mercoledì 6 aprile 2016

Mrs. Bridge. Evan S. Connell

Mrs. Bridge. Evan S. Connell.
Einaudi. La mia copia.
"Mrs. Bridge" e io abbiamo avuto un incontro casuale: stavo leggendo un romanzo pubblicato dalle edizioni Sur "Nessuno scompare davvero" di Catherine Lacey, dove la protagonista, intorno a pagina sessanta, legge seduta a un bar e il libro di cui riporta alcuni passi è proprio "Mrs. Bridge", così ho pensato che avrei dovuto leggerlo, sembrava significativo per capire a fondo il personaggio principale della Lacey. Pochi giorni dopo in libreria vedo tra le ultime uscite di Einaudi proprio "Mrs. Bridge" di Evan. S. Connell, detto fatto: l'ho comprato.
I libri arrivano a noi per le vie più impensabili e davvero questo è stato un incontro fortunato, "Mrs. Bridge" è un libro meraviglioso, scritto in modo lucido, equilibrato e pieno di sentimento, carico di un'emotività intensa e composta, la stessa che ritroviamo nella sua protagonista.
La storia non ha un'evoluzione altra dallo svolgersi del tempo e in esso si articola la vita di India Bridge, da prima della seconda guerra mondiale all'entrata degli Stati Uniti, ma le vicende internazionali e politiche rimangono appena accennate sullo sfondo, contestualizzano il racconto, senza prevaricarlo. Mrs. Bridge abita il suo tempo nei fenomeni di costume e nella società dei suoi anni, nella upper class americana, nel quartiere residenziale di Kansas City che per lei è il riferimento per capire le persone, al Country Club, con un marito di successo, con i suoi tre figli, due femmine e un maschio, la una cameriera. In un mondo ordinato, e vissuto con la certezza dell'essere ciò che si è stati educati a essere, pian piano si insinua una domanda inaspettata, di cui India Bridge sembra essere quasi inconsapevole: e se tutto questo non bastasse? E' possibile avere tutto ciò che serve per potersi ritenere fortunati e non essere felici?
Mrs. Bridge è raccontata in piccoli aneddoti che insieme costruiscono il mosaico dei suoi rapporti umani, delle sue abitudini, della sua famiglia, un marito cui essere devota sempre, dei figli da educare come i figli vanno educati, il volontariato con le altre signore, le colazioni fuori, il giornale scandalistico, i tovagliolini da aperitivo, e poi a volte una sensazione incomprensibile di insoddisfazione. Il vuoto che avanza, il cuore di Mrs. Bridge che scotta senza mai permettersi di bollire davvero, perché non è questo che capita a una signora come lei.
Mrs. Bridge mantiene sempre il controllo, eppure a volte ha la percezione che esista una parte di mondo che le sfugge, sulla quale a mala pena si affaccia, ma che sembra rivelare un'anima più innovativa di quanto lei stessa non pensi, più anticonformista di quanto non sia educata a essere, più forte forse, proprio come quel suo strano nome: India.
Un libro sul confine sottile tra l'essere e l'avere, tra i sogni e la loro realizzazione, tra la bellezza di una vita vista da lontano e l'ordinarietà di trovarcisi dentro.
Lo stile di Connell è perfetto, rende il medesimo equilibrio, la stessa educata compostezza, e lascia trapelare quella vena d'acciaio che rende Mrs. Bridge una donna che le donne capiscono. 
Un romanzo del 1959, un capolavoro che racconta una tristezza non riconosciuta e un'inammissibile infelicità nei silenzi in cui si svolgono i pensieri e la solitudine di Mrs.Bridge, che non ascolta l'urlo sommesso e disperato del suo cuore.


Titolo: Mrs. Bridge
Autore: Evan S. Connell
Traduzione: Giulia Boringhieri
Editore: Einaudi
Anno: 2016
Prezzo: 19,50 euro

3 commenti:

  1. Dalla Sua presentazione sembra emergere quella che potrebbe essere una contrapposizione non solo tra 'essere' ed 'avere' ma anche tra i vari modi del nostro 'essere ', ovvero una discromia fra le varie e diverse tessere del mosaico della nostra persona..
    Comumque grazie.

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  2. Ma sai che qualche giorno fa, leggevo un articolo non ricordo più dove, in cui si diceva che tra le uscite del 2016 bisognava prestar attenzione a questa Mrs. Bridge? L’ho preso anch’io, in ebook (pur non amando troppo i formati elettronici), incuriosita dall’articolo e dal tema. Considerando l’entusiasmo del tuo post, credo che lo leggerò quanto prima.

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    1. A me è molto piaciuto, ma superando il gradimento personale, lo trovo un libro di grande equilibrio e proprietà. Letteratura insomma.

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