sabato 8 aprile 2017

Storie della buonanotte per bambine ribelli

Storie della buonanotte per bambine ribelli.
Elena Favilli e Francesca Cavallo. Mondadori
La mia copia.
Per diversi giorni ho sfogliato in libreria Storie della buonanotte per bambine ribelli, un libro che raccoglie la vita di cento donne straordinarie, ritratte da sessanta illustratrici e regala al lettore un panorama di infinita ispirazione.
Ero dunque tutta un gridolino di entusiasmo per il contenuto, per le immagini, per come mi sentissi ancora (o avrei voluto sentirmi) una bambina ribelle, anche io. Eppure. Eppure quel titolo non convinceva la me adulta, la me trentasettenne, che legge, studia e scrive di moltissime donne del passato, che da loro ha imparato e cerca di imparare sempre.
Non era convinta neppure quella me, che seppure non si è mai immaginata vestita di bianco, ha però creduto in quei baci che risvegliano dal torpore, nelle principesse, pensando (ahimè fermamente) di esserlo addirittura, e nei prìncipi, quelli senza macchia e senza paura, che gettano il cuore oltre l'ostacolo, sempre. 
Mentre diventavo grande, sfogliavo le favole e andavo ai balli della mia fantasia, mi veniva spiegato che prìncipi e principesse altro non sono che persone tutte uguali, e che dovevo solo (solo!) cercare di non perdere ciò che mi rendeva donna, e al tempo stesso comportarmi da persona e lasciare agli altri questa divisione di genere che mi voleva rendere diversa. Si capiva che sarebbe stato difficile, ma era così che dovevo vivere. E così sono cresciuta, così cerco di vivere e a volte sembra davvero impossibile farlo, così sono inciampata, così pago alti prezzi, così educo mio figlio.
Ciò che di questo libro non mi convinceva dunque era proprio il suo essere rivolto alle bambine e che queste dovessero essere ribelli per realizzare i propri sogni. Dentro si sfoglia la vita di donne non ribelli, suvvia, ribelli è riduttivissimo, sono eccezionali, sono ispiranti, sono quasi mitiche e dire che lo sono soltanto perché si sono ribellate non mi piace proprio, non credo nemmeno sia vero, la ribellione sarà stata un mezzo, ma non il motore.
Capisco che noi (le donne) abbiamo tutta una serie di ostacoli barbini che ci impediscono da quando passavamo la clava al nostro gentile maritino, capisco che è addirittura esistito un Ministero per le pari opportunità (difficile immaginare una maggiore umiliazione) e che dunque la questione di essere persone, maschi e femmine, è proprio lontana dall'essere condivisa, capisco anche, addirittura amo e valorizzo, le differenze tra uomini e donne, e per fare proprio una questione di genere questo libro l'ho comprato per un maschio.
Un maschio di quasi sette anni, che conosca la capacità, la volitività, il coraggio,, la sensibilità, la grandezza di alcune delle donne del mondo, perché impari a essere una persona e un uomo che profondamente crede che altre persone, uomini e donne, possano e debbano essere ciò che sognano.
Detto che il titolo di Storie della buonanotte per bambine ribelli per me è sbagliato del tutto perché sarebbe più utile se fosse per bambini maschi e i loro papà e per le persone tutte, il contenuto di parole e immagini è pieno di meravigliosa poesia reale.

Titolo: Storie della buonanotte per bambine ribelli
Autori: Elena Favilli, Francesca Cavallo
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Prezzo: 19,00 Euro 

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