martedì 6 ottobre 2015

Dracula. Bram Stoker.


                                    
Dracula. Bram Stoker. Mondadori. La mia copia.


Sostenevo che "Come tempestose" di Emily Bronte fosse un romanzo gotico, lo ripetevo spesso, finché a Natale del 2013 il mio libraio di fiducia, lo posso dire ora più di prima, mi regalò "Dracula" di Bram Stoker dicendomi che avrei capito come fosse un romanzo davvero gotico. L'ho iniziato, ma dopo poche pagine i pregiudizi e la paura me lo hanno fatto chiudere, l'ho lasciato, però, in posto sicuro in cui lo avrei ritrovato, e così è stato più o meno una settimana fa. L'ho portato in treno verso casa, ho ricominciato a leggerlo ed è successo l'imprevedibile, il romanzo è volato via, le parole sono corse sotto i miei occhi e sono arrivate fino in fondo veloci saltando l'ostacolo della paura. La struttura narrativa usata da Stoker è molto efficace sui lettori appassionati dei romanzi del XIX secolo e su chi ama leggere, oltre la storia, fin nell'anima dei personaggi: si procede per passi di diari di alcuni dei personaggi principali, così insieme alla storia ci sono i loro pensieri, tutti. Una polifonia in cui ogni suono si integra nell'altro consentendo una lettura unica. La storia è nota. Jonathan Harker parte dall'Inghilterra verso la Transilvania, deve incontrare il Conte Dracula per degli affari che segue per lui a Londra. L'arrivo al castello è indimenticabile, il buio, la forza e la compostezza del Conte, le stanze di libero accesso e quelle chiuse, il disagio che cresce in Jonathan, il modo in cui lo annota, le scoperte che si succedono e la paura che cresce costante ma non paralizza. 
La seconda parte del romanzo si sposta in Inghilterra ed è narrata da Mina Murray, fidanzata di Jonathan, e poi dal dott. Seward con riguardo alla loro comune amica Lucy e alla malattia che la affligge: il pallore eccessivo, le trasfusioni, quei due piccoli fori smarginati che le risaltano sul collo. Lucy viene vampirizzata mentre Mina è in Transilvania chiamata al capezzale di Jonathan che si trova in ospedale. Durante la loro assenza è l'Inghilterra a conoscere la non-morte del Conte che gettandosi su Lucy attira su di sé le indagini del dott. Seward, del collega olandese Prof. Van Helsing, del fidanzato Arthur e del fedele amico americano Quincey Morris. Inizia così la scoperta accompagnata dall'incredulità dei personaggi man mano che lo scenario del vampiro si svela sotto i loro occhi sostenuto dalla psicosi di Ranfield, un paziente del dott. Seward, zoofago e apparentemente delirante.

La storia in sé è talmente famosa che immaginavo non riservasse sorprese a parte la paura e l'orrore e invece il libro è grandioso e non solo per il racconto che di certo attinge a una certa superstizione già consolidata nel 1897, ma per la preziosa capacità dell'autore di cambiare registro ogni volta che muta la voce narrante e per la sua abilità nel rendere ogni riga un'indagine psicologica e intima. I personaggi sono all'altezza dello stile, le descrizioni sono minute, ma non noiose, anzi i dettagli diventano puntelli per tutta l'impalcatura del libro, sia che raccontino il Conte sia che lascino intuire il passato e l'indole di ognuno di quelli che si uniscono per combatterlo. Stoker arricchisce il racconto di osservazioni sociali e culturali non prive di una modernità lungimirante: dalla medicina alla storia medievale, dal costume europeo a quello americano, dall'interpretazione del passato alla voglia di futuro. Le atmosfere sono le più nere possibile, ma illuminate dall'intelletto e dall'ardore dei personaggi, su tutti Mina, donna misteriosa che segna le sorti di ognuno, accanto a lei il Prof. Van Helsing che dà ai suoi compagni, e al lettore, una lezione sulla necessiarietà di abbandonare ogni tipo di preclusione. Il retroscena sentimentale celebrato da tanti film, tra cui quello di Coppola, non trova mai esposizione nel romanzo, quell'amore che attraversa i secoli noto da tanta cinematografia rimane dietro la lettura, infondo ai motivi cui ognuno fa derivare le azioni del Conte.  

Leggere "Dracula" è stata un'esperienza decisiva dell'essere lettore, una vicenda che ha segnato l'immaginario che arriva fino a oggi, uno stile e una struttura affascinanti, un romanzo corale in cui i protagonisti per essere tali chiamano a loro più e più volte gli altri personaggi e regalano scene alle quali ripenso da giorni, come l'unica in cui Mina e Dracula sono insieme, fortissima nei gesti e nelle intenzioni. 

Il mio unico biasimo a questo romanzo va al finale, tirato via come se l'autore si fosse stancato, non è all'altezza del resto del libro, nè per tensione, nè per descrizioni o emozioni: una conclusione debole e scontata con l'unica eccezione dell'immagine del castello di Dracula che resta lì, dove è ancora oggi. 





Libro

Titolo: Dracula

Autore: Bram Stoker

Traduzione: Francesco Saba Sardi

Editore: Mondadori

Collana: Oscar

Anno: I edizione Oscar 1979, originale 1897, la mia copia 2012

Prezzo: 09,50 €

1 commento:

  1. È il secondo articolo nel giro di pochi minuti che leggo su Dracula... Una congiura universale per farmelo leggere? Di certo mi hai convinta. Lo metto in pila. Da troppo tempo non leggo un classico, quando ci vuole, ci vuole.

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