giovedì 15 settembre 2016

Anna Karenina. Lev Tolstoj


Anna Karenina. Lev Tolstoj
Einaudi, la mia copia

La più importante delle mie letture di questa estate è stata "Anna Karenina", importante in tutti i sensi, il suo essere un romanzo fondamentale nell'intera letteratura, la mole infinita, il faccia a faccia con un classico russo, forse il classico russo, un'esperienza di lettura grandiosa.
Un libro pubblicato per la prima volta a puntate dal 1875, un romanzo centrale di cui si è scritto e detto talmente tanto che il suo incipit è diventato il più famoso al mondo, un lavoro a mia disposizione dalla nascita, evidentemente, ma che avevo avvicinato soltanto una volta, molti anni fa, in un'edizione Club degli editori degli anni sessanta. Erano due volumi e lessi soltanto il primo.
La storia arcinota e il fascino siberiano sono tornati a occupare i tavoli delle novità in libreria con la nuova edizione Einaudi. In sovraccoperta un particolare di un quadro del 1849 di Franz Xaver Winterhalter, il ritratto di donna, in cui un occhio velato di tristezza, un orecchino che illumina un incarnato chiaro ancor più brillante per il contrasto coi capelli neri, mi hanno catturata, volevo quella "Anna Karenina", molto più delle altre "Anna Karenina". 
Einaudi ne ha proposta una nuova traduzione, realizzata da Claudia Zonghetti, esperta russista, eppure non è per questo che ho voluto leggerlo, ma perché si ripresentava a gran voce la possibilità di farlo, quel libro che un'amante della letteratura deve conoscere davvero, anche se mette paura, anche se incombe come un esame difficile o impossibile da superare, era tornato.
Avevo lasciato a metà da adolescente, quando dolore e disperazione sembrano amici e per i venti anni successivi l'ho scansato perché avevo altro, molto altro, da esplorare, e dovevo ammettere, a chi mi diceva di avere amato "Anna Karenina", che no, nonostante quanto leggessi non lo avevo finito, dicevo che non ricordavo il motivo per cui lo avessi lasciato a metà. Ecco che la nuova traduzione e la ritrovata visibilità del romanzo mi hanno indotta a ricomprarlo, a iniziare a leggere e arrivare in fondo in una settimana. Che sia stata l'estate, il maggior tempo a disposizione, la traduzione fluida, la grandiosità del libro, il mio cervello, che sia stato tutto e niente, finalmente posso dire a gran voce che anche io ho amato "Anna Karenina". E che l'ho letto. L'inaspettato, rispetto a quanto sia nota la storia e i personaggi principali di Anna e il suo amato Vronskij, è la quantità di ritratti umani delineati da Tolstoj, che accanto alla storia principale inserisce figure alternative nelle caratteristiche umane e nelle ambientazioni di vita. Uno su tutti Levin, il vecchio amico del fratello di Anna, l'uomo che ama con incrollabile determinazione la giovane Kitty, l'uomo puro, che vive in campagna, che ama i suoi boschi, il progredire delle stagioni, che sostiene i lavoratori, il ricco che non si balocca, un pattinatore provetto che scivola sul ghiaccio e incarna l'anti Vronskij. Le due storie d'amore di fronteggiano, la prima appassionata e travolgente, la seconda pacata e solida. Tolstoj regala due personaggi indimenticabili nelle loro caratteristiche e nel loro percorso, Anna, infelice ma capace di affascinare chiunque e di perdersi in quel suo potere, e Levin forte, introspettivo, chiuso, in conflitto con la sua fede, sono le due anime del romanzo, forse due Russie, due Tolstoj, due modi di vivere e morire.
Ho sfogliato alcuni articoli di commento alla traduzione, ho letto un'intervista a Claudia Zonghetti, ma non conosco il russo, né la versione di Leone Ginzburg, so soltanto che ho adorato questo libro, dalla sovraccoperta al cuore. Ho scoperto la mia Anna Karenina e l'ho compresa e sostenuta, sono entrata in un romanzo sulla famiglia, sull'amore, sul tradimento, sulla società sopita da francesismi e leziosità, sulla maschera del bel mondo, sul lavoro e sui sentimenti puri, sulla contrapposizione tra il bene e il male, il limpido e l'opaco. La polemica politica e culturale, le abitudini della società che Tolstoj ben conosceva, quel romanzo contemporaneo che scrisse guardando ai suoi tempi, e a me sembra, al cuore delle persone. Ho trovato "Anna Karenina" ricco di umanità e sentimenti, tutti, dalla rabbia all'amore, e ogni tipo di amore, tra fratelli, tra marito e moglie, tra amanti, tra genitori e figli, tra estranei, tra le persone e gli oggetti, mi è sembrata grandiosa la punteggiatura degli eventi attraverso i treni, gli arrivi, le partenze, la morte, i cambiamenti e i ritorni.
L'amore dello scrittore per il romanzo reso nelle parole che leggevo.
Il libro dei libri è scorso via tra le mie mani regalandomi righe irripetibili:

"Non aveva bisogno di chiedergli perché era lì. 
Lo sapeva perfettamente, come se lo avesse sentito uscire dalla sua bocca, 
che era lì perché lì c'era lei.
- Ignoravo che doveste partire. Come mai siete in viaggio? 
- gli chiese comunque, 
lasciando ricadere la mano con la quale avrebbe voluto aggrapparsi alla maniglia dello sportello. 
E sul suo viso passò un lampo di esultanza e di gioia irrefrenabili. 
- Come mai, mi chiedete? - ripeté lui, fissandola. 
- Se sono partito, se sono qui, è perché qui ci siete voi, - disse - Non posso fare altrimenti. 
E in quello stesso istante, 
quasi gli fosse finalmente riuscito di scavalcare un ostacolo, 
il vento fece piovere la neve dal tetto della vettura e andò a scuotere la lamiera divelta, 
mentre in testa al treno riecheggiò il fischio denso della locomotiva, 
cupo e lamentoso."


Titolo: Anna Karenina
Autore: Lev Tolstoj
Traduzione: Claudia Zonghetti
Editore: Einaudi
Anno: 2016
Prezzo: 28 euro

8 commenti:

  1. come ogni estate, mi riprometto di dedicarmi al capolavoro russo, ma anche quest'estate non l'ho letto... sarà per la fine del 2016 o l'inizio del 2017, o dovrò aspettare l'estate ed il suo tempo più lento?

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    1. E' un libro che ingloba il lettore, certo è poderoso e merita attenzione. Buona lettura.

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  2. Il mio libro preferito <3
    Non vedo l'ora di leggere questa nuova traduzione.
    Un bacio Laura*

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  3. Meraviglia delle meraviglie questa nuova edizione Einaudi. Avrei voluto prenderla, ma non spendo quasi mai le mie (esigue) finanze in doppioni, mi butto sul mai letto.
    Ho sempre preferito Dostoevskij a Tolstoj, ma le emozioni violente che regala Anna non le eguaglia nessuno.

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    1. Ecco brava, proprio emozioni violente.

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  4. Claudia Zonghetti19 ottobre 2016 20:13

    E io non posso che ringraziarti e rimgraziarvi tutti. Felice -felice, sì, - di avervi accompagnati fino all'ultima pagina!

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    1. Che gioia leggerla qui, e che sorpresa! Leggere la sua Anna Karenina è stato meraviglioso, avrei mille cose da chiederle, ma di certo sono felice di poterla ringraziare direttamente per il suo lavoro. Laura

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