martedì 4 giugno 2013

Harry Potter ti porta in brughiera.

Venerdì scorso ho avuto una conversazione, ovviamente in libreria essendo venerdì, a proposito di letture intense e probabilmente femminili.
Il tutto è iniziato col mio acquisto di una copia di "Harry Potter e la pietra filosofale" che m'era sfuggito sabato scorso (oltre che negli ultimi 10 e passa anni), oggi invece l'ho finalmente trovato, ma in un'edizione ritradotta e qui nasce il problema. Si è animato un dibattito, tra donne lettrici della Rowling, in merito a quale sia la miglior traduzione e, sulla strana abitudine di alcuni traduttori o editor di modificare o italianizzare i nomi dei personaggi dei libri. Accertata la bontà dell'edizione disponibile, ho proceduto all'acquisto, ma il dibattito è continuato fino al momento in cui è uscito, condiviso tra la più giovane dei miei librai del cuore e me, il dramma della traduzione in "Giuseppe" del vecchio domestico di Wuthering Heights (ecco perché il post sul libro) . Sicuramente c'è stato un periodo storico in cui si tendeva a fare questi adattamenti "totali", ma ci siamo trovate d'accordo sull'inopportunità di vedere un Giuseppe domestico nella brughiera, anche perché poi Heathcliff come si traduce?
Ecco qui che da "Cime Tempestose" libro assolutamente perfetto, meraviglioso, intenso, anche gotico, come è stato giustamente osservato oggi, si è passati a Jane Eyre e da lì a lei, Elizabeth Bennet, che se la comanda nell'Inghilterra di tutti i tempi quale donna delle donne.
Posto che "Orgoglio e pregiudizio" non si discute, se pure non mi fa piangere, a me Lizzie m'ha un po' stancato (a me mi ci vuole ogni tanto!), poi da quando è diventata cinematograficamente anche una bruttina bellissima è davvero troppo.  Ma dopo Catherine e Elizabeth chi viene? Si attraversa il tempo e c'è lei Cecilia Tallis, e ne ho già parlato qui e qui, ed è una meraviglia di personaggio in un libro che non ho più aggettivi perché un libro senza aggettivi.  E indovina un po' chi ha prestato il volto a Cecilia Tallis? Niente meno che....rullo di tamburi...Elizabeth Bennet!
Wikipediare per credere.

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