giovedì 27 agosto 2015

L'età definitiva. Giuseppe Schillaci.

L'età definitiva. Giuseppe Schillaci.
Liberaria.
La mia copia.
"L'età definitiva" di Giuseppe Schillaci è un romanzo sulla perdita e l'immobilismo che ne può derivare. La storia viaggia nel tempo e si svolge a Palermo, e vive delle atmosfere e delle dinamiche della città. Nico Chimenti ha trentatré anni e torna a casa dopo tanto tempo, ricomincia ad abitare con sua madre e dormire nella stanza in cui è cresciuto fino alla terza media con suo fratello gemello. Nico trasforma una breve visita in una lunga permanenza, incontra un vecchio compagno di scuola e con lui inizia a lavorare, a rivedere persone del passato, e a rivivere intimamente le giornate di un inizio adolescenza carico di sacralità. La musica, il calcio, le ragazze e gli amici, la forza dell'unione tra ragazzini, pian piano la scoperta del proprio carattere e di quello degli altri, l'ammirazione per Leo, il suo gemello, uguale a lui, ma con una personalità che si riversava sugli altri, i loro scontri. Nico ormai adulto si trova faccia a faccia con l'ambiente in cui è cresciuto, il poster di Italia '90, le figurine, il basso e la linea di musica che gli torna tra le dita, sua madre ferma al 1992. Il romanzo ruota intorno al pensiero che per ognuno esiste un momento della vita che li riassume tutti, un attimo che la rappresenta, così si incontrano adulti con il viso da bambini e bambine che sembrano anziane, perché esiste una sola età, quella, appunto, definitiva. Nico è il ragazzino del 1992, è rimasto nell'epoca inspiegabile del senso di colpa e dell'incidente che cambiò tutto, quando perde una parte di sé, e si ritrova improvvisamente solo, lui che era sempre stato due. Da adulto, tornando a Palermo, con il dolore fermo a tanti anni prima e la capacità di interpretare di un uomo fa i conti col nodo della sua vita e con chi non l'ha mai lasciata: Angus e Manuzza, gli amici inseparabili nella musica, nel calcio e nella scoperta, il loro gruppo gli Über Alles, le compagne di classe Madonna e Lady Oscar, i genitori e i loro cambiamenti, Leo, la lotta tra il bisogno di separarsi, l'istinto di restare uniti e la vita che rompe i piani. 
Una vicenda fatta di una società buia, con meccanismi mai espressi sempre soltanto suggeriti, dinamiche sociali riconoscibili, ma non chiarite, personaggi che si articolano tra ciò che erano, ciò che sono diventati e l'impressione che in realtà siano sempre stati uguali. 
Leo è il personaggio che tutto può, è un appassionato, un cercatore, un ragazzino che non si ferma, volitivo, concentrato, è diverso dagli altri, è capace di grandi pensieri fin quasi alla cattiveria, ha un'infinita opinione di sé e non ha paura. Nico è Leo moderato, morbido, intimorito, meno definito, si affida ai pensieri di suo fratello, fino a diventarne un superstite. 
Schillaci in questo libro ha due momenti che mi sono davvero molto piaciuti: riesce a descrivere la sacralità della giovinezza non solo col ricordo degli adulti, ma restituendo i pensieri e le parole dei ragazzini, e regala a Leo la teoria delle isole che stanno sempre con altre isole, come una lotta alla solitudine, con quell'eccezione di Pantelleria, che se ne sta sola in mezzo al mare, senza nessun'altra isola con cui unirsi. 


Titolo: L'età definitiva.
Autore: Giuseppe Schillaci
Editore: Liberaria 
Anno: 2015
Prezzo: 18.00 euro



domenica 23 agosto 2015

Cazalet in vacanza: domenica di tè #23



"La colazione veniva consumata nel piccolo tinello appartenente al nucleo originario della casa. 
La Duchessa applicava un principio rigorosamente vittoriano nell'uso di salotti e sale da pranzo: 
i primi erano usati solo per cenare, le seconde praticamente mai, se non quando c'erano ospiti. 
I genitori di Rachel sedevano ora presso il tavolino a ribalta, 
su cui la Duchessa stava preparando il tè con un bollitore sistemato su un fornelletto a gas. 
William Cazalet sedeva con un piatto di uova e bacon e il "Morning Post" 
appoggiato al vasetto della marmellata."

Elizabeth Jane Howard, Gli anni della leggerezza.


Libro
Titolo: Gli anni della leggerezza
Autore: Elizabeth Jane Howard
Traduzione: Manuela Francescon 
Editore: Fazi
Anno: 2015
Prezzo: 18,50 euro


Nome: Sencha ananas e aloe vera
Tipo: purezza
Colore: Verde
Provenienza: Giappone
Aroma: morbido
Gusto: fruttato
Negozio: NamasTèy 

mercoledì 19 agosto 2015

L'inizio di tutte le cose. Ilaria Bernardini.

L'inizio di tutte le cose.
Ilaria Bernardini,
Indiana Editore
La mia copia,
"L'inizio di tutte le cose " è una raccolta di racconti di Ilaria Bernardini pubblicata da Indiana editore. Gravidanza e maternità sono i soggetti e gli oggetti della narrazione e lo sono nei sentimenti di chi le vive, delle donne, della loro voglia, paura, inadeguatezza, improvvisazione nel diventare mamma. Ci sono persone felici, spaesate, innamorate o sole, ci sono le verità dell'animo umano perché chi sta per avere un figlio non diventa per questo meno umana, non diventa perfetta, è solo una mamma.
E le mamme sono gli esseri più fragili e potenti della Terra, generano e a volte distruggono i loro figli, o più spesso distruggono loro stesse, per quel tempo in cui si trova l'equilibrio tra le due vite di cui sono responsabili: la propria e ancor di più quella del proprio figlio. Ilaria Bernardini racconta la dolcezza e la violenza della gravidanza, a volte spinge all'estremo gli stati d'animo, ma chiarisce come la stanchezza del cambiamento, la difficoltà del corpo non più governabile, delle notti in piedi con un bimbo urlante in braccio, gli occhi che vorrebbero chiudersi, le gambe che vorrebbero piegarsi, si sommano le une alle altre fino a diventare incubi. Non sono cattive mamme quelle esasperate dal suono della voce dei figli che piangono per ore, sono persone esauste, ma che tipicamente quando arrivano a pensare di non farcela più sanno perfettamente che troveranno nuove risorse per andare avanti, che non si fermeranno e baciano i loro figli. Perché è l'amore che fa una madre, la capacità di scegliere la parte di sé che diventata un figlio e il pensiero lucido di dover salvaguardare sé stesse, perché la mamma è la vita del figlio. I tratti crudi con cui si racconta l'intimità dell'essere donna e madre sono realistici, anche se a volte eccessivi. Chi è madre leggerà questo libro e in un racconto o nell'altro troverà qualcosa di sé e della sua esperienza avendo sempre chiaro, perché lo sa già, che ciò che resta è la forza che invade una donna che diventa mamma, perché è da lì che inizia tutto. 

Il mio racconto preferito è "Elia":

"Dov'ero finita? Dove sono finita?"


Titolo: L'inizio di tutte le cose.
Autore: Ilaria Bernardini
Editore: Indiana
Anno: 2015
Prezzo: 14.50 euro

domenica 16 agosto 2015

Un tè con Jaan Kross: domenica di tè #22




"Ma adesso sono solo...mi avvicino al tavolaccio e premo il mio tumore contro il dorso della mano morta. E a proposito se il mio mestiere non mi ci avesse abituato, continuerei ancora a stupirmi di quanto possano essere fredde le mani dei morti. Una volta. Due volte. Tre. Mi viene quasi da ridere. Poi mi lavo le mani, firmo la pratica, lascio l'obitorio, vado in un negozio di casalinghi di via Liivalaia a comprare un nuovo servizio da tè per mia moglie, e mi affretto a raggiungere la stazione. La mia mano infatti non resiste più di cinque minuti. Dodici tazze, dodici piattini, e dodici coppette per la marmellata, non è un peso ad poco!"

Jaan Kross, La congiura




Libro
Titolo: La congiura
Autore: Jaan Kross
Traduzione: Giorgio Pieretto
Editore: Iperborea
Anno: 2015
Prezzo: 15,00€


Tè:
Nome: Himalayan Jun Chybari
Tipo: purezza
Colore: Oolong
Provenienza: Nepal
Aroma: delicato



martedì 11 agosto 2015

Non sapevamo giocare a niente. Emma Reyes.

Non sapevamo giocare a niente. Emma Reyes
Sur. La mia copia.
"Non sapevamo giocare a niente" di Emma Reyes pubblicato da Sur è una raccolta di lettere che la pittrice colombiana ha scritto dal 1969 e nel corso di molti anni all'amico giornalista German Arciniegas. Emma Reyes racconta la propria infanzia a partire dai tre anni, attraversando i sentimenti e i luoghi di una vita che appare inaccettabile. L'estrema povertà a Bogotà, i viaggi scomodi e difficili attraverso il Paese, una famiglia creata soltanto da lei e da sua sorella, l'abbandono e la crudeltà degli adulti, la rigidità dell'educazione in convento. Emma Reyes racconta il suo vissuto di bambina e ragazzina e lo fa costringendo il lettore a scenari e sentimenti sui quali si vorrebbero chiudere gli occhi, ma riuscendo a trattenerci a sé con uno stile felice, del tutto discosto dal contenuto di dolore. Lettera per lettera si segue una piccola bambina dagli occhi storti, nel suo non avere nulla, nel contatto continuo con lo sporco del mondo e dell'anima umana, si scoprono con lei le sue capacità, per prima quella di amare, e poi le doti artistiche. Il racconto è infantile e oggettivo, come se ammettesse che quello fu il passato e per quanto duro è già stato, è chiuso ed è parte della persona che si è diventati. Emma Reyes insegna a far pace con ciò che è capitato, i toni di rabbia sono esclusi anche dagli eventi più inaccettabili, il libro è reso unico dalla voce di una bambina cresciuta che sa guardare con stupore e ricordare con minuziosi particolari il corso della propria vita.
Il tono della Reyes mi ha ricordato quello di Romain Gary in "La vita davanti a sé": con la stessa forza si consente ai bambini di essere osservatori attenti e di innamorarsi della vita nonostante tutto.
Emma cresce in modo duro, a volte spietato, e racconta tutta la ferocia che ha conosciuto, ma per lei quella era la normalità, quelle le cose del mondo e le viveva come erano e le racconta come sono state. Potente la descrizione dei rapporti con gli altri bambini, dalle scene ambientate nella discarica di Bogotà, al piccolo neonato di cui, ancora lei stessa in età da asilo, si prende cura, fino all'arrivo in convento. Emma dipinge inoltre in modo istintivo e ombelicale il rapporto con la sorella, con cui divide ogni attimo, con la quale si scambia amore, abbracci e unione.
"Non sapevamo giocare a niente" è un libro ricco di particolarità: la forma epistolare, l'essere l'unica opera letteraria della pittrice, la capacità di creare tra il lettore e la Emma bambina un sottile cavo d'acciaio che lega e impedisce di lasciare il racconto anche quando sembra insopportabile, perché è Emma stessa ad accettare tutto ad essere in pace col passato e ce lo dice in ogni modo fino quasi a farsi invidiare per quella forza infantile e invincibile.
Iniziare a leggere questo libro significa finirlo. 

Titolo: Non sapevamo giocare a niente 
Autore: Emma Reyes
Traduzione: Violetta Colonnelli
Editore: SUR 
Anno: 2015
Prezzo: 15.00 euro

mercoledì 5 agosto 2015

La morte di Virginia. Leonard Woolf

La morte di Virginia. Leonard Woolf.
Lindau.
La mia copia.
"La morte di Virginia" pubblicato da lindau è un estratto della autobiografia di Leonard Woolf, esattamente il capitolo in cui si chiariscono quali siano state le condizioni sociali inglesi e internazionali, quelle famigliari dei Woolf e mentali di Virginia, quando il 28 marzo 1941 si gettò nel fiume.
Leonard Woolf inizia il suo racconto dal 1939, con un parallelismo tra lo stato d'animo diffuso in Europa allora, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale "la percezione della feroce crudeltà nazista e dell'inevitabilità della guerra si diffuse solo poco a poco, ma ricordo anche alcuni momenti d terrificante consapevolezza", e nel 1914 quando "la Grande Guerra si era abbattuta [...] sulla nostra generazione e per la verità su tutte le generazioni europee, come un fulmine a ciel sereno". Leonard esamina i sentimenti generali e pian piano scende in quelli particolari suoi e di sua moglie, Virginia Woolf. Quando le bombe naziste arrivano a Londra, Leonard e Virginia sono in campagna già da tempo, le loro apparizioni in città saranno brevi, finché rimesse soltanto al marito che si troverà costretto a trasferire gli uffici della sua casa editrice. Leonard racconta l'anno e mezzo che conduce al marzo del '41 scandendo il tempo attraverso gli avvenimenti politici inglesi ed europei e attraverso il lavoro di Virginia. Lei appare una donna quasi completamente chiusa nella sua attività letteraria, e Leonard un uomo pieno di amore che la sostiene, le concede tempo e spazio, legge e osserva i suoi scritti, ne dà opinioni critiche, esalta i suoi punti di forza e appare innamorato dell'immaginazione di Virginia e del ruolo fondamentale che aveva nella sua narrativa. Leonard accompagna se stesso, il lettore e sua moglie verso una fine che se inizialmente sembra lontana, andando avanti appare prevedibile. La preoccupazione del marito cresce nella seconda parte dello scritto, si addensa di pagina in pagina così come la depressione di Virginia; prima poco alla volta, poi un respiro profondo la ingoia e la lascia scomparire. La descrizione della loro vita insieme: le passeggiate, i confronti sui libri, le loro case, gli amici e la società letteraria dell'epoca, l'amore evidente di lui e il diverso modo di manifestarlo di lei, quasi come un bisogno, rassicurata dalla sintonia e dall'impegno tenerissimo del marito nello starle sempre e comunque accanto, l'orgoglio di Virginia e la pacata fermezza di Leonard. 
Questo piccolo libro pubblicato da Lindau è denso di umanità e sentimenti, consente poi di leggere i diari di Virginia con altri occhi e di comprendere di più della complessità di una donna sofferente e geniale e di quell'uomo solido nell'amore, nel suo lavoro al servizio della letteratura, e netto nelle sue posizioni etiche, morali e politiche. 
Da questo libro il proposito di leggere l'intera autobiografia di Leonard Woolf. 

domenica 2 agosto 2015

Nei boschi con Paasilinna e la lepre: domenica di tè #21






"Anche le ultime gallette erano sparite. 
Le uniche cose rimaste erano un pacchetto di tè, il sale, lo zucchero e due o tre scatole di carne. 
Quella sera la cena fu ancora più magra. Le razzie continuarono per parecchi giorni. Il corvo riusciva a trafugare i viveri dallo zaino anche se Vanaten, prima di andare a disboscare, nascondeva le provviste sotto grossi rami."

Arto Paasilinna, L'anno della lepre



Libro
Titolo: L'anno della lepre
Autore: arto Paasilinna
Traduzione: Ernesto Boella
Editore: Iperborea
Anno: I ed 1994; in foto 28' ed 2015
Prezzo: 14,00 euro


Nome: Greenwood
Tipo: Nero in purezza
Colore: Nero 
Provenienza: India, Assam
Aroma: maltato
Negozio: Cose di tè 

Thermos:
azienda: plastudio
materiale: 100% Earth Friendly