lunedì 27 marzo 2017

add: nuova identità e cura per il lettore

La mia curiosità, di lettore prima e di blogger poi, è spesso rivolta al funzionamento delle case editrici, non soltanto al singolo titolo, ma proprio all'impegno sistematico che sostiene un progetto editoriale. Ogni incontro con un editore rappresenta un momento formativo, una lezione di pratica e di sogno, perché lui, l'editore, crea davvero ciò che io vagheggio e immagino soltanto.
Gli indipendenti, che nella maggior parte dei casi operano in dimensioni medio-piccole, vivono della loro struttura interna, della chiarezza della loro identità e della dedizione praticamente totale di chi lavora per quel progetto e così vediamo, di anno in anno, l'affermazione e la crescita di alcuni marchi. add editore è una realtà torinese che ho potuto incontrare da vicino in diverse occasioni, non ultime il Salone del Libro di Torino e Più Libri Più Liberi, e che oggi ritrovo nell'ambito di una collaborazione con il blog di GoodBook, supernota libreria online, che con cadenza mensile si dedica alla presentazione di una casa editrice. add, lo si vede alle fiere e lo si nota in libreria, sta avendo un particolare percorso di arricchimento tra passione, viaggio e scoperta, qui di seguito raccontato in un'intervista all'editrice, Francesca Mancini.


credits: http://www.goodbook.it

add editore nell’ultimo periodo sembra aver trovato una nuova identità, un’articolazione maggiore e al tempo stesso una personalità più evidente. Nelle case editrici indipendenti questo risultato è spesso frutto di un lavoro che vede in prima linea proprio l’editore. E’ così anche per voi? 
Si fa il mestiere di editore di una piccola casa editrice indipendente perché si crede in un progetto culturale, è così anche per noi. A fine 2014 siamo subentrati come editori in add interessati alla saggistica divulgativa presente in catalogo. Siamo partiti da lì focalizzandoci in particolare su temi sociali e civili, ci interessa proporre libri che consentano la comprensione di una realtà sempre più complessa. Abbiamo ampliato il piano editoriale facendo partire due nuove collane – Asia e Incendi - molto connotate per i temi, la veste grafica, il genere letterario.  Ma la nuova identità e personalità dipende anche dalla struttura articolata che abbiamo dato alla casa editrice che mira innanzitutto alla cura del rapporto con i lettori. Per questo abbiamo rinnovato il sito, la gestione dei social network, creato un blog – spazio B -, stabilito rapporti molto collaborativi con ALI nostro distributore da poco più di un anno, e rapporti diretti con alcune librerie che andiamo a incontrare, con alcune scuole e associazioni sensibili alle tematiche affrontate nei nostri libri. Abbiamo composto la squadra di add con persone giovani, capaci di cogliere modalità e linguaggi che intercettino anche chi non è abitualmente in contatto con le proposte editoriali. Ne è nata una realtà dinamica e stimolante che speriamo di riuscire a trasmettere.

Tra le vostre collane ne spiccano due proprio per la loro portata innovativa: Asia e Incendi. La prima incentrata su un connotato geografico declinato sull’onda delle trasformazioni culturali e, la seconda dedicata al racconto delle passioni attraverso molteplici voci d’artista. Come sono nati questi progetti e come prosegue la ricerca al loro interno? 
Il progetto Asia nasce dalla collaborazione con Ilaria Benini e dalla sua sensibilità per quell’area del mondo, il sud-est asiatico in particolare, con l’intento di favorire la conoscenza di culture di cui sappiamo pochissimo, se non nulla, che stanno vivendo una particolare vivacità. 
Uno degli obiettivi cui puntiamo con i nostri libri e autori è ridurre i pregiudizi verso un’area del mondo considerata meno rilevante dal punto di vista culturale rispetto a quella europea.
Così il primo libro tradotto, Indonesia etc. Viaggio nella nazione improbabile di Elizabeth Pisani, è il divertente e acuto racconto di un Paese che nonostante sia il più importante esempio di convivenza di popoli, religioni, culture – un trentesimo della popolazione mondiale vive in Indonesia – è pressoché ignorato dai nostri esperti di geopolitica e dai media. 
Anche il secondo libro, Myanmar. Dove la Cina incontra l’India dello storico birmano Thant Myint-U, personalità di grande influenza nel processo di pacificazione che il Myanmar sta vivendo, è un’introduzione alla complessità della storia birmana ma anche un libro di viaggio. 
Il tramonto birmano. La mia vita da principessa Shan è invece l’autobiografia di Inge Sargent, e racconta la storia d’amore di una giovane austriaca con un illuminato principe Shan che dopo il colpo di stato in Birmania del 1962 e la scomparsa del marito, diventa storia di determinazione e coraggio. 
Il libro è arricchito dall’arte di Elisa Talentino, che ha interpretato la vicenda con i suoi disegni: un libro nel libro, nel tentativo di dare più forza al messaggio.
Una storia cinese. Il tempo del padre, di Li Kunwu e Philippe Otié è il primo di tre volumi a fumetti che intrecciano il racconto autobiografico a quello storico, da Mao o oggi. Il primo volume ci sta dando grandi soddisfazioni con la sua candidatura nella cinquina del Premio Terzani: opere che aiutano a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo, nelle parole di Angela Terzani.
Il progetto Incendi, curato da Fabio Geda e da me, nasce dal desiderio di offrire ai lettori narrazioni appassionate per avvicinarsi a personaggi e discipline in un percorso di contaminazione di generi letterari: saggi-narrativi personalissimi, in cui gli autori intrecciano il racconto della loro passione a percorsi di conoscenza. Così Luca Scarlini racconta David Bowie nel suo personaggio più rappresentativo dell’epoca glam, Ziggy Stardust; Igiaba Scego ci accompagna alla scoperta della musica e del Brasile di Caetano Veloso, Susanna Tartaro ci guida seguendo le orme del monaco giapponese Santoka verso la poesia haiku, una specie di lente di ingrandimento per leggere la realtà, coglierne l’essenziale e le verità; Tito Faraci ci offre percorsi per  conoscere Topolino e l’immaginario sotteso a questo personaggio così rappresentativo del Novecento; Marco Rossari ci dà una chiave di lettura per accostarci al mistero multiforme di Bob Dylan, fantasma dell’elettricità.
Sono libri che gli autori hanno scritto con trasporto, competenza e piacere, contagiosi nel far nascere il desiderio di approfondire il mondo dell’artista di cui ci parlano.
La ricerca sul progetto Asia prosegue con un lavoro di vero e proprio scouting da parte di Ilaria possibile per le relazioni e i rapporti nati lavorando in quell’area del mondo; per il Progetto Incendi ci stiamo muovendo proponendolo sia ad autori più noti, ad esempio Marcello Fois scriverà un incendio sul pittore Donghi, sia a scrittori esordienti di cui abbiamo potuto apprezzare la capacità di narrare in modo originale.

add ha anche un profondo legame con la dimensione sociale, dalla legalità allo sport, passando per diritti, uguaglianza ed ecologia. La casa editrice è impegnata in un programma di avvicinamento alla lettura nell’ambito del quale sono previsti dei “Kit Didattici”, ovvero una serie di percorsi pensati appositamente per le scuole a partire da vostri libri o intere collane. Puoi dirci di più sui Kit e su come si sviluppa il rapporto con le scuole?
Diversi libri di add si prestano a percorsi formativi per le scuole secondarie di primo e secondo grado intorno ai temi che hai elencato, percorsi di avvicinamento alla lettura e di scoperta della saggistica divulgativa come strumento per “leggere” e interpretare la realtà nella quale viviamo. 
Per l'anno scolastico 2017-2018, abbiamo realizzato un kit didattico, in collaborazione con Scuola Holden e Piano C (associazione nonprofit che mette in contatto donne e lavoro), sui libri della collana "Incendi" rivolto a insegnanti e formatori, finalizzato a sviluppare negli studenti competenze chiave per l’apprendimento permanente attraverso gli strumenti della narrazione. 
Partendo dalla lettura del libro La mafia siamo noi di Sandro De Riccardis, proponiamo di approfondire un’indagine giornalistica, affrontando il tema della verifica delle fonti; incoraggiamo una riflessione sulla dimensione quotidiana della lotta alle mafie e sul ruolo dei cittadini.
Un altro esempio è il percorso che prevede la lettura di Una speranza ostinata. Terezin, Auschwitz, Varsavia, Dachau di Max Mannheimer per aprire un dialogo sull’importanza della ricerca e della conoscenza storica, della memoria attiva, della tolleranza, della speranza nonostante il male e che si conclude con una passeggiata guidata per scoprire le Pietre d’inciampo di Torino.

Sul vostro sito spicca la pagina Spazio B, il blog della casa editrice, un momento di approfondimento e riflessione. Come funziona il lavoro di coordinamento tra casa editrice e blog? 
Spazio B, il nostro blog, vuole essere un luogo in cui la casa editrice comunica le ispirazioni che talvolta nascono dai libri su cui ha lavorato e talvolta da interessi culturali che rappresentano la sensibilità di chi lavora in add. È per noi un modo per aprire le porte della casa editrice, per farci conoscere. Nella difficoltà di trovare il tempo per pubblicare con costanza, abbiamo recentemente affidato il coordinamento del blog a una persona che ha fatto uno stage con noi partecipando a tutte le attività editoriali. Ne è nata una collaborazione che si alimenta in un rapporto costante con tutta la redazione.

L’editoria è sempre più presente sulle piattaforme social, da Twitter a Instagram, e sempre più attenta ai portali di divulgazione della lettura tra i quali i blog. La comunicazione web, e il passaparola social sono diventati una realtà anche imprenditoriale, qual è il rapporto di ADD con la divulgazione letteraria online? 
Il passaparola sui social è diventato vitale per le case editrici, è lì che in tanti ormai cercano informazioni e stimoli e si scambiano idee. Facebook è la vetrina con cui promuoviamo i libri, gli incontri con gli autori, le iniziative cui partecipiamo; twitter ci consente invece di condividere immagini, commenti e informazioni mentre avvengono, è veloce e immediato; facilitando la comunicazione, i social sono diventati il mezzo con cui manteniamo vivo e costante il rapporto con i lettori affezionati alla casa editrice, gli stessi che poi incontriamo ai festival, alle fiere o nelle librerie. Le proposte culturali presenti sul web che fanno divulgazione letteraria sono tantissime, di varia efficacia e in continua trasformazione: inserirsi in una rete che intercetti chi possa essere interessato al progetto culturale della casa editrice è una priorità non semplice da gestire.

Sta arrivando la primavera e porterà con sé importanti appuntamenti editoriali, dal Salone di Torino alle nuove fiere piccole e grandi. ADD che ruolo riconosce a questi eventi e come vi preparate?
Le fiere sono importanti per il rapporto diretto che consentono tra casa editrice e lettori, perché sono momenti di incontro con scrittori e di scambio con altri editori, per le occasioni formative che alcune propongono. Molto impegnative per la casa editrice, sono anche motivo di crescita perché ci costringono a valutare in continuazione la chiarezza e la qualità della nostra proposta culturale. La fiera del libro di Torino per noi è il momento più importante dell’anno, preparato con mesi di anticipo da tutta la case editrice. Nelle passate edizioni gli incontri con Ernesto Ferrero, Maria Giulia Brizio, Marco Pautasso e Andrea Gregorio sono stati di grande incoraggiamento, abbiamo trovato ascolto e interesse, atteggiamento raro. E così anche quest’anno, con Nicola Lagioia, stessa cura, clima di progettazione e profonda attenzione. 

Se si dovesse descrivere ADD con due titoli del vostro catalogo quali sarebbero? E a proposito di novità, cosa troveremo in libreria?
Il catalogo è fondamentale, e lo consideriamo il nostro vero patrimonio. I libri non scadono e mi fa piacere sceglierne due che ci stanno dando molte soddisfazioni ancora adesso, a più di un anno dall’uscita.
Il primo è Bella ciao. La canzone della libertà, di Carlo Pestelli che ripercorre la storia, spesso labirintica, di quella che negli anni è diventata la canzone più celebre della Resistenza, ma che nasce invece da influenze antiche e si costruisce attorno a diverse arie popolari, d’amore, morte e lavoro. Un libro sempre attuale, che emoziona ed è una vera scoperta.
L’altro titolo è Esilio dalla Siria, di Shady Hamadi. Shady sta facendo un percorso umano e di scrittura attorno al tema della Siria. Per lui, italo-siriano, raccontare quello che il suo popolo sta vivendo è un’urgenza e il suo instancabile lavoro di incontri per il libro – nelle scuole, nelle istituzioni, nella società civile – è per tutti una risorsa preziosa.
Per le novità invece, ad aprile uscirà il libro di Tash Aw, Stranieri su un molo, un libro originalissimo in cui l’autore, acclamato scrittore malese-cinese che vive a Londra i cui romanzi sono stati pubblicati in Italia da Fazi, ci accompagna in un tour guidato del proprio terreno più intimo: la sua faccia che riflette nel tono cangiante della pelle e dei lineamenti una complicata storia familiare fatta di migrazione e adattamento, ma anche la vitalità culturale dell’Asia moderna. Il libro è tra i cinque finalisti candidati al Los Angeles Times Book Prizes per la categoria prosa autobiografica.
Vorrei poi anticipare un’uscita di settembre, il libro di un vero mostro sacro dello sport mondiale, Kareem Abdul-Jabbar, uno dei giocatori di basket più famosi di tutti i tempi. Jabbar però non è uno sportivo come gli altri, dopo aver smesso i panni del campione sul campo ha indossato quelli del campione dei diritti civili. Oggi la sua voce è una delle più ascoltate in America su temi come uguaglianza, razzismo, integrazione. Pubblicheremo, nella prima traduzione mondiale, un suo libro uscito in America nel 2007, Sulle spalle dei giganti in cui racconta la storia di Harlem attraverso il basket, la letteratura nera, il jazz che lì sono nati e che da lì si sono diffusi. Jabbar ci regala la sua Harlem con un libro che mette insieme in modo sorprendete storia, cultura e autobiografia.

Ringraziando Francesca, annoto un paio di titoli per le mie prossime letture (sto diventando una cultrice di Incendi) e arrivederci a Torino!

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