giovedì 23 maggio 2013

Stoner. John Williams

Stoner. John Williams.
Fai editore. La mia copia. 
Stoner è un ragazzo che vive in una fattoria e ha uno strano padre che non parla mai e quando lo fa non è certo granché gentile, ma ha saputo, agli inizi del '900, che esiste una facoltà universitaria, agraria, in cui si insegnano cose che saranno utili per migliorare il raccolto e chiede al figlio di iscriversi. Uno strano contadino che genera uno strano figlio che nel suo vestito di panno scopre l'amore per lo studio, per la letteratura, per la filosofia, reindirizza il suo percorso e diventa ricercatore e dedica la vita alla letteratura. E qui inizia la sua vita piatta, piattissima, pare quasi senza emozioni. Senza storia. Non succede niente, o meglio, succede ciò che succede a tutti. 
Williams racconta una vita noiosa, piena di routine, un lavoro che non cambia, non va avanti né indietro, anzi, non va avanti perché i rapporti coi colleghi non sono sempre lineari, una moglie che rientra nelle cose da fare e non nelle passioni da vivere, una figlia distante, un amore inconfessato.  Stoner ha una vita che non sa di niente forse, o magari potremmo dire che proprio non c'è una storia, che non succede nulla, che manca l'avventura letteraria, la suspance, il colpo di scena. Accade solo la normalità dei fatti. Eppure ogni momento è raccontato e descritto con un amore infinito, la vita quotidiana è dipinta come se fosse straordinaria e vien voglia di andare alla finestra di sera, a immaginare le persone e le storie dietro le luci accese delle case di fronte. Quella sensazione di sognare la normalità che popola il mondo. Williams ha un tocco pieno di emozione e descrive ciò che è banale dandogli la sostanza che realmente ha, quella della vita vissuta, che si svolge dietro tutte le porte del mondo, senza la necessità di clamore. Eppure all'inizio c'è stato un contadino che non parla che ha spinto il figlio alla novità, al miglioramento e che ha saputo puntare sul futuro e, forse non aveva chiare le conseguenza di quel passo, ma ha inciso profondamente. Poi tutto si sviluppa in piano.  
E' un libro inconsueto, che parte freddo e diventa avvolgente e racconta sì tanta banalità, ma mi viene in mente che senza il passo straordinario di lasciare il proprio destino, quella normalità sarebbe stata diversa e quindi qualcosa, anche di grosso, all'inizio è successo, eppure è la parte di rigida del racconto.


Titolo: Stoner
Autore: John Williams
Traduzione: Stefano Tummolini
Editore: Fazi editore
Anno: 2012
Prezzo: 17,50 Euro 

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