lunedì 13 maggio 2013

Tre camere a Manhattan. George Simenon

Tre camere a Manhattan. Georges Simenon.
Adelphi. La mia copia

La mia copia, qui a fianco, riporta sulla prima pagina "gennaio 2005", il ché, secondo le mie abitudini, indica la data di fine lettura del libro. M'è venuto in mente oggi pensando ad Adelphi, che evidentemente è una casa editrice che non ha aggettivi tanto speciale sia il suo catalogo e, tanto bella sia stata l'idea delle edizioni così semplici, ognuna di un colore diverso. Le scelte cromatiche di Adelphi sono da pittore, ci sono mille toni e sfumature. E' chiaro (per me) che per ogni titolo mi chiedo se avrei usato lo stesso colore in cui è stato editato. Tre camere ha Manhattan è di un azzurro polvere perfetto.
Simenon scrive come se camminasse. Un gesto naturale e preciso. La storia è struggente, un uomo e una donna non si conoscono, ma passano una notte insieme per le vie di Manhattan e per loro diventa impossibile separarsi. Un colpo di fulmine o un colpo di bisogno non lo so, ma lei indossa tacchi altissimi e lui è un uomo e la porta nel suo appartamento. Nelle sue tre camere. E lì si svolge uno strano amore quasi classico, ma difficile. Sono gli anni '40 del novecento e tutto è complicato. New York sembra già così profondamente New York, quella dove una donna, anche elegante, esce da sola e va a bere l'americanissimo drink, ci sono i taxi e la notte e le finestre, quelle coi vetri a ghigliottina.
Sembra di vedere ogni passo, è un libro breve, va veloce. 
Romaticissimo.

4 commenti:

  1. Penso che parlare di Simenon scrittore sia impossibile..onnivoro della vita aveva un interesse diretto e precipuo per le persone, i suoi scritti sono studi della 'persona' e dei suoi contrasti,ma quanta differenza nel descivere le collacazioni, le ambientazioni, anche nello stile ora asciutto ora molto meno limpido,penso volutamente.
    La differenza con i gialli esiste, ma non piu' di tanto. Giancleto

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  2. Forse lòe tre camere erano senza vista o con vista squallida, così l'attenzione era tutta per gli interni, fino all'introspezione. Ezio

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  3. grazie per la recenzione, lo leggerò.

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  4. Immagina un film tratto da un libro di Simenon, possibili solo bianco e nero o colori sfumati tipo 'seppia'.
    Bino

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