sabato 18 marzo 2017

Suite francese. Irène Némirovsky




Ho letto Suite francese poche settimane fa, lo avevo già fatto in parte, ma questa volta sono stata attenta, calma, pronta a immergermi non in un romanzo sulla seconda guerra mondiale, ma in una testimonianza, perché Irène Némirovsky scrive il suo libro guardando la Francia cedere sotto l'invasione tedesca, osservando i parigini lasciare la loro città dopo il bombardamento, scappando e non arrivando alla salvezza, perché la fine per lei è stata Auschwitz.
Per qualche motivo che attiene alla superficialità con cui avevo letto il libro la prima volta, avevo collegato la scrittura della Némirovsky non altro che a un'opera di finzione storiografica e così non avevo capito niente, perché questa è un'opera in presa diretta, un video girato mentre si è in fuga e ci si guarda intorno. Ecco perché Suite francese è un libro eccezionale.
Era stato concepito come una sinfonia, sulla scorta della quinta di Beethoven, cinque parti da duecento pagine l'una, un totale di mille che sarebbe stato suddiviso in Tempesta in giugno, Dolce, Prigionia, Battaglia, La pace. Le prime due sono state scritte tra il 1941 e il 1942, anno in cui l'autrice, deportata in Polonia, morì in agosto. Della terza sezione abbiamo degli appunti, qualcosa di confuso della quarta e nulla per La pace, forse proprio perché pace non ci fu.
Irène Némirovsky non diventa scrittrice con la guerra, lo era già di professione, aveva pubblicato, era letta, nota, di consumo forse, poi irrompe l'orrore e nulla resta come prima, la guerra sopraggiunge a modificare gli animi, ad acuirne gli aspetti. Nel giugno 1940, Parigi subisce il primo bombardamento, intere famiglie iniziano a scappare verso sud, caricando macchine, carri, riempiendo valigie che poi si faranno sempre più leggere durante il tragitto, qualcuno riuscirà ad andare avanti pur conoscendo morte e dolore, qualcun altro sarà costretto a tornare indietro. Irène Némirovsky racconta di persone di ogni tipo, famiglie unite che si smembrano, alti papaveri della buona società che mostrano il peggio di loro stessi, coppie che restano unite, vittime della rabbia violenta del gruppo, racconta l'amore oltre le divise, la solitudine delle donne e degli uomini che vivono la guerra. 
Poi tutto si interrompe, come quando si spezza una vita, e proprio per questo.
Suite francese è rimasto sconosciuto, quasi nascosto, per sessant'anni, la prima pubblicazione è avvenuta nel 2004, oggi lo scopro nella sua forza: essere scritto con la coscienza del testimone, con gli occhi di chi vede e i sentimenti di chi vive, con un incipit che è diventato per me indimenticabile.  È chiaro che sia una lettura impegnativa, dura, dolorosa, ma regala pagine meravigliose e seppure incompiuta va avanti in chi accetta di conoscere quelle vite che la Némirovsky ci narra.


"Sarà dura, pensavano i parigini. Aria di primavera. 
Una notte di guerra, l'allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana. 
Quelli che non dormivano, i malati nei loro letti, le madri con un figlio al fronte, le donne innamorate con gli occhi sciupati di pianto, sentivano il primo soffio della sirena, ancora solo un ansito profondo simile al sospiro che esce da un petto oppresso. In pochi istanti il cielo tutto si sarebbe riempito di clamori. Che venivano da lontano, dall'estrema linea dell'orizzonte - senza fretta si sarebbe detto. Quelli che dormivano sognavano il mare che spinge davanti a sé i ciottoli e le onde, la tempesta di marzo che scuote la foresta, una mandria di buoi che galoppano pesanti facendo tremare il suolo con gli zoccoli; ma il sogno finiva e socchiudendo appena gli occhi gli uomini mormoravano:
"È l'allarme?""


Irène Némirovsky, Suite francese


Titolo: Suite francese
Autore: Irène Némirovsky
Traduzione: Laura Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno copia in foto: 2014
Prezzo copia in foto: 11.00 euro



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