giovedì 5 settembre 2013

Scegliere con la vista.

La libreria è piena. Tutte le librerie lo sono.
Scaffali con libri stipatissimi e di cui si vede soltanto la costa colorata, tavoli con mosaici di copertine, spessori di ogni livello, caratteri minuscoli e caratteri da presbiti. C'è tutto e di tutto. si deve soltanto scegliere e si sa che le scelte sono crisi e dunque al via la crisi in libreria.
Il colpo di fulmine esiste nell'amore, pare, secondo me di certo esiste nella scelta dei libri. Ho abbracciato immagini di copertina, magari sostenute da un titolo che tocca qualche corda della mia sensibilità immediata, stringendo un volume che poi non lo lascio più. Lo cullo mentre resto in libreria un'altra ora, anche se ce n'è una pila intera, io non lo lascio. Lo compro. Sempre. Quella é la mia copia. Abbraccio e non mollo, come al mercato se becchi il vestito perfetto. Ché in fondo più o meno...
Il marketing funziona e ci sono case editrici che editano copertine da sogno come altre che, pur pubblicando capolavori non si allontanano da quelle immagini terribili di persone in cima alle colline in mezzo a vento e alberi, per niente evocative come, forse, si vorrebbe, semplicemente tutte uguali e bruttissime. Scegliendo in base al guscio si può perdere molto della polpa, é evidente che non sia l'unico discrimen, ma di sicuro non mi innamoro di una copertina con dei cup cakes disegnati sopra. C'è stato un momento che erano tutti dolcetti glassati, stecche di cannella e polvere di zenzero, per carità sfiziosi e solleticanti, ma del palato, non del cuore.
Il mio cuore, per esempio, lo ha toccato Einaudi, con la migliore copertina di ogni tempo, quella de Il giovane Holden, bianco e null'altro perché dare un volto a Holden è follia o Adelphi con quei colori accesi e non brillanti come i palazzi della mia amata Dresda e ogni altra casa editrice con tutte quelle copertine che non danno un volto al libro, perché parte della ricchezza della lettura è il volo che fa l'immaginazione e, se fin dalla scatola vedo gli occhi di un protagonista non mio, poi può essere difficile prescinderne. Il delicato equilibrio tra contenitore e contenuto, in cui il primo sia invitante e accogliente, ma non indirizzi il lettore. Ci sono libri che ho amato con tutta l'anima e che hanno delle copertine sbagliatissime e li guardo con tenerezza, mi dispiace per loro e se li regalo mi trovo sempre a giustificare la mia scelta. "non guardare la copertina, il libro è una meraviglia".
La prossima settimana in libreria a Roma, sceglierò i titoli che ho selezionato con la testa, in base a scrittori, trame e suggerimenti e poi i libri che saltano all'occhio e dall'occhio alla borsa.
E' quasi ora di scegliere.

Fonte: Pinterest e ripinnata su Il tè tostato.

1 commento:

  1. anche i libri non vedono l'ora di essere scelti...


    https://www.youtube.com/watch?v=o3-G6KRZrE8

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