giovedì 16 maggio 2013

Tenera è la notte. Francis Scott Fitzgerald

Le mie due copie.
Tenera è la notte è del 1934, troppo giovane per essere mio nonno e troppo vecchio per essere mio padre. Per questioni anche culturali comunque si trova più nella sfera del nonno...faccio questo pensiero perché è un libro con una storia a cavallo tra la modernità e la contemporaneità che fatico ad inquadrarla. Il libro ha subito molte stesure e manipolazioni ed anche un cambio di titolo quasi in corsa. Da "La vacanza del dottor Diver" a "Tenera è la notte".
Qui a lato le due edizioni in mio possesso, una del 1953 I coralli di Einaudi e la seconda del 2005.
Anni '30, Americani in vacanza in costa Azzurra, ville, cene tra la decadenza e il lusso, scogliere e mare, tra personaggi da inizio secolo e volgarità successiva. Lo sguardo appare duplice, quello maschile che osserva gli avvenimenti e che al contempo descrive i medesimi anche dalla prospettiva femminile. Marito e moglie. Medico e paziente. L'Europa con gli occhi dell'America passa anche per Roma, dove vive un amore iniziato nell'estate francese e, che da passione nella dolce notte tiepida pare sfociare in un rapporto con luci più sgranate, meno coinvolgenti. Un rapporto da consumare.
Il protagonista del romanzo è un medico, che ha con sua moglie una vita difficile per l'instabilità mentale di lei e, questo segnerà tutta la storia fino all'epilogo. Fino all'America. A casa.
Fitzgerald qui scrive e descrive e ragiona e indaga la mente e approfondisce i personaggi, scava dentro di loro e li trova. Resta da capire dov'è che la notte sia tenera.

1 commento:

  1. Leggi " l'ode all'usignolo " di Keats, forse deriva da lì.
    Bino

    RispondiElimina