martedì 9 dicembre 2014

Più Libri e il #BlogNotes di SUR





La fiera è finita, gli editori se ne vanno, i blogger pure, i lettori anche, ci sarebbe da essere tristi e invece sono molto felice. Sono felice che il mio progetto sia stato adottato da SUR, che sia diventato reale, che l'hashtag sia corso su twitter, e che sia stato utile perché forse qualcosa in più l'ho capito, sono felice di essermi seduta tra tutti quei libri colorati e che le persone che incontravo (e non conoscevo) mi dicevano "Ah Il tè tostato, stai lavorando per SUR vero?". No, non stavo lavorando per SUR, stavo facendo una cosa bella con SUR, che forse è meglio. #BlogNotes è nato per la voglia di essere dove sono i libri, per la curiosità di conoscere i luoghi che li nutrono, perché esistono così tante possibilità e cose da fare intorno alle parole scritte che sembra stupido non fare nulla, e perché SUR lo ha reso possibile.
"Più libri" è iniziata giovedì 4 dicembre alle 10.00, SUR era subito al di là delle vetrate insieme alla coinquilina add all'indirizzo A07, sono arrivata presto con i pacchetti di tè per le persone che avrei incontrato allo stand, ho conosciuto Antonio, ufficio stampa, e Beatrice già all'opera come blogger inaugurale del progetto, foto un po' a tutto e piccolo giro per la fiera. La mia giornata di #BlogNotes è stata venerdì, poi ci sono tornata anche lunedì pomeriggio, per chiudere in bellezza, per l'ABC latinoamericano in sala Rubino e perché la fine ha un fascino triste imperdibile.
Vivere "Più libri" con #BlogNotes mi ha permesso di uscire dal mio modo di attraversare la fiera, è stata l'occasione per guardare i libri non come vengono proposti al lettore, ma come li espone l'editore. Nel caso di SUR, la visibilità delle ultime uscite, l'accostamento per autore, il materiale per le presentazioni, la scelta delle borsine di tela in tutte le combinazioni cromatiche,  la presenza dell'editore, della redazione, dell'ufficio stampa, la mobilità di tutti, la divisione in giornate del prospetto di vendita, le crocette dei venduti e degli omaggi, finire un titolo e dirlo sorridendo "Mi dispiace, ma abbiamo appena venduto l'ultima copia", riassortire, le mensole che si svuotano e il vuoto che non fa orrore, ma piacere perché è diventato il riempimento delle mani dei lettori e le loro espressioni davanti a tutti quei colori, alle sagome nere, all'irregolarità delle copertine. SUR è tutto colorato non solo nel vestito, ma anche quando lavora. Nelle ore di #BlogNotes si sono affacciate allo stand altre blogger, si informavano attente e mi viene in mente che avremmo potuto essere almeno un manipolo, e poi gruppi di lettura, autori, altri editori, lettori incuriositi, neofiti ed esperti, consigli dall'editore, dalla redazione, dall'ufficio stampa, consigli tra lettori e salti nel buio. Osservavo la varia umanità intorno all'esposizione di libri e stranamente non ne ero parte, ero ferma e guardavo da dietro il tavolo e ho capito (sì, solo ora) che lì si offre in vendita qualcosa che non si vede, che comprare un libro è quasi un atto di fiducia, ma in fiera te lo racconta chi ha scelto e confezionato la storia che ancora non conosci e l'acquisto diventa un gesto di partecipazione e mi sono ricordata perché mi piacciono tanto i librai-lettori.
Così mi viene in mente che "Più libri" sia un luogo di contatto, uno spazio grande che avvicina centinaia di realtà concorrenti, corridoi di case editrici, incroci di case editrici, e per ogni casa editrice tre o quattro persone che spiegano, descrivono, parlano parlano parlano, dei loro autori, della loro selezione, del loro catalogo, del passato e del futuro, ognuno racconta se stesso e la propria indipendenza. Ogni stand è una libreria e ogni editore è libraio e genitore delle opere che espone, ci sono sconti, occasioni, pacchetti, gadget e l'illustrazione di un percorso, della strada che il libro fa dalla penna del suo autore alla mensola di casa.
E questo fa di "Più libri" anche un luogo di formazione, non a caso andandoci di mattina si incontrano classi di ragazzini che un po' si guardano intorno, un po' vanno a caccia di segnalibri carini da attaccare sul diario, un po' si spingono allegri, un po' usciranno contaminati dalla presenza di tutti quei libri, cosa ci sarà scritto mai in quel numero di pagine infinito e poi ma cosa sarà mai quest'indipendenza di cui si sente parlare.
Uscendo per l'ultima volta dal Palazzo dei congressi pensavo che gli editori sono imprenditori e lo scopo ultimo di un'impresa commerciale è il lucro, per continuare a esistere, per migliorare, e che le fiere esistono per offrire e vendere, ma anche per altro, per lo scopo (invece) primo di un editore che è mettere nelle mani di tutti un libro, una storia, un pensiero, una riflessione, una risata e alla fiera è scritto ovunque:  "E' tempo di leggere"  .
Sono molto molto contenta di ringraziare SUR per l'accoglienza e perché tutte le mie riflessioni sono nate lì, altrove sarebbero state diverse, Beatrice di The Buzzing Page, Veronica di Libri in metro e Valentina di Peek a book per l'entusiasmo con cui hanno partecipato e Più libri più liberi che è stata lo scenario che ha ispirato il progetto #BlogNotes.


5 commenti:

  1. Grazie a te Laura,
    per aver avuto insieme a Sur la magnifica idea di questo progetto e avermi voluta con voi :)


    Valentina
    www.peekabook.it

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  2. nel mondo dei libri si sentono alcune frasi ricorrenti, ad esempio " si legge di meno " oppure " tutti si mettono a scrivere " , Le sembra vero? e se così fosse non saranno collegate queste due osservazioni, e casomai la seconda faciliterebbe la prima??????

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  3. In ambito bookblogger c'è una prevalenza femminile? e se si, si è mai chiesta il motivo? Penso che leggiate molto di più ed abbiate una più idonea sensibilità per un certo importante tipo di lettura Esiste una differenza di genere nella scelta dei libri e cosa ne pensano le case editrici?

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  4. Come avviene la selezione di un libro? in base al Nome dell' Autore o viene letto senza sapere preventivamente chi lo ha scritto anche se leggendo l'anonimato non resta a lungo?
    Ottavio

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  5. Sì, sono una mammoletta, e ho pianto dall'inizio alla fine di questo post. Grazie Laura, semplicemente grazie.

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