venerdì 12 luglio 2013

Oggi. Il compleanno di Neruda.

Pablo Neruda
Foto Pinterest, ripinnata su Il tè tostato
Il 12 luglio del 1904 è nato Pablo Neruda o, forse, il bambino che poi diventò Pablo Neruda.
In Cile.
Studiò con un premio Nobel e vinse poi il premio Nobel.
Credeva nell'ideologia comunista.
Per questo sostenne Stalin e, per questo, quando seppe, lo rinnegò.
Fu diplomatico in Oriente e in Europa, politico nel suo Paese e poi esiliato.
Viaggiò e fu a Capri e Massimo Troisi l'ha raccontato a tutti.
Tornò in Cile per Allende.
Fu antiamericano per Cuba e il Vietnam.
L'intellettuale politico e ideologo che non può essere simpatico a tutti, probabilmente non lo è nemmeno a chi la pensa come lui. In nessun tempo credo. L'intellettuale può rallentare e cercare di capire, il politico alcune posizioni le deve prendere e in fretta e basta. Forse anche se non le condivide. Forse non si ferma a pensare. Forse non può fare altro.
In un certo senso essere un intellettuale è più facile. Credo siano due mestieri molto diversi che, spesso, tendono a sovrapporsi. 
Ad ogni modo gli americani non amavano Neruda, ma nemmeno Sartre ed erano entrambi in odore di Nobel e che ci devi fare!
Neruda pianse Ernesto Guevara. E qui le cose si fanno ancora più difficili, ma la vita di ogni Paese è stata ed è difficile e, ognuno dovrebbe conoscere la propria storia nazionale. E credo che Che Guevara lo capisci davvero solo se sei sudamericano. Del resto si può solo studiare (o sei stato Giuseppe Garibaldi).
1971 il Nobel.
Cade Allende e il regime di Pinochet lo tartassa,
e nel 1973, alla fine, anche Neruda muore. (E oggi si cerca di capire come).
Molte mogli, una vita nemmeno tanto lunga, ma una vita del '900 e lì è successo di tutto, s'è creato il mondo.
"Confesso che ho vissuto" è la sua biografia, edita Mondadori, l'ho letto molto tempo fa e l'ho trovato un libro così intenso, di metallo fuso. Ogni poeta, evidentemente, è legato al proprio vissuto, ma è come se la storia dei cileni fosse estremamente più ingombrante. Lo è per me, la trovo sempre densa e dolorante dentro le loro parole, nell'altro emisfero, oltre la cortina di ferro, in un mondo che non ho nemmeno mai visto. Lontanissimo. Bisogna studiare. Neruda ha la potenza della parola, dell'anima e di quei sentimenti che nel mondo si ripetono mescolati ai propri luoghi, al proprio, è chiaro, aver vissuto. Una poetica amplissima, ricca di quella striscia sottile tra le Ande e l'oceano.
E poi "Il Postino" che m'ha accompagnato dentro quelle parole, perchè Neruda è lì e aiuta a capire la poesia, la metafora e, Mario si incanta, io provo a star dietro e, tutto intorno si vede l'Italia e sia quel che sia, ma a me alleggerisce il cuore.


(Youtube, video caricato da favaror)


"La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina".   

Confesso che ho vissuto. Pablo Neruda.

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