mercoledì 10 settembre 2014

La vita propria dei libri usati e la mia incoerenza.

Ragazze di campagnia. Edna O'Brien
Feltrinelli
I ed. italiana, aprile 1961.
Tutti lo sanno che i libri sono animati, che viaggiano, si nascondono, tornano, un giorno qualunque arrivano, alcuni non se ne vanno più. Lo fanno anche i libri nuovi, ma i libri vecchi, usati, già posseduti vivono sulle ali del vento, in mano all'angelo dei libri che li mescola e li distribuisce di nuovo e ancora e poi un'altra volta. Per sempre.
Fino a qualche tempo fa ero in profondissima difficoltà con i libri usati, soprattutto quelli con nomi, dediche, fogli infilati e date, la sensazione di entrare in qualcosa di privato era forte. Non li compravo punto e basta. Da non molto sono diventata una curiosa non della storia dello specifico volume, di chi è stato e da dove è venuto, cosa che mi sembra ancora inviolabile, ma mi piace vedere le vecchie edizioni, le copertine, le pagine, la collana, come fosse diverso allora l'editore o se sia sopravvissuto, mi piace il libro in sé e non ne indago la vita. Saluti, auguri e frasi personali rendono il libro che resta, nel suo essere un prodotto, una cosa seriale, un oggetto animato e non delle parole dell'autore, ma del significato che è stato dato loro, dei pensieri di chi lo ha scelto e appuntato con la penna che ha trovato lì accanto, o con quella speciale scelta per le dediche, magari per amore, così il prodotto muore e lascia spazio al cuore. Come si può entrare in tutto questo? Come è possibile incontrare un messaggio privato, leggerlo e comprarlo? Per me era impensabile, ora è solo un limite, i libri usati mi mettono ancora a disagio, possono portare i segni della vita di tutti in modo diffuso e democratico, più di un vestito, più di un oggetto che non può essere marchiato da mano e cuore del suo proprietario, ma li cerco. I sentimenti appoggiati sui libri di seconda mano mi agitano, forse perché so con quanto ardore io viva alcune storie o alcuni autori e come stringo quel volume quando lo abbraccio dormendo o piangendo o ridendo delle sue parole e della sua compagnia e come alla fine della lettura ci scriva sopra il mese e l'anno. Non vorrei che qualcuno collezionasse i miei sentimenti e i miei momenti, per questo cerco non farlo con i libri degli altri, ho iniziato a comprarli da poco e solo per il libro stesso, mai per ciò che è stato, se c'è una dedica la schivo, spesso lascio proprio il libro, ma ora che ho aperto la porta al fascino dell'editoria che fu mi capitano cose bellissime.
L'angelo dei libri che vanno e vengono pochi giorni fa mi ha messo in mano la prima edizione italiana di "Ragazze di campagna" di Edna O'Brien, Feltrinelli 1961, la collana era Il Quadrifoglio e il prezzo 950 lire. 
Non ha note, nemmeno un segno, ora è mia, la guardo con attenzione, ma cerco di non chiedermi di chi sia stata prima.



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