lunedì 25 maggio 2015

La ferocia. Nicola Lagioia

La ferocia. Nicola Lagioia
Einaudi.
La mia copia.
"La ferocia" di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi, è un romanzo intenso e articolato e presenta, quasi su un tavolo operatorio, la capacità umana di essere immune al sentimento della compassione, nel senso etimologico del termine, di essere andata oltre la bestialità biologica e approdata a un niente che solo in noi, specie civilizzata, sembra trovare alloggio. "La ferocia" racconta la storia dei legami della famiglia Salvemini composta da padre, madre e quattro figli, legami che appaiono storpiati rispetto all'affetto, in assenza di amore e animati dalla semplice occasionalità del coesistere. Vittorio, il padre, è un imprenditore edile che s'è fatto da solo, ha inseguito la propria idea di uomo di successo e ha ottenuto la ricchezza e i contatti sociali cui aspirava, con una telefonata può raggiungere istituzioni e uomini d'affari, ma ha il disagio di non riuscire a integrarsi tra loro, di non essere riconosciuto un simile. Sua moglie, Annamaria, è una donna dalle idee chiare, che ha scelto il marito per la sua intraprendenza e per la vita che avrebbe fatto al suo fianco, è assolutamente priva di qualsiasi senso materno fino a rendersi odiosa. I figli sono tra il cinico e sociopatico: Ruggiero, Clara e Gioia, il quarto, Michele, è, per il solo motivo di essere nato, un diverso, un disturbo, un apolide nella sua famiglia. Il romanzo inizia con la morte di Clara e si sviluppa nel racconto della vita famigliare e personale di cinque persone slegate: non ci sono momenti d'affetto, non ci sono carezze o tenerezze se non tra Clara e Michele, due fratelli che si rendono gli unici, per altro limitati, portatori di sentimenti. Il racconto degli anni dell'infanzia si mescola a quello attuale e i punti di vista si alternano dando voce non solo ai Salvemini, ma anche a chi è entrato in contatto con loro, soprattutto con Clara, la cui morte causa dubbi e angosce a tutti i personaggi. Dall'uomo che l'ha vista insanguinata e nuda camminare per strada, ai due geometri che affiancano Vittorio e appaiono come i bravi di don Rodrigo, a Ruggero che si trova invischiato negli affari di suo padre, a Michele che, scoperta la morte di sua sorella, torna nella casa dalla quale si era allontanato da anni, e inizia un'indagine che sempre più mescola famiglia e affari edilizi. Per tutto il racconto si avanza con un efficace ritmo irregolare nel fraseggio e nel tempo, con continui salti indietro a spiegare le dinamiche del presente e un'ambientazione ricca di scene dal mondo animale e entomologico, cui Lagioia attinge continuamente creando un parallelismo tra dinamiche di uomini e dinamiche di insetti, e non è scontato quale sia l'ambiente più ripugnante. Clara e Michele appaiono i protagonisti del racconto, il loro è  l'unico rapporto umano ed entrambi sembrano sabotare, sia con volontà che d'istinto, la realtà in cui sono nati e vissuti. Annamaria, Ruggero e Alberto, marito di Clara, sono personaggi che mi hanno colpito di più, così ben delineati da mettere paura, si erigono a punti riferimento verso il basso, nessun sentimento, nessuna commozione, nessun moto del cuore e, forse, nemmeno un'anima.
"La ferocia" ha la caratteristica di essere pervaso da un'atmosfera che risponde al titolo e non si smorza mai, un romanzo freddo e spigoloso, eppure capace di avvolgere il lettore, ma la coperta è quella dell'assenza di amore, di maternità, di benevolenza, fino a respingere il più comune istinto di solidarietà umana. Il tratto conclusivo, una dissacrazione del profano, sembra finalmente aprire quel cielo di piombo eppure in qualche modo ha ancora in sé il graffio inumano dei Salvemini.
Molto impegnativo e molto bello è candidato al premio Strega.

Titolo: La ferocia
Autore: Nicola Lagioia
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 19.50 euro

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