mercoledì 14 gennaio 2015

La petite. Michèle Halberstadt

La petite, Michèle Halberstadt.
L'orma.
La mia copia.
"La petite" di Michèle Halberstadt è un romanzo breve narrato dalla voce di una ragazzina di dodici anni che, con un tono prima amaro e rassegnato alla disperazione, poi lucido, deciso e finalmente gioioso, spiega agli adulti come fin da piccoli si sia persone con individualità e sentimenti, che in ogni scala di grandezza la società e l'istinto ci impongono di avere un ruolo, e come essere un'apolide della vita faccia sentire smarriti a ogni età.
La piccola ha dodici anni e soffre da tempo per la morte del nonno, l'unico dal quale si sia sentita capita e addirittura forse anche amata, sente una profonda solitudine, non è brava a scuola, non è stimata né considerata dagli insegnanti, non ha amici, ha una sorella brillante che la schiaccia con la sua personalità e nessuno sembra credere in lei, nemmeno lei stessa. Perché il mondo si accorga del cuore della "petite" e perché lei si determini a essere ciò che vuole sarà necessario cercare la morte.
Lo stile del racconto è speciale, asciutto, diretto, eppure delicato, l'autrice nei panni della ragazzina sola e triste è perfettamente credibile, tutto sembra davvero frutto della narrazione di una dodicenne, fino a un punto, l'unico in cui è tradita la maturità del narratore, il momento in cui si descrive lo sgomento dei genitori al capezzale della figlia che voleva morire. Lì c'è lo smarrimento perfetto di una mamma e un papà annullati dal rendersi conto che fino a quel momento non avevano capito nulla, non conoscevano l'infelicità della figlia, addirittura possono averla causata. L'incontro finale e le determinazioni della protagonista svelano come non sia più petite, è diventata grande passando attraverso se stessa e incontrando, per la prima volta, il senso della possibilità e la stima di un adulto. Un libro breve e molto ben scritto che seppure, per le intenzioni suicide di una piccola parigina, mi ha ricordato dei passaggi dell' "Eleganza del riccio" di Muriel Barbery, ha una diversa prospettiva del disagio e un diverso modo di risolverlo.  "La petite" racconta ai grandi, con un tono da pulcino eppure risoluto che i più piccoli non hanno superficialità, ma profondità, spesso inespresse, da ascoltare e proteggere.

Titolo: La petite
Autore: Michèle Halberstadt
Traduzione: Elena Cappellini
Editore: L'orma 
Collana: Kreuzville
Anno: 2013
Prezzo: 13.50 euro

1 commento:

  1. Mi ricorda Tubì, tubì di Neige De Benedetti. Solo che lì, Layla trova fin dall'inizio un ascoltatore.

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