sabato 8 marzo 2014

La vita davanti a sé. Romain Gary

La vita davanti a sé. Romain Gary
Neri Pozza
La mia copia
Ho appena finito di leggere "La vita davanti a sé" per la seconda volta. Non ero mai riuscita a raccontarlo, perché questo è un libro commovente, illuminante e bellissimo e non lascia indifferenti. Tra i propositi del 2014 che ho scritto qui, c'era parlare di Gary. Eccomi qua.

"La vita davanti a sé" è un capolavoro.
"La vita davanti a sé" è un libro che fa venire voglia di trasformarsi in pagine.
"La vita davanti a sé" rende sognanti le realtà più difficili.
"La vita davanti a sé" ingenera gratitudine.
Romain Gary era un uomo infelice, evidentemente, dato che si è ucciso, ma era anche molto delicato avendolo voluto fare cercando di dissimulare il proprio sangue a favore di chi avrebbe trovato il suo cadavere. Era misterioso e con molti nomi, ma con un'unica capacità evocativa e spontanea di descrivere la verità con tre parole, di regalare stati d'animo senza parlarne e di suggerire il sorriso come filtro d'osservazione del mondo. Era, ed è ancora, l'unico autore ad avere vinto due volte il premio Goncourt, se pure il regolamento non lo consente, ma, nel 1975, "La vita davanti a sé" risultava scritto da qualcun altro, uno dei sui alter ego, uno pseudonimo.
Un libro riempito dai pensieri di un bambino, piccolo e tenero, che vive con una vecchia a grassa non più puttana, che lo cresce perché la sua giovane, magra e attualmente puttana madre lo lascia in una sorta di affido dietro compenso. Madame Rosa viene pagata per allevare Momò. Lei è reduce da Aushwitz e malata; lui è arabo e irrefrenabile; il palazzo in cui vivono è ricco di razze e tradizioni; la loro città, Parigi, è un ventre pieno e gesta culture, religioni, tradizioni e pensieri; l'epoca che li trasporta, dal 1970, non è mai più tornata .
Momò reagisce alla sua vita nella ricerca di sua mamma, perché ci si deve arrendere al fatto che sapere chi sia la propria madre è fondamentale per conoscere sé stessi, e scopre così la sua famiglia di strada, la maternità di Madame Rosa, la presenza di Amìl, i bambini che come lui crescono immersi in un mondo fragile e duro, ma con una luce speciale, le figure uniche del bandelieu.
Gli occhi, di chi riesce a vedere dentro alle persone, dentro alle circostanze e a notare le piccole azioni che parlano di un tutto più grande, gli attimi decisivi, i momenti in cui la direzione cambia, sanno descrivere con ironia, affetto e delicatezza una vita ai margini, una vita che sarebbe triste, sbandata, forse addirittura rovinata e compromessa per sempre, se non fosse per quel modo di guardare e di sentire. Uno straordinario Gary rende bello il brutto, delicato il feroce, pulito lo sporco, elevato l'abbattuto, non mistificandone le caratteristiche, ma pensando con il cuore aperto e con la grande capacità di riconoscere l'amore.
Nasce così una storia delicata, emozionante, forte e trasportata dallo stile spontaneo e vigile proprio delle parole di un ragazzino e tutt'intorno, e anche infilata negli spazi tra le persone, c'è Parigi. Un libro infinito che quando si conclude ci lascia soli e, spesso, si torna indietro per ricominciare da pagina uno, perché la digestione di così tanto è lenta. Lentissima.


"La via davanti a sé" di Romain Gary ed edito da Neri Pozza, è stato il quarto libro letto da @TwoReaders, il gruppo di lettura ideato da Il tè tostato e sostenuto dalla partecipazione di tante persone e dall'impegno di una fedele cofondatrice.

2 commenti:

  1. Noto una certa evoluzione nel SUO modo di presentare un libro: due note..la prima riguarda il Suo coinvolgimento che non dipende tanto dal fatto che il libro Le sia piaciuto o meno ma da come e quanto l'ha colpita nella mente e nell'anima. Due, il Suo stile letterario è cambiato, meno di " genere " come in questi giorni si usa dire ma più da 'persona'. In ogni caso complimenti, potrebbe scrivere ALMENO per le 'copertine' dei libri, sia per le note dell'Autore che per invogliare il lettore. In ogni caso Grazie.
    Ottavio

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  2. Il suo modo di "raccontare" un libro mette grande desiderio di leggerlo, di sperimentare le emozioni che tale lettura possa suscitare per confrontarle con le sue o...forse tentare di provare le sue , di "affinare" la propria sensibiltà di lettore. Un bell' aiuto per un lettore fin qui solo vorace.

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