mercoledì 12 giugno 2013

Conrad, Marlon Brando e Feltrinelli.

www.lafeltrinelli.it
laFeltrinelli sta lanciando una promozione molto interessante, i Classici della Universale Economica sono scontati del 25%. Ho scorso il catalogo, ho scelto qualche titolo. Oggi uno.
"Cuore di tenebra" di Joseph Conrad. E' il primo che m'è saltato agli occhi, ecco il link per vedere la scheda sul sito Feltrinelli, da cui per altro è tratta la foto accanto.
E' un romanzo breve, ma talmente intenso, meditato e da meditare che diventa lunghissimo.
Sicuramente uno dei libri più impegnativi della mia adolescenza, insieme a "La linea d'Ombra", sempre di Conrad, perché c'è un momento nella vita di chi ama leggere, che è il momento Conrad, più o meno tutti gli abbiamo dedicato il suo spazio. Ai miei occhi era un passaggio obbligato, poi ho scoperto quanto fosse stretto e arduo. Ancora oggi mi sembra così.
Un viaggio attanagliante nel cuore dell'Africa di fine ottocento, lungo un fiume, alla ricerca di qualcuno, nel tempo in cui l'avorio non era protetto e i guadagni nascevano dallo sfruttamento di popoli, territori e animali, molto più di oggi. (Forse). C'è un destino di morte per gli inferiori dettato dalle idee nobili dell'Europa ricca, c'è il buio del continente e delle menti che si credono più accese. Il delirio di un uomo che gestisce la Compagnia, la fatica e i pensieri del ragazzo che lo cerca. E certo alla fine una donna e, pare, poco prima, la rivelazione del proprio agire, del proprio orrore.
Ispirò Coppola e Apocalypse now, cosa che ho scoperto molto tempo dopo aver letto il libro, perché il film l'ho visto che ero già all'università. In una guerra diversa e nel secolo successivo, ho ritrovato lo stesso fiume, lo stesso giovane, lo stesso vecchio e, lo stesso orrore, quello che alla fine colpisce Marlon Brando.
Difficili entrambi, il film poi è lentissimo e fa salire una sensazione di precarietà e violenza in agguato, vigile e nascosta anche nel sudore dei viaggiatori, un'inquietudine costante. Mi è rimasta in testa la relazione contorta tra chi cerca e chi sfugge, tra il giovane che forse non sa imparare, da chi, con tanta esperienza, in realtà s'è talmente riempito d'odio da vomitarlo, di sete da distruggere per possedere, di bulimia da impazzire. Perché ci sono uomini per i quali non è impossibile pensare che "tutta la collina odorava di vittoria". In ogni secolo.

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