venerdì 19 luglio 2013

Ragazze di campagna. Edna O'Brien.

Ragazze di campagna. Edna O'Brien
elliot. La mia copia
Libro molto consigliato, molto recensito e molto elogiato, in Italia è edito da elliot, con tutti i suoi pregi, copertina che sembra di velluto, carta riposante e volume leggero.
Edna O'Brien parla di donne, anzi di ragazze (probabilmente di se stessa) che vogliono essere donne, ma sono cattoliche irlandesi, destinate a un collegio di suore, nate in campagna e adolescenti tra gli anni '40 e i '50.
Con quelle condizioni c'era una sola strada per esprimere la propria femminilità ed era quella della devozione alla Chiesa e al marito, con l'orizzonte della sola dimensione in cui si era nati e di una limitata espressione di se stesse.
Caithleen e Baba sono due amiche, compagne di scuola, l'una timida, legatissima alla madre e spaventata dal padre, l'altra disinvolta e sicura di sé arrogante e prepotente, figlia del veterinario del paese e di una madre che gradisce essere chiamata per nome.
Dopo la morte di sua madre, Cait va a vivere con la famiglia di Baba e le loro sorti si legano.  Passano tre anni in collegio finché, insofferenti alle rigidità della vita cui erano obbligate, decidono di farsi espellere per trasferirsi, diciasettenni, a Dublino.
Parlano di amore, di sessualità, del loro corpo, che vogliono valorizzare e mostrare, della voglia di vivere e divorare la città, ché in campagna ci sono state fin troppo. Baba guida le loro vicende, ma Cait ha un dolce segreto nel cuore, custodito dai tempi in cui andò a comprare la divisa per il collegio.
"Ragazze di campagna"  uscì negli anni '60 e fece scandalo. In alcune parti sono rimasta scandalizzata anche io, o forse infastidita, gli uomini e le donne hanno un rapporto che sembra arcaico, poco consapevole, ma a pensarci bene alcune dinamiche sono ancora, purtroppo, molto attuali.  La descrizione della campagna irlandese è un film, si può vedere tutto passo passo, l'arrivo a Dublino è esaltante, sembra il primo giorno di università. Vivere da sole in una grande città, certo in una pensione, ma con i propri orari, i propri bisogni, i propri errori, scoprendo e crescendo, con delusioni che sembrano terribili e rinascite dietro l'angolo.

"È l'unico momento in cui sono contenta di essere donna, quell'ora della sera in cui tiro le tende, mi spoglio dei soliti vestiti e mi preparo per uscire."

Ragazze di Campagna. Edna O'Brien.

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