giovedì 7 novembre 2013

Camus e un secolo intero.

Albert Camus
credits: Pinterest 
7 novembre 1913, nasce Albert Camus e muore prestissimo, nel 1960, quando ancora il mondo non ha iniziato a cambiare davvero. Essere nati a ridosso della prima guerra mondiale, vivere la seconda, ma non la rivoluzione culturale, né quella tecnologica, né la guerra fredda dal 1961 al 1989,  né il mondo che diventa ricco, né il mondo che fa finta di essere diventato ricco e rimanda i conti a domani. Né l'infinito cambiamento dell'essere e di come esistere. Una disdetta per chiunque, un pensiero che poteva evolversi ancora, ancora e ancora.
Camus, francese d'Algeria, vedeva nel legame tra le persone la possibilità di esistere e nell'assurdo che colpisce l'uomo l'impossibilità di esistere.
Laurea in filosofia, la sua tesi è stata pubblicata in Italia da Diabasis nel 2004 col titolo "Metafisica cristiana e neoplatonismo", attività di giornalista antifascista, fin quando nel 1940, avendo criticato in un articolo il governo algerino, incontra l'impossibilità di svolgere il suo lavoro nella sua terra natale e si trasferisce in Francia. In un paese occupato, nel paese in cui liberté, égalité e fraternité sono imbavagliate da bandiere rosse con disco bianco e croce uncinata, Camus lotta, con Sartre, nella Resistenza, scrivendo per il giornale clandestino della cellula partigiana Combat.
Albert Camus è un uomo che crede nell'integrità dell'uomo, nella dignità come aspetto imprescindibile del vivere e, per questa sua capacità e voglia di non rendersi schiavo dell'ideologia (di nessuna) sarà sempre critico nei confronti dei movimenti politici e culturali, condannando strenuamente il nazional-socialismo, poi criticando il marxismo ortodosso, allontanandosi dal comunismo fino al punto, a guerra finita, da lasciare l'UNESCO a seguito dell'entrata nell'ONU della Spagna del generale Franco. Integralismo ideale e concreto. La dignità faro che lo conduce vicino all'anarchismo francese.Camus difficile e serio pensatore muore nel 1960, prestissimo, in un incidente d'auto, finendo così non per la malattia, la tubercolosi, che da anni lo affliggeva. Camus è vissuto chiedendosi se ne valesse la pena, considerando il suicidio un nodo quasi concettuale da sciogliere. Vivere o no, l'assurdo, che Camus dipingeva quasi come una malattia comune a tutta l'umanità, fronteggiabile soltanto con l'agire nel segno di una solidarietà che motivasse l'esistenza. Camus e Sartre un mondo da studiare, dalla Resistenza alla voglia di resistere, dalla Resistenza a "La nausea". Immaginare che due uomini delle loro capacità e del loro spessore abbiano vissuto insieme un periodo dilaniante come l'opposizione all'occupazione nazista, pesare che entrami siano stati riconosciuti col premio Nobel, pensare che persone così potessero essere nella stessa stanza a discutere, immaginare di leggere i loro articoli in un dibattito attuale e chiedersi se, spettatori di quel dialogo, si sarebbe stati all'altezza di seguirlo. Pensare alla grandezza e sentirsi piccoli, beceri, e domandarsi ancora dove sono oggi i pensatori, perché ci sono di certo, da qualche parte, a reagire al nostro mondo, a reagire davvero.
L'esistenzialismo ateo, il valore dell'esistenza, un esistere che non contempla Dio, perché l'uomo ha solo se stesso per combattere l'assurdo, ma così combattendo, non si arriva al nichilismo.
7 novembre 2013, Albert Camus avrebbe compiuto 100 anni, più del "secolo breve" che ha vissuto soltanto a metà.

"Cos'è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no."
Albert Camus, L'uomo in rivolta

2 commenti:

  1. Figuriamoci cosa 'sentirebbe' oggi, cosa potrebbe dire sostenere combattere.
    "l'uomo in rivolta" se non trova in sè la dignità e l'integrità rischia di avere soltanto la "rivolta" come energia di vivere.
    ma è vivere? o è solo qualcosa?
    Anacleto

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  2. é ricerca di vivere perseguendo un fine superiore e superare così un contesto che non si riuscirebbe ad accettare o è una ricerca di sopravvivenza soltanto morale in nome di un valore ideale per il quale vale la pena di rinunciare alla vita?
    Un pensiero sfuma nell'altro.
    Adele

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