martedì 3 maggio 2016

Brooklyn. Colm Toibin

Brooklyn. Colm Toibin
Bompiani. La mia copia.
Brooklyn di Colm Toibin, è stato per me il romanzo giusto al momento giusto: pacato, ma con una grande domanda finale.
Eilis è una ragazza irlandese, vive in un villaggio con sua madre e sua sorella, i fratelli sono emigrati in Inghilterra per lavoro, il padre è morto. Dentro il loro piccolo nucleo femminile c'è la società irlandese degli anni '50, la ricerca del lavoro, gli occhi bassi e le buone maniere, la volontà di Eilis di diventare contabile, l'educazione religiosa e il solido riferimento individuato nelle persone di chiesa. Proprio un prete sarà l'uomo che cambia il percorso di Eilis creandole la via per New York, la possibilità di lavorare a un buon livello e con prospettive di crescita, cosa impensabile al paese, trovandole una sistemazione nella zona irlandese di Brooklyn. Eilis si trova quasi stretta in un complotto tramato da sua sorella Rose, col supporto di padre Flood, con l'obiettivo di assicurarle un futuro nella terra delle possibilità, in America. Così Eilis attraversa l'oceano, arriva Brooklyn, si stabilisce in una casa non sua, con una famiglia non sua, con ragazze che non conosce, in un ambiente nuovo dove anche i vestiti sono diversi dai suoi, in un lavoro che non è quello che sogna, con anche il cibo diverso da quello che conosce. 
Eilis è smarrita e Toribin ce lo racconta in modo semplice ma espressivo, restituendo il disagio e la nostalgia con un ritmo calmo, ma inarrestabile, scandito dal giorno che succede alla notte, dalle stagioni e dal colore del cielo, dando spazio all'immedesimazione e seguendo l'evoluzione del carattere, del fisico e della vita di Eilis. Proprio come se il lettore stesse assistendo a una vita che si svolge. Dopo quasi due anni a New York Eilis ha degli amici, un fidanzato, una vita quasi famigliare nella casa in cui alloggia, la stima del suo datore di lavoro, il riferimento costante in padre Flood, esperienze e dei vestiti "americani". E' integrata e sembra al suo posto, seppure a volte in lei si fa largo la sensazione che tutta quella realtà lontana da casa sia quasi troppa, e questa sensazione esplode quando è costretta a tornare in Irlanda per una visita in famiglia, e inizia a fare i conti con la distanza e la partenza, con la sua vita rimasta di là dall'oceano e con quella che aveva lasciato lì.
Eilis sarà per la prima volta faccia a faccia con le sue scelte e con le sue non-scelte, col corso degli eventi per come le è stato imposto, guidato o indirizzato da lei stessa, dalle sue azioni e dalla sua immobilità.
La descrizione di Brooklyn, del quartiere come fucina di possibilità, mosaico di comunità territoriali europee e religiose è molto emozionante, l'idea di costruire e costruirsi è presente in tutti i personaggi, con una tensione positiva stimolante. L'analisi sentimentale è articolata nei personaggi del racconto, quasi come se ognuno fosse il rappresentante di una sola emozione ed Eilis sembra la più consapevole e meno decisa al tempo stesso. 
Il finale di questo libro lascia addosso una domanda cui forse è meglio non rispondere, ma rivolgerla a sé stessi e di conseguenza andare.


Titolo: Brooklyn
Autore: Colm Toibin
Traduzione: Vincenzo Vega
Editore: Bompiani
Anno I edizione: 2009 
Anno edizione in foto: 2016
Prezzo: 14,00 euro

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