lunedì 11 novembre 2013

Vendere i libri...workshop da minimum fax.

Il mio attestato
Lo scorso fine settimana l'ho passato in uno di quei luoghi che gli appassionati di libri sognano.
Una casa editrice.
Di quelle vere, con dentro tutto ciò che ci si aspetta, scaffali di libri, copertine appese, fogli volanti, computer, persone che sembrano davvero interessate al loro lavoro e parlano di una routine che, per l'innamorato, sembra un giro sull'ottovolante. Che forse il paragone non regge, l'ottovolante non so nemmeno se esista ancora, ma la pancia fa su e giù se si entra dove succede ciò che ci emoziona.
Il tutto reso perfetto dall'essere a Roma, davanti al Tevere, da minimum fax.
Oltre a pubblicare e far leggere, minimum fax organizza dei corsi legati all'attività editoriale, strutturando una reale offerta formativa, varia nei contenuti e nelle modalità.
Esiste il super corso "Il lavoro editoriale" descritto qui ed esistono dei workshop.
Per uno di questi, precisamente "Vendere i libri", qualche settimana era stato aperto una sorta di contest, per cui inviando un progetto editoriale si sarebbe partecipato a una selezione per seguire il workshop gratuitamente. La mia idea è partita sul gong, appena prima del tempo limite, ma la fortuna è stata dalla mia e dunque eccomi là, per qualche ora a respirare aria di casa editrice.
Gli incontri, tutti tenuti dal personale della minimum fax, hanno ruotato intorno a tre macro aree, l'identità della casa editrice, gli aspetti commerciali imprescindibili per interpretarne, valutarne e proiettarne l'andamento, il web marketing.
Gli interventi su identità e web marketing mi hanno fatto molto riflettere sulle infinite possibilità di migliorare Il tè tostato, che non è certo un editore, ma è pur sempre qualcosa che parla di libri. L'obiettivo ora è elaborare e rivolgere a questo spazio le  idee e gli stimoli che ho ricevuto da chi questo lavoro lo fa.
La terza parte è stata particolarmente sorprendente e rappresentativa di una realtà sulla quale, in modo banale, non ho mai veramente riflettuto. Nel suo essere un esercizio commerciale la libreria mi potrà apparire, ora, non solo come il luogo in cui compro libri, ma anche quello in cui i promotori li promuovono, i trasportatori li trasportano, i librai li scelgono, li ordinano e poi forse, se non li vendono, li rendono. I numeri che descrivono tutto questo sono molti, sono sottili e disposti in quelle lunghe colonnine minacciose, eppure nascondono mille parole da leggere e capire. Questi numeri parlano di libri e allora vale la pena ascoltarli.
Un corso che non m'ha lasciata tale quale, con calma ne perfezionerò il frutto e si vedrà.

Ringrazio tutte le persone di minimum fax che ho incontrato per la loro diponibilità, competenza e pazienza e invito gli appassionati di libri ed editoria a provare a partecipare a qualche incontro, che non si finisce mai di scoprire se non si smette di cercare.



1 commento:

  1. Dove abito una libreria sta chiudendo per fallimento. E' sommersa di debiti. Il fatto mi rattrista molto.
    Confido nella potenza di internet che può ospitare pagine come questa, pagine pronte a salvaguardare e approfondire il rapporto con i lettori e tutto quell'amore per le parole che la classica libreria sa offrire.

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