giovedì 24 luglio 2014

Storia del nuovo cognome. Elena Ferrante.

Storia del nuovo cognome. Elena Ferrante.
edizioni e/o. La mia copia.
"L'amica geniale" è un libro incredibile che mi ha rapita e costretta letteralmente, e letterariamente, a leggere il seguito. "Storia del nuovo cognome", secondo volume della trilogia della Ferrante, è il libro italiano più bello, e bello è un aggettivo del tutto idiota per un libro di questo livello, che abbia mai letto in tutta la vita. Parlando di questo libro non sento nemmeno la necessità di precisare che non sono un critico, che sono solo una lettrice costante e innamorata dei libri, non ho bisogno di chiarire la mia assenza di professionalità, con questo libro non ho paura di nulla, non esiste un libro italiano che lo uguagli. Nemmeno che lo avvicini. Non per me.
"L'amica geniale" si chiudeva con il matrimonio di Lila e da qui si apre il seguito e la storia diventa un'evoluzione delle menti, e un'illustrazione dei costumi, tutto ciò che si intreccia ha una coerenza sistematica che sembra trascendere la narrazione e collocarsi in una realtà vera e viva che Elena Ferrante ha saputo cogliere, descrivere e far vivere. Sono certa che nulla sia inventato se non nel senso latino del termine. I personaggi sono rinvenuti tra l'umanità, non sono solo immaginati, esistono nelle loro caratteristiche, nel loro vissuto, hanno non spessore, non profondità, ma tre dimensioni nello spazio, capacità di adattamento e di modificarsi nel tempo, crescono, cambiano e sfidano la pagina che in nessun modo riesce a fermarli. Lo dico ancora: ogni personaggio di questi libri è una persona. Le donne dell'inizio degli anni '60 del novecento erano ancora donne picchiate a scopi educativi, così gli uomini motivano le botte, quelle vere. Piegare una donna era un atto necessario di mascolinità, piegarla a calci e pugni, piegarla in rapporti che sembrano violenze o almeno atti dovuti senza anima, il carattere era decisivo per accettare e saper vivere questa condizione. Elena e Lila non lo avevano da piccole, non lo hanno da ragazze, anche se ci provano, anche se in parte vorrebbero integrarsi nel loro ambiente, hanno sempre una scintilla salvifica di inadeguatezza. Una scintilla salvifica e mortale. La storia ancora nel rione e nelle abitudini di un commerciante, della sua giovane moglie, di Elena che continua a studiare e si fidanza, dei loro amici, i ragazzi e le ragazze dello stradone, teneri e violenti. A Napoli c'era la ricchezza, la povertà, la camorra, l'accettazione, la ribellione, la funicolare e il mare. Raccontare la storia del secondo libro è ridicolo forse, è una storia che non finisce, ciò che entra in ballo è la consapevolezza, il rischio, l'avvio a una maturità che sarà sorprendente.
Elena e Lila sono di nuovo insieme, in modo incostante, ma intimo, l'una nell'altra, ognuna attenta a mostrarsi all'altra come vorrebbe essere e come dovrebbe. L'Italia sta cambiando, si arriverà presto al '68, per ora sembra che ci sia un piccolo gruppo di colti e signori cui Elena vuole appartenere, studia e si impegna e nel confronto con Nino trova il motore del proprio anelito, l'amore. Ed è l'amore il bisogno di esso e la sua forza che guida "Storia del nuovo cognome" mostrando quanto dell'amore dipenda dai modi di vivere, quanto sia bisogno, quanto cultura, quanto ignoranza, e l'istinto e la voglia di fare e cambiare e chi è capace di provarlo e in che modo, e quale sia l'assurda potenza di alcune persone in grado non tanto di essere felici, quando di essere traguardo della felicità altrui. Lila sfida il marito e tutta la sua gente seguendo le proprie capacità, imparando a nuotare da sola, ideando l'evoluzione dei commerci di Stefano e dei suoi soci, avanguardista e fuori dalle righe di ogni pensiero costituito, anche di quelli illuminati. Esploderà sfolgorante nel terzo libro a seguito degli esiti di una profonda passione. Elena continua dritta per la via che ha trovato, sa studiare e non si fermerà, va avanti nella fatica di non sapersi accettare, di non appartenere a nessuno degli ambienti in cui si muove e crescerà il suo disagio sopito dalla cultura che le sembra la chiave per uscire dalla rabbia e dalla violenza del rione.
Un po' di Lila, un po' di Elena, l'impossibilità di lasciarle andare e la consapevolezza del motivo.
(Se Elena Ferrante è un uomo di certo nella sua vita precedente era una donna).

Titolo: Storia del nuovo cognome
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni e/o
Anno: 2012 
Prezzo:19,50 euro

2 commenti:

  1. Se così fosse..un Uomo... per una volta si potrebbe parlare di un Uomo che ama e 'sente' le donne?????
    O Vidio

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  2. Infatti, come dici tu non c'è bisogno di aggiungere altro. La scrittura della Ferrante è di altissima qualità!

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