lunedì 6 maggio 2013

Un inverno con Baudelarie. Harold Cobert

Un inverno con Beudelaire. Harold Cobert.
Elliot. La mia copia.
Sono famosi i clochard di Parigi, ma raramente ci si ferma a pensare come si arriva a quella vita. Questa è la storia di un ragazzo poco più che trentenne che perde il lavoro, si separa dalla moglie, lascia la sua casa e presto non avrà più di cosa vivere e finisce per strada. Philippe inizia così un percorso tra le vie di Parigi, tra le persone senza volto che le popolano, provando cosa significa non avere nulla, travolto dalla vergogna di ammettere ai suoi genitori e a sua figlia che non ha prospettive, che ha bisogno di aiuto, che vive sul marciapiede. La lotta per non cedere alla disperazione dell'alcol, la violenza per gli angoli più caldi della città e finalmente Baudelaire, un cane che lo difende e riporta il calore nella sua vita. Fedele, generoso e caldo. Sempre presente. L'unione con Baudelaire e la scoperta di un rivoluzionario battello sulla Senna, porteranno nella vita di Philippe nuova speranza e persone disponibili, aiuto e consapevolezza dell'avere ancora dei diritti. Baudelaire conduce Philippe a nuovi amici e al recupero di se stesso e di sua figlia. Una favola attuale, la condizione dei padri che allontanati dalla propria famiglia possono non farcela e della paura che blocca, dell'umanità che può trasformarsi in bestialità, ma ricominciare a vivere di amore. Un inverno drammatico che apre a una primavera di gemme e boccioli.
Un libro molto scorrevole, facile da leggere, che aggiunge in conoscenza e pungola la sensibilità.

2 commenti:

  1. Libro eccellente, favola della crisi attuale. Speranza e sentimenti, sfiga che per un attimo guarda da un'altra parte.
    Non ci contate. Alfonsina

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  2. Baudelaire come Clarence l'angelo od Harvey il coniglio, sempre con James Stewart o piuttosto come un moderno deus-ex-machina di Euripide o come valore dell'amore comunque esso sia,pur nella indifferenza umana.
    o come occasionale risveglio della coscienza che comprende che nella società c'è tutt'ora una mano offerta, una possibilità pur tenue.

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