni.
Ribadisco per gli androidiani... presto disponibile anche la versione per Android!

Chi è il vostro utente tipo? 
Chiunque abbia voglia di far parte di questa comunità di appassionati di libri, di territorio e di città, di viaggi e anche un po' di tecnologia...

Come state procedendo per la diffusione del progetto?
Attualmente stiamo muovendoci esattamente come abbiamo fatto con voi (de iltetostato.blogspot.it), cioè individuando  progetti e persone interessate al tema  a cui sottoporre l'idea e chiedendo di parteciparvi con segnalazioni e collaborazioni. Tra questi; scrittori, blogger, editori, librerie, librai e sopratutto lettori appassionati! Per la promozione, ci muoviamo sui social (facebook e twitter) e navighiamo in rete in cerca di contatti. Stiamo inoltre valutando la collaborazione con altri progetti e con altre realtà. Lavorando nel settore da anni abbiamo ormai una buona rete e attualmente stiamo valutando ogni strada possibile.

Ne deduco che siate dei forti lettori, ci sono libri che hanno ispirato la vostra idea? 
Più che ispirata, l'idea è stata alimentata dai libri. Una volta avuta l'idea è stato automatico per noi ripescare dalla libreria i libri già letti alla ricerca di un luogo che era rimasto impresso, cosi come è diventato automatico, leggendo, soffermarci sui luoghi descritti, e segnalarli nell'app. È un vortice ormai, siamo totalmente assorbiti da questa ricerca e dalla curiosità di visualizzare le strade, le piazze, le stazioni, i palazzi. C'è sicuramente una categoria di libri che ci ispira di continuo, ed è quella dei gialli, perché in essi i luoghi, le loro descrizioni, sono parti strumentali della narrazione.

Un’ultima domanda imprescindibile, cosa supporta la determinazione e la creatività in un Paese in così grande difficoltà?
Cito Einstein per risponderti: “…Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, per ché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato...” Forse può sembrare esagerato, ma è questo che ci ha spinto, la voglia di uscire da un periodo complesso, oltre alla passione per i libri e  per il nostro lavoro.

E fu così che Il tè tostato rimase affascinato dalla comunione dei desideri e la realizzazione altrove dei propri pensieri. Ogni lettura che avrà luoghi e nomi e piazze e vie, magari un fiume o una spiaggia o un monumento da inserire nella mappa di Cityteller contribuirà alla creazione di un tracciato che, sono sicura, sarà la base di molti viaggi.

Grazie!

2 commenti:

  1. notevole, prof... davvero notevole..

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  2. una mappa.. molte mappe.. per immaginare con un filo di concretezza, per non perdersi.....un filo di concretezza per immaginare di più e meglio, per meglio sognare e per perdersi con maggior piacere.....libri, racconti, pensieri, VITA...una mappa, un coltellino svizzero, un libro, un paio di scarpe comode e si va..ovunque.
    Da soli o insieme.
    Che altro? direbbe W.S.
    Bino

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