mercoledì 6 maggio 2015

Longbourn house. Jo Baker

Longbourn house. Jo Baker
Einaudi
La mia copia.
Grazie Jo Baker per aver sfatato il monopolio della perfezione di Elizabeth Bennet. Grazie davvero.
"Longbourn house" è un bel romanzo storico scritto con mano appassionata del periodo storico e dell'ambientazione, nonché consapevole di quanto Jane Austen abbia raccontato e di quanto, soprattutto questo, abbia tralasciato.
Jo Baker ha fatto un'opera di coerenza e riscatto davvero riuscita. Ha preso "Orgoglio e pregiudizio" e l'ha spogliato delle facciate bianche, dei vialetti, delle carrozze, del vento romantico di Brughiera, della passione spinta tra il fango della campagna inglese, dei cuori arditi e dei balli, delle aspirazioni e delle guerre con onore e delle divise lucide, delle eredità e dei riccioli che incorniciano visi e abiti stile impero e l'ha portato tra quelle persone che non hanno avuto voce, di sotto, dove fumano le cucine e si lava la biancheria in pentoloni messi a bollire. La protagonista è una sguattera, Sarah, una ragazza che fin dalle prime pagine si rivela acuta e capace, e mette davanti agli occhi del lettore i risvolti della vita nell'Inghilterra ai tempi delle guerre napoleoniche, quelli in cui la terra bagnata in cui Elizabeth affonda stivaletti e gonna non è la conseguenza di un'appassionata fuga dai restrittivi costumi dell'epoca, ma venti centimetri di terra secca da pulire. Sarah e il resto del personale di servizio vivono mentre si svolgono le vicende di "Orgoglio e pregiudizio", ma ne vedono altre prospettive, sono i personaggi funzionali all'economia della vita di allora, persone ai piani inferiori, quelli di loro competenza. Jo Baker prende le vite che la letteratura di Jane Austen aveva dimenticato se non per mettere loro in mano biglietti e vassoi, e le porta sulla scena, sotto le luci dell'essere i protagonisti della storia. 
I Bennet ne escono diversi, qualcuno migliore, altri meno connotati, Elizabeth, così giusta e luminosa, non appare in realtà consapevole del valore della vita della servitù, se non in un isolato momento di compassione e poco più. "Longbourn house" ha poi una sua trama, autonoma dal romanzo di riferimento, l'arrivo del nuovo valletto, una lunga parte dedicata alla guerra e i rapporti tra Sara e Mrs. Hills la cuoca arcigna e materna. L'illustrazione della società di allora è viva e concreta, la prospettiva avuta finora, quella della famiglia Bennet, di Darcy e dei balli in società si integra con quella di chi non possiede un vestito che non sia vecchio e dismesso da altri, di chi si alza col buio, ha rapporti umani ristretti e con dinamiche assodate difficili da mutare, se non con un evento dirompente. Mentre ai piani superiori si intrecciano amori e si sviscerano caratteri, giù in cucina, tra il porcile e il pollaio, accade qualcosa di altrettanto reale, ma allora trascurato,
Un romanzo che piacerà a chi ama Jane Austen, l'ambientazione storica è ben realizzata e così la diversa atmosfera e prospettiva sociale, Sarah non è romantica e idealista come Elizabeth, ma ha il grande pregio di apparirci più vera e per questo addirittura più moderna. La parola a quei muti personaggi di "Orgoglio e pregiudizio" quelli che anche la perfettissima Jane aveva trascurato, un po' "figli di un Dio minore" quelli che smacchiano la brughiera dai vestiti e non urlano nel vento il loro amore, i silenziosi sui quali si sosteneva la civiltà di allora.

Titolo: Longbourn house.
Autore: Jo Baker.
Traduzione: Giulia Boringhieri
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 18.00 €

1 commento:

  1. se la Austen avesse scritto della vita di chi faceva up-downstairs forse il libro non sarebbe stato molto letto..il Romanticismo e la sua epoca è stato prevalentemente un fatto di elite.
    Bino

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