venerdì 7 febbraio 2014

La bellezza delle cose fragili. Taiye Selasi

La mia copia.
"La bellezza delle cose fragili" racconta la storia di una famiglia partendo dal momento in cui l'uomo che l'ha creata si porta una mano al petto per toccare quel cuore che in questo momento sta smettendo, improvvisamente, di battere. Nei secondi in cui inizia la nuova vita della sua famiglia, Kweku Sai è nel cortile della sua strana casa col cielo al centro e, in pigiama, sta lasciando la vita e aprendo la porta al racconto di ciò che è stata e di ciò che in essa ha creato. Kweku e Fola hanno quattro figli, sono ghanesi e arrivano a vivere negli Stati Uniti. Non restano completamente ghanesi e non diventano americani, perché le radici che Taiye Selasi dà ai suoi personaggi sono elastiche e motori di libertà, ma definite e chiare, nette come il colore del sangue e la morte che colpisce i bambini in Africa, quella morte aberrante in una parte del mondo, terribile, ma ordinaria in un luogo differente. Un luogo in cui il dolore non fa paura, fa soltanto male.
Il racconto di una vita famigliare articolato in una coralità speciale, che non soffoca la personalità di ogni componente di quel gruppo itinerante nello spazio e nelle culture. Una storia ricca di donne insofferenti e profonde e di uomini che tentano di guardare fuori da loro stessi e capire.
Un libro in movimento, sulle onde di un viaggio dentro un cuore che si ferma, nella famiglia che quel cuore ha amato come bambino e in quella che ha costruito da adulto. E in quella morte improvvisa, la riscoperta di quattro fratelli che tornano alle origini per salutare il proprio padre, la propria radice comune e, guardare negli occhi la donna che resta sola e con tempra di madre e sofferenza di moglie.
Le luci delle metropoli americane e il buio degli spazi africani descritti entrambi come se fossero l'unica possibilità di vita, l'unica scelta giusta, la cosa vera e reale e, rendersi conto che proprio la realtà può essere ovunque se reale è lo spirito con cui è vissuta. Ogni personaggio di questo libro mi ha fatto venire voglia di incontrarlo, di parlarci, di chiedere i perché di quei sentimenti, di quelle solitudini se pur in un gruppo così vivo anche se poi diviso e arrabbiato. E gli errori, veri o creduti tali, propri o di altri, ma che cadono addosso come il giorno del giudizio e scoprire che si è capaci di rovinare tutto, di mandare all'aria tutto, di voltare le spalle a ciò che si è costruito e semplicemente tornare a casa.
Perché il sangue non è mai stato acqua, la casa mai stata soltanto di mattoni.



"La bellezza delle cose fragili" ,di Taiye Selasi ed edito da Einaudi, è stato il primo libro letto da @TwoReaders, il gruppo di lettura ideato da Il tè tostato e sostenuto dalla partecipazione di tante persone e dall'impegno di una fedele cofondatrice.

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