lunedì 21 novembre 2016

Cleopatra va in prigione. Claudia Durastanti


Cleopatra va in prigione. Claudia Durastanti.
La mia copia. minimum fax

Cleopatra va in prigione di Claudia Durastanti è un esempio di libro da leggere per cercare di capire cosa sia una voce personale. 
La storia, lo stile, l'ambientazione, i personaggi, la struttura, tutto ha il sapore omogeneo di una sola sensibilità, le centoventinove pagine di questo libro sembrano scritte in un pomeriggio, tanto sono l'una la successiva dell'altra. Magari l'autrice direbbe che sono invece frutto di un lungo parto letterario, che sono il prodotto di un grande lavoro di cesello e tagli ragionati, ma quello che sembrano a me, che sono un lettore e niente altro, è il fluire morbido di una storia dura. 
Una storia di sogni infranti, speranze tradite, amori di giovani ma così radicati nel tempo da essere matrimoni consumati, è triste questo Cleopatra va in prigione, ma è pieno di vita che può ancora sbocciare e di vita vissuta, è malinconico, è costellato di ricordi che fanno male, ma descritti con le note della poesia, coi piccoli particolari che danno il senso di un grande avvenimento: un vestito arrivato come una promessa di futuro, un'anca dolente che segna la fine di almeno due possibilità, un locale di spogliarelli che nasconde i progetti e le derive di due amici e della donna che ci si è giocata l'anima e il cuore. L'umanità che spaventa e quella che si scopre ancora pulsante sotto una coltre di delusioni e sensi di colpa. Ci sono giovani che hanno preso le strade sbagliate e ci sono le vie in cui venivano mossi quei passi sbilenchi verso il nulla. C'è Roma descritta perfettamente in quelle zone che se non si vive a Roma non si sa nemmeno che esistono, c'è la forza sobria di una protagonista articolata e profonda.
Caterina, Aurelio e il poliziotto, tre anime in pena che cercano ognuno un puntello nell'altro, ma ciò che fa Claudia Durastanti è proprio togliere i punti di appoggio, dare a ogni personaggio un corpo, un cervello e un cuore e farli muovere sulle loro gambe, spostando ogni volta un po' più in là il punto di sicurezza. L'ambientazione non è solo convincente, ma reale, i dialoghi tanto verosimili da far pensare che la particolarità dell'autrice sia la sua capacità di ascolto, le scene più rischiose, quelle di sesso, d'amore, di dolore, sono vive come se non fossero scritte.
Brava, bravissima Claudia Durastanti a scrivere un libro che sembra illuminato soltanto da semafori, neon, insegne o tv, ma scritto così bene che ogni pagina è vestita di bellezza. 
Sono entusiasta di questa lettura. Claudia Durastanti è giovane, brava davvero e ha una voce riconoscibile, non cerca lo stupore, non indugia, non si attarda, ma non ha fretta, equilibrio e quotidiano di questo sa la sua scrittura, di possibile.


Titolo: Cleopatra va in prigione
Autore: Claudia Durastanti
Editore: minimum fax
Collana: nichel
Anno: 2016
Prezzo: 15.00 euro

Nessun commento:

Posta un commento