mercoledì 23 aprile 2014

Il 23 aprile, il drago e i libri.


così Raffaello Sanzio nel 1505
San Giorgio e il drago.
Museo del Louvre
Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, lo è dal 1995, da quando, prendendo le mosse dalla celebrazione in Catalogna del giorno di San Giorgio, la conferenza generale dell'Unesco ha deciso di celebrare l'importanza del libro.
Il tè tostato celebra l'importanza del libro un po' ogni giorno e, più di questo blog, lo fa chi di libri vive, editori, scrittori, traduttori, agenti, librai, bibliotecari...e chi di libri sogna, lettori, editori in pectore, scrittori nel cassetto, volontari del sostegno del libro, anelanti di lavorare per il libro e frustrati della letteratura di tutto il mondo (e sono molti di più di chi di libri lavora).
A Roma sono previste alcune iniziative carine, io andrò al Flash Book Mob al Maxxi, alle 18.30, chi vorrà partecipare, col suo libro preferito alla mano potrà ritrovarsi nella piazza del museo, all'augurio di buona lettura iniziare a leggere ad alta voce,  allo stop ci si ferma e si battono le mani.
Scegliere il libro da portare non è facile, si sa che dire "libro preferito" significa poco, forse nulla, eppure credo che porterò, prevedibilmente per chi ha familiarità con questo blog, una copia che racconti di Holden, di Pencey e di Central Park, e la regalerò a una persona a caso, forse a quella che avrò alla mia sinistra, forse alla più giovane che incontrerò, forse alla più anziana, non lo so, lo regalerò a qualcuno perché nelle feste ci si scambiano doni.

così il nazionalsocialismo.
Intimamente celebro il 23 aprile, il giorno in cui è morto l'uccisore del drago, pensando che quel drago sia la pigrizia, la stanchezza degli occhi e della mente, sia la paura che le cognizioni siano troppe e, con esse, le capacità di elaborare, collegare e comprendere, che il drago sia il nulla che mangia la cultura e l'amarezza che uccide i sogni, che il drago sia la volontà di appiattire il pensiero, la difficoltà di investire del tempo da soli con sé stessi, la mancanza di immaginazione e la selezione delle informazioni rilevanti fatta da chi i libri, con le fiamme del drago, li brucia.
Ma il drago è morto.





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